Blair Witch Project III  0

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Nocturne engine

I primi 2 capitoli sono già stati rilasciati e nell'approfondimento pubblicato qualche mese fa sulle nostre pagine avevamo parlato dettagliatamente delle "investigazioni di Rustin Parr" (il primo capitolo, programmato direttamente dai TR) e della "leggenda di Coffin Rock" (programmato dagli Human Head, il team dietro al godibile Rune) decretando il titolo Terminal Reality il miglior episodio dei (primi)due, in virtù di un miglior utilizzo del motore grafico, di una storia decisamente migliore e più accalappiante nonché vari tocchi di classe qua e là, mancanti nel titolo Human Head. Ora è il turno di analizzare il terzo ed ultimo capitolo, chiamato…

Elly Kedward

Il terzo episodio della serie, quello dotato di maggiore azione rispetto ai precedenti ( il primo titolo era basato maggiormente sull'investigazione, il secondo una via di mezzo tra il primo ed il terzo), è stato programmato dai ragazzi della Ritual, autori del buggatissimo Sin e del bel Heavy Metal Fakk 2! Vestiremo i panni di Jonathan Prye, un cacciatore di streghe ma, più precisamente, un nemico delle forze oscure, anche se più volte non crederà a ciò che gli verrà detto o a quel che vedrà, essendo la sua fede non certo ai livelli di quella, per esempio, del prete della città di Blair (sebbene lui stesso sia un ex-prete). Giunti alla città vi accorgerete come questa sia oramai disabitata, visto che ultimamente ci sono stati dei rapimenti di bambini; nella città oramai ci sono solo il prete, il giudice e 2 detenuti nella prigione della città. Interrogati i primi due, veniamo a sapere delle cose orrende che sono successe alla cittadina di Blair: si pensa che una donna, tale Elly Kedward, sia una strega per aver fatto degli atti non certo umani, come se fosse impossessata dal diavolo in persona (strangolare e seviziare animali, tanto per non raccontarvi tutto). Ovviamente è stata subito catturata, legata e buttata nei boschi, dove il clima impetuoso l'avrebbe di sicuro uccisa in poco tempo… invece il suo corpo non c'è più e, contemporaneamente, iniziano le sparizioni di diversi bambini.
Scesi nelle prigioni facciamo la conoscenza di un ubriacone e della sua, err, "vicina" di cella, anch'essa sospettata di stregoneria e che si rivelerà essere una strega, per di più amica di miss Kedward. Ovviamente la storia è la feature migliore di questo game (così come per i 2 prequels) quindi il racconto degli avvenimenti che vivrete nel titolo della Ritual termina qui ma sappiate che ancora una volta tornerete in quei terribili boschi nei quali sarebbe impossibile districarsi senza una mappa, tornerete di nuovo a visitare la mistica Coffin Rock (per trovarvi una bambina seviziata partendo dalle gambe fino al busto) e, ovviamente, visiterete tante nuove locazioni, prima fra tutte la casa di Elly Kedward, apparentemente disabitata…
Come nel gioco di Terminal Reality, potremo avvalerci di una utilissima agenda nella quale automaticamente verrà annotato tutto quello che ci verrà detto, nonché gli obbiettivi da svolgere per andare avanti nella storia, feature utilissima che vi risparmia da un noioso vagabondare a casaccio che, ahimè, se unita ad una bassa longevità potrebbe portarvi a finire il gioco in poche ore, quanto le dita di una mano o anche meno!

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Grafica e sonoro

Anche se in un anno la configurazioni media di un pc ha subito un brusco aumento, il motore grafico di Nocturne è sempre abbastanza esigente e se vorrete giocarci come si deve, senza scatti e senza caricamenti obbrobriosi, dovrete munirvi di un processore a 450 mhz, 128 mb di ram (come minimo, se odiate gli swaps) e, soprattutto, una scheda grafica con 32 mb di ram e che supporti il colore a 32 bit, fermo restando un funzionamento più che discreto anche con le Voodoo3, meglio se accoppiate a processori molto potenti. Il qui presente BWP3 è stato testato dal sottoscritto con un P3 500, 256 mb di ram e come scheda grafica sono state utilizzate una GeForce DDr e una Matrox G400 Max, entrambe con 32 mb di ram. Il gioco si è comportato abbastanza bene con entrambi i sistemi ma in qualche situazione ci sono diversi scatti o rallentamenti, cosa che nei precedenti capitoli non succedeva, o almeno in maniera molto meno evidente.
Graficamente il titolo Ritual presenta alti e bassi: le persone sono ben fatte, alcune rifinite anche meglio, con un buon numero di poligoni e textures molto belle e soprattutto azzeccate; i fondali sono ovviamente renderizzati e la loro qualità non sfigura certo con i 2 capitoli già rilasciati ma, come anticipato, ci sono anche dei bassi: come nel capitolo Coffin Rock i personaggi sono ventriloqui, non aprendo in nessun caso la loro boccaccia a differenza dell'episodio dedicato alla storia di Rustin Parr e gli effetti di bad clipping sono ancora una volta assimilabili a quelli del titolo Human Head. Ritual Entertainment si difende con alcuni effetti di luci ed ombre che a tratti rivaleggiano e superano quelli della Terminal Reality, anche se questi ultimi, come già ribadito, hanno fatto nel complesso un lavoro decisamente migliore: parlato sincronizzato con le labbra, minor presenza di scatti e rallentamenti.
Le musiche sono le solite che si trovano in questo genere di produzioni, con alcuni effetti sonori (i passi, il vento ed alcune urla e lamenti) presi pari pari dal primo episodio della serie mentre i decantati effetti multicassa, ottenibili tramite Sound Blaster Live, mi sono sembrati un po' sottotono rispetto agli altri tie in di BWP. Ancora una volta il doppiaggio americano presenta voci che ben si sono calate nella vicenda. Per fortuna CiDiverte, distributore italiano per i titoli dei GoD, ha ben pensato di sottotitolare il gioco nella nostra amatissima lingua, per la gioia della frangia italiana meno anglosassone e per quelli come il sottoscritto che preferiscono lasciare intatto il doppiaggio d'oltreoceano per evitare (come spesso accade) un disastroso doppiaggio, nonostante i doppiatori italiani siano ufficialmente tra i migliori al mondo, se non i migliori.

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Validità e conclusioni

Sui 2 parametri sopraelencati, decisamente fondamentali per la validità del pacchetto ludico finale, grava lo stesso discorso fatto per i due capitoli precedenti: meccanica di gioco non eccellente, sistema di combattimenti di sicuro migliorabile e linearità forse eccessiva penalizzano molto il gioco in questione che si salva in corner per una storia che accalappia il videogiocatore (che difficilmente non porterà a termine il suo compito) e al competitivo prezzo di 59.900 £. Adesso che tutti i tie in di BWP sono stati rilasciati è il momento di eleggere il miglior titolo della trilogia. Il sottoscritto, soprattutto in virtù del prezzo di vendita, consiglia di accaparrarsi la trilogia in blocco ma dovendone consigliare uno solo, il mio dito indica ancora una volta il primo capitolo della serie, il migliore sotto tutti i punti di vista! Dopo Rustin Parr Investigation, sicuramente questo terzo episodio è il più meritevole d'acquisto per via di un ottimo story board mentre all'ultimo posto della "classifica" arriva il gioco che narra le gesta di Lazarus per via della peggior realizzazione tecnica (a confronto degli altri suoi "colleghi") e della storia meno intrippante della trilogia!
Ma... esiste o no questa strega di Blair???

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Nocturne engine

Quando una quindicina di mesi fa Terminal Reality rilasciò Nocturne, di certo non si aspettava che (dopo un'attesa inferiore ad un anno) il suo engine fosse usato per un altro survival horror game. No, ripensandoci la software house americana non avrebbe mai sperato che il suo motore grafico desse vita ai 3 tie-in ispirati alla pellicola di maggior successo del 1999 negli Usa: The Blair Witch Project.
Girato in maniera rudimentale (telecamere e cineprese a basso budget, si dice per una spesa di trentamila dollari), TBWP ha scosso tanti italiani (provocando nefaste notti insonni) quanto sono stati quelli che sono usciti dal cinema disgustati (che non hanno creduto a quella che è stata pubblicizzata come una storia vera) e la stessa cosa è accaduta con il secondo capitolo, prodotto comunque in maniera decisamente diversa, più da "vero" film.
La scorsa estate Gathering of Developers annunciò a sorpresa l'uscita di tre avventure ispirate a TBWP, mosse dal motore grafico di Nocturne, gioco d'orrore tutt'altro che indimenticabile, per una giocabilità che male andava a braccetto con una signora realizzazione audiovisiva, che richiedeva ovviamente configurazioni di pc per l'epoca non indifferenti per una corretta fruizione del titolo Terminal Reality.