Crazy Taxi: Fare WarsCrazy Taxi: Fare Wars - Recensione 

Crazy Taxi torna con una compilation contenente i primi due episodi del famoso "simulatore di taxi" da sala. Quanti dei vostri clienti rimarranno soddisfatti della corsa?

Sega ha vissuto un'epoca d'oro ai tempi delle console a 16 bit, e nonostante ciò non ha mai abbandonato il settore dei giochi da sala, cercando sempre di innovare e di entusiasmare. Con Virtua Racing prima e con Daytona USA poi, la casa giapponese ha scritto la storia dei giochi di corse, raggiungendo livelli di eccellenza ineguagliati per i rispettivi periodi di appartenenza. Crazy Taxi è frutto del medesimo spirito: distribuito nelle sale giochi nel 1999, il gioco basa il proprio fascino su una frenetica corsa contro il tempo, in cui alla guida di un taxi si deve cercare di servire quanti più clienti possibile entro un tempo limite, che viene aumentato di alcuni secondi ogni volta che un nuovo passeggero sale a bordo. L'obiettivo è quello di guadagnare denaro sufficiente a occupare i primi posti nella classifica dei tassisti più efficienti... e, per riuscirci, la partita deve durare quanto più possibile, nel pieno spirito dei giochi da sala (in cui è solo l'abilità a determinare quanto giocheremo).

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Fare Wars

Dopo una miriade di conversioni per tutti i sistemi (ma la versione Dreamcast rimane sempre nel cuore...) e ormai un bel po' di anni sul groppone, Crazy Taxi arriva anche su PSP con una "raccolta" dei primi due episodi, ai quali vengono aggiunte alcune interessanti modalità, tra cui il multiplayer wireless (sia con due copie del gioco che con una sola) e un'opzione per sostituire la colonna sonora punk-rock classica di questa serie con degli MP3 di nostra scelta, caricati su Memory Stick. Per i pochi che non conoscono Crazy Taxi, è doveroso descriverne brevemente la meccanica: dopo aver selezionato uno dei quattro tassisti a disposizione (ognuno possiede caratteristiche diverse, che si riflettono sul comportamento del taxi), possiamo scegliere se giocare con le regole originali (vedi sopra) oppure cimentarci con una sessione dal tempo limite predeterminato. Dopodiché si parte, con la nostra auto che sfreccia sulle strade virtuali di San Francisco (Crazy Taxi) o New York (Crazy Taxi 2) alla ricerca di clienti. Per accettare una chiamata, bisogna fermarsi nelle immediate vicinanze dell'eventuale passeggero, che salirà rapidamente a bordo e pretenderà una velocità folle per raggiungere la sua destinazione. Quando il cliente sale in macchina, a seconda della lunghezza della corsa (identificata da un colore) ci viene caricato un tot di secondi, mentre verremo pagati solo una volta giunti a destinazione. Il tutto accade mentre per le strade c'è un traffico indemoniato, quindi dovremo fare molta attenzione a non cozzare contro gli altri automobilisti, cosa che comunque non ci danneggerà (del resto finiremo anche per correre sott'acqua, come se niente fosse) ma ci farà perdere tempo prezioso. Crazy Taxi 2 aggiunge a questa meccanica la possibilità di spiccare dei salti come se fossimo dei novelli Michael Knight, cosa che ci tornerà utile in più di un'occasione.

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Croce e delizia

Questa doppia conversione per PSP si rivela fin da subito perfetta: i due episodi di Crazy Taxi sono identici alle versioni originali, con l'aggiunta delle modalità di gioco che contraddistinguono le riduzioni casalinghe. Dunque non manca in entrambi i titoli una sostanziosa modalità speciale in cui bisogna affrontare una serie di prove spettacolari per sbloccare degli interessanti extra. E non manca il multiplayer, che su PSP può essere giocato in diversi modi e rappresenta un elemento simpatico anche se non fondamentale. In più c'è la possibilità di crearsi una propria colonna sonora, accompagnando le corse frenetiche e i micidiali tamponamenti con i brani che più preferiamo. La giocabilità, chiaramente, è quella di sempre: arcade puro. Sul portatile Sony abbiamo un sistema di controllo immediato, che di default assegna l'acceleratore e il freno ai tasti dorsali e usa i pulsanti X e Cerchio per cambiare tra marcia normale e retromarcia. Una conversione perfetta, dunque, che purtroppo mantiene inalterati anche i difetti dei titoli originali: una grafica ormai datata, soprattutto nella qualità delle texture ma anche negli effetti di pop-up (ormai un retaggio del passato), che riesce a essere piuttosto veloce ma povera nel livello di dettaglio. E un gameplay che è immediato per definizione, ma che può stancare dopo qualche partita soprattutto chi ai videogame chiede un minimo di spessore. Fare Wars, infine, non lesina alcuni problemi mai risolti, che possono sfociare in episodi di frustrazione laddove il taxi finisce per "incastrarsi" in un ostacolo quando mancano pochi secondi al game over.

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Commento

Vista la sua particolare natura, Crazy Taxi: Fare Wars è un prodotto che può essere amato strenuamente oppure odiato visceralmente. Arcade puro, fulgido esempio della gloriosa tradizione Sega e dotato in questa versione PSP di alcune feature interessanti, questo doppio gioco è certo indirizzato ai fan della versione originale, che nonostante le centinaia di partite già fatte hanno ancora voglia di guidare a tutta velocità con l'obiettivo di soddisfare i propri clienti e stabilire nuovi record di durata (il che, detto così, può essere facilmente frainteso...). Chi non ama i titoli arcade e Crazy Taxi in particolare, però, non mancherà di notare i limiti di un prodotto che accusa il passare del tempo nella sua realizzazione tecnica e che tutto può offrire fuorché un'azione variegata. Pro: Due giochi in uno Arcade al 100% Conversioni perfette... Contro: ...difetti inclusi Grafica veloce ma datata Tende a ripetersi

Crazy Taxi: Fare Wars è disponibile solo per PSP.

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