Brain AssistBrain Assist - Recensione 

Sei stanco e stressato dal lavoro? Il tuo cervello ha bisogno di una spinta? Forse Brain Assist è quello che fa per te.

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Stanchi dei Dottori del cervello? Eccovi le infermiere.

Brain Assist rappresenta il secondo titolo del filone sviluppato da SEGA per Nintendo DS, dopo il mediocre Mind Quiz: Esercita la tua mente. La ricetta è grosso modo la stessa degli ormai innumerevoli software di questo tipo: una raccolta di esercizi intesi a sollecitare differenti abilità dell'emisfero destro del cervello. Esercizi che in questo titolo vengono proposti con una veste meno seriosa del solito, più giocosa e colorata. Rompicapi d'ogni tipo, intesi a stimolare ad allenare la concentrazione, memoria, analisi, istinto e riflessi. Il gioco, senza troppi sforzi in senso innovativo, prevede due sezioni distinte: una per l'allenamento e l'altra per la valutazione dei progressi. E' inoltre possibile competere contro un avversario, sia alternandosi sulla stessa console, sia in wi-fi fino a quattro console con una singola cartuccia. Nulla di nuovo sotto il sole quindi.

"La scarsità di esercizi disponibili penalizza gravemente questo titolo"

Stanchi dei Dottori del cervello? Eccovi le infermiere.

Ma il peggio deve ancora arrivare, perché se si può anche soprassedere su un'impostazione stra-colladuta e priva del minimo briciolo di freschezza, c'è un problema più pesante sul quale non si può chiudere un occhio. Da un titolo di questo genere, inflazionato da svariati cloni della stessa risma, si chiedono per lo meno due cose: tanti esercizi, e possibilmente interessanti. Bene, sapete quanti ne annovera Brain Assist? 25? 30? 50? No. Dieci. Dieci miniquiz toccata-e-fuga. Stop. Alcuni belli altri molto meno, oltretutto. Un numero assolutamente insoddisfacente, nonostante alcuni di essi siano ben congegnati. Ma qualche precisazione va fatta; risulta abbastanza incomprensibile, per esempio, che nei quiz puramente "mnemomici" il giocatore si veda costretto ad affrettare l'inserimento della soluzione, a causa di un conto alla rovescia di una manciata di secondi. Non avremmo avuto nulla da ridire sulla presenza di un limite di tempo cosi esiguo nel caso di minigiochi di puro istinto e riflessi, ma se l'esercizio testa la memoria ciò ha davvero poco senso, tanto più che in uno di questi la composizione della risposta è piuttosto macchinosa (si tratta di scegliere un colore da una palette, colorare alcune forme, scegliere un altro colore, colorarne altre e infine confermare la composizione creata, che deve essere identica al modello visionato brevemente in precedenza. Farlo con la lancetta del cronometro alle calcagna risulta un po' frustrante, specialmente ai livelli di difficoltà più impegnativi).

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Ogni mini-gioco prevede dei livelli di difficoltà da affrontare progressivamente, in alcuni casi è una sfida contro il tempo per trovare la soluzione, in altri casi si hanno a disposizione tre tentativi per azzeccare la risposta scegliendo fra quelle proposte. Indovinando la soluzione si passa al quadro successivo dello stesso gioco, che comporta un qualche tipo di complicazione. In caso contrario il gioco termina e si passa alla registrazione del risultato, per il quale è proposto un grafico che evidenzia la variazione delle performance nel tempo. Detto del numero esiguo di quiz, occorre comunque sottolineare che se non altro sono ben differenziati l'uno dall'altro. Se un gioco chiama in causa le capacità attentive e di percezione visiva (trova le eventuali differenze tra due immagini a prima vista identiche), un altro testa le abilità mnemoniche (una griglia di caselle colorate viene mostrata per alcuni secondi, dopodiché si deve ricordare il colore corrispondente a ogni casella e dipingerla), un altro ancora mette alla prova i riflessi visivi (un numero composto da più cifre schizza velocemente da un lato all'altro dello schermo e poi sparisce, in questo caso occorre ricordare le cifre e digitarle nella giusta sequenza), e via così tra giochi con forme geometriche da individuare, coppie di simboli da scovare a colpo d'occhio, numeri da mettere in fila, eccetera. In fin dei conti Brain Assist non sarebbe certo un titolo malvagio, e se il metro di paragone fosse solamente la qualità degli esercizi il gioco non sfigurerebbe nemmeno di fronte a best seller ben più noti, come Brain Training di Nintendo. Purtroppo la nota dolente di questo gioco, ossia la scarsità di quiz, è gravemente penalizzante e rende il titolo molto poco appetibile anche per gli appassionati del genere.

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Commento

In un segmento di mercato tanto giovane quanto saturo come è quello dei “giochi per la mente”, manca ancora un prodotto ricco e completo sotto ogni punto di vista. SEGA, al suo secondo tentativo, fallisce nuovamente proponendo Brain Assist che, alla prova con mano, si rivela un brodino abbastanza saporito ma davvero troppo ristretto. Decisamente pochi gli esercizi inclusi per pretendere di coinvolgere il giocatore per più di qualche ora. Un potenziale spunto d'interesse arriva dalla caccia al record per ognuno dei mini-game o dalla sfida con altri giocatori. Nulla che non si potesse già fare con altri titoli del genere, su questa o altre piattaforme.

Pro Esercizi curiosi... ...e piuttosto originali... Contro ...ma davvero troppo pochi! (10) Realizzazione tecnica mediocre

Brain Assist è disponibile per Nintendo DS.

Immaginate la clinica del benessere ideale. Una clinica dove prendersi cura della mente, rilassare le meningi, distendere i nervi, ricaricare il cervello. Una clinica dove sei infermierine zelanti si metteranno a vostra completa disposizione per migliorare le vostre prestazioni cerebrali. In parole povere immaginate Brain Assist, ennesima variazione sul tema “allena il tuo cervello divertendoti”. Ammesso e non concesso che divertente lo sia davvero.

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