Burnout Paradise: The Ultimate Box - Recensione  38

La risposta di Criterion a Need For Speed: Undercover e Midnight Club: Most Wanted. Da oggi per il vostro PC c'è un nuovo arcade automobilistico; scaldate i motori.

Al secondo playtest, Burnout non dimostra di avere molto in comune con la title track dei Guns and Roses, "Paradise City": corre decisamente di più, come "Lost in the city" degli Hanoi Rocks, e l'essenza dell'esperienza la troviamo ben evocata nelle parole del "Boss":
Tonight tonight the highway's bright / Out of our way mister you best keep
Cause summer's here and the time is right / For goin' racin' in the street".

("Racing in the Street", Bruce Springsteen)

Un Port di Qualità? No, Un Gioco di Qualità

"From rags to riches / Or so they say / You gotta / Keep pushin' for the fortune and fame
You know it's it's all a gamble / When it's just a game"

("Paradise City", Guns And Roses).

Burnout è incondizionatamente arcade. Come un titolo action nel quale il vostro avatar non è concettualmente dentro la macchina, ma è la macchina stessa. Non aver mai corso con automobili virtuali non vi chiuderà le porte al divertimento. Sbagliare una curva significherà scivolare con la fiancata sulle barriere che la disegnano, regalando alla sterpaglia e ai rifiuti lungo il ciglio della strada una pioggia di brace metallica. La vittoria dipende dalla capacità di sopravvivere in quella zona estrema che va tra i 190 e i 300 chilometri all'ora senza perdere il controllo del veicolo, o forse, cercando di perderlo il meno possibile sperando che non appaia qualcosa che procede in senso opposto. Le gare sono uno sport in cui la prima regola è l'anima nera della sportività: gli avversari non si superano tecnicamente, soprattutto si boicottano, anche con l'eliminazione fisica (il takedown), nel piacere di sfidarsi a queste condizioni.
Per altro, la nostra progressione di piloti avviene con un'assegnazione graduale e costante di premi. From rags to riches (da povertà a ricchezza materiale), il vostro garage privato, raggiungibile dagli sfasciacarrozze seminati in città, aumenterà di un veicolo ogni volta che provocherete lo schianto di un'auto speciale da dover inseguire. E c'è sempre una macchina da conquistare, una patente più qualificante da ottenere, una sfida da accettare al prossimo semaforo. I contenuti che l'Ultimate Box aggiunge, ovvero quelli finora scaricabili per console, aumentano ancor di più la quantità di veicoli e sfide, soprattutto in multiplayer (Party mode!). Una riedizione necessaria per precedere l'espansione (che comprenderà un'isola), ma senza la scarna apparenza di un'edizione economica. Il pack Cagney inserisce tre varianti online di tre modalità già viste nel single player: Online Stunt Run è una sfida a 8 giocatori con l'obiettivo di compiere più stunt possibili nell'arco di due o più minuti; in Marked Man sarete un uomo in fuga con un'auto lenta e senza protossido di azoto da iniettare nella camera di combustione, in una sfida a punti basata sui takedowns; in Road Rage, un team blu deve arrivare al traguardo senza essere spinto all'incidente da un team rosso; infine, nuove sfide che consistono soprattutto nel fornire ai piloti coinvolti un obiettivo da contendersi. Il pack Bikes aggiunge poi le moto, modalità (la Midnight Ride, una notturna corsa contro il tempo) e percorsi specifici per le due ruote, il ciclo giorno-notte, una nebbia dinamica. Infine, notiamo due browser interni, per stimolare la partecipazione alla community e scaricare future espansioni.
Se quindi l'uscita originale su console includeva quasi tutte le modalità incontrate in un titolo di guida - miglior tempo (come il Burning Route), duello, corsa, inseguimento, scontro, stunt - ben incrociate in una città liberamente esplorabile sin dall'inizio, l'Ultimate Box unisce a tutto questo un deciso aumento delle potenzialità online, massimizzando l'aspetto socializzante a un prezzo contenuto.

Join The Car Crash Set

"We're gonna take a ride to the Mistery City / We're not coming back so buy a one way ticket, oh yeah! We're leaving right now for the Mistery City / Got no hearth, don't want no pity
I knew you'd call this a paradice, dear / People judge you by the clothes you wear /
Well, it's a wham bam gangbang everynight there / I tell you, everywhere else is just nowhere"

("Mistery City", Hanoi Rocks)

Criterion è uno dei pochi studi di sviluppo che è riuscito a programmare un meccanismo davvero capace di rappresentare videoludicamente la variazione della velocità, e di condizionare la nostra percezione della stessa su schermo. Come nel cinema accadde con Mad Max. I motori rombano, sembra di odorare l'asfalto caldo, sentiamo la fisicità dei veicoli grazie al preciso sistema di controlli (e rispondono bene, anche utilizzando solo la tastiera), nonchè a una serie di dettagli sonori e grafici. Quando nel gennaio dello scorso anno Burnout uscì, il messaggio era chiaro, esplicitato nella propaganda promozionale e alluso dalla presenza del pezzo dei "Guns": è il titolo dell'album da cui è estratta la canzone, Appetite For Destruction.
Più premiamo sull'acceleratore, più non vogliamo lasciarlo. Ci aspettiamo da un momento all'altro di assistere a un calo di frame rate, come se la matrice non riuscisse a starci dietro perchè la nostra velocità ha superato quella della simulazione della realtà, ma questo non avviene mai data la qualità del sistema, e quindi aumentiamo di giri, fino al burnout. Vogliamo più macchine da corsa, più forme aggressive e retrò, più vernici fluo che farebbero sembrare il catalogo Day-Glo una palette di marroni opachi. Nel momento di culmine, sfrecciando troppo velocemente per lo spazio a disposizione, arriva il momento di capitombolare, contorcendo e trascinando la scocca per decine di metri, fino a fermarci. Negli incidenti, un "deviante" senso di appagamento, stimolato dalla provocazione o dall'osservazione dello schianto che è sottolineato a sua volta dal ralenti e dal rumore delle lamiere che si piegano, aumenta l'eccitazione ed esorcizza la frustrazione del fallimento, mentre feticisticamente ammiriamo la carcassa dell'auto.

Perso Nella Città Degli Angeli... Motorvatin'!

"City Of Lights from up here / I gaze in wonder / Children of night I hear you
Rolling like thunder / I see the motion of a thousand / Restless souls before me
I can't control the actions / of my gypsy heart / Cause i'm lost / Lost in the city of Angels"

("Lost in the city of Angels", L.A. Guns)

Paradise City è il paradiso degli street racers, e delle loro auto. Ogni strada può essere percorsa a velocità vertiginose senza necessità di rallentare. I sovralimentatori chimici più si usano e più si ricaricano, e il motore non si danneggia. Surrealmente la radio ci parla, ha il tono della voce femminile preregistrata di un navigatore satellitare, si rivolge direttamente a noi. Il sedile del posto di guida è vuoto, il pilota è un'entità invisibile diventata tutt'uno con la macchina. Non ci sono pedoni, i palazzi sono solo luccicanti scenografie utili a compiere acrobazie spettacolari, i quartieri sono file di benzinai e di officine. Le macchine si schiantano e tornano immediatamente a correre, all'infinito. Raramente un titolo è stato più adatto: se le auto da corsa potessero concepire un paradiso, questo sarebbe Paradise City. La città è affascinante, diventa gradualmente un luogo che ci appartiene. Col tempo, le modalità risultano ancora poche di numero e l'esperienza si racchiude subito in quelle azioni contate che rischiano di diventare ripetitive non solo poichè ripetitiva è la loro natura: in un determinato momento, saturati da ogni tipo di prova affrontata, la profondità di cui andremo in cerca non potrà infatti essere trovata nel perfezionamento tecnico della guida che offrirebbe almeno un certo margine di simulazione, perciò dove potremo trovarla? La sfida più avvincente sembra proprio quella del duello con le auto speciali da ottenere, forse per quel pizzico di tensione e imprevedibilità che la contraddistingue, l'incentivo davvero concreto a sostenere la sfida, una caratterizzazione sempre unica della preda da fagocitare. In finale, un cambiamento c'è se quella macchina prima era un'antagonista e adesso siamo noi, eppure ammettiamo che risulta snervante pensare di essere il re di una città vuota e incapace di reagire alla nostra presenza, o il detentore di un record di tempo ottenuto senza spettatori su un rettilineo con sporadiche curve morbide e realizzato con un'auto che ha le marce automatiche, capace di curvare sul guardrail.

In multiplayer, per fortuna, cambia notevolmente la prospettiva (viva Road Rage online), offrendo veri sfidanti-spettatori. Inizialmente, ci si perde spesso data la vastità del luogo, e ancora troppo spesso gli occhi finiscono necessariamente sulla minimappa. E' necessario correre guardando l'asfalto, lo è ugualmente scoprire se dopo lo svincolo che abbiamo sbagliato a non prendere può esserci un'alternativa altrettanto valida, ma come guidare un missile con lo stradario fra le gambe? Una cosa è certa: abbiamo provato le corse scegliendo due soluzioni di tragitto radicalmente diverse, e tutte e due hanno funzionato. Dunque, è realmente possibile concludere ogni corsa puntando sulla libertà di scegliere fra diversi approcci, ma solo una volta conosciuta la città sapremo godere di una gara come merita, riuscendo a correre senza dover spostare gli occhi sulle varie mappe e segnalazioni grafiche che indicano il percorso, e ci vorrà sicuramente un buon ammontare di ore. La colonna sonora esclude la nostra musica e ha poche benvolute tracce, i contenuti scaricabili sono somministrati continuamente, i veicoli sono ben caratterizzati e variegati. E vale la pena di farci più di un giro.
Un'ultima nota è da spendere per il Party mode, forse unica, vera innovazione di questo Ultimate Box a cui si può accedere immediatamente dal menu iniziale del gioco (ancora prima di rimanere invischiati nella vastità di Paradise City). Così facendo si potrà affrontare questa modalità multiplayer offline dove sarà possibile sfidare fino a un massimo di altri sette amici, fisicamente presenti nello stesso luogo in piccoli e immediati scontri letteralmente passandosi di mano il controller o l'accoppiata tastiera e mouse. Interessante e anche simpatico, per qualche rapido dopo cena in compagnia di qualche amico.

Commento

I contenuti aggiuntivi sarebbero sembrati più delle patch ad un pubblico abituato a ricevere sulla propria piattaforma da mille euro espansioni corpose e mod gratuite, ma qui tutto è compreso fin dalla prima uscita e lo è ad un prezzo che vale senza dubbio l'esperienza. Sentivate la mancaza di un titolo di guida arcade così rumoroso anche su PC? Di sicuro Burnout Paradise colma la lacuna, e non si ingolfa mai.

Pro

  • Frenetico, entusiasmante, soprattutto online
  • Tecnologicamente impeccabile
  • Costantemente supportato e migliorato
  • Totale libertà di esplorazione e scelta grazie al design aperto
Contro
  • Pecca un po' di superficialità
  • Ancora troppo poca varietà di sfide

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi Windows XP

  • Processore: 2.8 GHz Intel Pentium 4 or equivalente
  • RAM: 1 GB
  • Scheda video: 128 MB di memoria video con supporto Pixel Shader 3.0
  • DirectX: 9.0c o superiori
  • Hard Disk: 2,9 GB
  • Scheda audio: compatibile con le DirectX 9.0c
  • Connessione necessaria per attivare il gioco
Requisiti Minimi Windows Vista
  • Processore: 3.2 GHz Intel Pentium 4 or equivalente
  • RAM: 1.5 GB
  • Scheda video: 128 MB MB di memoria video con supporto Pixel Shader 3.0
  • Sistema operativo: Windows Vista
  • DirectX: 9.0c o superiori
  • Hard Disk: 4 GB di base senza file temporanei o aggiunti
  • Scheda audio: compatibile con le DirectX 9.0c
  • Connessione necessaria per attivare il gioco
Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Duo E8400 @ 3.0 GHz
  • RAM: 2 GB DDR3 # 1333 MHz
  • Scheda video: NVIDIA GeForce 9800 GTX
  • Sistema operativo: Windows Vista