Command & Conquer: Red Alert 3 - Recensione  28

Quando le tradizioni sono dure a morire: ma dopo 12 anni abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo per divertirci.

La solita vecchia minestra

Malgrado la trama da B-Movie, tipica della serie, Red Alert 3 è un classico gioco di strategia, che affonda le proprie radici nel precedente titolo di EA, Command & Conquer 3. Con affonda le radici non intendiamo che il gioco si limita a riprendere lo stesso, identico gameplay, ma anche l’interfaccia utente e, più in generale, avrete sempre la sensazione di trovarvi davanti a una total conversion ben confezionata.
Il gioco segue i più classici canoni del genere, nati la bellezza di dodici anni fa: partirete con una piccola base militare, dovrete accumulare il maggior numero di risorse possibile, ampliare la base, costruire un’armata più grossa del nemico (non illudetevi, almeno qui le dimensioni contano) e schiacciarlo, possibilmente prima che lui faccia lo stesso con voi.
Senza mezzi termini, Red Alert 3 è tutto qui, niente di più, niente di meno.
Un gioco di strategia quindi, assolutamente vecchia scuola, con una serie di missioni che dovrete affrontare, con la solita serie di filmati girati in un discreto connubio tra computer grafica e attori in carne e ossa che vi intratterranno tra un rush e l’altro, con la noia che viene allontanata solo dalla curiosità di sbloccare, in ogni missione, mezzi sempre più potenti per sterminare, in maniera sempre più spettacolare, il vostro avversario, fino ad arrivare alle ultime missioni di fine campagna con tutto l’arsenale al completo.

senza mezzi termini, Red Alert 3 è tutto qui, niente di più, niente di meno

La solita vecchia minestra

Non aspettatevi alcuna variazione sul tema: gli obiettivi delle missioni possono essere di due tipi, vale a dire o distruggi qualcosa, oppure proteggilo fino allo scadere del tempo dai continui assalti del nemico: la ricetta, bisogna riconoscerlo, funziona per le missioni iniziali della prima campagna, ma qualsiasi giocatore troverà molto difficile terminare tutte e tre le campagne proposte (Russi, Alleati e Impero del Sol Levante) senza mai tirare uno sbadiglio di noia, malgrado la presenza di tanto interessanti, quanto scollate signorine.

Mai più da soli

Il primo impatto che avrete col gioco non sarà per niente male: un esaustivo tutorial che vi rinfrescherà la memoria se non avrete mai toccato uno strategico in tempo reale, un motore grafico a tratti spettacolare, specialmente per quanto riguarda la renderizzazione dell’acqua e delle esplosioni, un buon design delle diverse unità e tanta, tantissima azione. Indipendentemente dalla campagna che sceglierete, il gioco si svilupperà in maniera assolutamente lineare: completate degli obiettivi, ottenete delle ricompense, terminate la missione e passate a quella successiva, così per circa 25 missioni per tutte e tre le fazioni disponibili. Come vuole la tradizione, e tutti noi sappiamo quanto EA sia pesantemente legata alle tradizioni, ogni inizio missione vi verrà presentato da un filmato realizzato con degli attori veri (alcuni anche noti, come Jenny McCarthy, Tim Curry e Randy Couture) e tanta sana computer grafica: la qualità della recitazione, tuttavia, ci è parsa decisamente inferiore rispetto al già citato Command & Conquer 3, forse anche a casa di un doppiaggio in italiano non particolarmente convincente.
Terminato il breve filmato, vi verrà presentato un briefing riassuntivo della missione e qui Red Alert mostra la sua prima, piccola novità: qualsiasi partita della campagna dovrà essere giocata in coppia con un altro comandante, sia esso virtuale (guidato dall’intelligenza artificiale) che umano, tramite Internet.
Nel caso in cui decidiate di optare per la modalità in singolo, in ogni missione sarete affiancato da un co-comandante sul campo che, sostanzialmente, svolgerà le vostre stesse, identiche azioni: raccoglierà risorse, costruirà la sua base e svilupperà delle armate. Se con un giocatore umano potrete interagire tramite chat o VoIP, con il vostro fedele alleato virtuale avrete a disposizione quattro essenziali ordini da impartire: l’ordine di movimento (raggiungi questa postazione), l’ordine di attacco (attacca tutto quello che trovi in quest’area), l’ordine di movimento aggressivo (raggiungi quest’area e maciulla tutto quello che trovi) e infine l’ordine di autogestione (fai un po' quello che ti pare). L’intenzione degli sviluppatori, probabilmente, era quella di permettere all’utente di avvalersi di una seconda armata indipendente in modo da pianificare attacchi coordinati e arricchire così le meccaniche di gioco: malgrado l’IA riesca a gestire discretamente bene gli ordini impartiti, ben presto vi renderete conto dell’inutilità di questo sistema e userete le risorse del vostro alleato come semplice carne da macello, in attesa che abbiate finito di ammassare truppe per l’attacco decisivo.

I lati positivi

Tuttavia Red Alert 3 si salva dalla bocciatura, vuoi forse per l’ottima grafica, che vi regalerà delle vere e proprie chicche visive, vuoi forse per quell’ironia che ha sempre permeato la serie e che ritroverete anche in questo terzo capitolo o forse sarà, semplicemente, il ricorso alla legge che ormai domina la televisione italiana, vale a dire mostrare signorine piuttosto compiacenti in pochi, ma ben scollati, vestiti attillati.
Ritroverete anche gli attacchi alternativi, uno per ogni unità del gioco, che occasionalmente vi offrono la possibilità di infliggere un maggior numero di danni o aumentare la resistenza del mezzo stesso: si tratta di un interessante escamotage che arricchisce il gameplay, ma penalizzato dalla pessima intelligenza artificiale delle vostre unità.
Occorre fare una piccola precisazione: non ci riferiamo all’intelligenza artificiale dei vostri nemici, il cui unico punto di forza consiste nel partire con un maggiore numero di crediti, di unità ed edifici costruiti, quanto piuttosto allo scarso acume che dimostrano i vostri stessi uomini: più di una volta vi capiterà di vedere un gruppo di unità sotto attacco mentre le unità nelle immediate vicinanze non intervengono o, ancora peggio, vederle come paralizzate dopo aver distrutto il singolo bersaglio da voi indicato, mentre vengono lentamente massacrate una ad una.
Essendo poi le vostre risorse limitate (eh si, le miniere si esauriscono), magari potrebbe infastidirvi perdere un’unità piuttosto costosa per un errore di programmazione…

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: Pentium 4 2.2 GHz
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Nvidia Geforce 6800 o AMD Radeon X800
  • Spazio su disco: 10 GB
Requisiti Consigliati
  • Processore: Qualsiasi dual Core da 2,2 GHz in su
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: Nvidia serie 8x00 o AMD Radeon Serie 48x0
Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core Duo E8400 a 3.0 GHz
  • RAM: 4 GB
  • Scheda Video: AMD Radeon 4870 X2
  • Sistema Operativo: Windows Vista Home Premium

Commento

La domanda, nel commento finale, è sempre la stessa: vale l’acquisto questo gioco?
La risposta, in questo caso, non è proprio semplice: Red Alert 3 è un gioco di strategia estremamente classico e lineare, con alcune pecche che ne penalizzano la giocabilità e dalla ripetitività più totale; elementi che porteranno molti giocatori alla noia e al conseguente abbandono del titolo all’inizio della seconda campagna, quando dovrete ricominciare tutto da capo una seconda volta.
Per contro troverete una bellissima grafica, dei filmati interessanti e ironici anche se molto fini a sè stessi e tanta, tantissima azione, sottoforma di esplosioni, ammasso di truppe e stragi con armi piuttosto improbabili.

Pro

  • Graficamente all'avanguardia
  • Filmati di intermezzo piacevoli (merito soprattutto delle attrici)
  • Finalmente uno strategico interamente cooperative
Contro
  • Intelligenza artificiale ai minimi termini
  • Due sole tipologie di missioni
  • Il gameplay è rimasto ancorato al passato

Command & Conquer: Red Alert 3 è disponibile per PC e sarà disponibile per PlayStation 3 e Xbox 360.
La versione testata è quella PC.