Daxter  1

Basta con gli eroi stereotipati, senza macchia e senza paura! Daxter dimostra che anche il coprotagonista più improbabile può avere un videogioco tutto suo...

La rivincita del comprimario

Chiunque abbia seguito la scena videoludica degli ultimi anni, non faticherà a ricordare Jak e Daxter di Naughty Dog. La serie del team americano, giunta oramai al terzo episodio, è stato uno dei franchise originali di maggior successo su Ps2; la formula, quella di un platform/adventure 3d con qualche divagazione nei racing e puzzle game, è stata sviluppata dall’ex gruppo capitanato da Jason Rubin in maniera estremamente valida, con un gameplay accessibile ed una caratterizzazione dei personaggi più che buona. Il protagonista, un classico giovane eroe di nome Jak, era supportato infatti dalla spalla Daxter, una donnola (maschio) pelosa e parlante dotata di una spiccata ironia e di un carattere non troppo accondiscendente. Con una azzeccata scelta di marketing, Sony ha deciso di sfruttare quindi una serie dotata di un nome di buon richiamo per produrre un titolo esclusivo su Psp, realizzato pensando solamente alle caratteristiche del suo portatile. Le differenze fondamentali rispetto ai precedenti capitoli sono due: anzitutto, il gioco non è sviluppato da Naughty Dog ma da Ready at Dawn studios. In secondo luogo, il protagonista non è più il caro Jak bensì lo stesso Daxter, finalmente legittimato a stare da solo sotto la luce dei riflettori. Sì perchè il titolo in questione per Psp si pone cronologicamente tra il primo e il secondo episodio della serie, proprio mentre Jak è stato arrestato dal regime e recluso in un carcere di altissima sicurezza. Nel frattempo, il vivace Daxter non trova di meglio da fare che venire assunto in una ditta di disinfestazioni, impegnando così il suo inaspettato tempo libero contro insetti di varie forme e dimensioni. Questa occupazione rappresenta il leit-motiv della maggior parte del gioco, il che si risolve purtroppo in un canovaccio narrativo piuttosto povero e blando; di fatto la pochezza della trama che fa da collante ai vari livelli rappresenta il principale difetto della produzione Sony. Nonostante infatti i dialoghi offrano buoni spunti a livello comico, e malgrado la caratterizzazione dei personaggi sia senza dubbio valida come lo è sempre stata, è inevitabile sentire la mancanza di una storia più robusta, coinvolgente ed esaltante.

Impressive!

La struttura di gioco adottata dai programmatori di Ready ad Dawn Studios ricalca, come era lecito attendersi, quella dei precedenti capitoli della serie. Una buona dose di sezioni platform si accompagnano quindi a combattimenti coi vari insetti sparsi nei livelli; come in ogni titolo del genere che si rispetti, ci sono inoltre una serie di oggetti da raccogliere per raggiungere obiettivi o sbloccare bonus particolari. Inizialmente dotato solamente di una paletta schiacciamosche elettrificata, il nostro Daxter guadagnerà entro breve anche una specie di fucile capace di sparare insetticida, utile non solo per bloccare momentaneamente i movimenti dei disgustosi scarafaggi e simili, ma anche per compiere brevi tragitti in volo. Un ulteriore upgrade successivo permetterà di trasformare tale arma addirittura in un lanciafiamme, estremamente divertente da utilizzare per dare macabramente fuoco agli insetti. Le sezioni di gioco classicamente platform/adventure vengono in alcune occasioni inframezzate da gradevoli fasi a bordo di veicoli volanti, o con alcuni puzzle game non troppo impegnativi; un divertissement efficace a spezzare la linearità dell’azione, fornendo una buona varietà complessiva. A questa contribuiscono anche i livelli bonus, sbloccabili raccogliendo un certo numero di globi precursor; si tratta di semplici minigames, ma ambientati a mò di parodie di celebri film come Matrix e Braveheart assolutamente spassosi. Se quindi Daxter dal punto di vista della struttura di gioco è, nel complesso, un ottimo per quanto canonico esponente di un filone piuttosto inflazionato, dove invece si distingue con forza è nel versante tecnico, assolutamente impressionante considerate le caratteristiche di Psp. Il motore grafico macina una quantità di poligoni incredibile, offrendo ambientazioni ricche di dettagli e personaggi particolarmente curati sotto ogni punto di vista; in particolar modo Daxter, che sfoggia un fur-shading davvero gradevole. L’utilizzo dei colori è eccezionale, così come di gran pregio è la gestione delle fonti di luce e in generale di espolosioni e di effetti. Ottime le animazioni, col protagonista capace di effettuare un gran numero di azioni tutte ben mappate sul controller di Psp. I vari livelli, caratterizzati tutti da una ambientazione diversa, sono sparpagliati all’intero di una città di grandi dimensioni e divisa per quartieri. Il frame rate in realtà è a tratti ballerino, specialmente all’intero della suddetta metropoli che evidentemente sovraccarica la cpu; ciò nonostante non si raggiungono mai livelli di ingiocabilità. Sorprendente anche l’assoluta mancanza di caricamenti durante il gioco, grazie alla soluzione dell’accesso ai dati in streaming aiutata in qualche occasione da alcuni intelligenti espedienti tecnici. Davvero ottimo anche il sonoro, sia grazie ad un doppiaggio in italiano di alta qualità, sia per merito di una colonna sonora orchestrata di grande spessore e perfettamente adatta ad accompagnare l’azione. Un ultima citazione riguardo alla longevità: arrivare alla fine dell’avventura a testa bassa non richiederà più di 10 ore complessive, che diventano però molte di più nel caso in cui si voglia raccogliere tutti gli oggetti e completare qiundi il gioco al 100%.

Commento

Daxter è un platform/adventure estremamente classico nella struttura di gioco, che non aggiunge niente di nuovo al genere. Inoltre la storia che fa da sfondo alle vicende è piuttosto esile, banale e monocorde, incapace di spiccare il balzo verso livelli superiori dalla sufficienza. Questi sono i difetti della produzione Sony. Tutto il resto riguardo a Daxter ricade assolutamente nel piatto positivo della bilancia; pur poco originale, la fatica di Ready at Dawn è infatti caratterizzata da una eccellente qualità tanto nel level design e sistema di controllo quanto, soprattutto, nel versante audiovisivo, assolutamente impressionante considerate le capacità di Psp. A conti fatti, Daxter è quindi senza dubbio uno dei migliori giochi disponibili per il portatile Sony, e rappresenta un acquisto caldamente consigliato ad eccezione di chi non sopporta più il genere in questione.

Pro

  • Componente audiovisiva eccezionale
  • Molto divertente e stimolante
  • Sistema di controllo impeccabile
Contro
  • Narrazione poco ispirata
  • Longevità nella media
  • Non aggiunge nulla di nuovo al genere

I primi mesi di vita di Psp non sono stati di certo esaltanti dal punto di vista del software come invece sarebbe stato lecito sperare. In bilico tra console dotata di una propria personalità e semplice estensione portatile di Ps2, l’handheld di Sony ha dovuto subire l’onta di fin troppi porting diretti dalla “sorella maggiore”, diversi dagli originali solo per una grafica meno curata e tempi di caricamento spesso asfissianti. Un trend, questo, che non ha tenuto conto della necessità fondamentale per una qualsiasi console di possedere una serie di titoli esclusivi, sviluppati attorno alle sue caratteristiche e che ne giustifichino quindi l’acquisto e la stessa esistenza. C’è voluto del tempo, ma finalmente le cose sembrano destinate a cambiare...