Call of Duty: World at War - Recensione  9

Orfani dell'ottimo Call of Duty 4, che soprattutto nel multiplayer online ha definito nuovi standard su console, i possessori di Wii possono finalmente mettere le mani su World at War.

Benvenuti all'inferno!

Questo nuovo capitolo di Call of Duty si rivela fin da subito quanto mai realistico e violento, a cominciare dalle sequenze introduttive (che fanno ampio uso di filmati storici piuttosto crudi) per continuare con l'azione vera e propria, che viene raccontata in modo molto “cinematografico”, attraverso scene tanto barbare quanto (purtroppo) attinenti alla realtà di una guerra sanguinosa, che non guardava in faccia nessuno e che ha fatto vittime tra i militari quanto fra i civili. Il modo in cui i due protagonisti ci vengono presentati è emblematico, in tal senso: il primo viene liberato da un campo di prigionia giapponese, mentre sta per essere sottoposto a tortura; il secondo sopravvive ammassato fra i cadaveri, mentre i soldati nazisti controllano i corpi e finiscono quelli che ancora si muovono. Entrambi i personaggi hanno ottimi motivi per combattere, insomma, e al loro comando dovremo fare la differenza attraverso quindici stage che ci spingeranno sempre più nel cuore del conflitto. Chi ha avuto modo di provare Call of Duty 3 nella versione per Wii, si troverà di fronte a un sistema di controllo già piuttosto familiare, con lo stick analogico che serve per muovere il soldato e il sistema di puntamento a infrarossi del Wii-mote che ne controlla la visuale. Il grilletto B ci permette di sparare con l'arma equipaggiata, e in tale frangente le cose non sono cambiate: avremo a disposizione due soli “slot”, partendo con un mitra e una pistola che potranno essere rimpiazzate da qualsiasi arma troviamo all'interno delle location. Per raccoglierle, dovremo tenere premuto il tasto “-” sul Wii-mote, tasto che serve anche per ricaricare, mentre il tasto “+” ci permette di lanciare una granata o un fumogeno: si decide fra l'una e l'altro inclinando il controller di lato (una scelta non proprio azzeccata). Per quanto concerne il Nunchuck, i pulsanti C e Z servono rispettivamente per accovacciarsi e per mirare, operazione che non cambia anche qualora si usi un fucile da cecchino. Il gioco è stato privato dei “quick time events” presenti in Call of Duty 3 (per fortuna!) e sono stati corretti alcuni problemi nel puntamento, in particolare non si verificano più quei “blocchi” che facevano andare il sistema in tilt per alcuni istanti. L'uso di attrezzature differenti da quelle di base (torrette, cannoni, ecc.) restituisce un movimento molto più lento del normale, come è giusto che sia, mentre l'attacco con la baionetta non dipende più dallo scuotimento del Wii-mote ed è stato assegnato al d-pad: benché la posizione del tasto non sia comodissima, la manovra risulta certamente più precisa e affidabile.

“Si sta come d'autunno...”

Nonostante non sia stata Treyarch a occuparsi dello sviluppo di Call of Duty 4, è palese l'influenza dello scorso episodio della serie su questo World at War: la modalità di gioco in singolo è intensa, coinvolgente e anche piuttosto impegnativa, ma soprattutto su Wii è identica rispetto a quanto visto su Xbox 360 e PlayStation 3. Certo, per il resto le differenze rispetto alle versioni “nextgen” non mancano, a cominciare dalla modalità di gioco cooperativa, che è stata sostituita da un multiplayer locale per due giocatori in cui il secondo partecipante non fa che controllare un mirino sullo schermo (un po' come se fosse uno sparatutto con la pistola). L'online si basa fondamentalmente su quello di COD4, dunque mancano le modalità in cui sono presenti i veicoli, nonché gli zombie nazisti. Ad ogni modo, ci troviamo senza dubbio di fronte al miglior multiplayer online mai visto su Wii, con un accesso alle partite molto rapido e un sacco di persone da sfidare.

Ci troviamo senza dubbio di fronte al miglior multiplayer online mai visto su Wii.

È possibile organizzare deathmatch o altro per un massimo di otto giocatori, e nelle nostre prove non abbiamo rilevato problemi di lag o altro: l'azione scorre fluida ed è stato mantenuto l'ottimo sistema di crescita “a obiettivi” che ha contribuito a decretare il successo di Call of Duty 4. Il multiplayer di World at War è dunque un po' un “gioco nel gioco”, capace di garantire una longevità elevatissima, con un buon numero di mappe e modalità. L'assenza della chat vocale, poi, pesa solo fino a un certo punto: per sua stessa natura, il multiplayer del prodotto Activision non permette la selezione delle partite, dunque si finisce spesso a giocare con degli stranieri.

Realizzazione tecnica

Sotto il profilo della realizzazione tecnica, purtroppo, questo nuovo episodio di Call of Duty non fa gridare al miracolo, anzi. Gli sviluppatori hanno utilizzato un motore derivante da COD4, ma le differenze rispetto all'episodio uscito due anni fa non sono eclatanti. Il paragone con Medal of Honor: Heroes 2 è scontato, e diciamo che i due titoli per molti versi si equivalgono: il prodotto Electronic Arts può vantare un frame rate oltremodo fluido e solido, ma a scapito del resto, con modelli poligonali molto semplici sia per quanto concerne i soldati che le location; World at War, dal canto suo, offre personaggi più dettagliati e complessi, decisamente più belli da vedere soprattutto nel multiplayer online, e ambientazioni molto più ricche di dettagli, ma il frame rate è mediocre. Se c'è una cosa che bisogna tenere in debita considerazione quando si sviluppa un FPS per Wii, è appunto la fluidità della grafica, che influisce pesantemente sulla precisione del sistema di puntamento. Viene da sé che MOHH2 è più preciso, dunque, laddove in tal senso il titolo Activision presenta talvolta delle fasi abbastanza problematiche. Le texture sono terribili in entrambi i casi, mentre per il comparto sonoro la sfida viene vinta senz'altro da Medal of Honor, che poteva vantare musiche di grande atmosfera ed effetti più “corposi”: quelli di WaW sono decisamente troppo “soffici” e finti. L'unica eccezione riguarda il parlato, davvero ottimo.

La versione per Nintendo DS

Nella sua unica riduzione portatile (non uscirà una versione per PSP, purtroppo), Call of Duty: World at War prosegue il discorso iniziato dagli sviluppatori del team n-Space con il precedente episodio, sempre su Nintendo DS. La campagna viene al solito introdotta da un breve tutorial che ci mostrerà il funzionamento delle varie armi, con un sistema di controllo che risulta invariato rispetto a COD4: il d-pad per muovere il personaggio, il tasto dorsale sinistro per sparare con l'arma equipaggiata e la combinazione di stilo e touch screen per gestire la visuale. Similmente a quanto fatto per Metroid Prime Hunters, si tratta di un metodo di controllo che va “digerito” e che difficilmente si presta a lunghe sessioni di gioco, visto che ci si trova praticamente a dover reggere il DS sempre con la sola mano sinistra. Benché differente rispetto alle altre console, la modalità in singolo si rivela coinvolgente e ricca di sostanza, con numerose varianti nel gameplay. A questa bisogna aggiungere la presenza di un eccezionale multiplayer sia in locale che online, che di fatto allunga parecchio la longevità del titolo Activision. Tecnicamente ottimo, persino migliorato rispetto all'episodio precedente, World at War su Nintendo DS si presenta dunque come un FPS solido, divertente e molto ben fatto. Decisamente consigliato.
VOTO: 8

Commento

Call of Duty: World at War rappresenta un ritorno della serie su Wii, ritorno oltremodo gradito per più di un motivo. In primo luogo, il single player è identico alle versioni per Xbox 360 e PlayStation 3, dunque si potrà godere di un'esperienza estremamente simile: stesso numero di stage, stesse situazioni, stessi personaggi, stesse armi. In secondo luogo, la modalità multiplayer online è quanto di più divertente, coinvolgente e ben fatto si sia visto in tale frangente sulla console Nintendo: non è un'esagerazione dire che si tratta di un "gioco nel gioco", in quanto l'online di Call of Duty ha davvero creato nuovi standard per il genere e su Wii è si presenta nel migliore dei modi (pur limitando le partite a otto partecipanti e togliendo le novità introdotte in World at War). Il sistema di controllo è stato migliorato rispetto a COD3, anche se non può vantare le fantasiose trovate di Medal of Honor: Heroes 2, né la medesima precisione. In tal senso, il discorso riguarda anche la grafica: pur offrendo ambientazioni abbastanza ricche e dettagliate, nonché alcuni buoni modelli poligonali per i personaggi, World at War su Wii soffre per un frame rate altalenante, che sovente presta il fianco alle incertezze. Se aggiungiamo che il comparto sonoro (parlato a parte) risulta troppo poco incisivo, il quadro della realizzazione tecnica appare tutt'altro che strabiliante. Nonostante questo, il nuovo titolo Activision si pone come un prodotto di riferimento per i possessori di Wii che desiderano un FPS solido, coinvolgente e dotato del miglior multiplayer online che si sia visto sulla console Nintendo.

    Pro
  • Il miglior multiplayer online su Wii
  • Appassionante e impegnativo
  • Sistema di controllo migliorato rispetto a COD3...
    Contro
  • ...ma la precisione non è il suo forte
  • Frequenti cali nel frame rate
  • Effetti sonori troppo "soffici"