Call of Duty: La Strada per la Vittoria - Recensione  0

Dopo Xbox360 e PS3, anche la PSP viene chiamata a svolgere il proprio dovere sul fronte.

Strada a senso unico

Come tutti gli altri capitoli, Call of Duty: La Strada per la Vittoria è ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale, e racconta il conflitto attraverso le storie di soldati appartenenti agli eserciti americano, inglese e canadese. Anche in questa incarnazione portatile, grande cura è stata riposta nell’accuratezza del setting storico: armi, divise e ambientazioni sono dunque appropriate, e le missioni -introdotte da veri filmati dell’epoca- si inseriscono coerentemente nel quadro delle molteplici battaglie che si sono combattute in giro per il mondo. A dire la verità, Amaze ha fatto un buon lavoro anche nell’instillare in La Strada per la Vittoria quella sensazione di coinvolgimento che ha fatto la fortuna di tutti i precedenti episodi, mescolando sapientemente eventi scriptati, effetti sonori d’impatto, telecamere traballanti e le continue urla degli NPC: insomma, anche su PSP Call of Duty è un’esperienza avvolgente, nonostante le ovvie ed evidenti limitazioni tecniche dell’hardware. A questo proposito, salta subito all’occhio la scarsa definizione delle texture, che mette in ombra un reparto grafico comunque lodevole per la qualità dei modelli poligonali e la stabilità del frame rate. Meno comprensibili, e decisamente più dannosi, appaiono invece i numerosi bug che affliggono la produzione Activision, e che possono anche costituire un serio impedimento al proseguimento nel gioco: non è infatti raro imbattersi in muri invisibili, compenetrazioni poligonali, alleati che bloccano la strada o proiettili che arrivano da chissà dove. Eventualità che diventano odiose e frustranti quando provocano la morte del nostro alter ego, visto lo sciagurato sistema di salvataggio di La Strada per la Vittoria, che impedisce di registrare i propri progressi nel mezzo di uno stage e che “compensa” la lacuna con checkpoints mal distribuiti ed oggetti quali medikit e munizioni che incredibilmente non riappaiono quando si è costretti a ripetere un pezzo di missione. (S)fortunatamente, il titolo Amaze è piuttosto corto, e le 14 missioni distribuite tra le tre diverse campagne scorrono via in fretta, lasciando in piedi qualche piccolo extra ed una modalità multiplayer ad hoc: la quale, per quanto completa di varie modalità (deathmatch, capture the flag, king of the hill eccetera) e supporto per sei giocatori, alla fine dei conti si dimostra troppo poco accessibile ed appassionante per costituire una seria fonte di replay value.

Il dovere mi (chi)ama

Il sistema di controllo è un altro punto oscuro dell’opera Amaze, per svariati motivi. Anzitutto, la configurazione di default prevede che i movimenti vengano delegati allo stick analogico e lo sguardo ai quattro tasti frontali, con una soluzione diametralmente opposta a quanto si è soliti fare in questi casi; in secondo luogo, La Strada per la Vittoria offre la possibilità di abilitare o meno un sistema di puntamento automatico, che se da una parte contribuisce a compensare la cronica imprecisione data dall’utilizzo dei pulsanti, dall’altra rende le uccisioni dei nemici fin troppo semplici, abbassando un sistema di difficoltà già di per sé non insuperabile. Giocando a Call of Duty su PSP, quindi, bisogna operare una scelta del genere: andare avanti come schegge servendosi dell’aiuto per la mira o farne a meno ma arrancare faticosamente nel tentativo di colpire i propri obiettivi servendosi di un sistema di controllo inevitabilmente macchinoso. Ad ogni modo, è significativo osservare come, nonostante tutti i difetti elencati finora, La Strada per la Vittoria sia uno degli FPS meglio riusciti per l’handheld Sony: una conclusione che la dice lunga sulla reciproca antipatia tra questo genere ludico e la PSP. Tra i meriti più brillanti della produzione Activision va senz’altro ascritta la notevole varietà dell’azione ludica, resa possibile da tutta una serie di escamotage operati dagli sviluppatori al fine di deviare l’utente dalle classiche sparatorie: ci si ritrova dunque spesso a comandare torrette e mitragliatrici, a colpire nemici dalla distanza con un fucile da cecchino, a combattere a corto raggio all’interno di trincee e così via. Al di là di quanto detto finora, La Strada per la Vittoria è fondamentalmente un titolo che si lascia giocare nonostante tutti i suoi macroscopici problemi, e che perlomeno tiene alto lo stendardo della serie in merito alla bontà della realizzazione tecnica e della spettacolarità, con un occhio (o per meglio dire, orecchio) di riguardo per il sonoro, che mai come stavolta merita di essere ascoltato tramite auricolari.

Commento

Call of Duty: La Strada per la Vittoria è senz’altro uno dei migliori FPS disponibili per PSP. Un’affermazione che sembrerebbe stridere con il voto assegnato, ma che trova giustificazione se si considera come l’handheld Sony sia uno dei sistemi meno adatti ad accogliere tale genere videoludico. La mancanza del secondo stick analogico e l’imprecisione delle soluzioni adottare per aggirare il problema si uniscono in questo caso a diversi bug e ad una ridotta longevità, che sminuiscono il valore di un prodotto non privo di meriti ma vittima prevalentemente di una dimensione ad esso non congeniale.

Pro

  • Buona varietà di gioco
  • Sonoro ad alti livelli
Contro
  • Sistema di controllo mutilato
  • Diversi bug, anche gravi
  • Longevità e livello di difficoltà bassi

PSP è stata sovente oggetto di critiche di ogni genere, spesso anche gratuite, che andavano ad accusarne vari aspetti: tra i tanti, ricordiamo l’ergonomia, il supporto UMD, la naturale predisposizione dello schermo per i graffi o ancora il sistema di controllo, orfano del secondo stick analogico. Una mancanza, questa, che si è obiettivamente fatta sentire in diversi titoli, e in special modo nei (pochi) FPS disponibili per il portatile Sony, spesso rivelatisi assai macchinosi. Ora, Amaze prova ad invertire la tendenza con un episodio dedicato della bellica serie di Call of Duty: missione riuscita?