Contra: Shattered SoldierContra: Shattered Soldiers 

Preparate cardiotonici, tranquillanti e un morso di cuoio per non urlare e unitevi nella nostra lunga discesa negli inferi di Contra: Shattered Soldiers, in una sfida che solo i più accaniti videogiocatori porteranno a termine fino in fondo...

Contra: Shattered Soldiers Contra: Shattered Soldiers

Carneficina old school, altamente strategica

Shattered Soldiers è un gioco con un ambiente di interazione interamente in due dimensioni, dove la grafica poligonale e gli sporadici cambi di orientamento delle inquadrature e dell’azione non aggiungono alcuna effettiva profondità o possibilità di esplorazione. Posta in questi termini, la questione potrebbe sembrare negativa. Invece Contra è un gioco “vecchio stile” che funziona perfettamente su due solide dimensioni e che – prova ne siano i due scadenti tentativi di trasportare la saga in 3D su PSX – difficilmente potrebbe adattarsi a una concezione in tre dimensioni mantenendo integro il suo primigenio appeal. Spostandovi lateralmente o, più raramente, in verticale, avanzerete (anche in due giocatori, cosa che aumenta molto non solo il divertimento ma anche la strategia) scaricando miliardi di pallottole e altri tipi di munizioni addosso a orde di nemici più o meno aggressivi, in livelli che prevedono un pizzico di azione platform a uno stile di gioco in cui, essenzialmente, al giocatore sono richiesti velocità di pollice, riflessi pronti e abilità nel dirigere gli spari nelle varie direzioni. Oltre al canonico bottone per lo sparo e a quello per il salto, infatti, è possibile bloccare il personaggio, consentendo al giocatore di sparare in direzioni multiple senza cambiare il punto di sosta; oppure bloccare la direzione di sparo, per consentire al giocatore di seguire la stessa linea di fuoco per qualunque obbiettivo da colpire senza dovere anche avanzare in maniera confusionaria nella medesima direzione. Le due tecniche, utilizzate in congiunzione, consentono un eccellente controllo della situazione, permettendo di variare o bloccare la posizione del personaggio o della linea di fuoco per affrontare qualunque tipo di attacco. E’ possibile inoltre cambiare in ogni momento l’arma, da un set predefinito delle uniche tre esistenti e sempre disponibili: rispetto ai titoli per le vecchie console a 16bit, qui non troverete una vasta serie di armi da fuoco diverse tra loro e più o meno tutte effettive per qualunque situazione ma solo tre tipi d'arma molto differenti e disponibili fin da subito. Si tratta di una decisione che si riflette sul gameplay modellandolo sul fattore della strategia, necessaria per affrontare le diverse situazioni: lanciafiamme, mitra e lanciagranate sono assolutamente eterogenee nell’applicazione, e adatte ognuna ad un nemico o ad un momento particolare.

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Carneficina old school, altamente strategica

Lo stesso discorso vale per le rispettive versioni di sparo iperpotente caricate tenendo premuto il bottone di fuoco dell’arma in uso e rilasciandolo successivamente. Tutto il gameplay è dunque costruito sul concetto di avanzamento impegnativo contro una serie di sfide progressivamente più difficili, con livelli costruiti in modo da dare scariche continue di adrenalina con brevi momenti di pausa, e che prevedono generalmente un maestrale stile di climax nel modo in cui vengono presentati gli spettacolari boss di metà, fine e, talvolta, inizio livello, ma anche variazioni sul tema dello shooter condotte ora in moto, ora su missili, ora con varianti di scrolling alternato. In alcune sezioni, in cui sarete appesi ad un missile, il gioco diventa praticamente uno sparatutto “a navicella”. Quel che più conta è che, pur essendoci due modalità di gioco, e cioè Easy e Normal (delle quali la prima è già abbastanza impegnativa e la seconda è osticissima), per vedere il finale dovrete attraversare il gioco tutto d’un fiato, non esistendo la possibilità di salvare un livello superato per riprendere successivamente da quel punto. Anche se è possibile scegliere in che ordine affrontare i primi quattro livelli e se la modalità Training consente di rigiocare i singoli livelli (solo se già finiti in modalità Normal e con un sufficiente Ranking assegnato in base ai nemici eliminati e al numero di vite perse), quindi, Contra è estremamente difficile da finire. Anche tutti gli altri extra, inclusi i due livelli segreti e le modalità Theater e Endings, sono ottenibili a suon di sudore e allenamento, necessari per arrivare al Ranking necessario. Venire a capo del gioco è una questione di impegno non solo cumulativo ma continuato, visto che dovrete superare tutti i livelli di seguito in una tirata che stroncherebbe finanche gli hardcore gamers più navigati. Si tratta, nell’accezione più semplice possibile, di una vera e propria sfida al giocatore.

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Gli antiemetici potrebbero servire...

Siamo quindi di fronte a un titolo che mette alla prova l’abilità del giocatore, immergendolo in una sfida totale e al fulmicotone. Molti dei giocatori più inclini a titoli "facili" o semplicemente non interessati a generi più veloci o impegnativi potrebbero quindi trovarsi spiazzati dalla difficoltà del titolo; e la maggior parte dei videogiocatori tout court potrebbe dimostrarsi addirittura perplessa nei confronti della decisione dei programmatori di assegnare solo tre armi da usare strategicamente, o di non consentire il save dei livelli superati all’interno della stessa partita. Altrettanto vero è che i vecchi fan degli sparatutto, della saga di Contra o, in generale, i videogiocatori sul versante hardcore potrebbero gridare al miracolo per un titolo così d’altri tempi, e trovare pane per i propri denti avidi di sfide ai limiti del possibile… godendo anche delle piacevoli citazioni che il gioco dedica ai suoi illustri predecessori. Contra: Shattered Soldiers è infatti ricco di citazioni della saga, spesso tessute in una piacevole trama di sorprese incrociate che conferiscono all’azione una qualità immersiva veramente notevole. Una citazione decisamente godibile è costituita dalla presenza delle mitiche fortezze del primissimo Contra, con tanto di patacconi rossi sui quali convogliare l’arsenale in dotazione per abbatterle.

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Gli antiemetici potrebbero servire...

Ma prendiamo in esame il primo livello. Dopo esservi fatti strada tra una sfilza di nemici che tentano di bloccare la vostra avanzata e che dovrete eliminare stando attenti alle traiettorie di sparo che usate, e dopo avere eliminato un minaccioso aggeggio meccanico e un enorme serpente a-la-Dune che sbuca da una discesa di ghiaccio, un elicottero che vi aveva seguito sin dall’inizio della partita si trasformerà in un mecha. Quando sarà pronto per colpirvi, però, il mecha verrà inaspettatamente schiacciato da un enorme mostro biomeccanico dalle fattezze di una tartaruga: lo stesso, esatto boss del primo livello di Contra per SNES. Una volta staccatagli la testa a colpi di lanciafiamme credeterete di aver finito il livello, ma il mostro ruoterà di 180° rivelando il suo lato prima al di là dello schermo, e cioè un disgustoso ed enorme volto di carne viva che vomita bruttissimi liquidi di varia natura con tanto di oggetti e persone che ci navigano. Sempre nel primo livello, assisteremo al ritorno degli uomini zanzara del terzo livello di Contra per SNES. Altre volte riconosceremo nemici già incontrati. Già dalla prima partita, insomma, non solo Contra delizia il veterano, ma si propone con un impatto scenico notevole. Il che ci introduce al discorso sulla grafica e sul sonoro. Esteticamente, Contra ha classe da vendere. Fondali post-urbani dal gusto apocalittico si fondono perfettamente con nemici che prendono in prestito in egual misura dal cyberpunk, dalla tradizione mecha degli anime, dalla saga di Alien e dai peggiori incubi di Bruguel, Bosch e Giger. Ibridi orrendi tra pesci e volti umani, vasche colme di carne tritata che nutrono serpenti enormi, larve che finiscono dilaniate in ventole taglientissime o ammassi di carne con vari occhi sono solo alcune delle sorprese che vi troverete ad affrontare. Poco contano, allora, i movimenti del tutto irrealistici e meccanici dei protagonisti (con tanto di salto rotante a quindicimila giri) o i modelli a volte piccoli e poco dettagliati e animati dei nemici più comuni. Sono, anzi, in un certo senso funzionali al gameplay. Il connubio tra la velocità d’azione, la qualità della costruzione e presentazione degli ambienti e i fantastici boss di fine livello rendono Contra un’esperienza visiva notevole, unita a un accompagnamento musicale che ha saputo mantenersi fedele ai predecessori e sfruttare la nuova tecnologia allo stesso tempo: il risultato è un adeguatissimo e pesante mix di industrial metal ed elettronica, perfettamente aderente al gameplay e capace di mantenere saldamente incollato al ritmo il giocatore.

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Crepa, ripeti, crepa, ripeti. Supera, godi...

Si tratta, quindi, di un gioco con una concezione altamente impegnativa, indubbiamente di altri tempi. Ma che può anche dare anche molta più soddisfazione della stragrande maggioranza dei titoli in commercio. È il classico gioco da giocare come se stesse imparando la chitarra: dovrete “farvi i calli” al sistema di controllo, rielaborare sugli alti ritmi di interazione il vostro sistema cognitivo occhio-mano- cervello ormai fiaccato da troppi giochi colmi di sequenze narrative, riprovare e riprovare le stesse sezioni finche non le avrete dominate con il sudore. Proprio come con uno strumento, a patto che vi piaccia, non ve ne stancherete, perché la difficoltà agirà solo nel senso positivo del piacere funzionale, della soddisfazione progressiva. Troncando un parallelismo che rischia di diventare forzato, potremmo comunque dire che Contra: Shattered Soldier risponde al criterio imperativo “classico”, quello di “mettere in gioco” un sistema di interazione basato sull’abilità e non sull’osservazione guidata.

Contra: Shattered Soldiers Contra: Shattered Soldiers

Crepa, ripeti, crepa, ripeti. Supera, godi...

Niente film interattivo, niente show narrativo, niente esplorazione, niente livelli scorrevoli: le poche e registicamente risibili sequenze narrative che legano i livelli sono gli unici momenti di ossigeno per i vostri polmoni appesantiti, che skipperete per poter giocare al livello successivo non appena ripreso fiato. Shattered Soldiers è il tipico, vecchio gioco di abilità dove i continue sono contati e la sfida è concepita come un lavoro che deve iniziare bene, magari cooperativo nell'impegno comune contro il mostro videoludico; un gioco in cui riprenderete la partita dall’inizio una volta perse due vite al primo livello perché “se inizio così, non mi basteranno mai per il boss del terzo”. Questo significa anche che il gioco, una volta finito, non rimarrà mai in un cassetto per troppo tempo perché “ormai ho visto tutto quello che succede”. Raggiungere il finale è comunque, già di per se, un’impresa titanica: a livello Easy non vi è regalata alcuna sequenza di fine gioco, mentre a livello Normal le pochissime vite e continue a disposizione vi faranno rotolare nella polvere e decidere di non giocare più vicino a suppellettili fragili. Per non parlare dei vari extra sbloccabili con imprese al di la delle umane possibilità, di cui la più esemplificativa è il superfinale Konami garantito solo per chi non perde neanche UNA vita per tutto il gioco! Alla condizione irrevocabile che una simile sfida vi galvanizzi e non vi annoi, quindi, la longevità di Contra è praticamente assicurata: non tende a un tot di cose da “vedere”, ma verso il miglioramento continuo.

Il Giudizio Finale

Shattered Soldier è uno shooter fuori dal comune. Ma le avvertenze sono evidentissime e necessarie: è un gioco dall’azione a marce elevate, condito di violenza visiva e dall’interazione frenetica, che piacerà immensamente a giocatori che frequentano generi veloci e impegnativi, amano definirsi degli hardcore gamers o godono nel superamento delle sfide e delle difficoltà del gameplay; specularmente, rischia di scoraggiare immediatamente, alla prima partita, tutti coloro che cercano un gioco che “si lasci giocare” comodamente, ricco di occasioni narrative, ambienti da esplorare, o con un’azione a ritmi convenzionali. In Contra o c’è concentrazione o si muore come delle mosche. E NON si continua a volontà per vedere i livelli segreti o il finale effettivo. Inoltre, scelte controverse - come l’impossibilità di vedere il finale se non finendo il gioco tutto di seguito o la necessità di conoscere con pignoleria i livelli da affrontare per evitare di perdere le poche, preziosissime vite - rischiano di rendere Contra un’esperienza poco divertente e addirittura frustrante per moltissimi giocatori. Chiunque non rientri nel novero degli appassionati del genere dovrebbe come minimo provarlo prima di un acquisto. Considerata, però, la grossa quantità di titoli faciloni e lobotomizzanti presenti in commercio, e mettendo per un attimo da parte l’usuale obiettività da recensori, vorremmo sbilanciarci su un giudizio personale: vi consigliamo quindi un bel ritorno al glorioso e inossidabile gameplay d'altri tempi acquistando una copia di violenza extralusso di Contra: Shattered Soldiers. E un buon cardiotonico.

Contra: Shattered Soldiers

Il Giudizio Finale

Pro Il VERO Contra ritorna dopo più di un lustro Azione frenetica, precisa, coinvolgente, anche per due giocatori Estetica cybersplatter e biomeccanica, colonna sonora di industrial metal spaccaossa Una sfida per very hardcore gamers Contro: La difficoltà e il perfezionamento necessari per superare i livelli sono inaudite per il giocatore medio Le scarsissime vite a disposizione e l'impossibilità di salvare il progresso verso il finale indigneranno i più Oggettivamente frustrante e ben poco longevo per i non-patiti

Contra: Shattered Soldiers è uno sparatutto frenetico, aggressivo, impegnativo, colmo di alieni da blastare e ostili ambienti post-urbani e cyberpunk che bisogna conoscere al millimetro per riuscire ad avanzare senza morire. E’ quindi adrenalinico, d’impatto, emozionante, con una proposta estetica forte; ma è anche estremamente difficile rispetto alla media dei giochi per PS2 e, nel suo esplicito presentarsi come un titolo dal gameplay d’altri tempi, un gioco decisamente sui generis nella softeca del monolite Sony, addirittura lontano dal gusto medio degli utenti odierni. Shattered Soldiers, infatti, può essere tranquillamente considerato una specie di riedizione ultrapompata a 128bit dei migliori titoli di una saga di shooters che si addentra nelle memorie dei più “anziani” giocatori fino a raggiungere il primo Gryzor per C64 e NES e che ha certamente conosciuto il suo più alto episodio in Contra: the Alien Wars, uscito nel lontano 1991 per il buon vecchio SuperNES. Shattered Soldiers è prodotto dal team originale della serie di Contra, e si fa appunto erede di questa tradizione rifuggendo (aggiungiamo “per fortuna”) i due ultimi, terribili esperimenti in 3D portati avanti dal team Appaloosa su PSX. Il risultato è massiccio ma osticissimo, fino ai limiti dello scoraggiamento.

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