Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball  0

L’estate è ancora lontana ma se avete già voglia di andare in vacanza, magari su un'isola tropicale in compagnia di bellissime ragazze, non dovete fare altro che tuffarvi nella nostra solare recensione di Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball.

Parapà parapà parapà parapà how crazy are you? How crazy are you?

Il filmato introduttivo ci fa entrare immediatamente nell’atmosfera “da spiaggia” del gioco, mostrandoci le ragazze intente a ballare, nuotare, pattinare e soprattutto a divertirsi. Subito dopo si arriva a Zack Island e qui inizia la nostra vacanza. Dopo aver scelto una delle protagoniste saremo invitati a fare il giro del piccolo atollo, ci verrà illustrato il funzionamento dei negozi, vero fulcro del gioco insieme all'interazione con le altre ragazze, e potremo fare la prima partita di beach volley. Prima di parlare delle partite di beach è giusto precisare che i punti vendita dell'isola avranno un ruolo fondamentale in tutto il gioco, perché per fare amicizia con una delle ragazze e avere così una compagna di squadra fissa bisognerà viziarla e sommergerla di regali. Non facendolo, verremo presto lasciate da sole e la nostra amica preferirà fare coppia con un’altra ragazza. Per evitare di restare soli per lungo tempo, se scaricati, è meglio quindi fare dei regali a tutte le protagoniste, si deve cercare di tenerle sulla corda, convincerle che ci piacerebbe giocare insieme ad ognuna di loro. Ogni ragazza ha gusti diversi: a chi piace la torta sacher, chi ama il giallo e chi adora i videogames. Sta a noi capire i gusti delle giocatrici, seguendo delle brevissime indicazioni che ci vengono date all’inizio del gioco e il nostro istinto. Sbagliando i regali non riusciremo a farci amiche le altre ragazze che, anzi, rimarranno fredde nei nostri confronti e addirittura butteranno via i nostri doni. I tre negozi dell’isola riescono comunque a soddisfare quasi ogni desiderio: sono pieni di accessori, costumi da bagno e gadget di diverso valore e qualità. Ogni giornata trascorsa sull’isola sarà suddivisa in quattro fasi: mattina, pomeriggio, sera e notte. In ogni momento potremo fare una sola azione o andare in un luogo dell’isola. Possiamo scegliere di andare sulla spiaggia o in piscina (dove è presente un minigioco fin troppo semplice), riposarci, giocare a volley, fare immersioni o portare i nostri regali alle avvenenti fanciulle. Ogni azione che sceglieremo di fare sarà descritta da un filmato, sempre ben realizzato con il motore grafico del gioco, che ci permetterà di scoprire i nostri rapporti con le altre ragazze o semplicemente ci darà la possibilità di guardare la bellezza della nostra avvenente controparte virtuale in tutto il suo splendore. Quasi dimenticavo che durante tutti questi filmati è possibile zoomare e ruotare l’inquadratura della telecamera per "ammirare" i particolari che più ci interessano. Di notte, prima di andare a dormire, è possibile andare a puntare i nostri soldi, guadagnati vincendo gli incontri di beach volley, al Casinò. Qui avremo un’ampia scelta di minigiochi da fare: dal poker al black jack, dalla roulette alla slot machine. Certo è che, dopo un po’, i giochi d’azzardo iniziano ad annoiare anche perché la probabilità di guadagnare molti soldi, da investire in costosi costumi, è decisamente bassa.

Dead or Alive Extreme Holiday

Dopo aver detto questo è ovvio che Doax non è proprio un gioco di beach volley, anzi il beach riveste un ruolo marginale. Le partite sono immediate e semplicissime da giocare: si utilizza la leva analogica di sinistra per muovere a piacimento la nostra controparte virtuale, con il tasto A si batte e si attacca e con il tasto B si riceve e si alza. Ovviamente, la differente pressione dei tasti cambierà l’esito dei nostri attacchi e così da una violenta schiacciata si passerà ad un intelligente pallonetto. Le partite in realtà sono abbastanza coinvolgenti, forse un po’ troppo facili, ma comunque interessanti. Purtroppo sono minate da due grosse pecche nate da scelte decisamente discutibili degli sviluppatori. Il primo difetto è l’inquadratura del campo di gioco, tanto insensata da inficiare la giocabilità delle partite. La telecamera posizionata all’altezza del vertice basso del campo spesso non riesce ad inquadrare tutte e quattro le giocatrici, anzi, di solito ne inquadra solo tre e sfalsa la prospettiva rendendo il gioco problematico da gestire. Il secondo problema è dato dal fatto che non è possibile controllare entrambe le giocatrici del team ma solo il proprio personaggio. E’ ovvio che questo non offre un controllo pieno della propria squadra e spesso le azioni vengono concluse, sia positivamente che negativamente, dalla nostra compagna senza che si possa fare qualcosa. Se all’inizio questo ci facilita il compito, dopo un paio di partite diventa decisamente frustrante. Questo problema non viene certo risolto dal fatto che la nostra amica potrà giocare meglio o peggio, a seconda di quanto è motivata dai nostri regali e dalla solidità del nostro “rapporto di coppia”.

Ci sono più curve qui o in MotoGP?

Tecnicamente DOAX è una gioia per gli occhi, c’è poco altro da dire. Come al solito lo studio Ninja di Tecmo è abile come forse nessun altro a sfruttare e mettere alla frusta l'hardware grafico di Xbox. I modelli poligonali delle giocatrici sono bellissimi e definiti in maniera incredibile, ancora più che in Doa3, le animazioni sono realizzate egregiamente e solo in rarissimi casi, durante le partite, sembrano un po’ rigide. Gli scenari dei vari match offrono una notevole profondità di visuale e la diversa luce che c’è nei vari momenti della giornata, al tramonto soprattutto, è ricreata benissimo, tanto da suggestionare qualsiasi videogiocatore. La sabbia su cui saltano e si tuffano le nostre bellezze si deforma al contatto coi loro corpi, restituendo veramente l'idea di trovarsi su una spiaggia tropicale. Il motore grafico si rivela quindi veramente ben fatto, riuscendo sempre a muovere il tutto alla costante fluidità di 60 frame al secondo. Questo incredibile impatto grafico è arricchito da un'ispirata colonna sonora che ben si adatta alla vacanza su Zack Island. Ci sono canzoni di Cristina Aguilera, delle Spice Girls e di Bob Marley, ma se il genere pop-spensierato non fa per voi potete sempre personalizzare il tutto facendo ricorso ai vostri brani salvati sull’hard disk di Xbox, creandovi la vostra personale playlist. Anche gli effetti sonori sono ben realizzati e le voci delle protagoniste, con testo sottotitolato in italiano, ben si adattano alle loro controparti virtuali.

Holiday sweet holiday.

Il commento su questo gioco è strettamente influenzato dalla passione che avete per le protagoniste di Dead or Alive. Se le amate alla follia non potete rinunciare all’acquisto e alla possibilità di godervi una lunga vacanza in loro compagnia. Se però vi aspettavate un bel titolo di beach volley, arricchito da ragazze formose, vi conviene cambiare obiettivo e aspettare un altro gioco. In sé l'ultima fatica Tecmo offre comunque una realizzazione tecnica di rilievo e si rivela essere abbastanza divertente, anche se è fondamentale, per godersi appieno il titolo entrare nello spirito del gioco e lasciarsi catturare dall’atmosfera della vacanza e dalla voglia di scoprire tutti gli item da regalare. Se non ci riuscirete, Doax non potrà che risultervi un po’ noioso e ripetitivo, visto che in fondo si basa su un semplice sistema di scambi e l’unico momento di gioco vero e proprio è dato dagli incontri di beach volley, troppo semplicistici e di per sè non del tutto appaganti.

    Pro:
  • Tecnicamente fantastico
  • Le protagoniste di Doa3
  • Ci porta in vacanza con qualche mese d’anticipo
  • Colonna sonora ben fatta e personalizzabile
    Contro:
  • Non è un gioco di beach volley
  • Ripetitivo
  • Solo per veri appassionati delle ragazze di Dead or Alive
  • Manca un bella modalità multiplayer a quattro giocatori

Quando Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball venne annunciato all’E3 dell’anno scorso fece subito molto scalpore. La possibilità di poter ammirare le bellezze del miglior picchiaduro della console Microsoft, intente a sfidarsi a colpi di battute, schiacciate e pallonetti velate solo da microscopici costumi da bagno era veramente intrigante. Iniziarono a circolare le prime immagini e tutti rimasero colpiti da quelle ragazze (ripeto: dalle curve di quelle ragazze) così ben definite da sembrare vere. Gli screenshot parlavano da soli. Dopo le immagini iniziarono a diffondersi in rete le prime informazioni sul titolo Tecmo e da subito si insinuò il dubbio che Doax non sarebbe rimasto un semplice gioco di beach volley, non una degna risposta a Beach Spikers di Sega per il GameCube, ma qualcosa di più, o di meno, a seconda dei gusti. L’intenzione degli sviluppatori è stata proprio quella di voler aumentare l’interazione tra noi utenti e le provocanti e formose protagoniste. Un gioco nuovo per una nuova definizione: simulatore di vacanza. E una trama inconsistente è quanto basta per poter trascorrere quindici giorni in compagnia di Hitomi, Lei Fang e di tutte le altre.