Sid Meier's Civilization IIICivilization III - Sid Meier torna sulla scena! 

Il gioco strategico per definizione, quel Civilization che tanti anni or sono infiammò i cuori di moltissimi giocatori, è tornato nella sua terza incarnazione e ci rimetterà alla guida di un'intera civiltà. Fra guerre, trattati, costruzioni e scoperte tecnologiche, riusciremo a ripercorrere le principali tappe dell'evoluzione fino a rimanere incontrastati padroni del mondo?

Concetti di base (il Civ per neofiti)

Come sempre, Sid Meier ci mette alla guida di un'intera civiltà, che dovremo condurre per mano attraverso le varie epoche storiche fino al predominio globale, passando attraverso differenti stadi di sviluppo. Nella veste di nuovi Napoleoni virtuali, ci sarà permesso di poter fondare città, costruire edifici, effettuare importanti scoperte scientifiche, commerciare, conquistare nuove nazioni ed amministrare il tesoro del nostro stato, senza mai perdere di vista il benessere del popolo che stiamo guidando. Tutto, rigorosamente a turni.
All'inizio saremo a capo di uno sparuto gruppo di coloni, con i quali fondare la prima città, ma già in breve tempo potremo lanciarci nella inarrestabile sfida dell'evoluzione.
Ogni civiltà si sviluppa su più strati, da quello economico a quello scientifico, passando per quello militare. Anche la diplomazia ha il suo rilevante peso, dato che nel corso del gioco, prima o poi, verremo in contatto con le altre razze presenti. Ogni città può produrre unità (quindi, dai semplici lavoratori ai carri armati), edifici e meraviglie.
Gli edifici aiutano la città a crescere più facilmente, mentre le meraviglie forniscono dei bonus unici e che possono valere anche per tutta la civiltà. Ad esempio, completare il Programma Apollo significa poter finalmente iniziare la costruzione dell'astronave che ci condurrà su Alpha Centauri.
Naturalmente, più grande e ricca è una città e maggiore è il contributo culturale che essa fornisce all'intera civiltà.

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Concetti di base (il Civ per neofiti)

E mentre ci occupiamo di costruire delle città sempre più grandi e belle, non dobbiamo dimenticare di allargare i bordi del nostro impero, ed in questo faticoso compito ci verranno d'aiuto le forze militari a nostra disposizione. Man mano che progrediremo, si renderanno disponibili nuove unità, più avanzate e potenti, mentre quelle vecchie saranno destinate a diventare obsolete.
Ma se la guerra è un'opzione da non trascurare, altrettanto importante sarà mantenere dei buoni rapporti con le altre potenze in gioco. Questo potrà essere fatto tramite scambi e trattati e, inoltre, maggiore sarà la nostra sfera di influenza, maggiore sarà il credito di cui disporremo nelle relazioni diplomatiche.
Di vitale importanza, infine, è lo sfruttamento delle risorse presenti sulla mappa e che ci permette non solo di costruire migliori unità, ma anche di intrecciare proficui rapporti di commercio con altre città e persino altre popolazioni.
Lo sfruttamento delle risorse è, in effetti, un punto cardine di tutto il gioco, mentre nelle versioni precedenti aveva un ruolo marginale. In Civilization III, chi controlla la maggior quantità di risorse detiene un potere enorme.

Novità

Sebbene, ad un primo sguardo, questo ultimo capitolo possa sembrare un semplice restyling di quello precedente, in realtà vengono introdotte succose novità che modificano radicalmente il modo di affrontare il gioco. Nel precedente paragrafo ho volutamente parlato di concetti come "contributo culturale" e "sfruttamento delle risorse" e che costituiscono forse le due principali novità.
A fronte di un'evoluzione che contempla la crescita scientifica, quella economica, fino ad arrivare a quella militare, è stata finalmente introdotta la variabile culturale che racchiude in sè il valore intrinseco dell'intera civiltà sotto il nostro controllo. Man mano che le nostre città crescono, generano sempre più cultura, fino ad allrgare la loro sfera d'influenza ai territori circostanti. Infatti, ogni città ha dei 'confini', o meglio dei limiti entro cui la sua influenza culturale è molto forte e man mano che questi si allargano, tale influenza cresce di pari passo. Quando i bordi di due città, appartenenti alla stessa fazione, si toccano, essi si fondono in un unico grande confine che andrà a racchiudere il nostro territorio.
La cultura, dunque, è indice del nostro livello evolutivo e cresce in base alle opere che abbiamo realizzato.
Un fattore molto importante è l'età delle nostre città e delle opere in esse contenute, dato che più saranno antiche e più saranno i punti cultura forniti. Quindi, se da un lato l'età rende obsolete le unità, dall'altro la produzione acquista nuovo valore invece di perderlo.
Quando uno stato ha un'influenza culturale molto forte, le città degli stati vicini ne subiranno il fascino e molto spesso si staccheranno dal loro governo per passare dall'altra parte. Quindi, un'elevato livello culturale vuol dire anche indebolire senza l'uso di armi gli stati avversari.
Ma questo non vuol dire che, se acquisiamo una città da un altro stato, essa sarà totalmente a nostra disposizione, dato che pur avendo acquisito la nostra 'cittadinanza' essa sarà in prevalenza formata da persone che si sentiranno legate alla loro popolazione di origine. Quindi, in caso di guerra, ci saranno rivolte soprattutto nelle città provenienti dagli stati con cui siamo entrati in conflitto.

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Novità

L'altra novità di rilievo è il modo in cui sono trattate le risorse ed i beni di lusso. Finalmente essi non costituiscono più una semplice merce di scambio, ma sono la chiave per produrre le unità migliori e per placare gli spiriti irrequieti dei cittadini. Adesso, per costruire alcune unità occorre possedere determinate risorse, ad esempio per produrre gli swordsman è necessario che fra i beni in città ci sia anche dell'acciaio. Questo fatto, dunque, investe di una valenza strategica tutte le risorse più importanti e permette nuovi schemi di espansione, più sottili che non il semplice uso della forza.
Ad esempio, interrompere una strada che collega una città avversaria con un giacimento di petrolio vuol dire mettere una seria ipoteca sulla produzione di tutte quelle unità che hanno bisogno proprio di petrolio. Ed ancora, assume notevole importanza la pianificazione dell'espansione territoriale, dato che è consigliabile accaparrarsi le risorse principali in anticipo sui tempi, in modo da avere già un buon margine di vantaggio sugli avversari al momento giusto.
Di qui, l'importanza vitale di costruire una rete di trasporti che colleghi tutte le città.
Le risorse strategiche hanno un ruolo determinante anche negli scambi diplomatici, che adesso godono di una rinnovata iterfaccia, più versatile e potente.
Quando si contratta con il leader di un'altra nazione, è possibile proporre un gran numero di combinazioni di scambio offrendo, ad esempio, tecnologia per avere beni di lusso o mappe per un trattato.
Anche le unità militari non sono uscite indenni dalla marea di cambiamenti, infatti dopo un certo numero di vittorie da esse è possibile veder nascere un Grande Leader che potrà creare, a sua volta, un'Accademia Militare oppure raccogliere sotto di se altre unità in modo da formare un'armata. Ma la guerra si può anche perdere e così le unità in difficoltà potranno persino ritirarsi dallo scontro, invece di lasciarsi massacrare in battaglia.
Anche l'interfaccia è stata fortemente rinnovata ed è sicuramente più funzionale che in precedenza. I menu e le finestre degli assistenti sono sempre utili e le informazioni disposte secondo un criterio più "ergonomico", mentre la schermata della città permette di tenere ancora sott'occhio la mappa. E' stata aggiunta la possibilità di creare una lista di produzione, per ogni città, in modo da rendere più veloce la gestione delle città, senza dover impazzire fra mille schermate ad ogni turno.

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Novità

Fra le tante novità, però, c'è da segnalarne qualcuna meno piacevole. Per prima cosa, è stato completamente eliminato il supporto multiplayer, Civilization III si può giocare esclusivamente da soli!
Speriamo in una futura espansione...
Inoltre, è completamente assente qualunque tipo di filmato, a parte una breve introduzione iniziale, e la costruzione delle Meraviglie viene 'celebrata' con una scarnissima scheda riassuntiva.

Luci e ombre

Insomma, questo nuovo capitolo di Civilization mette davvero tanta carne al fuoco, ma, in sintesi, è davvero tutto oro quel che luccica?
Da un punto di vista innovativo, sicuramente alla Firaxis hanno fatto un ottimo lavoro, introducendo l'importantissimo concetto di cultura e costringedo il giocatore ad un'attenta gestione delle risorse strategiche, ma altri aspetti risultano invece meno curati, lasciando in certi casi un senso di frustrazione duro a svanire.
Innanzitutto, non è sempre facile navigare fra i dati e le liste e spesso ci si trova a perdere importanti unità perchè non sono immediatamente raggiungibili da menu. Nelle fasi più avanzate del gioco,poi, l'attesa fra un turno e l'altro si fa a volte eccessiva, soprattutto su computer di fascia intermedia.
Un motivo di scontento, nella comunità di giocatori, è la difficoltà di gestire il problema della corruzione e dello spreco. Se nelle precedenti versioni di Civ era possibile costruire una Courthouse per liberarsene, almeno all'inizio, adesso questo non basta più: la corruzione è troppo alta ed il gioco presenta uno sbilanciamento in tal senso.
C'è da dire, però, che costruendo le strutture necessarie, i risultati non si vedono subito ma a distanza di alcuni turni e più passa il tempo più questo effetto pare aumentare. Dico 'pare' perchè si tratta sempre di osservazioni fatte nel lungo periodo e non è facile attribuire le giuste cause a determinati effetti.

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Luci e ombre

In questo nuovo capitolo di Civilization III, dunque, il gioco asssume una nuova valenza strategica, introducendo un gameplay molto vario ed articolato, dove non si dovrà necessariamente accumulare città e produzioni per indebolire gli avversari, ma si potrà intervenire su variabili dall'influenza più sottile, e quindi potremo cercare di ottenere il controllo su un certo tipo di risorsa, ad esempio, oppure distruggere le strade che portano le materie prime ai nostri nemici, durante una guerra, senza contare che potremo sempre avvalerci della nostra superiorità culturale per attirare il favore delle città straniere.
Forse, l'unico problema davvero seccante è la durata dei turni nelle fasi più progredite di gioco, mentre l'assenza del supporto al multiplayer può anche passare in secondo piano, in un titolo di questo stampo. A parte queste considerazioni, Civilization III è sicuramente ciò che gli appassionati della serie cercavano: il ritorno di Sid Meier alla regia!
I neofiti, invece, potranno apprezzare sin dall'inizio la ricchezza di idee e la varietà strategica introdotte, anche se la curva di apprendimento di questo tipo di giochi è inevitabilmente alta.

Introduzione

Torna Sid Meier sui nostri schermi, a più di dieci anni di distanza dalla nascita di quel Civilization da cui è nata l'intera serie.
Torna e lo fa con maestria e carattere, proponendoci questo terzo capitolo della saga, dopo vari episodi spuri che hanno visto la luce in questi anni: dopo le disavventure del marchio Microprose, infatti la licenza di Civilization è passata attraverso diverse mani, dando vita ad alcune produzione parallele. Civilization: Call To Power 1 e 2, Civilization Test of Time ed Alpha Centauri, uno pseudo seguito di Civilization2 prodotto dallo stesso Meier, hanno accontentato gli appassionati della serie in questi anni.
Finalmente, oggi, la licenza è tornata nelle mani del suo creatore e così è stato possibile realizzare quello che tutti i gli strateghi di lungo corso, ed i neofiti della conquista su scala planetaria, attendevano da ormai tanto tempo: Civilization III! 6

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