Battle RealmsBattle Realms 

Giappone: epoca feudale. Samurai e eroi si destreggiano nell'arte della spada e della magia. Se la vostra passione sono gli strategici con elementi di RPG, Battle Realms fa per voi.

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La storia

“Il mio nome e Kensij e sono l’ultimo discendete dell’onorevole Clan del Drago”: comincia pressappoco così la storia narrata da Battle Realms.

Un tempo il Clan del Drago era l’unico esistente e la parola guerra era solo un lontano ricordo. Poi, all’improvviso, pestilenze, raccolti andati a male e soprattutto l’Orda. Truce armata delle tenebre composta da mostri maligni e malvagie creature. Davanti ad una forza tanto devastante quanto inarrestabile al pur potente Clan del Drago non rimase che scappare ed abbandonare le proprie terre, i propri averi e le proprie case.
Questo però non saziò la sete di sangue dell’Orda tanto che continuò a braccare sempre a meno distanza i fuggitivi; il capo del Clan (Talan il vecchio) decise quindi di sacrificare il loro tesoro più prezioso: L’occhio del Drago, un potente ed arcano artifizio intriso di magia. La gente si salvò, l’Orda fu fermata ma il prezzo pagato fu altissimo: una profonda gola infatti, creata dagli sconvolgimenti tellurici provocati dall’incantesimo scaturito della pietra, divise i profughi dalla loro terra madre, in pochi anni il Clan finì allo sbando e fu sostituito da altri tre Clan. Il Clan del Serpente casa dei diretti discendenti di Talan il vecchio, quello crudele e dedicato alle arti arcane del Loto ed il Clan del Lupo, barbaro e relegato alla vita nei boschi.

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La storia

Compito di Kensij (che, se non l’aveste ancora capito, sarà il vostro alter ego digitale) è quello di riformare il Clan del Drago, ritrovare la sfera del Drago e salvare il mondo dalla nuova imminente ondata di terrore. Vi pare poco?
La trama di gioco si evolve quindi in maniera “dinamica”, starà al giocatore decidere da che parte stare (seguire il sentiero dei giusti o perdersi per la strada oscura?) e decidere di volta in volta quali province combattere o quali risparmiare. In questo modo sarà possibile rigiocare più volte la stessa trama ma vista da punti di vista differenti.

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La grafica zen ed il sonoro introspettivo

Battle Realms si presenta come il più classico degli RTS. La grafica del gioco è interamente 3D, il terreno di gioco sembra pre-renderizzato mentre tutte le unità sono splendidamente animate in tempo reale. Pur implementando features tridimensionali rimarranno delusi tutti quelli che speravano di poter muovere la propria “telecamera digitale” a piacimento per tutto lo scenario di gioco: ben lungi dall’essere un difetto, la visuale infatti è fissa e come impostazione ricorda moltissimo i classici del genere quali Command & Conquer e l’arcaico Warcraft.
Il punto in comune con il passato però è solo questo: la grafica di Battle Realms infatti è un vero esempio di arte zen. I colori sono puliti, i contorni nitidi, ogni singolo dettaglio è curato in maniera quasi maniacale. Non bastano gli screenshots per descrivere la magnificenza grafica di questo gioco. A prima vista sembra di trovarsi davanti nulla di sbalorditivo ma più si va avanti nel gioco e più si apprezzano i riflessi dei torrenti d’acqua, gli spruzzi delle cascate, i giochi di luce che si hanno al cambio del tempo atmosferico, gli spruzzi di sangue durante i combattimenti più sanguinari.
Le animazioni dei personaggi (e degli animali) sono ottime e dispiace non poco il fatto di non potere di tanto in tanto zoomare sui personaggi per poterne apprezzare tutti i tocchi di classe: dal contadino che si china per raccogliere l’acqua creando increspature sulla superficie del laghetto fino all’agile leggiadria mostrata da Kensij nell’uso della spada durante i numerosi combattimenti.

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La grafica zen ed il sonoro introspettivo

Stonano un po’ in tutta questa magnificenza grafica gli intermezzi animati (il quale pare sfruttare lo stesso motore grafico utilizzato della parte giocata) che seppur di ottima fattura non riescono a reggere il confronto con quelli di titoli, ormai anzianotti, come Red Alert.
Le musiche sono oneste, più pensate come accompagnamento di sottofondo che non come sinfonie a se stanti sono comunque piacevoli e, com’è ormai moda, seguono il ritmo e l’azione di gioco: in questo modo udiremo melodie rilassanti durante le fasi meno concitate mentre, durante i combattimenti, potremo percepire arrangiamenti e motivi che sottolineano l’epicità di quei momenti (in pieno stile Braveheart), ogni fazione ha il proprio repertorio personale e comunque è possibile definire una propria playlist personalizzata da ascoltare durante le sessioni di gioco.
Anche gli effetti sonori svolgono egregiamente il proprio ruolo: diversificati anch’essi a seconda del Clan utilizzato (soprattutto le voci) sono tutti molto ben caratterizzati.

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Il gameplay. Lo Yin, lo Yang ed il segreto della carta contro il sasso.

Come già scritto in precedenza Battle Realms si presenta con un pedigree di prima qualità e durante tutte le fiere del settore e le numerose preview ad esso dedicate molti si sono lanciati nel tessere numerosi lodi per questo titolo.
Diciamo subito che, così come l’impostazione grafica, anche il gameplay e l’interfaccia di gioco di Battle Realms hanno lasciato poco spazio alla sperimentazione più spinta (come fece invece lo scorso anno David Perry con il suo Sacrifice) ed alla ricerca di rischiose innovazioni che avrebbero potuto minare il feeling con gli appassionati di questo genere di giochi fin dai tempi dell’ormai vetusto Dune II.
Questo non vuol dire però che il gioco non presenti delle interessanti innovazioni. Anzi, dopo anni mi sono trovato a dover abbandonare le ormai consolidate tattiche di gioco affinate in tanti anni di esperienza videoludica per, ad esempio, ritrovarmi nei boschi del Giappone medioevale ad attuare tattiche di guerriglia in pieno stile “Robin Hood con gli occhi a mandorla” .
Strizzando l’occhio a Sacrifice in Battle Realms è stato implementato l’uso dei punti Yin e Yang, in poche parole ogni volta che si vince uno scontro armato si guadagnano punti (Yin per i clan “buoni” e Yang per quello “caotici”) in maniera direttamente proporzionale alla distanza dalla nostra base, questi punti sono necessari per poter incrementare le caratteristiche fisco/psichiche dei propri combattenti o per poter assumere “eroi” che possano aiutare, grazie al carisma ed alle loro abilità speciali, le truppe nella riuscita delle nostre missioni.
In questo modo si è cercato di combattere il modo di giocare che consiste, in pieno stile Trapattoniano, nel chiudersi in difesa e sferrare l’attacco finale una volta accumulate abbastanza risorse belliche.
In verità l’intenzione è buona ma i risultati lo sono solo per metà, questi punti infatti si guadagnano anche stando in difesa e sconfiggendo le truppe attaccanti, inoltre i punti si guadagnano abbastanza in fretta ed ad un certo punto nelle missioni non si sa quasi cosa più farsene, almeno fino a quando i giochi non cominciano a farsi veramente “duri”…

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Il gameplay. Lo Yin, lo Yang ed il segreto della carta contro il sasso.

Molta attenzione è stata riposta nell’interazione con l’ambiente di gioco, stiamo parlando del famigerato Living System: potremo mandare i nostri peones a catturare i cavalli per poi addomesticarli e utilizzarli come animali da soma o destrieri da battaglia, potremo nasconderci (letteralmente) nei boschi in attesa di rinforzi, tuttavia dovremo cercare di non muoverci troppo repentinamente o troppo in massa perché gli animali scapperebbero spaventati e così avvertirebbero il nemico della nostra presenza.
Notevole importanza viene rivestita dalle caratteristiche stesse del territorio, oltre al già citato utilizzo dei boschi, è interessante notare che sarà possibile sfruttare a nostro vantaggio anche la pendenza del terreno su cui stiamo combattendo: se attacchiamo dall’alto avremo maggior visibilità ed i nostri attacchi (specialmente quelli a distanza) saranno letali, se invece abbiamo la sfortuna di dover affrontare un salita vedremo le nostre truppe avanzare più lentamente del solito ed essere alla mercé del nemico. Inoltre sarà conveniente costruire i nostri villaggi nelle vicinanze di torrenti e laghi, infatti l’acqua riveste grande importanza nell’economia del gioco: ci serve per irrigare i campi di riso, per spegnere gli incendi appiccati alle nostre costruzioni dai nemici durante i loro attacchi. Inoltre l’acqua, insieme al riso, è la risorsa fondamentale utilizzata per la costruzione delle infrastrutture e per il mantenimento dei nostri uomini durante il loro training nelle apposite strutture.
Ah, stavo dimenticando, diversamente dagli altri titoli similari in Battle Realms bisogna di volta in volta decidere se avvantaggiare la parte militare o quella produttiva del nostro sistema microeconomico: le unità infatti non si comprano in apposite strutture ma vengono formate “allenando” i nostri contadini in uno o più centri di addestramento. Ciò vuol dire che spesso ci troveremo a dover sacrificare la grandezza del nostro esercito per assicurare al nostro villaggio un sufficiente apporto di risorse: il famoso detto “braccia rubate all’agricoltura” non è mai stato così veritiero.
Questo, considerando anche che il numero totale di Unità che potremmo comandare non sarà mai molto elevato, fa subito intuire quanto i designer del gioco abbiano deciso di spostare l’attenzione del giocatore sulla vera e propria componente tattica dei combattimenti (chi si ricorda la serie di Myth ha ben presente quello che intendo) che non sul classico schema di produzione esasperata su cui poggia il paradigma “più costruisco, più armate avrò, più possibilità di vincere ci saranno”.

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Il gameplay. Lo Yin, lo Yang ed il segreto della carta contro il sasso.

Le strutture di addestramento non sono poi molto numerose (in genere sono una per area di combattimento: magico, a corpo e a distanza) ma sono utilizzabili in combinazione per trasformare un inetto bracciante in un esperto conoscitore di una o più arti marziali.
Le unità sono personalizzate per ogni clan ed ottimamente bilanciate (anche se il Clan del Loto sembra essere un poco più avvantaggiato degli altri), certo non sono moltissime ma è encomiabile lo sforzo per far si che ognuna di esse possa risultare utile, se non fondamentale, per la buona riuscita dei nostri piani di conquista. Può sembrare strano ma non è più sufficiente costruire un’armata formata da sole truppe d’elite per renderla invincibile: ogni tipologia di soldato infatti, dalla più “scaciosa“ a quella più avanzata ha caratteristiche uniche ed assolutamente necessarie durante gli scontri. Peccato solo che spesso, specie nelle prime ore di gioco, ci si ritrovi un po' spaesati e si faccia fatica a collocare una data tipologia di combattente in una determinata fascia di utilizzo, questo perchè esitono ancora determinate classi tuttofare (come quella del Samurai) che possono portare sia attacchi da lontanto che lanciarsi nel combattimento corpo a corpo. Inoltre si sente la mancanza di alcune unità altamente specializzate come quelle navali o quelle aree, per questo ci toccherà forse aspettare Battle Realms II.
L’intelligenza artificiale dei nemici sembra ben congegnata, a seconda del clan e dell’unità potrà succedervi di essere provocati per essere attratti in qualche trappola, di essere attaccati contemporaneamente su più fronti o di essere braccati quando scappiamo schiacciati da una netta inferiorità rispetto al nemico.
Le proprie truppe invece risultano essere fin “troppo” intelligenti, può sembrare un paradosso ma purtroppo è così. L’idea di fondo è molto buona ovvero tutti i nostri soldati hanno una vista molto acuta e spesso pensano da soli a dirigersi verso zone poche coperte per difenderle dagli attacchi (che spesso ci possono sfuggire) degli avversari, tuttavia se questo in certi casi è un pregio in molti altri risulta essere una lama a doppio taglio, negli assalti più concitati e caotici infatti è difficilissimo far fare alla nostra carne da macello quello che vogliamo, vi posso assicurare che più di una vota ho dovuto ricaricare uno scenario solo perché una mia squadra non ha attaccato il bersaglio da me prescelto ma si è perso per strada “distratto” dal altri target. E pur vero che esiste, nello specifico caso, un comando FORZA ATTACCO ma è anche vero che spesso si è troppo presi dal corso degli eventi per schiacciare questo o quel tasto.
Altro difetto è rappresentato dal fatto che, ormai abituati ai fasti di Age Of Empires, spesso si senta la necessità di poter organizzare le nostre truppe in determinate formazioni di attacco (a testuggine, ad incudine, ...) facendo in modo, ad esempio, che i tiratori stiano dietro ed i picchiatori davanti. Purtroppo tutto questo bisogna farlo in maniera quantomai artigianale (e con risultati alterni) creando più gruppi specializzati (con l'ormai classico CTRL+NUMERO) e spostandoli continuamente configurando la posizione dei vari gruppi secondo le nostre preferenze.
Un vero peccato, sopratutto considerando la marcata impostazione tattica di questo gioco.

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Multiplayer

E’ possibile sfidare altri giocatori umani sia su LAN che su Internet, in questo caso non è stato creato un Network proprietario di gioco stile BattleNet ma ci si è affidati al servizio gratuito offerto da GameSpy. La comunità non è ancora molto numerosa ma fin da adesso con un po’ di pazienza è possibile trovare avversari umani con relativa facilità.
Le opzioni di gioco sono identiche a quelle pensate per le skirmish in modalità SinglePlayer. Sarà quindi possibile decidere il numero di giocatori (quanti umani e quanti guidati dall’IA del computer) con relativi Handicap. Si potranno definire eventuali alleanze gia prima di cominciare la partita più altre variabili d’ambiente come il fattore di crescita del riso, la grandezza iniziale degli eserciti e delle popolazioni di partenza o altro. Immancabili le diverse modalità di gioco: dal classico Capture The Flag ad alcune innovative come quella denominata “Carestia” caratterizzata dall'assoluta esiguità di risorse. C’è ne è per tutti i gusti insomma
Al momento non è inclusa alcun editor di mappe, ma quelle già presenti sono abbastanza numerose e ben congegnate. Nessun particolare è stato lasciato al caso ed anche questa sezione sembra ben pensata. Che sia finalmente giunto il momento di spodestare la supremazia di Blizzard nel cuore di tutti i giocatori di RTS on Web? Beh … io non escluderei del tutto questa possibilità …

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E tutti vissero felici e contenti

Se non si fosse capito leggendo fino ad adesso ve lo dirò ora: Battle Realms è un gioiello.
Certo, non sarà rivoluzionario, non è certo esente da alcuni difetti, ma rappresenta un ennesimo passo in avanti verso lo strategico definitivo. E' un gioco da scoprire in continuazione senza sosta: i tocchi di classe sono numerosi ed anche dopo molte ore di gioco questo titolo non mancherà di stupirvi con una qualche finezza estetica o con qualche nuova sfida tattica. Io stesso durante l’analisi di questo titolo ho dovuto ricredermi più volte su certi aspetti del gioco, ed ho sempre cambiato idea in meglio! Ci sarebbero decine di altre particolarità che potrei descrivervi … ma non voglio rovinarvi la sorpresa.
Il multiplayer è ben bilanciato e promette ore di scontri con giocatori di tutto il mondo, mentre la difficoltà delle missioni in Single Player è in grado di soddisfare anche lo stratega più ferrato.
Alcune carattaristiche rendono il gioco più adatto a giocatori "navigati" che non ai novellini del genere: il manuale infatti non è molto completo e lascia spesso il giocatore in balia del proprio destino, le missioni del Tutorial sembrano essere state pensate in maniera superficiale e già dopo le prime 4/5 missioni la difficoltà comincia ad essere ardua. Riassumendo: se volete trarre divertimento da questo titolo dovrete, almeno inizialmente, mettere in cantiere il fatto che potrebbe essere leggermente frustrante.
Non possiamo dire se Battle Realms salirà nell’olimpo dei videogiochi indimenticabili, sicuramente possiamo dire che Battle Realms è un capolavoro e saprà appassionare sia i principianti desiderosi di dedicarsi anima e corpo a questo gioco che, soprattutto, i veterani del genere.

Battle Realms

In questi ultimi tempi abbiamo potuto assistere al diffondersi sempre più marcato, anche in ambito PC, di titoli che si ispirano in maniera più o meno accentuata alla cultura orientale. Stiamo parlando di giochi come l’MMORPG “The Legend of Mir”, “Throne of Darkness” della Sierra, od il meno recente Shogun: strategico in tempo reale (per gli amici RTS) che ci portava al comando delle armate del medioevo cinese.
Oggi ci troviamo a commentare un nuovo RTS ambientato però nelle terre patria di Samurai e Geishe. Stiamo parlando, ovviamente, dell’attesissimo Battle Realms.
Battle Realms è la prima produzione della Liquid Games, Software House fondata da Ed Del Castillio: ex dipendente Westwood e, soprattutto, ex (co)designer di titoli del calibro di Red Alert e Ultima IX.
In un genere quanto mai inflazionato come quello degli strategici in tempo reale è sempre più difficile riuscire a trovare titoli che sappiano dire qualcosa di nuovo e quindi la sfida lanciata da Castillio è stata sicuramente coraggiosa. Vediamo insieme se questa sfida è stata vinta o se invece Battle Realms è uno di quei titoli dai buoni presupposti che però, per un motivo od un altro, non riesce a mantenere tutte le promesse.
Dal menu di gioco potremo decidere se seguire un breve tutorial (non molto utile a dir la verità), se cimentarci subito in partite Multiplayer, se organizzare delle veloci battaglie “skirmish” (personalizzabili sotto ogni aspetto dal numero di fazioni coinvolte alla morfologia della mappa di gioco) contro il computer oppure se seguire uno “Story mode” dinamico denominato “Il sentiero di Kensij” durante il quale potremo fare conoscenza con tutti i Clan e tutte le caratteristiche del gioco grazie a missioni di difficoltà graduale separate da numerosi intermezzi animati atti a descrivere l’evolversi della trama.

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