Dark ChronicleDark Chronicle 

Level 5 ritorna con un sequel di altissimo spessore, Dark Chronicle, l'ultimo grande esponente del genere Dungeon-Rpg. Sedetevi comodi per la nostra recensione.

Dark Chronicle Dark Chronicle

Cronache oscure

Dark Chronicle si apre con una sequenza al fulmicotone, degna del più movimentato esponente del genere. Una misteriosa ragazza esce da una stanza di quello che sembra un castello, inseguita da diversi nemici. Riuscita a venire in possesso di un arma, riesce a sconfiggerli in una scena interattiva in cui sarà agli ordini del giocatore. All'improvviso lo schermo si dissolve e la scena cambia in favore di un ragazzino di nome Max, che per quanto di buona famiglia preferisce passare il suo tempo in compagnia di un vecchio inventore. La sera si reca al circo per vedere lo spettacolo, ma come nella più classica tradizione il nostro protagonista è testimone di uan scena alla quale non doveva presenziare, ed è quindi costretto a scappare, inseguito dal proprietario del circo. Fortunatamente un amico lo aiuta ad infiltrarsi nelle fogne, temporaneamente unica via d'uscita dalla cittadina, fogne che saranno la prima locazione del gioco, corta e facile per permettere al videogiocatore di prendere dimestichezza con il gioco. I perni della struttura di Dark Chronicle si fanno quindi presto evidenti: L'esplorazione di dungeon sempre più grandi e pieni di avversari e item utili dove l'obbiettivo principale sarà trovare il nemico che ha la chiave per uscire dal piano, il sistema di combattimento di stampo action, molto simile a zelda, il level up delle armi come nel più classico dei rpg occidentali. Max non sarà comunque l'unico personaggio che avremo a disposizione, potremo utilizzare infatti un Robot interamente personalizzabile con pezzi che potranno essere creati o acquistati, e Monica, che sarà selezionabile a piacere al posto del ragazzo. Entrambi i personaggi possiedono caratteristiche distintive, come il sistema di combo differenti, il tipo di arma primaria e secondaria, l'abilità speciale (il robot nel caso di max, le trasformazioni in mostro per Monica), e altro ancora. Non sarà comunque sempre possibile utilizzare personaggi, armi, o abilità, poiché il dungeon potrebbe avere un sigillo che ne vieta l'uso, rendendolo ancora più complicato. Non esistendo level up di alcun tipo per i personaggi, la ricerca di tesori con dentro potenziamenti per difesa ed energia si rivela fondamentale quanto la crescita dell'arma. Subordinata ai punti esperienza lasciati dai nemici, l'arma è potenziabile anche con l'uso di cristalli che le conferiscono potere elementare, necessario per mutuarla in un modello superiore. Oltre ai dungeon, l'altra modalità essenziale è il georama system. Una volta recuperata le necessarie informazioni, sarà possibile costruire ambienti in una sezione appositamente creata. È interessante notare come nonostante la storia richieda certe caratteristiche necessarie per proseguire, lo schema da seguire sarà comunque abbastanza libero, e nessuno ci impedirà di abbellirlo quanto vogliamo. I NPC giocano un ruolo fondamentale nel georama system, e spesso dovremo soddisfare le loro richieste per vederli arrivare nei nostri villaggi. Una volta conquistati, però, saremo ampiamente ripagati dalle loro abilità che potranno essere usate a turno nei dungeon. I mini games non sono comunque inferiori alle modalità principali, spazieranno infatti da una specie di golf dalle regole bizzarre, alla cattura e all'allevamento di una grande varietà di pesci, fino ad arrivare al sistema delle invenzioni, che ci permetterà di creare centinaia di oggetti diversi, come armi, pezzi il nostro robot, e molto altro ancora partendo da semplici immagini scattate con la macchina fotografica, che noi dovremo comporre nella maniera che riterremo più opportuna. Qualche segreto e mini quest completano il quadro di una longevità semplicemente incredibile,mentre una conversione come al solito imperfetta e più lenta dell'originale e una localizzazione in un italiano a tratti imprecisa fanno venire qualche dubbio sulla validità edizione europea.

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Ars Tecnica

E' difficile immaginarsi un comparto tecnico all'altezza di una struttura cosi curata, ma Dark Cloud 2 stupisce anche sotto questo aspetto, regalando al giocatore una delle estetiche tra le più pregevoli mai viste sulle console Sony. In particolare, riesce a ricreare in maniera quasi perfetta un universo fantasy dalle più diverse sfaccettature, svariando senza nessun problema dal ghiaccio al fuoco, dall'acqua alla terra, con inoltre ottime ricostruzioni dei mondi che abbiamo appena realizzato. La ricchezza di particolari e dei dettagli delle ambientazioni è veramente impressionante, pur mantenendo su schermo un'elevata definizione di texture e un quantitativo notevole di poligoni. La stessa medesima cura è presente sul fronte dei modelli dei protagonisti e dei nemici, realizzati con l'ormai stranota tecnica del cel shading. L'effetto è superiore agli altri giochi che lo utilizzano come Wild Arms 3, tanto da rendere Dark Chronicle davvero simile ad un cartone animato, soprattutto per quanto riguarda le superbe animazioni, sempre precise e credibili. Notevoli anche gli effetti speciali, come la rifrazione della luce negli ambienti, le varie armi e magie, quelli particellari. Il risultato finale è decisamente impressionate, e migliora di capitolo in capitolo, fino a raggiungere picchi di eccellenza assoluta verso la fine. Gli unici difetti sono localizzati nella presenza di alcuni rallentamenti nelle fasi più concitate e in alcuni trascurabili segni di pop-up. Il sonoro non è invece all'altezza delle migliori composizioni audio del genere, ma si fa ascoltare con motivetti orecchiabili e molto semplici come arrangiamenti.

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<i>Commento</i>

Dark Chronicle è un capolavoro nel senso antico del termine. Inteso quindi come sinonimo di perfezione, di rara ricercatezza tecnica e strutturale e non come qualcosa di astratto e aperto ad interpretazioni ardite. Level 5 ha ridefinito il genere Dungeon Rpg, mutandolo da una sequenza ripetitiva di combattimenti ad un'infinita sintesi creativa di diversi generi, tutti perfettamente integrati tra loro. In un'epoca in cui il videogioco è sempre più corto e poco originale, Dark Cloud 2 sembra difatti un'anomalia, con una longevità capace di raggiungere tranquillamente le cento ore senza ricorrere a particolari finezze, ma puntando sulle proprie solide caratteristiche, che vanno dal Georama System al geniale sistema delle invenzioni, continuando per una moltitudine di mini-games equiparabili alla sezioni principali per eccellenza del Gameplay, un Battle e Character Evolution System studiati con cura, per finire con la realizzazione tecnica, superba sotto ogni aspetto. La trama potrà anche narrata in maniera classica e non presentare tratti memorabili, ma si rivela comunque piacevole con diversi temi approfonditi. L'unica effettiva mancanza di Dk è la struttura dei dungeon casuali, certamente la componente meno rifinita (ma caratteristica comune a tutto il genere) di un titolo eccezionale e che vale pienamente l'acquisto.

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Pro: Tecnicamente ottimo Struttura varie e divertente Longevità incredibile Contro: Il genere alla lunga potrrebbe stancare

Esiste da sempre una piccola regola non scritta secondo la quale il sequel sarà sempre inferiore all'opera originale. Forse è riferito all'assenza di motivazioni o d'ispirazione dopo il successo, o forse al pauroso spettro dell'autocitazione, a volte responsabile di titoli troppo diversi dall'esordio. Ed infatti quanto detto si verifica con inspiegabile frequenza, con le dovute eccezioni a confermare la validità della teoria. Dark Cloud 2 è una di queste, anche se poteva risultare prevedibile per la leggerezza del suo esordio, quintessenza del videogioco negativo sotto quasi tutti gli aspetti, escluso il Georama System, l'ormai famoso sistema di costruzione dei mondi. E' infatti dalle ceneri di questa originale modalità che Level 5 ha realizzato il seguito, aggiornandolo in maniera imponente sotto ogni aspetto ed inserendone diverse trovate nuove e originali. Il rilascio in Giappone e in America non fu tuttavia salutato con particolare entusiasmo dal pubblico, poco interessato ad anacronismi come il Dungeon Rpg. Per il lancio europeo Sony ha quindi deciso di mantenere il titolo nipponico, Dark Chronicle, nutrendo la speranza di far ridestare attenzione per il genere con un esponente all'avanguardia tecnicamente e strutturalmente.

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