Canis Canem Edit (ex Bully)Canis Canem Edit 

Avete sempre odiato i bulli che a scuola se la prendevano con i più deboli? In Canis Canem Edit imparerete ad amarli...

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Bullo mangia bullo

Non dev’essere facile vedere la propria madre partire col suo settimo marito per una luna di miele lunga un anno ed essere sbattuti dentro al collegio più duro di tutto il paese. Ma questo è il destino del “vivace” quindicenne Jimmy Hopkins, ed è anche il punto di partenza di Canis Canem Edit, action/adventure scolastico che prende alcuni elementi dalle ultime produzioni Rockstar e li unisce in un titolo decisamente unico nel suo genere. Prima ancora del gameplay (comunque ottimo), i più grandi punti di forza della produzione Rockstar risiedono nello storyline e nel setting, entrambi finemente tratteggiati: Jimmy si trova dunque costretto ad emergere nel difficile ambiente della Bullworth Academy, popolata da insegnanti bizzarri e studenti di ogni genere, dai nerd più irrecuperabili agli sportivi tutti muscoli e niente cervello. Il tutto inquadrato nei confini di una trama tanto leggera e ironica quanto appassionante, che si snoda servendosi di cutscene in real time eccellenti per la qualità dei dialoghi e del doppiaggio (rigorosamente in inglese). Sotto il profilo ludico, Canis Canem Edit si configura come un action/adventure free roaming a missioni in stile GTA, caratterizzato da ampi spazi per la discrezionalità dell’utente nell’affrontare la dura vita scolastica.

I più grandi punti di forza della produzione Rockstar risiedono nello storyline e nel setting

Bullo mangia bullo

Un primo aspetto in tal senso riguarda proprio il rapporto con le lezioni, che il giocatore può decidere di seguire o saltare al fine di perseguire altri obiettivi. Ogni giorno, la campanella suona alle 9 e alle 13, segnando l’inizio delle sessioni della mattina e del pomeriggio: se si sceglie di fare altro, bisogna stare attenti alle pattuglie di prefetti che cercheranno in tutti i modi di bloccare Jimmy e spedirlo forzatamente in classe. Evitare del tutto gli insegnamenti può però essere decisamente controproducente, considerando come superando i minigame delle varie lezioni è possibile apprendere nuove abilità o potenziare quelle già acquisite: ecco dunque che facendo ginnastica si imparano nuove mosse di lotta o si aumenta la propria precisione con le armi; seguendo il corso di meccanica si diventa capaci di costruire biciclette da utilizzare a proprio piacimento; ancora, lavorando nel laboratorio di chimica si rende disponibile la facoltà di creare oggetti (fialette puzzolenti, petardi, polvere pruriginosa) con l’apparato presente nella propria stanza, e così via. Uno degli aspetti più riusciti e convincenti del prodotto Rockstar sta proprio in questo suo intelligente sfruttamento dei minigiochi, disseminati nel corso di tutta l’avventura non solo sotto forma di lezioni, ma anche come parti di missioni o sotto-quest. Difficile annoiarsi in Canis Canem Edit, anche grazie ad un ritmo di gioco pressoché perfetto: non appena i confini della Bullworth Academy cominciano a farsi troppo stretti, ecco che vengono aperti i cancelli che conducono alla città circostante, decisamente estesa (soprattutto se si considera che i mezzi di locomozione si limitano principalmente a skateboard e biciclette) e ricchissima di negozi, segreti, sottomissioni e minigame.

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Il bastone e la carota

Al di là di tutte le apprezzatissime diversioni che offre il gioco, Canis Canem Edit rimane pur sempre l’avventura di un bulletto di quindici anni, e su queste basi si sviluppano tutte le azioni effettuabili dall’utente. Oltre a cimentarsi nelle diverse missioni (comprendenti scherzi, risse e gare di ogni genere), il nostro Jimmy può interagire in una varietà di maniere con i suoi colleghi studenti. Questi, infatti, oltre ad essere tutti caratterizzati al 100% (ogni singolo personaggio ha il suo nome, la sua voce e il suo modo di fare), possono accogliere in diverso modo gli stimoli lanciati dal protagonista: un nerd scapperà a gambe levate di fronte ad una minaccia, mentre un palestrato risponderà a tono con uno spintone, cercando lo scontro fisico. Anche con le ragazze dell’istituto vigono alcune dinamiche sociali ben precise: Jimmy può corteggiare ogni studentessa al fine di ottenere un bacio (che dà un bonus temporaneo di energia), ma solo quelle che lo ritengono al loro livello lo degneranno della grazia. E questa è solo la punta dell’iceberg di un sistema di AI estremamente sviluppato, che rende la vita all’interno del mondo di Canis Canem Edit un’esperienza a cui è davvero difficile resistere. Ma un action/adventure non può definirsi tale senza un po’ di sana violenza, ed ecco che il titolo Rockstar offre un sistema di combattimento ereditato da The Warriors che funziona a meraviglia.

La vita all’interno del mondo di Canis Canem Edit è un’esperienza a cui è davvero difficile resistere

Il bastone e la carota

Oltre a sferrare pugni ed effettuare combo, Jimmy può prodursi in prese e counter di vario genere, sempre aiutato in caso di necessità da un “arsenale” che conta fionde, biglie, mazze da baseball, palloni da calcio, frisbee, mattoni e via discorrendo. L’interattività con l’ambientazione si unisce anche ad alcune particolari mosse, che possono vedere Jimmy rinchiudere l’avversario in un armadietto o spingerlo in un cestino dell’immondizia; non solo, quando l’energia del nemico di turno rasenta lo zero, è possibile umiliarlo con un colpo speciale e vederlo poi scappare via come una femminuccia. Con tutta questa carne al fuoco, Canis Canem Edit scorre via che è una bellezza, nonostante a tratti si abbia una sensazione di deja-vu riguardo agli obiettivi delle varie missioni: indicativamente, ci vogliono tra le 15 e le 20 ore per portare a termine l’avventura principale, una cifra che sale esponenzialmente se ci si cimenta nell’esplorazione della miriade di extra offerti dal prodotto Rockstar. E a fronte di cotanta bontà videoludica, dispiace quasi che Canis Canem Edit non sia un prodotto next-gen. Non che la cosmesi del titolo sia deludente, anzi: per gli standard PS2 si tratta di un gioco ottimo, con uno scenario ampio, numerosi personaggi su schermo ed animazioni eccellenti. Tuttavia, il frame rate un po’ basso e la qualità non certo esaltante delle texture e di alcuni modelli poligonali ridimensiona notevolmente l’impatto visivo di un prodotto uscito a cavallo tra la vecchia e la nuova generazione. Ciò detto, Canis Canem Edit rimane una notevole dimostrazione delle potenzialità dell’hardware, beneficiando oltretutto di un character design assolutamente azzeccato. Davvero niente da reclamare infine riguardo al comparto sonoro: al già citato doppiaggio stellare si accompagnano effetti convincenti ed una colonna sonora composta da melodie vagamente anni ’70 che si sposano alla perfezione con il tenore del gioco.

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Commento

Ironico, vario, originale, profondo, coinvolgente: sono tutti aggettivi che ben rappresentano Canis Canem Edit, ennesimo titolo Rockstar capace di unire argomenti “scomodi” con una struttura di gioco assolutamente di primo livello. L’epopea di Jimmy Hopkins nel mondo del bullismo è un concentrato di dialoghi fulminanti, missioni goliardiche e risse giovanili, il tutto immerso in un mare di minigame, sotto-quest, segreti sbloccabili e spassosissimi elementi di contorno. L’offerta di Canis Canem Edit è estremamente ricca e ben confezionata, anche se costretta a pagare il prezzo di un gameplay a volte un po’ troppo ciclico e ripetitivo e di una cosmesi buona per gli standard PS2, ma poco d’impatto per un pubblico già proiettato sulla next-gen. Elementi che sminuiscono solo leggermente il valore di Canis Canem Edit, ancora più prezioso in un’epoca nella quale l’originalità è spesso messa da parte.

Pro Struttura di gioco solida e ricca Grande cura dei particolari Storyline e setting affascinanti Contro Un po’ ripetitivo in alcune fasi Grafica non impressionante

Accompagnato nella sua uscita da uno strascico di polemiche assolutamente ridicole, Canis Canem Edit (meglio noto con il suo nome originale, Bully) è il nuovo fiore all’occhiello di Rockstar, software house ormai per definizione dedita all’esplorazione di ogni possibile forma di violenza videoludica. Dopo quella ironica di GTA, quella oscura di Manhunt e quella referenziale di The Warriors, gli sviluppatori si sono concentrati stavolta su quella adolescenziale: diamo dunque il benvenuto a Jimmy Hopkins, aspirante bullo della rigidissima Bullworth Academy...