Comanche 4Comanche 4. Il grande ritorno 

Il ritorno di uno dei simulatori di elicottero più amati dalla comunità. Perfetto Mix tra simulazione ed arcade, la saga di Comanche ha sempre convinto per la sua giocabilità e la grafica al di sopra della media: in questo quarto capitolo questi due aspetti sembrano ulteriormente migliorati...

Comanche 4. Il grande ritorno Comanche 4. Il grande ritorno

Un po’ di storia.

Siamo in un’epoca in cui per giocare si doveva possedere un Home Computer, mentre i Personal Computer, così come li conosciamo oggi, servivano per scopi ben più seri. Insomma chi voleva giocare poteva scegliere tra le macchine della Commmodore o di quel geniaccio di Sinclair, mentre chi usava il computer per lavorare doveva indirizzarsi verso computer Intel based.
Ma poi avvenne un fatto storico: una semisconosciuta software house (nota solo per aver pubblicato WolfPack, un simulatore di sommergibili) pubblicò un gioco destinato a sovvertire definitivamente quella situazione e a dimostrare che il PC era la macchina videoludica per eccellenza.
Quel gioco era Comanche Maximum Overkill e la software house era la Novalogic.

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Il voxels che ha cambiato un’epoca

Ricordo ancora il mio stupore nel vedere Comanche all’opera. Era Il primo gioco VERAMENTE 3D della storia videoludica, mosso da un motore grafico noto con il nome di Voxels che aveva una resa grafica spettacolare. Amiga & Co accusarono il colpo e da li iniziò il loro lento ma inevitabile declino e favore del PC.
Se poi questo fu un bene è tutto da dimostrare, ma come si dice in questi casi: questa è un'altra storia.

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Il voxels che ha cambiato un’epoca

Da allora molta acqua e passata sotto i ponti e tanti bit dentro le nostre CPU, ma la Novalogic ha sempre continuato a sviluppare quel progetto tanto rivoluzionario.
Negli anni sono stati pubblicati varie espansioni e nuovi capitoli della saga (ricordo Werewolf vs Comanche 2.0 e l’ultimo Comanche 3), ma hanno anche sfruttato il motore grafico per la realizzare altri simulatori come l’ottimo F22 Lightning II e Armored Fist.
Bene, a distanza di dieci anni dal primo Comanche oggi, sulla mia scrivania, c’è un pacco con al suo interno il quarto capitolo di questa lunghissima saga: Comanche 4.
Non indugiamo oltre! Andiamo subito a provarlo.

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Simulatore o Arcade?

Non vi ho ancora detto che Comanche è un simulatore di elicotteri o meglio è un gioco di elicotteri.
Vi dico anche che sostanzialmente il sistema di controllo e la tipologia sono rimasti quelli di dieci anni fa, solo che all’epoca Comanche fu classificato come simulatore, mentre oggi appare “solo” un Arcade.
Questa è anche la chiara dimostrazione che la classificazione di un gioco è strettamente legata ai mezzi tecnici dell’epoca in cui è realizzato.
Delusi?

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Simulatore o Arcade?

Mi auguro di no, anche perché Comanche 4 è un gran bel gioco, sicuramente poco originale e non molto simulativo, ma un gran bel gioco.
Ma procediamo con ordine.
Il protagonista di quest’avventura nei cieli di mezzo mondo è un futuristico elicottero da combattimento Americano, il RAH66 Comanche che in realtà non esiste ancora e che dovrà prendere servizio solo nel 2006. Noi siamo impegnati contro vari gruppi di terroristi che, con le loro azioni, minacciano l’equilibrio planetario (è inutile dire come purtroppo questi fatti sono diventati improvvisamente d’attualità).
Il gioco prevede le classiche modalità Single e Multi-player.
Partiamo da quest’ultima ricordandovi che al momento il gioco via Internet è precluso perché Novalogic sta sistemando il loro portale Novaworld e quindi dovremo pazientare un pochino. Quello che posso fare è di elencarvi le modalità previste: Deathmatch, Cooperative e Scoring.
Il Singleplayer è composto da ben sei campagne, ognuna composta da 5 missioni per un totale di 30 livelli.

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Simulatore o Arcade?

E’ curioso il sistema di gestione delle stesse che non è sequenziale, ma possiamo scegliere quale campagna affrontare e una volta completata una missione, questa verrà inserita in nuovo menù dove sono riportate tutte le missioni concluse.
La difficoltà non è selezionabile, ma vi posso assicurare che, a parte la prima campagna, la difficoltà si attesta su livelli elevati e considerando anche la varietà delle missioni non ci resta che affermare che la longevità è assicurata.
Ma se anche siete dei fulmini di guerra, non preoccupatevi, con il gioco viene fornito un completo editor per realizzare la missione che più vi piace! Contenti?

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Entriamo in cabina

Il sistema di controllo dell’elicottero e quanto di più semplice ed immediato che mi sia capitato di vedere, ed è lo stesso dei precedenti episodi.
Ripeto che siamo di fronte ad un gioco Arcade e quindi è inutile cercare cose che non potete trovare. Il collettivo si può impostare su tre valori automatici che regolano la nostra altezza, è sempre possibile regolare l’altitudine manualmente, ma alla fine useremo quasi sempre questi valori preimpostati. A migliorare ancora le cose c’è il pulsante per effettuare un pop-up (rapido incremento di altitudine) immediato.
Possiamo scegliere tra una vastissima serie di visuale, da quella in classico stile FPS a quelle con cabina virtuale (con sguardo separato dal controllo) alle classiche viste esterne. Sotto questo profilo Comanche 4 non presta il fianco ad alcuna critica, inoltre l’HUD è molto completo e ci fornisce tutta le informazioni di cui abbiamo bisogno.

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Entriamo in cabina

Il RAH66 è un micidiale velivolo e dispone di un impressionante armamento: un bel cannone da 20mm su torretta e puntamento laser, i missili Stinger (AA), gli utilissimi Hellfire che dispongono della modalità Riple Fire che ci consente di lanciare rapide salve di missili che andranno a colpire, in maniera autonoma, i vari bersagli, i potenti Hydra, oppure scegliere di far colpire il bersaglio da un wingman e se ciò non bastasse possiamo comandare il fuoco dell’artiglieria campale che distrugge tutto quello che c’è in una vasta area.
Se durante la nostra missione si rimane sprovvisti di munizioni o dobbiamo riparare il nostro elicottero, possiamo usare un FARP (Forward Arming And Refuling Point), in pratica una base di rifornimenti ed assistenza. Qui le riparazioni avvengono istantaneamente e possiamo scegliere quale Payload effettuare.

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Un gran motore grafico

E veniamo al piatto forte di Comanche 4. La grafica.
Già le immagini rendono bene l’idea, ma vederlo girare di persona è uno spettacolo unico.
E’ un po’ esigente come Hw e presenta piccoli problemi qui e lì, ma il risultato è in ogni caso eccelso.
Non parliamo poi dell’acqua che è semplicemente eccezionale.

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Un gran motore grafico

Alcune volte mi è capitato di distogliermi dall’azione per guardare il paesaggio. Beh sotto questo profilo Comanche 4 è inattaccabile.
Lo stesso discorso vale anche per le esplosioni, le scie o gli altri effetti “speciali”.
I modelli delle unità, ma anche i singoli soldati sono all'altezza del resto e come al solito le immagini parlano da sole.
Il comparto sonoro svolge il suo compito senza infamia e senza lode.

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Fire!

Come avete potuto facilmente capire, Comanche 4 mi ha convinto.
Mi piace volare basso tra i canyon per non farmi identificare dai radar nemici, adoro spuntare d’improvviso da dietro una collina e scaricare una micidiale serie di Hellfire.

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Fire!

Insomma un Arcade come si deve, un ottimo esempio di come si deve fare un gioco, facile da giocare, ma al contempo completo.
Brava Novalogic!
A chi fosse interessato consiglio vivamente di scaricare il demo che illustra benissimo le qualità del gioco.

Un po’ di storia.

Nella storia dei Videogames un posto tutto particolare se lo prende la Novalogic, un’intraprendente software house nota per alcuni buoni titoli ma soprattutto per aver pubblicato il mitico Comanche Maximum Overkill.
Perché mitico? Beh questo e presto detto.
Eravamo nei primi anni Novanta (dieci anni fa!!!) e la rivoluzione informatica entrò in una fase decisiva che perdura tutt’oggi.