Crisis ZoneCrisis Zone 

Qual è il modo migliore per neutralizzare dei terroristi che hanno occupato un centro commerciale di Londra? Ma imbracciare un mitragliatore e farli fuori tutti, ovviamente…

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Budda budda budda!

Al posto degli scenari fantasiosi e dei personaggi vestiti con giacche dal dubbio gusto di Time Crisis, Crisis Zone propone un setting “realistico” quale Londra (in realtà le ambientazioni sono state inventate di sana pianta dagli sviluppatori) e un protagonista più fedele ai canoni classici dell’eroe d’azione. Nei panni del capitano di uno speciale gruppo antiterroristico, l’utente viene mandato in missione in una zona commerciale occupata dalla classica banda armata intenzionata a fare esplodere una bomba, con l’ovvio compito di porre estremo rimedio al problema. Come sempre accade negli sparatutto con light gun, la storia è un mero pretesto per permettere al giocatore di svuotare interi caricatori su orde di nemici tanto stupidi quanto numerosi. E di pallottole, in Crisis Zone, ne volano davvero tante, principalmente a causa dell’arma di cui è dotato il protagonista del titolo Namco: non più una semplice pistola, bensì una devastante mitragliatrice fisicamente gestita dall’utente attraverso la classica Gun-Con 2. Questa la prima, inevitabile differenza con l’originale versione arcade, il cui cabinato montava un possente fucile a ripetizione dotato di un impressionante effetto rinculo. Vibrazioni dell’arma a parte, l’incarnazione casalinga di Crisis Zone presenta comunque le medesime peculiari caratteristiche ludiche. Oltre al mitragliatore, infatti, il protagonista del gioco è dotato anche di un grosso scudo antiproiettile che svolge le stesse funzioni dei ripari “naturali” di Time Crisis: rilasciando uno dei tasti della Gun-Con 2, dunque, ci si potrà difendere dagli attacchi avversari (inclusi bombe, missili e cannonate) e contemporaneamente ricaricare il proprio bestione da 40 colpi. Gli elementi alla base di Crisis Zone lasciano intendere un’azione di gioco frenetica, e così è infatti: copiose raffiche di mitra e brevi momenti al riparo dello scudo si alternano rapidamente, con un grande numero di nemici sullo schermo e scenari (finalmente) ricchissimi di elementi distruttibili. Insomma, anche senza effetto rinculo Crisis Zone infonde nel giocatore una sensazione di potenza davvero appagante.

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Nemici di tutti i colori

Nonostante presenti diversi elementi originali, comunque, Crisis Zone mantiene molti punti di contatto con la serie di Time Crisis. Anzitutto riguardo ai nemici, la cui ormai classica colorazione ne indica il livello di pericolosità, e continuando con gli effetti grafici che indicano all’utente con breve anticipo l’arrivo di un colpo critico in grado di diminuirne i punti vita di un’unità: in Crisis Zone questo processo è accompagnato anche da un chiaro effetto sonoro, che rende le schivate più semplici, mentre le minacce costituite da granate o coltelli non vengono stranamente evidenziate in alcun modo, rendendole parecchio antipatiche. Non poteva ovviamente mancare il ridotto tempo limite messo a disposizione dell’utente per portare a termine le varie zone, elemento classico indispensabile a evitare atteggiamenti troppo difensivisti da parte del giocatore. Fortunatamente, invece, Crisis Zone differisce dalla serie di Time Crisis per lo stile e la qualità della grafica, nettamente superiore nel prodotto Namco oggetto di questa recensione. Oltre a contare su una maggiore definizione delle texture, su modelli poligonali più definiti e su un migliore utilizzo dei colori, Crisis Zone guadagna in spettacolarità grazie alla già accennata distruttibilità degli scenari di gioco: gran parte degli oggetti presenti su schermo saltano, esplodono, si spezzano o cadono verosimilmente se colpiti dalle raffiche del giocatore, per la felicità dei demolitori più accaniti. Il tutto accompagnato da una colonna sonora al solito adrenalinica e che ben si sposa con l’azione su schermo. Purtroppo, Crisis Zone soffre di alcuni difetti che ne minano pesantemente la valutazione finale. Su tutti, la longevità: nonostante la presenza di un intero scenario bonus realizzato appositamente per la versione Playstation 2, portare a termine lo Story Mode del gioco richiede davvero troppo poco tempo, complice anche un livello di difficoltà stranamente basso. Il titolo Namco premia l’utente con vite extra e continue più corposi ogni qual volta si affronta l’avventura, ma questo espediente (sfruttato con successo in Time Crisis 3) aggiunge ben poco replay value, considerando che non è necessario essere propriamente dei mostri di bravura per finire il gioco anche già al primo tentativo. Relativamente a poco servono anche le cosiddette Missioni Crisis, ovvero una serie di piccoli scenari caratterizzati da obiettivi peculiari (come fare fuori tutti i nemici senza distruggere elementi dello scenario, colpire alleati, e così via) che oltre a non essere particolarmente divertenti, risultano piuttosto inutili nell’economia di gioco. Un tentativo di “allungare il brodo” mal riuscito, insomma.

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Commento

Crisis Zone è uno sparatutto con light gun assolutamente dignitoso, penalizzato però in maniera assai pesante da una longevità davvero scarsa anche per i modesti standard del genere. Il titolo Namco dura poco, senza inoltre offrire sostanziali stimoli a riprenderlo in mano soprattutto a causa di una certa quale ripetitività di fondo, più marcata rispetto ai vari Time Crisis per colpa del comportamento più “monotono” della mitragliatrice rispetto alla pistola. Considerando infine il blando appeal delle Missioni Crisis, appare evidente come Crisis Zone, nonostante le indubbie qualità tecniche e ludiche, offra decisamente di meno rispetto ai propri più illustri colleghi.

Pro: Tecnicamente ottimo Divertente e frenetico Leggermente diverso dal solito Contro: Longevità sotto i tacchi Più ripetitivo della norma Livello di difficoltà basso

Strano percorso quello di Crisis Zone: uscito in versione arcade a cavallo tra il secondo e il terzo episodio della serie di Time Crisis in qualità di spin off del celebre brand Namco, è stato trasportato su Playstation2 solo ora, sostanzialmente privo di hype e quasi inaspettato. Può darsi che la softco nipponica abbia volutamente lasciato passare così tanto tempo dall’uscita dell’originale per precise scelte strategiche; o più verosimilmente, si può pensare che abbia preferito rispolverare un gioco già pronto piuttosto che crearne uno nuovo di zecca. Fatto sta che gli utenti Sony appassionati di sparatutto con light gun possono finalmente mettere le mani su qualcosa di inedito. Un mitragliatore ed uno scudo, per la precisione…

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