Devastation  1

Join the resistance! E' tempo di alzare la testa, mettersi la badana in testa e armarsi di UZI: la rivolta verso i potenti è iniziata! Questo è il canovaccio della trama di Devastation, FPS spinto dal motore di Unreal2, che ci immerge in un futuro prossimo dominato dalle corporazioni e dalla biogenetica. Sta a noi farli cadere in ginocchio.

OK, FACCIO IL SOVVERSIVO, MA COSA CI GUADAGNO?

Beh, innanzitutto diventerete il protagonista figo della situazione! A parte questo allettante ruolo nel quale siamo impegnati sin dagli albori dei videogiochi, ciò che emerge subito è: facciamolo con stile!
E la gioia degli occhi è la prima evidente manifestazione che questo gioco ha i numeri per emergere dal mucchio selvaggio.
La questione spinosa “un gioco non è divertente solo perché ha una bella grafica” in questa sede preferirei lasciarla fuori, dedicandomi esclusivamente alle mie sensazioni e all’impatto estetico che ci viene offerto. Come dice il nome stesso del gioco: devastante!
Sarete subito calati in un’ambientazione sinistra, grigia e opprimente, sempre attorniati da violenza e degrado.
L’ invitante affresco è spinto dallo stesso engine di Unreal2, e già questo è un serio biglietto da visita che ci viene schiaffato in faccia. Sfruttando le capacità tecnologiche di un simile mostro, il dettaglio è spinto a ottimi livelli, senza sacrificare troppo le prestazioni aggiungo io, a differenza dell’illustre papà.
Ma soprattutto le varie ambientazioni risulteranno sempre coerenti senza evidenti scelte pacchiane e ricche di ogni tipo di oggettistica tipica del luogo in cui siamo.
Così se ci troviamo in un porticciolo saremo attorniati da barili, garage e rimesse con barche, insegne di bettole dove servono aragosta, salvagenti e pantegane di mare (i famosi topi vacanzieri). Ma se ci troveremo nei corridoi e nelle stanze di un laboratorio genetico regnerà un senso di asettico, freddo e distaccato, con computer e videocamere della sicurezza.
Detto così non sembra nulla di diverso dal solito, ma vi garantisco che le immagini parlano da sole, provate ad aggirarvi per un ex- manicomio sotto gli effetti della droga in una notte di temporale e scoprirete che gli incubi possono venirvi anche fuori dal caldo del vostro lettino.

GIOCO DI MANO, GIOCO DA VILLANO

Questo è il vecchio detto popolare, ma se nella manualità e nella praticità si nascondono nobili intenti di libertà, allora ben venga sporcarsi le mani.
Oltre a sparare e tirare mazzate in testa agli sgherri, dovrete anche interagire con postazioni informatiche, craccare codici di sistemi di sicurezza, tagliare catene con cesoie e quanto altro. Anche se il tutto si limita materialmente a tenere premuto il tasto azione, va preso atto che nel contesto di gioco la dinamica degli eventi va più che bene. Volete dare un calcio a qualche barile contro gli scagnozzi della Grathius (i supercattivi) e farglielo saltare vicino? Potete farlo! Volete attivare un tram in disuso per farlo schiantare contro a una serie di mitragliatrici appostate? Si può. E gli esempi potrebbero continuare.
Di fatto gli obiettivi della missione sono gli eventi portanti nel proseguimento del vostro peregrinare e influenzeranno non poco lo stile di gioco e il modo in cui dovrete gestire ciò che vi circonda.
Il prossimo “step” a corredo dell’obiettivo principale resta sempre ben visibile, ma cambiando dinamicamente curatevi di tenere sempre d’occhio il pallino bianco nel radar in alto a destra dello schermo, perché è lì che si trova il prossimo punto chiave della trama.
Questi fattori fanno si che le vicende siano comunque legate a un grosso filo conduttore e la libertà di vagare a piacimento a volte viene meno, ma è sapientemente celata da percorsi obbligati, e senza forzature (leggasi: niente muri invisibili). Personalmente condivido questa scelta, il gioco è frenetico e mai dispersivo, ma lascia tutto il respiro che serve in alcuni momenti, per dare possibilità al giocatore di familiarizzare con quello che lo circonda.

Versioni e Correzioni

di Max 'Kappa' Monti

Una piccola nota di Devastation che deve essere menzionata: leggendo qui e la per la rete, si possono trovare alcuni commenti a riguardo di presunte instabilità del gioco, mentre in fase di recensione non ne è stata riscontrata nessuna.
Questo è dovuto principalmente alla differenza di release: Quella europea, infatti, ha goduto di una notevole revisione del codice, che ha praticamente annullato la quasi totalità dei problemi presenti precedentemente. I nostri contatti "dall'alto" ci confermano quello che noi abbiamo avuto modo di verificare: la buglist della versione europea è infinitamente più breve delle precedenti, e non comprende nessun bug critico.

I VOSTRI MEZZI NELLA LOTTA

Qualcuno ha gridato pistole ad acqua? Beh, viene da sorridere perché alla fine mancano solo quelle!
Devastation vanta una delle panoplie di armi più vasta che abbia mai visto, con circa una quarantina di mezzi offensivi nelle vostre scorte. Si parte da mazze, bottiglie di vetro e coltelli. Passando per pistole automatiche e semi automatiche e fucili d’assalto, o con canne mozze giungiamo a simpatici aggeggini come bazooka futuristici e chaingun, senza dimenticare fucili da cecchino, granate di vario tipo: dirompenti, fumogene o accecanti, fino a raggiungere armi poco convenzionali come il mitico ratto-bomba, che pilotato a distanza vi consentirà di passare attraverso i più piccoli pertugi. Sconto alla cassa per chi presenta la tessera punti.
Facendo le dovute considerazioni, il numero di armi andrebbe ridimensionato un pochino, perché è vero che più ce n’è e meglio è, ma diverse armi sono messe esclusivamente per fare numero. In primis non va ovviamente considerato ogni tipo di realismo (ditemi se esiste una persona che si porta in giro tre tipi di fucile da cecchino contemporaneamente) e poi lo scopo di un’arma è fare male, in un videogioco ci piace anche farlo in maniera diversa. Ergo: ci affezioneremo a quelle armi che realmente portano conseguenze differenti. Alcune poi, sono bilanciate piuttosto male, volendo essere forzatamente specifiche ma poco efficaci, come per esempio la sparachiodi, dalla carica esigua rispetto agli effetti ben poco minacciosi.
Soffermiamoci sul concetto di “ricaricare un’arma”. Fatelo sempre! Molte volte si tende a tralasciare questo fattore, ma in questo gioco è vitale, dato che in pochi istanti senza controffensiva al fuoco nemico siete morti. E quindi di pari passo arriva il detto “ricare un salvataggio”. Fatelo spesso! Mi sa che con questo gioco mi sono avvicinato a record di ricariche del quicksave degne del più infido salto di Tomb Raider! In punti particolarmente ostici dovrete usare saggezza oltre che potenza di fuoco.
Sì ok, ma se là fuori sono in dieci armati fino ai denti e io sono qui con la mia pistolina rosa uscita dall’uovo di Pasqua? Ecco che arrivano in soccorso i miei compagni!

ACCORRUOM…EHM COPRITEMI, SMIDOLLATI!

Spesso nelle missioni sarete accompagnati da alcuni alleati che si getteranno nella mischia con voi, rendendo alcune fasi di gioco davvero concitate e divertenti. Richiamando il menù potrete velocemente impartire un comportamento a ciascuno dei vostri o a tutti assieme. Nella fattispecie: attacca, seguimi, difendi, aspetta. Le implicazioni tattiche ci sono, anche se ovviamente non tutto è rose e fiori.
L’intelligenza artificiale è altalenante nel rendimento. Si passa da momenti di azione pura in cui ognuno sembra comportarsi come dovrebbe, andando in avanscoperta o difendendo una posizione a momenti decisamente spezza-ritmo nei quali dovrete continuamente ricordare agli smemorati cosa defono fare, come per esempio la sottile arte del non farsi impallinare.
I nemici invece si comportano in maniera piuttosto standard per uno sparatutto, cercando di rendervi poltiglia il più in fretta possibile, anche se va detto che in alcuni frangenti qualcuno riesce anche a stupirci, nascondendosi dietro una barricata o dimostrando doti schivapallottole da monaco shaolin.
Sempre parlando di friends and foes va di nuovo un elogio al comparto grafico, che compensa le nostre fatiche con un design particolare e accattivante sia dei compagni più gettonati durante le missioni che delle comparse fugaci in attesa di una fucilata in bocca.

SIAMO UNA GANG

Parlando di multiplayer, Devastation offre tutto ciò su cui il genere degli sparatutto ha basato in passato la sua forza: deathmatch, deathmatch a squadre, capture the flag, territory. Penso che per le prime tre modalità non servano più spiegazioni, se non una menzione per le arene disponibili, che sono ben realizzate e costruite su misura per dare il massimo nella rispettiva modalità di gioco. A parte qualche spazio eccessivamente angusto, la dinamica delle entrate/uscite e il gusto estetico riposto nella costruzione delle mappe ben si allineano agli alti standard del gioco.
La quarta modalità di gioco si è già vista, ma comunque fa sempre piacere trovarla in una sessione multiplayer. Una serie di obiettivi intermedi vanno completati per avere ragione del nemico. Esempio classico, recupero dei codici e hackeraggio della rete di accesso alla base nemica e conseguente sterminio dell’avversario. Una sorta di stringatissimo miniplot, in soldoni.
Naturalmente non poteva mancare un potente editor allegato al gioco, con il quale chi si sente più portato per l’editing e il modding può dare sfogo alle sue capacità, magari entrando anche a far parte della comunità di developers appositamente creata per Devastation, in modo da non lasciare inespressa la propria creatività.

EMINEM NE SAREBBE ORGOGLIONE

Non dite che il protagonista non gli somiglia! In conclusione, Devastation è arrivato nella comunità come gioco “a cui dare una chanche” e invece siamo noi a dire “ancora una partita!”. Senza dubbio si nota che in questo titolo è stata riposta tutta la cura di chi vuole sperimentare tecnicamente anche se in alcuni casi manca la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo, che non sappia di già assaggiato.
Ma se gli hardcore gamers potrebbero trovarlo un po’ ancorato al passato, la stragrande maggioranza dei videogiocatori più o meno incalliti, potrebbero seriamente trovare un bel passatempo coinvolgente, soprattutto per l’attenzione riposta nel calare il giocatore in un’ambientazione futuribile, quindi esageratamente violenta ma credibile.
Non esente da difetti, ma appagante e certamente ben più di un semplice esercizio ginnico per il vostro hardware!

    Pro:
  • Grafica super…
  • …senza sacrificare troppo le prestazioni
  • Ambientazioni convincenti e azione serrata
    Contro:
  • I.A. dal rendimento altalenante
  • Alcune armi sono superflue
  • “Same old” gameplay, per i fraggers di lungo corso

CONTRO OGNI ABUSO DI POTERE

Siete stanchi e frustrati da quella che vi sembra una piatta vita al soldo delle istituzioni? Pensate che ci sia qualcosa di più che lavorare ogni santo giorno per un salario men che misero e la sera rincasare presto perché c’è il coprifuoco?
Beh, allora aderite alla Resistenza! Con noi nulla è scritto, niente ci vieta di cambiare il grigio futuro che ci attende sotto il giogo dei Conservatori. Unisciti a noi e debelleremo il regime totalitario sotto il quale siamo costretti a vivere. Fratelli, alle armi!
Questo è più o meno lo slogan della fazione di cui farete parte voi, in qualità di pedina chiave della Resistenza!
Ma andiamo con ordine. Devastation è un FPS di stampo classico, che vi getterà in un’ambientazione di degrado urbano del prossimo futuro. L’economia va a rotoli, e in ogni scenario simile che si rispetti, solo pochi hanno in mano il destino dell’umanità.
Le mega Corporazioni e le multinazionali hanno preso il sopravvento, e hanno ormai il potere di decidere i nostri destini a suon di sperimentazioni genetiche. E’ ora di mettere un freno alla faccenda. Provate a indovinare chi dovrà “remare contro?”