Commandos Strike Force Recensione  0

L'incarnazione action di Commandos si propone di farci entrare nel vivo di una delle serie strategiche più emozionanti dell'ultimo decennio. Una scommessa troppo dura?

Commandos in prima persona

Sin dai primi momenti di gioco balzano all'attenzione i punti in comune con la controparte strategica. La cura per l'atmosfera del team spagnolo è rimasta fortunatamente intatta e l'attenzione per la strategia, nonostante il genere action, resta un elemento fondamentale anche in Strike Force. Per superare le 14 missioni della campagna è fondamentale usare al meglio i tre personaggi a disposizione ognuno dotato di abilità specifiche fondamentali per superare determinati ostacoli. In alcune missioni viene data la possibilità di usare due personaggi che potremo impersonare a nostro piacimento semplicemente premendo un tasto. Una volta vestiti i panni di un personaggio l'altro sarà utilizzato dall'intelligenza artificiale il che ci permette di combinare le abilità dei due soldati per raggiungere gli obiettivi più difficili.

Il berretto verde rappresenta il point man della squadra, in grado di usare armi pesanti e di coprire un altro personaggio durante uno scontro a fuoco

Commandos in prima persona

Il berretto verde rappresenta il point man della squadra, in grado di usare armi pesanti e di coprire un altro personaggio durante uno scontro a fuoco particolarmente affollato. Il cecchino, ad esempio, con un'adeguata copertura può ripulire le alture e gli edifici in maniera pulita ed efficace, può ovviamente neutralizzare i nemici a distanze estremamente elevate e trattenere il respiro per aumentare la precisione in caso di colpi particolarmente difficili. La spia, al contrario, è il più indipendente dei tre personaggi, può travestirsi ed eliminare i nemici nel più assoluto silenzio e attraversare posti di blocco senza destare sospetti. Più elevato è il grado dell'uniforme rubata minore il rischio di essere scoperti ma per sfuggire all'attento controllo di un ufficiale l'unico modo è procurarsi l'abito di un agente della Gestapo. Ovviamente è il personaggio che più ricorda lo stile di gioco di Commandos e le sezioni di gioco che lo riguardano sono le più articolate, varie e studiate. La spia ha la possibilità di affrontare ogni missione in modo diverso, può spiare dalla serratura delle porte, lanciare una granata a gas in una stanza chiusa e proteggersi utilizzando una maschera a gas, può distrarre i nemici e sgozzarli o dopo aver creato un diversivo può decidere di eliminare i soldati avversari con le canoniche ma efficacissime armi da fuoco.

Pregi e difetti

L'intelligenza artificiale e la difficoltà, elementi quantomai importanti in uno sparatutto in prime persona, rappresentano invece i due punti deboli del gioco e nel primo caso, in pieno 2006, la mancanza è piuttosto grave. Il bilanciamento generale della difficoltà rispetta i canoni della serie strategica e si impenna via via che si procede lungo la trama della campagna, ma l'aumento di difficoltà è dettato più dall'aumento di soldati tedeschi che arrivano da ogni lato più che dalla difficoltà degli obiettivi o da una maggiore articolazione delle missioni. In alcuni casi dovremo difendere le truppe alleate ed in questo caso la sfida si alza un pò di tono pur utilizzando un espediente ormai abusato in questo genere di titoli. Nonostante ciò il combattimento è piuttosto divertente e frenetico, i soldati tedeschi, che si accontentano di un paio di proiettili al massimo prima di abbandonare le loro spoglie mortali, si presentano a frotte davanti al nostro mirino e la possibilità di cambiare personaggio in tempo reale ci permette di realizzare azioni eroiche a profusione. In più le mappe che ci vengono offerte sono piuttosto ampie e muoversi in una cittadina francese occupata, con la giusta atmosfera a fare da contorno, è sempre un piacere per gli appassionati di questo genere e la possibilità di affrontare una missione in molteplici modi mitiga il calo di adrenalina causato dalla facilità degli scontri. Il multiplayer mette in competizione 16 contendenti e spazia dal canonico deathmatch fino al sabotage, modalità nata con counterstrike, dove i giocatori devono armare una bomba evitando ovviamente di essere eliminati dagli avversari. Ma il motore di gioco, e questo si avverte, non è certo studiato per il multiplayer che, tra l'altro, non offre alcuna innovazione rispetto ad altri titoli del genere e perde diversi elementi che invece caratterizzano la modalità single player.

Immagini di guerra

Strike Force offre mappe vaste, ben disegnate, ricche di particolari e di edifici ed il tutto è mostrato con una distanza visiva invidiabile. I personaggi sono voluminosi, ricchi di poligoni e soprattutto animati in modo convincente. Anche in questo caso il personaggio che più gode dell'impegno dei ragazzi dei Pyro Studios è la spia e particolare risalto è dato all'atto di strangolare gli ignari soldati tedeschi condannati a morire in modi sempre diversi e pittoreschi. Apprezzabili alcuni tocchi di classe come la deformazione della lente del fucile da cecchino e i commenti dei nostri personaggi che di tanto in tanto arricchiscono l'azione.

La fisica non è particolarmente esaltante e coinvolge per lo più barili e casse lasciando gli altri elementi di contorno indissolubilmente inchiodati alla scenografia

Immagini di guerra

La fisica non è particolarmente esaltante e coinvolge per lo più barili e casse lasciando gli altri elementi di contorno indissolubilmente inchiodati alla scenografia mentre i personaggi sono legati al canonico ragdoll il cui irrealismo ormai balza subito agli occhi dei videogiocatori più smaliziati. Tecnicamente la versione PC si distingue da quella per console offrendo poligoni e dettaglio in quantità e, per una volta, non sottostà alle ormai diffuse abitudini che affliggono i titoli multipiattaforma. La versione XBox grazie a glow e antialiasing riesce comunque a mantenere l'atmosfera cinematografica del titolo. Il campionamento degli effetti sonori non è particolarmente vasto, i lamenti del compagno ferito ricordano fin troppo un breve file sonoro che si ripete in continuazione; spari, singulti mortali e i sonori di contorno invece svolgono il loro compito senza infamia avvolti dalle sinfonie militari della serie azzeccate e sempre di ottima qualità.

Commento

Dare un giudizio definitivo su Strike Force è un compito piuttosto arduo anche se sembra facile affermare che i Pyro Studios non abbiano vinto la loro scommessa nel tentativo di arricchire la saga di Commandos. Eppure nonostante la mancanza di un'intelligenza artificiale stimolante e nonostante la carenza quasi totale di innovazione ci troviamo davanti ad un titolo che può risultare divertente se non altro per qualche ora e che sotto alcuni punti di vista, primo fra tutti l'atmosfera, mostra una certa cura. Il titolo del team spagnolo merita senz'altro una prova, soprattutto se non avete particolari pretese da uno sparatutto in prima persona e siete appassionati di titoli ambientati durante la seconda guerra mondiale.

Pro:

  • buona atmosfera
  • buon impatto visivo su console (specialmente su XBox grazie ai filtri)
  • tre personaggi peculiari

Contro:
  • intelligenza artificiale pressochè nulla
  • azione lineare e priva di alcuna innovazione

Multipiattaforma

Come detto in sede di analisi tecnica, il gioco è sostanzialmente identico nelle tre versioni con quella PC che si distingue per dettaglio e cura e quella Xbox migliore di quella PS2. Alla fine, la scelta dipende dalle vostre abitudini di giocatori e dal livello del vostro PC.

Qualche tempo fa, mentre il mondo degli strategici languiva, Pyro Studios tirò fuori dal cilidro un RTS innovativo incentrato su una squadra di pochi, talentuosi elementi impegnati nelle missioni più delicate necessarie per volgere le sorti della guerra in favore degli eroici alleati. I primi elementi a colpire pubblico e critica furono sen'zaltro il grosso impegno dei ragazzi dei Pyro Studios impiegato nella realizzazione tecnica e nell'esaltazione dell'atmosfera delle complesse missioni del gioco. Commandos emerse quindi come un titolo strategico estramemente elaborato, tanto da essere quasi un puzzle game estremamente vario ed al contempo un titolo di stampo cinematografico, un titolo unico all'epoca in grado di lanciare da solo una software house e la sua serie in cima alle classifiche di vendita. In 8 lunghi anni la serie ha visto diverse "sporche dozzine" di elementi dotati di abilità peculiari che di volta in volta hanno reso ogni capitolo unico, ma come per UFO e Command & Conquer è giunto il momento di svoltare per garantire salute e sopravvivenza al brand Commandos. E come per uFO e Command & Conquer, nominati tutt'altro che casualmente, la strada intrapresa è quella dell'azione e in questo caso specifico dello sparatutto in prima persona, sperando che la sorte di Strike Force sia più rosea di quella dei suoi predecessori.