Broken Sword: The Sleeping DragonBroken Sword 3 

Recensione: Dopo diversi anni di assenza dai palcoscenici videoludici, ritorna una delle più celebri avventure grafiche per console. Gioite, Broken Sword è tra noi!

Broken Sword 3 Broken Sword 3

La spada spezzata

..precisamente adesso, iniziando da uno degli aspetti più importanti, la trama. Diversi anni dopo le straordinarie vicende de "la profezia dei Maya", secondo capitolo della saga, ritroviamo il nostro eroe George Stobbart su un aereo che sta per atterrare in Congo. Una tempesta però coglie improvvisamente il ragazzotto Americano, facendo precipitare l'aereo. Dopo un piccolo riposino, l'impavido riesce con la consueta intelligenza e prontezza di riflessi ad uscire dal velivolo, in bilico nel consueto precipizio-calamita e cercando di imitare Lara Croft tra le rocce dell'altipiano dove era finito. Nel frattempo la più che mai attraente Nico è impegnata in un'intervista con un programmatore non proprio normale che profetizza la fine del mondo, quando una pistola uccide il proprio cliente. Naturalmente i due eroi si ricongiungeranno presto, in una storia che ripropone i temi dei capitoli precedenti, in particolare il primo episodio. Purtroppo stavolta i dialoghi e personaggi non saranno cosi presenti come in passato, per una decisa svolta verso l'azione. E' stata difatti abbandonata la rigida struttura basati sui movimenti di un cursore, non particolarmente agevole su console, lasciando il posto ad una più moderna ambientazione tridimensionale, dove è possibile muoversi liberamente con il pad verso le varie locazioni proprio come in un Resident Evil. Ciò naturalmente ha portato a diverse modifiche all'inventario e all'interazione con l'ambiente circostante: tanto per cominciare, sono state introdotte sequenze in cui è necessario premere un pulsante il più velocemente possibile. Fortunatamente ce ne sono poche, perchè sono discretamente fastidiose oltre che non richiedere nessuna abilità. Poi (e rappresentano ormai il fulcro del gioco insieme al solving) sono stata inserite, come già detto in precedenza, tutta una vasta serie di elementi action, presi a tratti da tomb raider per quanto riguarda i frequentissimi puzzle con le casse da muovere e l'abilità dei protagonisti ad appendersi a posti sempre più alti e sempre più stretti, oppure da metal gear solid per le sezioni stealth, peraltro non particolarmente entusiamanti. Un calderone insomma, concluso da enigmi non particolarmente difficili ma di buon effetto scenico che ricordano più Resident Evil che le avventure grafiche, che alla fine nonostante le lacune si rivela decisamente divertente e piuttosto vario, anche se decisamente corto. La conversione pal infine è di buon livello, senza il selettore 60 hz ma comunque a tutto schermo, ed il prodotto è interamente in italiano, peraltro ben tradotto sia per quanto riguarda i testi che il doppiaggio.

Broken Sword 3 Broken Sword 3

Un pò di turismo

Partiamo nella consueta disamina grafico-sonora trattando la componente acustica, che come nei primi due episodi si è rivelato essere l'aspetto più curato della realizzazione tecnica. Anche in Broken Sword 3 non è difficile rimanere ammaliati dalla bellezza compositiva di alcuni brani, di origine classica nei momenti più felici, più cupi e meno invadenti quando si tratta di creare suspance o sottolineare fasi particolarmente tenebrose. I doppiatori dei protagonisti sono gli stessi dei primi due episodi, alternando alti e bassi durante le situazioni di gioco. Un simile discorso può essere fatto per la componente estetica, soprattutto per quanto riguarda le varie cut-scenes, che invece di coinvolgere il giocatore e creare una certa atmosfera mostrano interpreti animati decisamente male e per nulla naturali nei loro movimenti, per quanto con un discreto livello di dettaglio. Questo si ripercuote anche nel gioco vero e proprio, passato dal bidimensionale tipico dell'avventura grafica al tridimensionale. L'engine dimostra una certa cura nella struttura delle varie locazioni, piuttosto credibili e dalle scelte cromatiche felici, peccando però di particolari soprattutto nei luoghi urbani, che dovrebbero essere ampiamente popolati. Un conto è rappresentarli nel rigido 2d, un altro è raffigurarli interamente, e qui Revolution mostra tutti i suoi limiti dell'inesperienza della prima volta, cosi come per quanto concerne le varie visuali non modificabili dal giocatore, non sempre opportune nell'inquadratura, soprattutto nelle scene dove è richiesta l'abilità del pad.

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Commento

Revolution può dirsi soddisfatta: la prima apparizione di Broken Sword nel tridimensionale è un ottimo titolo che cerca di unire tradizione e attualità, non dimenticando le sue radici e proponendo enigmi e trama forse inferiori ai primi due episodi ma quantomeno di un certo livello. Lo spettro di ciò che era successo a Monkey Island però non sembra essersi dissolto totalmente. Le fasi action possono dirsi infatti tranquillamene un riempitivo che sciommiotta in maniera inconcludente produzioni come Tomb Raider e Metal gear solid, cosi come è deludente la mancanza di un buon numero di personaggi e relativi dialoghi, vero epicentro dei primi due episodi, essendo il gioco ambientato quasi sempre in locazioni esotiche e disabitate. La presenza di alcuni bug, fastidiosi ma ininfluenti ai fini del gameplay, caricamenti troppo frequenti e qualche pecca estetica tolgono un altro mezzo punto ad un titolo che comunque rimane consigliato con qualche riserva ai fan dei passati episodi ma anche a chi cerca una discreta avventura con una bella atmosfera e una trama degna di essere seguita.

Pro: Buona Trama Ottima colonna sonora Contro: Non eccessivamente longevo Non è un'avventura grafica nella pura accezione del termine Caricamenti troppo lunghi

L'avventura testuale è un genere che è nato con il videogioco stesso nelle università americane, avendo da subito ottenuto successo quando il videogioco si è trasformato in un fenomeno commerciale. L'ambiente adatto erano naturalmente i computer e non le console, e cosi i primi home di Commodore e di Atari furono subito inondati da produzioni più o meno ricche a livello narrativo, ma stavolta dotate anche di uno scenario dove avveniva "l'azione". Con l'innovazione tecnologica, l'estetica si è andata via via affinando, trovando il suo paradigma tecnico ma anche ludico nelle celebri avventure di Monkey Island. Era solo questione di tempo che il genere approdasse su console, e con la nuova generazione a 32 bit cominciarono timidamente ad apparire le prime conversioni come Discworld di Psygnosis e Broken Sword di Revolution, entrambi caratterizzati dalla stessa atmosfera allegorica e scanzonata della serie guybrushiana. Sembrava che però con l'avvento del tridimensionale il genere fosse destinato a diventare un pezzo da museo, come lo sparatutto o il picchiaduro 2d. Fu invece Monkey Island stesso a compiere il grande passo, pur con esiti molto inferiori al passato. Ora, a qualche tempo di distanza ci (ri)prova anch Broken Sword. Riuscirà dove il capostipite ha fallito?

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