Deadly Skies 3Deadly Skies III 

Allacciate le cinture, Konami ci porta in volo con Deadly Skies III. La una saga di arcade-shooting passa al terzo episodio su Playstation2 con nuovi aerei e nuove missioni. E la giocabilità, sarà più elevata?

Deadly Skies III Deadly Skies III Deadly Skies III

Anime d'aviazione o shooter arcade?

Airforce Delta ci trascina nella storyline francamente risciaquata di un anime ambientato in un universo militare, ma lo fa senza troppe pretese in sede di profondità. Alterna tra i combattimenti, suddivisi in missioni e riccamene illustrati da dialoghi in tempo reale e da corposi briefing introduttivi, e il godimento della trama stessa, che si sviluppa perlopiù all’interno della base operativa nella quale potremo avere accesso a tutta la componente aggiuntiva al gioco in senso stretto. All’interno delle basi è possibile dialogare con i personaggi, avere il punto sulla trama e sulla situazione dei combattimenti, accesso ai vari e tantissimi velivoli, alle missioni con relativo briefing e alle sedi di riparazione e upgrade degli aerei. Una volta riparati i velivoli, fatti gli acquisti e appresi i dettagli della trama, saremo pronti per spostarci sulla mappa verso una nuova missione. Più punti guadagneremo, più soldi avremo per acquistare beni. Ma anche le sconfitte si ripercuoteranno sul progresso del gioco, sotto forma di sanzioni e perdita di utili. Tutti i dialoghi sono presentati con un piacevole stile narrativo che spezza la monotonia dei ritratti dei personaggi presentandoli con una serie di ritratti che si abbinano al diverso contenuto dei dialoghi (una mezza via tra avatar e animazioni). Per quanto semplicistica la storyline, e per quanto anonimi e pervasi di quell’estetica un po’ qualunquista in cui si rifugiano molti anime poco originali o autoriali, il modello funziona come un piacevole diversivo e arricchimento dell’esperienza di gioco, al punto che questa non sarebbe la stessa senza la componente di dialogo e narrazione. Gli intermezzi, però, non bastano a definire un gameplay, e Airforce Delta deve anche presentarsi come uno shooter solido e divertente. Se rispetto ai suoi predecessori si presenta indubbiamente migliorato, però, non riesce comunque a fare il salto di qualità capace di portarlo, fuor di metafora, alle altezze di titoli come Lethal Skies o del superbo Ace Combat di Namco. Quel che manca non è il controllo, solido e funzionale. Ne gli aerei, tanti e vari e tutti ben realizzati: questa volta spaziano dal famigerato aereo sperimentale Aurora o dagli elicotteri Sea King fino ai velivoli da seconda guerra guerra mondiale, passando per i vari MIG e raggiungendo un totale di oltre 130 differenti gingilli. Anche la realizzazione degli aerei, e i relativi armamenti ad hoc, sono ben realizzati, con un gran livello di cura nella loro caratterizzazione e una realizzazione estetica più che discreta. Ad Airforce Delta, in fondo, non manca neanche una buona realizzazione tecnica: nonostante il numero non miracoloso dei poligoni di aerei e dei fondali, che rivelano un minimo di architettura quando si vola radenti, il texture mapping non è mai eccessivamente granuloso ed è generalmente di ottima risoluzione, mentre gli effetti di calore, luce e condensa sono particolarmente godibili (e utilizzati anche in abbondanza nelle sequenze renderizzate dell’intro). Ottimo l’audio, con una buona selezione di brani musicali capaci di mantenere alto il ritmo e soprattutto l’inclusione di dialoghi interamente parlati tra i numerosi personaggi delle missioni, attraverso i quali è anche possibile ancorare il gioco alla trama in maniera coinvolgente (forse a volte un po’ caotica).

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Anime d'aviazione o shooter arcade?

Cosa manca dunque a Airforce Delta? E’ presto detto. In primo luogo, una sensazione decente di velocità. La fisica del gioco è coerente ma ben poco spettacolare o coinvolgente, e anche al massimo dei motori è difficile sentirsi veramente pervasi dal senso di velocità che un simile livello di miglia per ora dovrebbe garantire. La mancanza più grave è però il level design debole. Le missioni sono a conti fatti similissime, e si traducono tutte nello stesso metodo di svolgimento (eliminazione dei nemici, puntamento degli obbiettivi, giri in tondo per evacuare l’ultimo avamposto sano dei nemici, etc.) nonostante le differenze spesso abbastanza marcate nel metodo di controllo dei velivoli. Unito all’assenza di una sensazione di velocità, la banalità di questo level design trasforma l’abbondanza di missioni (una sessantina) in una condanna alla ripetitività. Peccato, poi, che spesso l’utilizzo dei velivoli sia ancorato a certi personaggi, rendendo ancora più lineare lo svolgimento del gioco. Se tutto l’apparato narrativo e audiovisivo funziona, e se la vasta scelta di velivoli ottimamente realizzati può attrarre in maniera decisiva gli appassionati, è però proprio il nucleo giocabile di Airforce Delta a imporsi con tutte le sue limitazioni di fronte al giocatore non affezionato al genere.

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Airforce Delta è un titolo di buona realizzazione tecnica e di ottima presentazione audiovisiva. La trama e il comparto dialogico e narrativo lo rendono uno shooter con vocazione da anime, cosa che può fare piacere a tutti coloro che cercano più di un semplice spara e fuggi. La quantità di velivoli disponibile è elevatissima e può far contenti tutti gli appassionati di aerei et similia: caratterizzazione, armi e presentazione non deludono. Ciononostante, sul piano del gameplay si presenta blando e ripetitivo, una caratteristica negativa che rende superflue le molte missioni ed è aggravata dalla cronica mancanza di un decente senso di velocità. Gli appassionati possono ricavarne molta più soddisfazione di un giocatore onnivoro, incline alla noia già alla sesta missione. Anche gli appassionati, però, tengano presente il paragone con titoli dello stesso genere: forse più affiatati nel caso di Lethal Skies, sicuramente e di gran lunga superiori nel caso del superbo Air Combat 4 di Namco.

Airforce Delta è il discendente diretto degli shooter che han visto la luce su Dreamcast e Xbox: il modello di Konami sembrava essere abbastanza ripulito da essere presentato alle masse di giocatori e non solo a chi frequentasse il genere. D’altro canto, la console Sony ha ormai una buona scelta, che include nello specifico dei quasi-simulatori lo spettacolare Air Combat 4. Airforce Delta è uno shooter che si attesta molto più sul versante arcade che su quello simulativo. La componente puramente di volo si sposa infatti con una concezione quasi adventure che, per quanto i bivi siano praticamente inesistenti e lo sviluppo sia lineare, prevedono un bel po di ricorso alla narrazione, alla storyline e alle componenti di raccordo tra le missioni. Se la componente narrativa e la bella presentazione estetica (più che discreta anche la realizzazione tecnica del gioco) sono ben fatti e trascinanti, purtroppo è la meccanica di gioco ripetitiva, oltre che l’assenza di una vera sensazione di velocità, a deludere. Blando e ripetitivo, il terzo sforzo Konami in questa saga non riesce ancora ad accostarsi ai più temibili concorrenti Namco.