Beijing 2008 - Recensione  18

Sega ha quest'anno l'incarico di portare sui nostri schermi la doverosa trasposizione ufficiale dei Giochi Olimpici, un appuntamento tradizionale nel mondo dei videogiochi. Indossiamo la tuta e prepariamo i controller ad uno stress particolarmente intenso...

Il tipico ambaradan mediatico che accompagna, ogni quattro anni, i Giochi Olimpici, ovviamente, comprende anche il mondo dei videogiochi. Da decine di anni a questa parte, puntualmente, la controparte digitale delle Olimpiadi si è affacciata al mercato videoludico, accompagnando il progresso tecnologico con un aspetto in continua evoluzione. Cosa strana: con una cadenza quadriennale, le simulazioni olimpiche dovrebbero essere paradigmatiche dei cambiamenti tecnici che caratterizzano il mondo informatico, toccando una piattaforma di generazione diversa ogni due edizioni, in media, eppure il loro legame con la matrice comune di Track and Field rimane innegabile. Certo, la grafica cambia e il sonoro pure, ma è curioso vedere come le dinamiche di gioco, sotto diversi aspetti, siano praticamente le stesse del classico Konami di vent’anni fa. D’altra parte, ne conveniamo, non è facile schematizzare le discipline atletiche in interfacce convincenti, in modo da creare delle vere e proprie simulazioni. La soluzione è rimasta quella di puntare tutto sul tempismo, sulla resistenza o sulla precisione dei movimenti, in questo modo, effettivamente, avvicinandosi ai principi fondanti di tali discipline sportive.
Beijing 2008 capita proprio in mezzo alla nuova generazione di console, un momento in cui le potenzialità delle macchine sono ben sfruttabili, e la diffusione delle piattaforme può assicurare ampi margini di successo, eppure il feeling resta lo stesso caratteristico delle produzioni precedenti della stessa tipologia. Prodotto da Sega e sviluppato da Eurocom, Beijing 2008 raccoglie l'eredità dell'edizione precedente delle Olimpiadi - sempre ad opera dello stesso team – perfezionando le dinamiche tipiche del genere e puntando sulla ricchezza dei contenuti. Purtroppo, le nuove aggiunte sono proprio un degli aspetti meno convincenti del prodotto.

Pista, campo o palestra?

L'aspetto che più colpisce, all'inizio del gioco, è la quantità di discipline inserite da Eurocom. Suddivise in varie categorie (pista, campo, indoor e altro) sono 38 le specialità selezionabili in 10 sport diversi, un numero decisamente impressionante. Le modalità prevedono l'allenamento, l'esibizione singola in una disciplina a scelta, l'Olimpiade vera e propria o il gioco in multiplayer (online o in locale), con cui è possibile esibirsi contro avversari umani in ogni specialità (opzione che rappresenta poi, generalmente, il punto di forza di questa tipologia di giochi). L'opzione principale, quella che ripropone il percorso dei Giochi Olimpici, è strutturata con un minimo di ossatura gestionale: dovremo infatti prendere possesso di un'intera squadra di atleti, selezionandone la nazione di origine, e con essa cercare via via di qualificarsi ai vari turni di gara, fino ovviamente a cercare di vincere delle medaglie. Ci sono dei parametri da regolare all'inizio del gioco con la distribuzione di alcuni punti bonus: precisione, resistenza, potenza, agilità, velocità, "slow motion" e "slow motion esteso" (questi ultimi due si riferiscono alla possibilità di controllare con più precisione i momenti che richiedono tempistiche più precise, come la partenza di una corsa). Raccogliendo risultati positivi nelle varie prove, riceviamo in cambio dei punti che possono di nuovo essere distribuiti per aumentare le statistiche, o per diminuire il livello di affaticamento che colpisce progressivamente la squadra. Le Olimpiadi sono suddivise in varie giornate, in ognuna delle quali ci dovremo esibire in una serie di discipline, secondo il calendario dei giochi. Ci sono dei requisiti minimi necessari per proseguire, che aumenteranno progressivamente: nei primi turni basterà qualificarsi in una delle discipline proposte, ma ben presto dovremo cercare di ottenere di più, o il Game Over ci costringerà ad abbandonare Pechino per delle vacanze estive anticipate.

Stress test

Una volta scesi in pista (o in piscina, o in palestra), ritroviamo il clima familiare di questo genere di giochi, e ci rendiamo conto che, al di là della nuova veste grafica, poco sostanzialmente è cambiato dai tempi di Track and Field e delle simulazioni sportive della Epyx: nella maggior parte dei casi, le sfide sono gare di nervi e velocità, da scaricare in maniera violenta sul controller. La corsa, ad esempio (nelle sue varie specialità) si effettua premendo alternativamente due tasti il più velocemente possibile o, a scelta, scuotendo lo stick analogico lungo l'asse destra-sinistra. Velocità e resistenza sono la chiave per vincere, e in questo in effetti si trova l'analogia tra la simulazione videludica e lo sport vero. Eurocom ha impreziosito un po' le dinamiche storiche con l'introduzione di nuovi passaggi e movimenti da eseguire, ad esempio, la partenza nelle gare di velocità viene regolata dalla pressione di un grilletto analogico, cercando di riempire una barra nel momento esatto in cui la pistola segnala la partenza. Se raggiungiamo il limite prima del tempo, commettiamo falsa partenza, se invece aspettiamo troppo, partiremo in ritardo. Allo stesso modo, le varie discipline di lancio, di salto, di nuoto ecc. richiedono tutta una serie di movimenti diversi e varie pressioni di tasti, da effettuare con tempismo quanto più preciso possibile e velocità di esecuzione per ottenere il miglior risultato. I lanci richiedono un periodo di "caricamento" (fase di corsa, o rotazioni del corpo) prima dello scarico, da effettuare controllando l'angolo di lancio, i salti hanno anche loro il primo mento di rincorsa (con controllo associato) seguito da vari comandi da effettuare nel giusto lasso di tempo, fino ad arrivare alle discipline più particolari, come il Tennis Tavolo o il Judo, che si basano su interfacce studiate ad hoc, ma sempre in questa linea di pensiero basata sulla sequenza pre-impostata da eseguire nel migliore dei modi. La varietà di certo non manca, vista la quantità di sport diversi, ma schematizzando le azioni richieste al giocatore non sono poi molte, andando dal button mashing selvaggio al movimento ritmico o alla corretta esecuzione di sequenze di movimenti. Da notare, per quanto riguarda l'assimilazione dei comandi, che la guida consultabile prima di ogni performance spesso non riesce ad essere esauriente, vista anche la complicatezza di alcuni sport, costringendo il giocatore ad imparare le varie discipline più dai propri errori che dal tutorial.

Faster, higher, stronger?

A quattro anni di distanza dall'ultima versione delle Olimpiadi, certamente il salto generazionale si nota, in questo Beijing 2008, tuttavia se confrontato con la qualità attuale dei videogiochi sportivi viene da pensare che qualcosa di più, da parte degli sviluppatori, era lecito attendersi. La qualità delle animazioni è piuttosto convincente, nonostante non vi sia una varietà realistica tra le esecuzioni dei vari atleti, mentre la grafica degli scenari si attesta su buoni livelli, sebbene manchi un po' di spettacolarità (le inquadrature, ad esempio, si concentrano molto sull'atleta mostrando poco dello spazio circostante). I modelli poligonali sono ben proporzionati ma, anche in questo caso, mancano di varietà, assomigliandosi un po' tutti, e sono assenti certi effetti grafici a cui ci hanno abituato altre simulazioni sportive, come texture realistiche per la pelle, ombreggiature dinamiche di alto livello e sudore. In definitiva, si tratta di un lavoro dignitoso, ma che non rappresenta certo una delle punte massime toccate dalle piattaforme di nuova generazione. L'accompagnamento sonoro rientra nei livelli standard di una simulazione di questo tipo, anche se il commentatore in Italiano non si distingue certamente per l'entusiasmo che infonde nella telecronaca. Si registrano, a scapito della continuità del gioco, dei tempi di caricamento veramente troppo lunghi nei passaggi tra uno sport e l'altro, che tendono a spezzare il ritmo e stancare, soprattutto nella modalità "Olimpiadi".
La grande quantità di specialità sportive a disposizione è sicuramente un punto di forza del prodotto, ma l'interfaccia artificiosa e complessa, che caratterizza in particolare proprio le nuove introduzioni (in particolare Tennis Tavolo, Judo, Canoa, Corpo Libero e Tiro al Piattello) mortifica l'esperienza di gioco, portando l'utente a preferire necessariamente i classici di questo genere: le discipline su pista e "outdoor".

Commento

I videogiochi ufficiali delle Olimpiadi fanno leva chiaramente sull'entusiasmo di tutto il mondo nei confronti di un evento sportivo di tale rilievo, e il favore di cui possono godere nei confronti del pubblico ha un carattere puramente "stagionale", emozionale, che si esaurisce in gran parte con la fine dell'evento sportivo. E' perfettamente normale, così come è normale attendersi pochi cambiamenti in una struttura di gioco che si ripropone praticamente identica da una ventina d'anni a questa parte. Se si analizza la fase di gioco vera e propria, in effetti, ci si rende conto che il divertimento, nella sua componente che deriva da una stimolazione cerebrale e sensoriale data dal videogioco, in questo Beijing è difficile da trovare. Quello che porta a stressare articolazioni e controller con un gioco del genere è da cercarsi altrove: nella competizione agonistica, in gran parte, un meccanismo che risulta valido ancora oggi, dai tempi di "Sporting Gold from Epyx", e lo dimostra il fatto che le discipline più apprezzabili risultano ancora quelle classiche, che si ripetono immutabili negli anni, a scapito delle nuove (discutibili) introduzioni. Ma è una passione effimera, destinata ad esaurirsi con la chiusura dei Giochi.

Pro

  • Grande quantità di discipline
  • Varie modalità, tra cui una buona Olimpiade
  • Atmosfera olimpica assicurata
Contro
  • Sempre la stessa struttura da button mashing
  • Tecnicamente mediocre
  • Le nuove discipline convincono poco

Xbox 360 - Obiettivi

Beijing 2008 contiene 50 obiettivi sbloccabili per un totale di 1000 punti. Ovviamente, la sua struttura tende in maniera naturale ad integrarsi con il sistema degli achievements: molti di questi si ottengono raggiungendo particolari record nelle varie discipline, sovrapponendosi perfettamente alla tendenza al miglioramento del punteggio che è ovvia in un gioco del genere. Altri, sono collegati ai risultati raggiunti nelle partite in multiplayer, altri ancora si ottengono proseguendo nella modalità Olimpiade. In generale, per un appassionato delle Olimpiadi digitali, raccogliere tutti gli obiettivi sarà un imperativo morale.