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Bee Movie GameBee Movie Game - Recensione 1

La giovane e intraprendente ape della Dreamworks si fa strada anche all'interno del mercato videoludico, con la conversione del titolo cinematografico in varie versioni per console.

Grand Theft Ape

Bee Movie Game ha una struttura mista, tra “free” roaming e action game multievento. L’ambientazione di base è l’interno dell’alveare, che possiamo visitare liberamente in lungo e in largo, e da dove è possibile accedere a varie attività e mini giochi. E’ un sistema sandbox, ma sviluppato al minimo: si possono infatti incontrare vari personaggi e farci affidare diversi incarichi, prendere in prestito una qualsiasi delle auto presenti per spostarsi più velocemente, ma in sostanza si tratta semplicemente di una vasta area dalla quale accedere a diverse attività. L’alveare è una vera e propria metropoli a misura d’ape, formata da strutture in cera dall’aspetto bizzarro e affascinante, e da un’intricata rete di strade e vie di comunicazione, percorribili a piedi, svolazzando, oppure utilizzando auto di svariate fogge. Oltre a seguire le missioni sequenziali che compongono la trama di gioco (la main quest, si potrebbe definire), possiamo vagare per l’alveare in cerca di missioni alternative. Sparsi per la città si trovano terminali dai quali si può accedere a diversi lavori, che rappresentano vere e proprie digressioni in altri generi: possiamo inventarci tassisti, con il gioco che si trasforma in un clone di Crazy Taxi a dimensione insetto, oppure partecipare a gare automobilistiche con tanto di uso di power up in stile Mario Kart, o accedere a puzzle game di varia struttura. Si trovano anche sei mini-game, sbloccabili durante il gioco, che rappresentano delle rivisitazioni in chiave “apesca” di vecchi classici arcade come Space Invaders o Galaga, come veri e propri passatempo per spezzare la (peraltro già frammentata) azione di gioco. In totale, sono diverse le dinamiche con le quali ci troviamo a che fare, con quasi 20 variazioni tra “lavori” e mini-game che rendono Bee Movie Game una sorta di multi-evento, collegato da un filo conduttore e da un’ambientazione comune.

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Big Big World

L’azione più complessa è quella che si svolge al di fuori dell’alveare, nel vasto mondo circostante: è qui che il gioco assume la classica configurazione a livelli progressivi, e dove si concentrano tutte le sequenze narrative. Ovviamente, le ambientazioni sono state riprodotte a misura d’insetto, con conseguenti elementi giganteschi dello scenario. Lo scopo principale, prima che le cose si complichino ulteriormente, è la raccolta del polline con il fido fucile “pollinator”, ma gli eventi sono multipli e variegati. In molte occasioni l’azione prende la tipica configurazione da “quick time event”, e ci troveremo impegnati a seguire Berry in spettacolari sequenze pre-calcolate, stando attenti a premere il giusto tasto o la giusta direzione sullo stick analogico, nel momento indicato. Non il massimo dal punto di vista ludico, come sempre accade in casi simili, ma di sicuro impatto, dato anche l’accento posto sulla grafica in queste particolari sequenze, che in alcuni casi integrano computer grafica renderizzata completamente pre-calcolata. L’azione vera e propria ci vede invece svolazzare con Berry all’interno di varie zone (un parco, un magazzino o un appartamento, tra gli altri), cercando di portare avanti la propria missione e nel contempo evitare i pericoli in agguato. In questi casi, ci troviamo all’interno di un’area di gioco ben delimitata, che possiamo esplorare volando liberamente in qualsiasi direzione. Le cose da fare sono molteplici: da una parte raccogliere il polline dai fiori con il “Pollinator”, dall’altra impollinare altri fiori che stanno appassendo, oppure abbattere i nemici che popolano il livello (solitamente altri tipi di insetti, come le terribili libellule), contemporaneamente schivando pericoli di vario genere (umani armati di giornali, o la pioggia sempre in agguato). Per facilitare le cose, è possibile attivare la “vista da ape”, che trasforma lo schermo in una sorta di visore alla Splinter Cell, con il quale è possibile individuare con precisione gli obiettivi e i bersagli presenti in zona, oppure rallentare il tempo per un breve periodo, con un notevole effetto “bullet time” che consente di agire con maggiore precisione nel colpire i nemici o schivare le minacce. Il livello termina una volta raggiunti gli obiettivi richiesti, come il raggiungimento di un dato punto della mappa o l’impollinazione di un certo numero di fiori. E’ chiaro che le sezioni all’esterno dell’alveare rappresentano il vero cuore del gioco, le uniche dotate di un gameplay veramente strutturato, al contrario dei mini-game inseriti all’interno di New Hive City. Tuttavia, anche qui c’è da registrare una certa semplicità e scarsa profondità di gioco, con il titolo Activision che lascia trasparire la sua origine di prodotto destinato ad un pubblico di giovanissimi.

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Fiori e colori

Non si tratta certamente di un gioco che spinge al massimo l’hardware di Xbox 360, ma trattandosi di un tie in tratto da un cartone animato per bambini, le cose sarebbero potute andare decisamente peggio. L’aspetto generale di Bee Movie Game è molto curato, con la grafica che mostra il meglio di sé nelle sezioni all’esterno. L’alveare è vasto e ricco di vita, con un gran viavai di api e macchine per le strade e un’estensione ragguardevole, con molte strutture presenti, sebbene l’attenzione al dettaglio non faccia gridare al miracolo. Le aree all’aperto sono più limitate in termini di ampiezza, ma sono caratterizzate da una migliore qualità grafica, con ambientazioni ricche di colori ed elementi di contorno, specialmente nelle sezioni che si svolgono nel parco, o all’interno dell’appartamento. L’effetto “macro” rende bene l’idea di trovarsi a che fare con il mondo degli insetti, e le fasi in quick time event sono sicuramente piacevoli da vedere (sebbene un po’ meno godibili da giocare). In particolare, un buon lavoro è stato fatto sul personaggio principale, la cui fattura e animazioni sono piuttosto vicine a quelle del corrispettivo in computer grafica del film d’animazione. Generalmente il comparto grafico svolge il suo dovere in maniera ottimale, restituendo lo spirito del film con la costruzione di un mondo vivace e colorato, sebbene non ci si trovi davanti ad un gran dispendio di poligoni ed effetti grafici di alto livello, carine e simpatiche le scenette d’intermezzo, nelle sezioni puramente narrative. L’accompagnamento audio sfrutta alcuni brani del film, e musichette orecchiabili, con una grande quantità di parlato in Italiano e dialoghi di ottima fattura.

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Commento

Ovviamente Bee Movie Game è, come il film da cui è tratto, dichiaratamente dedicato ad un pubblico molto giovane, sebbene la cura realizzativa e certe scenette strizzino l’occhio anche al giocatore più smaliziato. Tuttavia, la ripetitività dell’azione e lo scarso spessore del gameplay potranno difficilmente appassionare il videogiocatore esperto per più di poche ore, mentre la frammentazione della struttura di gioco in mini-game e "lavoretti" lo rende decisamente più appetibile al pubblico variegato che al giorno d’oggi viene definito casual. Se siete in cerca di un gioco per bambini, che possa magari essere goduto anche dal resto della famiglia, Bee Movie Game potrebbe essere la scelta azzeccata per questo periodo pre-natalizio. Unico avviso, in questo caso, è che se si è interessati alla visione del film si consiglia di farlo prima di giocare al gioco, visti i frequenti rimandi alla storia che altrimenti rimarrebbero oscuri, trattandosi di una trama che in diverse parti procede parallelamente a quella originale.

Pro: Discreta realizzazione tecnica Brillante e allegro, anche nei dialoghi Grande varietà di situazioni Contro: Gameplay frammentato e poco profondo Poco appassionante per i non giovanissimi Struttura sandbox poco coinvolgente

Xbox 360 - Obiettivi

Bee Movie Game contiene 50 obiettivi per un totale di 1000 Gamerpoints. Non è facile raccogliere la totalità degli achievements poiché la maggior parte di essi non arriva in corrispondenza della semplice progressione tra i livelli, ma richiede la raccolta di un certo numero di oggetti, o il conseguimento di particolari risultati (abbattimento di tot nemici e cose simili). Al di là dei primi 4 o 5 obiettivi, il raggiungimento dei 1000 Gamerpoints richiede un impegno non indifferente.