Dangerous Waters - Recensione  0

Mentre leggete queste righe, centinaia di soldati vivono nelle profondità marine impegnati in solitarie missioni. Sonalysts vi farà sentire cosa si prova sopra e sotto la superficie del mare, con la possibilità di spegnere il PC e andare in giardino.

Aeronautica da tavolo

Spero di essermi prodigato a sufficienza per sedurvi con promesse di cupi fondali sui quali muovervi come assassini silenziosi, perchè ora arrivano le cifre. Cinquecento, non come il numero perfetto di risse per Vin Diesel e neppure come il prezzo del gioco (per carità, ventinove euro sono un affare per tanto bel materiale), bensì dicevamo, cinquecento come il numero di pagine che compongono il manuale. Fortunatamente per voi, non per me che ho perso gli occhi sulla versione in pdf, la confezione italiana conterrà tutto il corso di guerra navale comodamento stampato su carta. Se non siete di quelli che già speculano sulle nuove possibilità offerte da un sottomarino Kilo a motore diesel, allora avrete bisogno di molte ore anche solo per compiere le operazioni più elementari, ma grazie alla guida che contiene la risposta per ogni domanda possibile e immaginabile, riuscirete nell'impresa. Speriamo. Ve lo possiamo comunque assicurare: è una soddisfazione che vi ripaga di tutto il tempo speso. Più di perdere due giorni nel tentativo di ottenere una bandana della scimmia +1 per il vostro elfo.

Yo no soy Marinero

Scorrendo l'anteprima di Dangerous Waters scritta dall'amato collega Tagliaferri ho notato che si parlava di un mio presunto filmato senza vesti, che in effetti esiste ma che non verrà qui riproposto. Quello che invece è stato fedelmente riprodotto come un'ossessivo compito di spionaggio è la compilazione di un immenso database, che comprende ogni sorta di mezzo marino con attinenze belliche in campo navale e che costituisce la risorsa per le missioni che vi impegneranno in manovre di ricognizione, intercettazione, scorta e naturalmente, rullo di tamburi, eliminazione di un bersaglio nemico. Nonostante la familiarità acquisita con lo splendido Silent Hunter III, abbiamo preferito usufruire di qualunque aiuto fornitoci da Sonalysts, nella fattispecie un video tutorial di un'ora, non interattivo me ben congnegnato per impartirvi le basi del warfare navale. A questo si aggiunge un'opzione di enorme valore per tutti i principianti, che consente di alleggerirvi il carico di responsabilità affidando alla CPU tutte le sale di comando delle quali ancora non vi sentite padroni, lasciandovi soli alle prese con le decisioni cruciali. Inutile dire che il gioco è tutto nelle sale dei radar o sulle carte di navigazione, e prima o poi dovrete fare il grande passo e impadronirvi delle nozioni necessarie, quindi la risposta è sì, c'è da mettersi le mani nei capelli, ma grazie al tutorial entrerete quel tanto che basta da trovare il coraggio per avanzare oltre.

il livello di simulazione è semplicemente eccellente; non c'è un solo quadro di comando che non sia stato fedelmente riprodotto nella gamma di funzioni per le quali è stato ideato

Yo no soy Marinero

Bene, vi domanderete dunque cosa debba fare il capitano una volta deciso di smetterla con i gabbiani. Innanzitutto deve congedare la CPU e scendere sotto coperta, dove le scelte determinanti devono essere prese con astuzia e lungimiranza: la guerra tra i mari non si compone di passaggi separati, ogni manovra deve convergere in un punto per poter concludere con successo un'intercettazione. La prima cosa da comprendere è che ogni mezzo è diverso dagli altri, anche se una volta dominato il primo sarà molto più semplice pilotare i successivi. La chiave del gioco risiede nel calcolo delle distanze entro le quali verrete intercettati, poichè individuare il nemico senza essere scoperti è tutto in questo genere di scontri. Non bastano però radar e sonar, è necessario imparare a giocare in coppia con i mezzi di ricognizione aerea e conoscere a fondo i settaggi dei buoys per dare la caccia alle unità del vostro avversario. Naturalmente le armi programmabili sono un'intero mondo da scoprire, che richiede nuove ore di apprendimento per poter scegliere con accuratezza quando sparare e cosa sparare. E' interessante la possibilità di servirsi di un microfono per impartire gli ordini alla crew in tempo reale, affidandovi alla vostra voce, un po' come accade in SOCOM.

Se volete fare un tentativo avete davanti il migliore simulatore del genere navale ad un prezzo inferiore al suo valore

Yo no soy Marinero

Il livello di simulazione è semplicemente eccellente; non c'è un solo quadro di comando che non sia stato fedelmente riprodotto nella sua veste grafica e soprattutto nella gamma di funzioni per le quali è stato ideato. Non dobbiamo dimenticarci che Sonalysts produce anche simulatori bellici per l'esercito e ha di conseguenza accesso a tutto l'assortimento militare di potenze come gli Stati Uniti d'America. E' proprio questo che rende Dangerous Waters appassionante: il piacere di giocare si annida nell'impervia curva di difficoltà che vi farà sudare al buio, mentre vi accollate la responsabilità di ogni piccola scelta, muovendovi alla ricerca del nemico. Più volte fin dai tempi di Silent Hunter III sono stato sul punto di abbandonare, e sebbene non sia mai diventato un grande esperto, la soddisfazione di portare a termine una missione è qualcosa che altri genere di giochi non riusciranno mai a trasmettere nello stesso modo. Siete ancora sul ponte col binocolo che guardate l'orizzonte?! Forza, la campagna (no, non quella) vi attende e non promette nulla di buono!

Il duro design della marina

La campagna in effetti, ambientata in un'ipotetica crisi navale da moderna Guerra Fredda è molto impegnativa. Ricca di missioni tutte collegate tra loro da una traccia storica che ci fa sentire sull'orlo di un imminente conflitto, con il compito di sventare il peggio. Ogni mezzo disponibile è stato impiegato nella campagna e l'esperienza di gioco varia notevolmente se si sale in superficie. Un sottomarino è molto complesso e delicato, tra bombe di profondità che potrebbero danneggiarlo facilmente e il costante rischio di produrre troppo rumore, mentre la nave da guerra deve fare i conti con la sua immediata visibilità, anche se può fare affidamento sugli aerei da ricognizione e sul già citato elicottero. Inutile dire che si tratta di una modalità lunga ed estremamente complessa, ma che potete anche mettere da parte i primi tempi cimentandovi con le Missioni Veloci, nelle quali sperimentare un po' tutte le principali manovre belliche, dalla ricognizione all'attacco. Se ancora avanzano esigenze particolari Sonalysts ha messo a disposizione un Editor per lasciare all'utente il compito di personalizzare la propria battaglia navale.

Veniamo dunque al comparto grafico, che come potete vedere dalle foto è ridotto al minimo indispensabile per consentire ad ogni macchina di renderizzare facilmente modelli tridimensionali con blocchi visibili e texture un po' approssimative. Questo beninteso non è un difetto, poichè proprio non interessa a nessun appassionato la resa grafica di un simulatore, ma un po' di attenzione per gli effetti speciali relativi ai danni e alle esplosioni non avrebbe fatto male comunque. La situazione si risolleva leggermente per quanto riguarda la superficie del mare e gli effetti acquatici in fase d'immersione, dando invece il massimo nella resa bidimensionale dei display, davanti ai quali perderete la vista per la maggior parte del tempo: rozzi ma ben definiti sono quanto di più ammiccante per un vero simulatore marino. Di tutt'altro avviso siamo invece per quello che riguarda il sonoro: messa da parte la flebile musica anche gli effetti sono di bassa qualità. Potrebbe essere l'ago nel pagliaio, ma quando siete soli in profondità i suoni sono i vostri unici compagni.

Chiudiamo invece in bellezza con una nota sull'opzione multigiocatore, che al di là del supporto per oltre 30 utenti consente di partecipare in cooperativa con altri fanatici della marina. Qualcuno potrebbe mettersi alla guida dei mezzi aerei mentre altri si spartiscono le diverse sale di comando. Sicuramente un'ipotesi allettante ma che troverà scarso riscontro pratico; immagino la difficoltà nel trovare altre persone come voi decise a spendere ore davanti ad un sonar. Tentare comunque non nuoce, e questo vale anche per i non appassionati. Se volete fare un tentativo avete davanti il migliore simulatore del genere navale ad un prezzo inferiore al suo valore. Insomma, ora o mai più e se comincia a piacervi non dimenticatevi di Silent Hunter III, perfetto compagno di scaffale per Dangerous Waters.

Predatori ecologici

I sottomarini di classe Kilo sono alimentati da un motore ibrido diesel-elettrico. Questo costringe a rivedere completamente i punti di forza e di debolezza associati ai modelli nucleari. Normalmente i sommergibili Kilo sono impiegati su rotte adiacenti ai litori anzichè in pieno oceano, a causa del corto raggio che consente il motore diesel. Al contrario dei sottomarini nucleari questi mezzi non possono permettersi lunghi periodi in mezzo al mare e devono fare i conti con le proprie limitate riserve energetiche. In compenso vantano un'area di oltre 300 metri di vuoto che permette loro di nascondersi e di sfruttare i molti rumori dei fondali per confondere i rilevatori di anomalie magnetiche.

Commento finale

Dangerosu Waters è un simulatore nel senso più intimo del termine, che lascia da parte fattori di giocabilità e intrattenimento puntando sul fascino che già di per sè accompagna l'esperienza di padroneggiare un conflitto marino. Questo lo rende però un gioco estremamente complesso, chiuso e impegnativo. Le ricompense sono alte ma richiedono sforzi che superano di gran lunga la disponibilità di moltissimi giocatori.
Vanta comunque numerose missioni appassionanti e dettagliate, nelle quali prendere parte a ogni sorta di manovra. Sarete i capitani al comando di tutte le sale che permettono ai mezzi riprodotti di funzionare realmente nei mari. Rispetto ai titoli che lo hanno preceduto Dangerous Waters implementa i sottomarini Kilo a motore diesel e due mezzi di ricognizione aerea da esplorare insieme alla nave da guerra FFG-7. La sfida è di quelle settate ai massimi livelli, anche se un manuale di 500 pagine sarà per voi inseparabile come le sacre scritture per un monaco. Dangerous Waters costa poco e offre agli appassionati una gamma di mezzi che copre ogni aspetto del warfare navale, con un livello di riproduzione del reale ai limiti delle possibilità. Se non vi basta non vi resta che arruolarvi.

Pro

  • Esaustivo sotto ogni aspetto
  • Una simulazione navale eccellente
  • Introduce allo stesso tempo sottomarini, navi da guerra e mezzi aerei
  • Lussuoso manuale
Contro
  • Inaccessibile per un giocatore occasionale
  • Tecnicamente si poteva per lo meno migliorare il sonoro

Aeronautica da tavolo

Ci sono gruppi di sviluppatori come Sonalysts che non si contendono gli onori della cronaca, perchè impegnati nella realizzazione di giochi che godono di un mercato molto limitato ma sempre vivo e appassionato. I veri, irriducibili fanatici delle simulazioni con la S maiuscola ricorderanno il precedente Sub Command che con Dangerous Waters si evolve fino a coprire ad ampio raggio la moderna simulazione bellica navale. Ai già collaudati SSN 688(I) e Seawolf SSN 21 si affiancano ora i sottomarini Kilo, ai quali abbiamo dedicato un box di approfondimento. Dimenticavo che anche gli Akula sono nuovamente a vostra disposizione nelle profondità marine, mentre la vera novità solca i mari in superficie, tagliando le onde come uno falco predatore: si chiama Perry FFG-7 ed è la maledizione di ogni sommergibile, grazie ai mezzi aerei di ricognizione MH 60R e P3-C Orion. Il primo è un elicottero dotato di avanzate tecnologie per l'individuazione di sottomarini e mezzi subacquei, mentre il secondo è un moderno aereo da ricognizione in grado di identificare facilmente qualunque cosa affiori in superficie. Entrambi questi velivoli sono pilotabili dall'utente ma si tratta di semplici controlli che finirebbero per distogliervi inutilmente dal cuore della simulazione e non c'è neppure bisogno di dirlo, questo risuona freddo come un sonar nelle profondità marine.