Devil Kings  0

La nuova generazione di picchiaduro a scorrimento è arrivata.

Aspetto tecnico

Se l'obiettivo di Capcom era quello di sfruttare l'hardware PS2 nel migliore dei modi per inscenare battaglie di ampissima portata, oltremodo spettacolari, con decine e decine di guerrieri coinvolti conteporaneamente... l'obiettivo è stato raggiunto in pieno. Pur non contando su scenografie ricche di elementi, ma compatibili nell'aspetto con quelli che potevano essere gli scenari tipici delle battaglie ambientate nel Giappone feudale, Devil Kings fa un uso smodato dei poligoni per rappresentare i numerosissimi soldati presenti ogni volta su schermo, soldati dotati di un buon numero di animazioni e che non mancano di muoversi fluidamente (60 fps? Potrebbe essere). La cosa che più stupisce è l'assoluta solidità del motore grafico, capace di gestire tutti questi personaggi ed annessi attacchi speciali senza battere ciglio e concedendosi qualche breve rallentamento solo in situazioni assolutamente caotiche. Un risultato eccellente. Come ciliegina sulla torta, ci sono le numerose sequenze animate che inframezzano le campagne, divise tra computer grafica (eccezionali) e veri e propri cartoni animati (ottime). Il comparto sonoro cerca di non essere da meno, ma è difficile raggiungere gli stessi risultati: le musiche sono “epiche” quanto basta e ben si adattano all'atmosfera del gioco, gli effetti risultano piuttosto buoni ma il parlato è “così così”, recitato in un Inglese troppo “rigido” dai soliti doppiatori a cui si affida Capcom.

Se l'obiettivo di Capcom era quello di sfruttare l'hardware PS2 nel migliore dei modi per inscenare battaglie di ampissima portata... l'obiettivo è stato raggiunto in pieno.

Commento

Forse la cosa più difficile del dare un giudizio “numerico” a un videogame è prescindere da quello che è il suo filone di appartenenza. Gran Turismo è un capolavoro per quanto concerne i giochi di guida, ma gli appassionati di pesca potrebbero non apprezzarlo. Parimenti, una qualsiasi simulazione di basket, per quanto accurata e realistica, non piacerà a un fan degli action game. Devil Kings è quello che tutti i maniaci dei picchiaduro a scorrimento stavano aspettando: ben dodici personaggi utilizzabili, ognuno con una propria storia e un finale da scoprire, con tante armi e attacchi da sbloccare e da provare, con qualcosa come diciotto ambientazioni diverse, con un livello di difficoltà che influenza il numero e la qualità degli oggetti raccolti e, dulcis in fundo, con una rappresentazione assolutamente spettacolare ed avvincente dei combattimenti. Ci troviamo di fronte a un validissimo esponente del genere, genere che però nasce con delle limitazioni per quanto concerne la varietà e lo spessore. Dunque, per quel che riguarda il giudizio “letterale”, Devil Kings è un prodotto assolutamente da acquistare se vi piacciono/piacevano i picchiaduro a scorrimento, ma non è il gioco che fa per voi se cercate la trama, la profondità e la varietà delle situazioni. Quanto al giudizio numerico...

    Pro:
  • Spettacolare
  • Tanti personaggi, tante armi, tante ambientazioni
  • Sblocco progressivo degli elementi, dunque abbastanza longevo
    Contro:
  • È poco vario e poco “profondo”...
  • ...come qualsiasi picchiaduro a scorrimento
  • Manca una modalità di gioco a due

C'è voluto un bel po' di tempo, ma finalmente la terza dimensione è stata domata. Capcom sta dimostrando, dai tempi del primo Devil May Cry, che il genere dei picchiaduro a scorrimento non è scomparso insieme alle console a 16 bit, bensì si è evoluto nella forma e nella sostanza per rappresentare sui nostri schermi una nuova generazione di battaglie frenetiche e spettacolari. Se Dante doveva dosare forza e astuzia, trovare la strada da percorrere ed elaborare piani d'attacco quando si trovava di fronte a un boss, tutti elementi tipici degli action game ma quasi estranei ai picchiaduro progressivi, in Devil Kings non dovremo preoccuparci d'altro che di dispensare morte e distruzione. In quantità industriali, oltretutto.

I protagonisti

C'è un intero mondo da conquistare, e sei grandi guerrieri devono affrontarsi per decidere chi regnerà sovrano su ogni terra. Non si tratta di comuni esseri umani, bensì di qualcosa di diverso: cadono letteralmente dal cielo verso il campo di battaglia, usano con maestria armi che una persona normale non potrebbe neanche maneggiare, sono virtualmente immortali e i loro attacchi scagliano in aria decine di avversari contemporaneamente. Rispondono al nome di Red Minotaur (capo supremo dell'esercito rosso, metà toro e metà uomo, utilizza un'ascia gigantesca), Scorpio (generale di Red Minotaur, maestro nell'uso delle lance), Azure Dragon (comandante dell'esercito azzurro, lotta con tre spade per ogni mano), Devil King (un sovrano che ha venduto l'anima al diavolo in cambio di un enorme potere), Lady Butterfly (agli ordini di Devil King, è una donna esperta nell'uso delle armi da fuoco) e Venus (seguece del principe Frost, armata di due lame rotanti). Portare a termine la conquista con ognuno di loro sbloccherà altri sei personaggi: Frost (principe dei ghiacci, la cui bellezza è pari solo all'abilità nel combattimento), Hornet (un giovane seguace di Devil King, armato di un arco molto particolare), Iron OX (un invincibile soldato metallico agli ordini di Irdene), Puff (una ragazzina che combatte per il bene del suo popolo, armata di un martello gigante), Q-Ball (una sorta di fervente sacerdote, che non disdegna le armi tecnologiche) e Talon (un ninja agli ordini di Red Minotaur).

Benché non ci sia alcuna difficoltà ad orientarsi sul terreno di gioco, avanzare semplicemente verso il leader nemico non rappresenta in nessun caso la migliore strategia.

Che la battaglia abbia inizio

La modalità di gioco principale di Devil Kings è la “Conquista”. Selezionato uno dei personaggi disponibili, ci si trova di fronte una mappa del mondo e gli eserciti che la occupano. È quindi possibile attaccare i territori confinanti per conquistarli: una rapida “configurazione” delle armi e degli oggetti e si va in battaglia, dove troveremo ad attenderci centinaia e centinaia di soldati nemici. Grazie ad una piccola mappa sempre presente sullo schermo, potremo dirigere i nostri assalti ed avvicinarci man mano al capo dell'esercito avversario, sconfitto il quale la battaglia sarà vinta. Benché non ci sia alcuna difficoltà ad orientarsi sul terreno di gioco, avanzare semplicemente verso il leader nemico non rappresenta in nessun caso la migliore strategia, in quanto falcidiare interi plotoni è il solo modo per guadagnare esperienza (potenziando il personaggio) ed oggetti (armi e accessori di varia utilità). Ogni “campagna” si divide in varie fasi, spesso scandite dall'arrivo di un guerriero particolare o dalla presenza di insidiose missioni “a tempo”, in cui magari dovrete arginare l'assalto nemico in prossimità delle postazioni alleate oppure eliminare dei messaggeri, o altro ancora. Non è però possibile salvare la partita finché la battaglia non è terminata, il che si rivela un attimino frustrante quando magari siamo quasi riusciti ad uccidere il boss dei boss.

I combattimenti, vero e proprio fulcro del gioco, vantano uno dei migliori sistemi finora relizzati per quella che è la realtà tridimensionale dei picchiaduro.

Armi e sistema di controllo

Salvare i vostri progressi non è certamente l'unica cosa che potete fare tra una campagna e l'altra. È infatti dopo aver raccolto degli oggetti sui territori nemici che la “configurazione” del proprio personaggio assume un senso, in quanto è possibile assegnargli due attacchi extra (eseguibili premendo contemporaneamente il tasto dorsale R1 e i tasti Triangolo o Quadrato), selezionare l'arma principale tra quelle raccolte (ce ne sono sei tipi diversi, ognuna disponibile con un proprio livello di potenza) e fargli portare tre oggetti speciali (che aumentano le capacità di difesa o di attacco, forniscono un'efficacia maggiore nei confronti di arcieri e tiratori, aumentano i punti esperienza all'uccisione dei nemici, ecc. ecc.). Gli oggetti speciali sbloccati saranno comuni a tutti i personaggi che successivamente deciderete di utilizzare: cominciate la Conquista con Scorpio e potrete godere degli stessi oggetti raccolti in precedenza da Azure Dragon, e così via.
I combattimenti, vero e proprio fulcro del gioco, vantano uno dei migliori sistemi finora relizzati per quella che è la realtà tridimensionale dei picchiaduro. Eliminata la possibilità di “agganciare” un nemico alla volta, in questo caso decisamente superflua vista la quantità di bersagli che è possibile colpire contemporaneamente, Devil Kings vi permette di eseguire combo semplicemente premendo un solo pulsante (Quadrato), aggiungendo ad esso una serie di funzioni alternative che spesso e volentieri si rivelano non solo essenziali per aggiungere un pizzico di varietà a quello che è già di per sé un approccio “monotono” (proprio dei picchiaduro a scorrimento da sempre, sia chiaro), ma anche per cavarsela in situazioni particolari. Un conto è affrontare cento soldati semplicemente facendosi largo a suon di fendenti, soprattutto perché l'eliminazione degli avversari è tutt'altro che istantanea, un altro è utilizzare prima una sorta di attacco “stordente” con il tasto Triangolo, attacco che in pratica rende i nemici più vulnerabili per qualche secondo e che contribuisce a riempire la barra del furore. Benché si possa addirittura farne a meno per la maggior parte del tempo, la parata rappresenta anch'essa un elemento importante nell'economia degli scontri di Devil Kings: attivandola nell'attimo in cui un nemico ci attacca, avrà un effetto “rimbalzo” che renderà l'avversario scoperto nei confronti di un nostro contrattacco. Nel caso dei normali soldati si tratta di una procedura trascurabile, ma assume una certa rilevanza quando si affrontano i boss, soprattutto ai livelli di difficoltà più impegnativi o se abbiamo poca energia. Quando la barra del furore è piena, infine, potremo attivare per qualche secondo una modalità “berserk” (tasto Cerchio), in cui saremo immuni da qualsiasi attacco e godremo di un'efficacia maggiore per i nostri colpi.