Chaos Legion  0

Sulla scia del successo di Devil May Cry, Capcom propone un nuovo action-game da brivido per tutti i possessori di PlayStation 2. Impugnate la vostra spada, evocate le vostre Legioni e preparatevi alla battaglia...

Sieg, Victor e le Legioni

Il mondo è in pericolo. Il folle Victor Delacroix è intenzionato a recuperare tre artefatti in grado di unire il mondo degli spiriti con quello materiale, e non è una buona cosa. Il motivo? Riportare in vita la sua amata, uccisa proprio dal protagonista di questo gioco, Sieg Warheit cioè... voi. Perchè Sieg ha ucciso la fidanzata del suo ex-amico Delacroix? Non ci è dato di saperlo per almeno metà gioco, ma di sicuro sappiamo perchè è stato mandato proprio Sieg a stanare Victor e fermarlo: Sieg è in grado di evocare le Legioni, spiriti in grado di circondarlo, difenderlo e supportarlo in battaglia contro i mostri che Victor ha sparpagliato intorno a sè. La trama di Chaos Legion, nonostante un incipit intrigante e uno svolgimento modesto, soffre purtroppo della banalità dei personaggi principali, non troppo ben caratterizzati e poco approfonditi; inoltre, si rivela piuttosto confusa per almeno metà gioco, quando (più o meno con l'introduzione del secondo personaggio giocabile, la pistolera Arcia) comincia finalmente a ingranare. Il plot narrativo è comunque solo un pretesto alla base di un gioco il cui concept si concentra in un'unica parola: demolizione. Da questo punto di vista Chaos Legion si potrebbe assimilare a un gioco "ignorante" come Devil May Cry, dove l'esperienza ludica è per il 90% del tempo limitata alla pressione frenetica dei tasti atta alla distruzione di qualsiasi unità ostile si muova sullo schermo. Invece, Chaos Legion presenta un sistema di gioco più strategico e ragionato, almeno tra uno stage e l'altro: infatti Sieg, oltre ad attaccare con la sua spada, può evocare le Legioni. Per qualche strana ragione durante i primi stage si è supportati da Thanatos, la più potente tra le legioni esistenti, che però viene immediatamente distrutta e sparpagliata per i livelli di gioco (il giocatore potrà in seguito recuperare i suoi frammenti per poterla rievocare); a quel punto, Sieg dovrà recuperare le altre Legioni, che in pratica gli saranno "fornite" dal gioco in momenti ben precisi (per esempio, dopo la sconfitta di un boss). Una volta equipaggiata una Legione (per un massimo di due contemporaneamente), Sieg sarà in grdo di evocarla e di farsi aiutare da essa durante gli scontri, indirizzandola contro i bersagli o utilizzandola come scudo: l'energia delle Legioni è fornita dalla distruzione dei nemici, che peraltro comporta l'acquisizione di punti esperienza da distribuire, tra uno stage e l'altro, per aumentare le capacità di Sieg o il potere delle sue Legioni. A questo punto il gioco ingrana: infatti, in genere nelle fasi iniziali ci si ritrova a pestare come dannati tutti i nemici, senza capire, a momenti, quello che sta succedendo e relazionandocisi unicamente alla propria arma e alle Legioni; tuttavia, dopo aver cominciato ad acquisire nuove tecniche di combattimento o di movimento (come l'ormai onnipresente doppio salto) la struttura appare decisamente più aperta agli occhi dell'utente che ottiene la libertà di personalizzare, un po' come vuole, le proprie Legioni e le loro abilità che, di riflesso, influenzano le capacità di Sieg. L'interessante meccanica si sposa però con una linearità degli stage (e non della progressione, visto che è possibile rivisitarli per acquisire item precedentemente inaccessibili) un po' troppo evidente, che talvolta sfocia nella monotonia, allorchè ci si ritrova a procedere lungo pattern prefissati distruggendo tutto quello che capita tra Sieg e l'uscita.

Legion May Cry

Chaos Legion, come si diceva, sembra una costola di Devil May Cry ma in realtà si gioca in modo molto differente. Tuttavia, le somiglianze si estendono sopratutto al lato puramente estetico, che gode e soffre al contempo di un'eccessiva similarità al precedente hit di Capcom. Questa similitudine non è limitata solo alle ambientazioni, goticheggianti e dalle caratteristiche architetturali vagamente italiote, ma anche ai modelli poligonali di nemici e, sopratutto, personaggi principali, che richiamano le animazioni già viste in Devil May Cry. Nella fattispecie, Sieg si muove e combatte esattamente come faceva Dante con la sua spada, mentre Arcia è la versione femminile dell'ossigenato cacciatore di demoni con le pistole in pugno: levate ai due personaggi il carisma da bullo di Dante e vi sarete fatti una precisa idea della loro realizzazione, che mostra come segni distintivi un character design tutto sommato piacevole e interessante. Questi modelli tridimensionali, ben costruiti e texturizzati, si muovono in scenari che lasciano abbastanza perplessi: da una parte, nella loro linearità stono strutturati graficamente molto bene e offrono una sensazione di decadenza e isolamento molto convincente; dall'altra, ricorre un continuo deja-vue nella riproposizione delle stesse texture per l'80% degli stage, eccezion fatta per quelli finali e per il livello boscoso di Arcia. Molto belli, invece, i filmati d'intermezzo, che uniscono un'ottima realizzazione a un montaggio originale e inquietante. Per quanto riguarda l'aspetto sonoro, ci troviamo di fronte a una composizione di buona qualità, con il piccolo particolare che le musiche corali e goticheggianti più adatte sono limitate a poche sequenze ludiche o narrative, mentre per il resto, sopratutto durante i combattimenti, a far da sfondo vi sono temi rockeggianti dal buon ritmo ma non troppo adatti all'atmosfera del gioco in sè.

Commento

Chaos Legion è un buon gioco, questo sia chiaro, ma è uno di quei titoli che andrebbe necessariamente provato prima di un eventuale acquisto, se non fosse per il fatto che le potenzialità del prodotto si cominciano a percepire solo dopo aver acquistato le prime Legioni e le loro abilità. Non è, insomma, un genere di prodotto che si possa comprendere subito, e tuttavia non offre neanche una lunghezza dell'esperienza degna di nota (il gioco si può concludere senza problemi in otto-dieci ore). La realizzazione tecnica nel complesso è buona ma non sconvolgente, ma ricalca fin troppo il primo Devil May Cry. Pochi i segreti o gli incentivi a rigiocarlo: Thanatos è ricomponibile fin dalla prima sessione di gioco e Arcia, il secondo personaggio giocabile che può essere utilizzato in ogni livello dopo aver terminato il gioco, essendo priva di Legioni, non suscita alcun interesse. In definitiva, Chaos Legion è un action-game che piacerà senz'altro ai fan di Dante e agli amanti del genere, ottimo spunto, a livello concettuale, per le future produzioni che, magari, oltre allo smashing dei tasti, proporranno qualcosa in più con la quale sollazzare l'utenza.

    Pro
  • Ottimo concept di base
  • Stiloso al punto giusto
  • Moltissime abilità da apprendere
    Contro
  • Troppo simile a Devil May Cry
  • Troppo lineare
  • Troppo breve

Due anni fa Capcom lanciò per PlayStation 2 un action-game tridimensionale che, inizialmente scambiato per una sorta di Bio Hazard, si rivelò del tutto differente e fece proseliti: parliamo ovviamente di Devil May Cry. Superbo sopratutto nella cura riposta per i dettagli e nella "stilosità" generale che pervadeva Dante, i suoi nemici e le ambientazioni nelle quali si sputava fuoco e si menavano fendenti, Devil May Cry fece subito scuola. Alcuni mesi fa, Capcom ha realizzato anche un deludente sequel, che nonostante i 2 DVD e i buoni propositi non riesce minimamente a reggere sulle proprie spalle la qualità del precedente episodio, del quale non è altro che una sbiadita fotocopia. Sembrava quindi che Capcom, questa volta, si trovasse nei guai, visto che il riciclaggio al quale è abituata da anni non aveva funzionato. Ecco quindi che agli stessi produttori dell'avventura di Dante viene in mente di prendere lo stesso concept, mixarlo con qualche caratteristica da RPG e costruirci sopra qualche novità interessante, producendo un risultato che si chiama Chaos Legion. Ma davvero Chaos Legion è solo una costola di Devil May Cry? O c'è qualcosa in più (o in meno) che lo rende diverso, nell'aspetto o nel cuore?