Crash Tag Team Racing  2

Macchine che si fondono e torrette che ruotano a 360°. Terminator? No, Crash Tag Team Racing!

Happily ever faster

La storia che sta alla base di CTTR (Crash Tag Team Racing, per comodità. N.d.R) è molto semplice e senza particolari pretese: il parco di divertimenti di Von Clutch rischia di chiudere per mancanza di fondi e le gare automobilistiche da lui organizzate rischiano di saltare per mancanza di partecipanti. Quando tutto sembra finito ecco che Crash (con i compari) e Cortex (con i compagni) si stagliano all’orizzonte mentre duellano centimetro dopo centimetro con le proprie auto. Quale momento migliore per reclutare una strampalata compagnia di corridori? Il gioco inizia così, in un livello denominato ‘intermedio’ che farà da interconnessione tra tutti e cinque i mondi presenti nel gioco e da cui sarà possibile mettere in moto una serie di sub-quest per sbloccare auto, costumi e filmati segreti. Il mondo che fa da scenografia al gioco va inteso come una sorta di ambiente 3d dove crash può interagire completamente con persone e cose, e per farla ancora più semplice: l’intero gioco è un racing game mascherato da platform. Ogni volta che si entrerà in un nuovo mondo, Crash sarà obbligato a muoversi tra piattaforme, raccogliere monete, combattere agguerriti pinguini travestiti da ningia e raggiungere così zone sempre più inaccessibili che nascondo gli ingressi alle sezioni di guida. I mondi sono legati a tematiche comuni dei grandi parchi di divertimenti quali i dinosauri, le favole, lo spazio, i pirati e l’antico egitto; il concetto di ‘parco tematico’ offre uno spunto più che ottimo per la caratterizzazione degli ambienti che si presentano nella migliore delle forme con oggetti che si muovono sul fondale, parodie ed elementi interattivi, il tutto arricchito da colori molto saturi. Ogni area del gioco è sostanzialmente suddivisa in tre portali di gare classiche e uno con un’arena deathmatch. Le gare classiche si suddividono ulteriormente in gara, time trial, sfida dell’apocalisse, tuono rotante ed infine corri e spara; la sfida dell’apocalisse è una competizione dove il giocatore è solo in pista e con l’unico obiettivo di andarsi a schiantare su di una serie di bersagli disseminati lungo la pista in modo da ottenere il miglior punteggio possibile, in tuono rotante invece ci si ritroverà a gareggiare contro tutti e 7 gli avversari e lo scopo sarà quello di farli saltare in aria il maggior numero di volte in un giro, corri e spara infine è simile alla sfida dell’apocalisse con la variante dei bersagli volanti anzichè statici.

Clash of the Machine-Guns

Il vero fulcro (e centro strategico) delle corse automobilistiche di CTTR è la possibilità di fondersi con una qualsiasi vettura avversaria per crearne un’altra dotata di due concorrenti, di cui uno al volante e l’altro alle armi da fuoco. Nel corso di una gara sarà possibile legarsi e slegarsi agli avversari a proprio piacimento e a seconda della strategia che si sta utilizzando; nel corso della fusione verrà data al giocatore la capacità di sedersi al posto di guida o di imbracciare un’arma da fuoco, solo tramite la pressione di un bottone che scambierà di fatto i posti in gioco. La componente della fusione tra mezzi rappresenta in larga parte quello che è l’approccio al gioco: se nei livelli più bassi basterà tenersi alla larga dalle armi dei nemici, in quelli più avanzati sarà assolutamente necessaria una scelta ponderata del momento e della macchina a cui ci si andrà a fondere, la fusione porta cambiamenti alle auto sia per quanto riguarda il fattore velocità che per quello delle armi. Ogni personaggio ha dalla sua un certo numero di auto (che possono variare tra più veloci, più distruttive e più maneggevoli) e di armi che ne modificano sostanzialmente l’approccio alla gara. Seppur con una serie di interessanti feature quello che rende particolare questo CTTR, è lo stesso fattore che lo debilità sotto differenti aspetti: innanzitutto l’impossibilità di portare a termine una gara in solitaria, la struttura di gioco obbliga il giocatore a fondersi con la macchina giusta se vuole arrivare in alta classifica; contemporaneamente mentre è assolutamente possibile ‘sganciarsi’ in ogni momento dal proprio compagno di vettura la CPU si staccherà molto di rado portando così il giocatore alla vittoria senza troppi problemi; le armi per alcuni concorrenti (Von Clutch ad esempio) sono assolutamente squilibrate rispetto alle altre e possono aprire le porte del paradiso senza fatica, rendendo così il gioco piatto e senza competizione. Per quanto la bontà della sezione di corsa sia evidente, purtroppo rimane il fatto che pur progredendo nel gioco non rimane al giocatore alcun fattore di sfida, portandolo il più delle volte alla noia e alla conclusione prematura delle gare. In multiplayer le cose non cambiano molto, le modalità di gioco rimangono pressochè le stesse del single player con giusto l’aggiunta del lan mode con cui potersi divertire con altri 7 volenterosi amici.

Il gioco non punta di certo a sbalordire con strabilianti effetti visivi ed un motore grafico ultra pompato, si occupa piuttosto di creare un ambientazione credibili e divertente, colorata e piena di vita per ricrerare alla perfezione quell’aria che si può respirare passeggiando all’interno di un parco di divertimenti; il motore grafico non presenta grandi intoppi anche a causa dell’effettiva leggerezza delle situazioni di gioco (capiterà molto di rado di trovarsi in intricate situazioni e in mezzo a furiose sparatorie con diversi mezzi, di solito le gare tendono a creare grandi distacchi tra avversari). Anche per quanto riguarda il sonoro c’è poco da dire: le voci dei personaggi -tutti doppiati in italiano- fanno parte di quella branca del doppiaggio italiano che si occupa quasi esclusivamente di cartoni animati e sarà facile riconoscere nella voce di Cortex o di Pasadina uno (o molti) altri personaggi della propria infanzia. Sempre per il sonoro va segnalata l’ormai crescente abitudine di dispensare gratuiti rumori di rutti e flatulenze, semplicemente di cattivo gusto e che davvero poco ormai fanno ridere.

Multipiattaforma

CTTR esce contemporaneamente per Ps2, Xbox e Gamecube e ci sentiamo di affermare solamente che tra le tre versioni non esiste alcuna differenza, semplicemente giocateci e divertitevi qualsiasi sia la vostra "fede" in termini di console.

CTTR sotto alcuni punti di vista è un buon gioco: divertente, ben realizzato e con alcune interessanti feature che lo rendono un prodotto diverso dalla massa di giochi di guida. Per il resto comunque rimane un po' debole e insipido, la non elevata difficoltà unita alla monotonia delle situazioni di guida poco si adatta ad un gioco che della giocabilità doveva far bandiera. Interessante l'utilizzo di un simil-platform come introduzione agli stage e grosso contenitore di segreti da sbloccare e sub-quest, ma c'è ancora molto lavoro da fare. Un plauso alla caratterizzazione degli ambienti.

    Pro:
  • Realizzazione grafica delle ambientazioni molto curata.
  • La fusione tra macchine è senza dubbio divertente.
    Contro:
  • Diventa monotono abbastanza presto.
  • Scoprire come vincere senza problemi è troppo facile.
  • Effetti sonori non all'altezza.

Sin dalla sua nascita su psx, la saga di Crash Bandicoot si è spesso distaccata dal filone principale per concedersi a spin-off in larga parte automibilistici. Il più famoso e unico vero ‘concorrente’ di mario kart nella scorsa generazione fu Crash Team Racing, gioco intuitivo e divertente che metteva il giocatore alla guida di un kart su improbabili piste del mondo dei bandicoot. Dopo l’esordio motoristico sottotono di Crash Nitro Racing, i Radical Entertainment prendendo per la prima volta in mano il pesante fardello passato di mano in mano tra Naughty dog e Vicarious Vision, decidono così di stravolgere le basi della serie e di tuffarsi anima e corpo in un mondo di pinguini ningia, torrette sputafuoco e di macchine che si accoppiano: ecco Crash Tag Team Racing.