Destroyer Command - WWII Naval Combat Simulation  0

Destroyer Command è un titolo davvero particolare, che per la prima volta può essere giocato in modalità Multiplayer sfruttando la totale compatibilità con un'altro gioco, Silent Hunter 2 ; se il vostro sogno è sempre stato quello di essere protagonisti della seconda guerra Mondiale a bordo di un Sommergibile o di un Cacciatorpedinere, la recensione di Mauro Licciardello vi svelerà tutti i segreti di un'esperienza così particolare, dedicata soprattutto agli appassionati che desiderano viviere un'esperienza intensa ed originale.

Il soldatino dei mari

Il secondo conflitto mondiale ha sancito la supremazia dell’aereo sulla nave e di conseguenza è cambiato tutto il modo di combattere sui mari, d’altronde, come i più informati di voi sapranno, nella I° guerra mondiale ci furono i grandi scontri tra unità in linea (la battaglia dello Jultand ne è l’esempio più eclatante, dove si scontrarono due intere flotte), mentre nel secondo conflitto, a parte qualche rara eccezione come l’affondamento della Bismark (anche se il destino della super-corazzata tedesca fu segnato da un vecchio aerosilurante Inglese), le battaglie furono soprattutto aereonavali.
In questo scenario la nave che assunse maggior importanza è stata senza dubbio la portaerei, ma le piccole unità di scorta interpretarono un ruolo di protagonista, d’altronde i ruoli ricoperti dai cacciatorpedineri nel II° conflitto mondiale erano di scorta, caccia ed ovviamente erano le migliori unità contro i sommergibili, in poche parole erano indispensabili, inoltre se diamo uno sguardo alle unità moderne, ci accorgiamo che sono tutte navi che hanno molto in comune con quelle unità da cui hanno ereditato le dimensioni, la velocità, e le possibilità di multi-impiego.

Un po’ di storia non guasta mai

Il gioco della SSI ci mette ai comandi di una di queste unità, di cui noi assumeremo l’intero controllo ma non solo, infatti (e il titolo in questo è indicativo) potremo comandare una o più squadriglie di cacciatorpediniere. Beh, com’è facile intuire d’argomenti c’è ne sono davvero tanti e quindi cerchiamo di procedere con ordine iniziando dal manuale che è un componente indispensabile in una simulazione.
Purtroppo il piccolo manuale in Italiano allegato alla confezione, sebbene scritto in maniera chiara è troppo piccolo ed accenna un po’ a tutte le caratteristiche del gioco ma senza approfondirne nessuna, inoltre non è presente nessun’illustrazione; peccato, anche perché il “vero” manuale, curato ed esaustivo è contenuto nel classico formato PDF all’interno del CD, ma è in lingua Inglese.
Ad ogni modo installiamo l’unico CD e catapultiamoci all’interno del gioco, dove ci appare il Menù principale da cui è possibile navigare con facilità all’interno del gioco, ma una volta tanto non ci fondiamo nell’azione, ma guardiamo con attenzione la voce “Information” che contiene utili ed interessanti notizie storiche. Selezionandola, infatti, abbiamo l’opportunità di viaggiare all’interno di un cacciatorpediniere per conoscerne i segreti, osservare, grazie ad un programma apposito, i modelli tridimensionali (di tutte le navi presenti) ed infine leggere delle interessanti informazioni di carattere storico. Molto bello ed interessante e rappresenta, a tutti gli effetti, un plus valore di cui si deve tener conto.

Sul ponte di comando

Le modalità SP sono le solite e prevedono delle campagne non dinamiche oltre a singole missioni, che possono essere storiche, casuali o di semplice training, qualcuno potrà storcere il naso di fronte a questa situazione, soprattutto per ciò che riguarda la campagna dinamica, ma va ricordato che in questo gioco noi svolgiamo compiti importanti ma di contorno, e quindi non tali da cambiare in maniera significativa il destino del conflitto.
Merita la nostra attenzione il generatore di missioni casuali, che dopo aver impostato un bel numero di parametri, ci regala uno scenario pronto per essere giocato. Molto bene.
A questo punto siamo pronti per calarci nell’azione, prima però vi devo ricordare che nel gioco abbiamo l’opportunità di comandare 14 vesselli Americani e quindi non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.
Il gioco ha un’interfaccia simile a quella di Silent Hunter II semplice ma al contempo efficace, il sistema è quello ormai noto delle “stazioni” dove è possibile effettuare in maniera precisa le nostre direttive.
La maggior parte del tempo si trascorrerà nel CIC (Centro Informazioni Combattimento) dove è possibile impartire gli ordini a tutte le altre stazioni, qui, inoltre, avremo la possibilità di impartire ordini anche al resto della squadriglia e il tutto si esegue con qualche colpo di click in maniera facile ed immediata.
Se amiamo complicarci la vita possiamo operare direttamente nelle singole stazioni, ad esempio occupandoci del tiro manuale dei pezzi da 40mm (che ricordo essere i grossi calibri in una nave del genere), comunque con il proseguo del gioco ci renderemo conto che la nostra presenza è indispensabile soprattutto nel ponte di comando e quindi dovremo sacrificare queste operazioni (personalmente fa eccezione la stazione della contraerea che adoro usare per effettuare un bel tiro al piccione nemico).

Un bel mare 3D ed un Multiplayer innovativo

Tecnicamente il gioco si attesta su un buon livello, sfoggiando modelli 3D abbastanza credibili (qualcuno fatto meglio di altri) un bel mare virtuale e delle soddisfacenti condizioni atmosferiche, ottimi anche gli effetti speciali (esplosioni e cannonate) ed i suoni, inoltre il gioco non sembra subire rallentamenti di sorta e questo denota una buona cura nella realizzazione del motore 3D.
Quello che mi ha lasciato deluso è l’IA che si è dimostrata non all’altezza del resto, durante gli scontri ho notato più volte che si limita semplicemente a rispondere al fuoco senza intraprendere sofisticate tattiche di gioco, e questo si fa particolarmente gravoso quando combattiamo contro un sottomarino, dove il classico gioco gatto-topo non si svolge mai.
Questo è un vero peccato, perché toglie parecchio ad un gioco che ha molte frecce al suo arco e che invece in questo modo perde parte della sua atmosfera.
Tutt’altro discorso lo merita il Multiplayer, che per la prima volta vede due titoli diversi interfacciarsi per creare una nuova esperienza di gioco, infatti, come ho detto più volte, Destroyer Command è compatibile con Silent Hunter II il simulatore di sommergibili realizzato sempre da Ultimation.
Per giocare basta andare sul portale Ubisoft, scegliere la lobby adatta e tuffarsi dentro una partita, in realtà vi è la possibilità di giocare insieme ad altri giocatori che possiedono Destroyer Command, in questo caso si potrà optare per partite in Cooperative o Melee, ma la cosa più interessante è svolgere scontri tra sommerbigili e caccia.
All’inizio della missione si sceglie l’obiettivo insieme ad altri parametri di gioco, di solito si tratta di difendere un convoglio (ovviamente i sottomarini devono affondare i mercantili), il raggiungimento di un punto o la semplice distruzione dell’avversario, evidentemente tutti i partecipanti con i caccia saranno alleati e lo stesso accadrà peri sommergibili.
Ho giocato più di una partita e devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla qualità e dall’intensità delle partite, l’unico appunto lo devo muovere al ridotto numero di giocatori presenti in questo momento, ma mi auguro che con la maggior diffusione del gioco anche questo problema svanirà.

Conclusioni

Destroyer Command è un buon titolo che non può mancare nella collezione degli appassionati delle navi della II guerra mondiale, tecnicamente ben realizzato e con un’interessante modalità Mutliplayer, inoltre rappresenta un buon documento di valore storico.
Speriamo in una patch che sistemi alcuni problemi riscontrati con l’IA che rappresenta l’unico punto debole di questa valida simulazione.

Le battaglie sui mari

Quando si pensa ai giochi di guerra imperniati sugli scontri navali, il pensiero va subito ai bestioni del mare (corazzate, incrociatori e portaerei) che con la loro possenza ed il loro carisma attirano l’attenzione degli appassionati (a questo proposito come non ricordare i titoli della SSI come quel Fighting Steel che qualche anno fa ha ottenuto una buona critica di pubblico), oppure il pensiero va ai giochi che ci vedono ai timoni del cacciatore degli abissi per eccellenza: il sommergibile.
Proprio la SSI ha pubblicato di recente il seguito di uno dei titoli più attesi dagli appassionati della caccia sotto i mari, quel Silent Hunter II già oggetto di recensione su queste pagine e che all’epoca della sua uscita, si distingueva per l’originale compatibilità Multiplayer con un gioco in via di pubblicazione che si chiama Destroyer Command, un simulatore di cacciatorpediniere ambientato anch’esso all’epoca del II° conflitto mondiale.
Beh come avrete già capito, oggi analizzeremo proprio quest’ultimo titolo che già potete trovare presso il vostro rivenditore di fiducia nella consueta confezione stile DVD.