8.4

Redazione

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Assassin's CreedAssassin's Creed - Recensione 49

Crociati, templari, guerra santa. Scoprite assieme a noi Assassin's Creed, il nuovo affascinante titolo sviluppato da Ubisoft.

Il successo di Splinter Cell e la voglia di un Prince of Persia in alta risoluzione sono stati i due motivi alla base dell'hype generatosi intorno al progetto dell'assassino di Ubisoft. Dal 2005 la produzione di Jade Raymond si è concessa al nostro sguardo, lasciando intendere ad una naturale fusione tra i due brand della casa francese. Ora Assassin's Creed è uscito, lo abbiamo giocato, e possiamo tirare le debite conclusioni. Non è Splinter Cell, non è Prince of Persia, ma un ibrido carico di trascinante magnetismo e una discreta ambizione. Ma anche diversi difetti.

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Niente è reale, tutto è lecito

Il protagonista è Altair, misterioso figuro incappucciato, cinico, spietato, agile esecutore in un periodo lontano, medievale, cupo, quello della Gerusalemme della terza crociata. Un'avventura d'altri tempi, o quasi, visto l'incredibile colpo di scena, il big twist architettato superbamente da Ubisoft nei primissimi minuti di gioco. Svelarne i contenuti è un autentico delitto, ma possiamo anticiparvelo, chi si aspetta una storyline convenzionale rimarrà molto sorpreso. Ci sarà parecchio da discutere sulle scelte attuate per la narrazione, i messaggi nascosti e le sottili metafore, esattamente come le controverse metaopere di Hideo Kojima (che non a caso ha molto gradito!). Ma quello che ci interessa in sede di recensione è l'Assassin's Creed videogioco. Termine che calza un pò stretto (nel bene e nel male), AC è più un'esperienza, un'esperienza che però non tutti potrebbero essere in grado di apprezzare. L'inizio dell'avventura vede il nostro eroe privato di ogni potere e pronto a risalire i ranghi della setta di cui fa parte, come si conviene alle grandi produzioni (chi ha detto Metroid? Castlevania?). Ci troviamo presto a vagare per lande ostili col nostro fido destriero, alla ricerca di nove vittime scelte dai capi del nostro clan. Altair deve trovare queste persone attraverso una serie di indagini in ognuna delle tre città principali realizzate per il gioco: Damasco, Gerusalemme e Acri. E una volta raccolti gli indizi, accordarsi con i capi delle relative dimore degli assassini per elimniare il bersaglio.

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Sono qui tra voi per lanciare un monito!

Le città sono senza ombra di dubbio le protagoniste assolute di questa produzione, elemento cardine su cui si sviluppano tutte le idee ludiche. E dobbiamo ammetterlo, la loro resa è semplicemente sensazionale, grazie al motore proprietario sviluppato da Ubisoft Montreal. La quantità di poligoni a schermo è mozzafiato, con un campo visivo quasi infinito, che permette di scorgere anche i particolari più irrilevanti. Tutto questo non è a carico del dettaglio, texture, effetti, hdr e resa del protagonista e gli innumerevoli abitanti che popolano le strade risulta eccellente. Un motore grafico di nuova generazione non può ottenere da solo un effetto simile, l'enorme coinvolgimento provato dal giocatore verso il suo alter ego digitale e il mondo che lo circonda è ottenuto grazie anche ad una sapiente ricerca artistica, che comprende l'architettura, i costumi, le animazioni, i suoni. Siamo ai livelli delle migliori produzioni cinematografiche e, lasciatecelo ripetere, Altair è uno dei personaggi più riusciti mai visti in un videogioco, da affiancare senz'altro al Dante di Capcom in termini di carisma e fascinazione. Tutto visivamente è curato in maniera maniacale, frutto di accurati studi sulle armi, le uniformi e le usanze dell'epoca. Dal lavoro certosino sullo stesso culto degli assassini, che presentano la mano sinistra priva dell'anulare, in modo da favorire un pugnale retrattile nascosto sotto il braccio, semplicemente favoloso. Non da meno si rivela la colonna sonora curata da Jesper Kyd, già autore di Hitman e Kane & Lynch. Le musiche sono una combinazione di freddi suoni ambientali e delicate piece sinfoniche, un contrasto assolutamente in sintonia con la trama visionaria scritta da Ubisoft. Le due versioni del gioco sono molto simili, con quella Xbox 360 leggermente in vantaggio su quella Playstation 3, grazie ad un framerate più stabile in alcuni passaggi e la presenza minore di fenomeni di tearing.

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Strage in Terra Santa

Purtroppo gli aspetti non sono tutti positivi, qualche cattiva notizia arriva dal versante del gameplay, che soffre alcune scelte discutibili da parte del team di programmazione. Abbandonata la strada dell'avventura classica (le fasi a cavallo sono abbastanza pretestuose) si è deciso di abbracciare la filosofia del sandbox game, tanto caro a Rockstar nel suo massimo esponente GTA, arricchendolo con qualche elemento platform. In particolar modo durante le scalate sui tetti per sfuggire alle numerose guardie disseminate nelle città attraverso ripari contestuali. Tutto questo in sostanza funzionerebbe se la milizia possedesse un adeguato potere offensivo, ma così purtroppo non è, e basta avanzare nell'avventura per fare in modo che Altair acquisisca delle speciali mosse in grado di debellare ogni attacco, rendendo addirittura inutile e quasi controproducente la fuga. I combattimenti sono piuttosto divertenti, e vedono il protagonista sfoggiare una galvanizzante serie di coreografiche mosse, ma alla fine, complice la semplicità di fondo e la poca reattività nemica, Il tutto si risolve in autentiche stragi che richiedono il minimo sforzo al giocatore, ma senz'altro una grande dose di pazienza per la loro durata. La faccenda si complica nella parte finale, eccessivamente sbilanciata sugli scontri alla lama bianca, l'epilogo risulta piuttosto ridondante e ripetitivo, senza alimentare mai un vero senso di sfida nel giocatore.

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Strage in Terra Santa

Altissimaaaa!

AC esorta continuamente il giocatore ad estenuanti scalate, queste servono per raggiungere i punti panoramici per ottenere le coordinate degli obbiettivi. Spesso si raggiungono altezze vertiginose, dalle quali il nostro eroe si esibirà nel caratteristico "salto della fede", ergo con una soffice balla di fieno sotto pronta ad aspettarlo!
In un particolare momento, nella città medievale di Acri, potremo scalare una gigantesca cattedrale. Sarà un compito più impegnativo del solito, poiché al contrario degli altri punti panoramici, dovremo valutare con attenzione le zone di appiglio. E' probabile che l'impresa richiederà più di un tentativo, ma la soddisfazione arrivati in cima sarà grandissima. Si tratta in assoluto del punto più alto raggiungibile in tutto il gioco, dove potrete godervi l'impressionante campo visivo dell'engine poligonale, e attenti a non cadere! Molto si chiederanno il senso di questo box. Beh, non ci sarebbe dispiaciuto avere più momenti come questo durante l'avventura...

Secondo commento

di Antonio Fucito

Le crociate, i templari e gli assassini, rappresentano un argomento estremamente affascinante. Ubisoft da questo punto di vista è stata straordinaria nel riprodurre sottoforma di videogioco un mondo carismatico e coinvolgente, che ti rapisce nella sua narrazione e che dispone di città vive e pullulanti di persone. L'impatto col gioco è quindi eccezionale, la classe si intravede in ogni più piccolo particolare, e personalmente mi è piaciuto molto il sistema di controllo, che se fosse stato meno "automatico" avrebbe inficiato negativamente sulla volontà di riprodurre un assassino estremamente abile e capace di prodigarsi nelle azioni più disparate, facendo sopraggiungere la frustrazione. E' un vero peccato quindi che la parte puramente giocosa sia minata da alcuni problemi di fondo, che partono dalle sezioni a cavallo, che potevano essere sfruttate in maniera decisamente migliore, per arrivare alla poca diversificazione tra le varie quest e città, con compiti che si ripetono continuamente e che nella seconda metà gioco inducono spesso ad essere saltati per portare a termine il titolo. Siamo davanti ad un brand dalle potenzialità elevatissime, che nei prossimi capitoli può esplodere proponendo meccaniche ancora più adeguate e sfruttando meglio le infine possibilità che una realizzazione così ben fatta delle città mette a disposizione. Non lasciatevelo sfuggire ad ogni modo, merita assolutamente di essere provato.

Commento

Assassin's Creed approda finalmente sulle nostre console, non riuscendo ad accontentare del tutto l'hype generato dalla sua presentazione. La scelta di impostare il gameplay sulla completa libertà d'azione si scontra con alcune lacune e una certa tendenza alla ripetitività. Elementi che potrebbero infastidire chi cerca un'avventura in grado di reinventarsi continuamente, cosa che purtroppo il kolossal Ubisoft non riesce a fare, oltre al non presentare una sfida consistente lungo le non poche ore neccessarie a terminarlo. Sono evidenti fino in fondo i compromessi accettati per una produzione che avrebbe richiesto tempi infiniti per essere conclusa. Ma pur con i suoi difetti, abbiamo un titolo visivamente magnifico, con un'atmosfera unica ad elevato coinvolgimento, un'esperienza assolutamente da provare, potreste innamorarvene perdutamente. Dal canto nostro non nascondiamo un certo dispiacere per quello che poteva essere non solo un capolavoro, ma un riferimento per un nuovo genere. Nonostante questo, si tratta di un inizio promettente per il futuro della saga. Pro: Tecnicamente maestoso Personaggio principale carismatico Grande coinvolgimento e narrazione Contro: Alla lunga molto ripetitivo Poca sfida I combattimenti meritavano una cura maggiore