Diabolik: The Original Sin - Recensione  13

Dopo una lunga e onorata carriera di ladro nei fumetti, Diabolik esordisce con successo nel mondo dei videogiochi.

Diabolik, assieme a Tex, è senza dubbio uno dei personaggi a fumetti più longevi e apprezzati del nostro paese. Nato da un'idea delle sorelle Giussani, la serie viene pubblicata regolarmente in Italia da quasi 45 anni (il primo numero risale al primo Novembre del 1962) ed è stata adesso egregiamente convertita in un videogame dall'italianissima Artematica di Riccardo Cangini, che negli anni si è fatta conoscere con Druuna, Jonathan Danter e Martin Mystere: Operazione Dorian Gray. Diabolik: The Original Sin, offre al giocatore la possibilità di affrontare le situazioni come una classica avventura punta e clicca o in modalità azione, con sezioni stealth e minigiochi che richiederanno a seconda dei casi tempismo e abilità. In qualunque caso entrambe le modalità sono giocabili interamente con il mouse. Il gioco inizia con Eva Kant (l'eterna fidanzata del protagonista) misteriosamente rinchiusa in una cella. La donna cercherà ovviamente di liberarsi, introducendo il giocatore in quelle che sono le meccaniche del titolo. Diabolik verrà ricattato dal misterioso personaggio che ha rapito Eva, obbligando il ladro ad impossessarsi di un'opera d'arte nota come The Original Sin. Senza dire nulla della storia, diciamo solo che nonostante un inizio lento, questa finisce per appassionare il giocatore, spingendolo a proseguire come solo le grandi avventure sanno fare.

Longevità e prezzo

Anche l'audio si attesta su buoni livelli e nonostante i personaggi di riferimento siano muti, l'interpretazione da parte dei doppiatori è ottima, così come lo sono le musiche di sottofondo, abbastanza varie e adatte al contesto del gioco. Qualche appunto va fatto per dovere di cronaca, per alcuni errori di battitura nei sottotitoli e al fatto che questi a volte non appaiono completamente sullo schermo. Parlando di longevità, la modalità avventura può essere portata a termine in 10 ore, mentre altre 10 sono necessarie per quella azione, visto che comunque dopo il primo passaggio, certe sezioni saranno senz'altro più semplici. A meno che non si decida d'iniziare con quest'ultima, Diabolik: The Original Sin, offre circa 20 ore di avventura e divertimento. Se a questo aggiungiamo l'ottimo prezzo con cui il titolo viene venduto (20 euro) e la presenza di un albo a fumetti a impreziosire la confezione, lasciarsi sfuggire questo gioco è veramente un crimine.

Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: Pentium IV da 1,2 GHz o AMD equivalente
  • RAM: 256 MB
  • Scheda Video: GeForce 3 con 32 MB di Ram
  • Spazio su disco: 2,5 GB
Requisiti Consigliati
  • Processore: Pentium IV da 2,4 GHz o AMD equivalente
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: GeForce 4 con 64 MB di memoria
  • Spazio su disco: 2,5 GB
Configurazione di Prova
  • Processore: Processore Intel Core 2 Duo 1,66 GHz
  • RAM: 2 GB DDR2
  • Scheda Video: Geforce 7300 con 256 MB di memoria

Commento

Diabolik: The Original Sin, si dimostra molto al di sopra delle attese, grazie a un comparto tecnico che fa egregiamente il suo lavoro sotto tutti i punti di vista e una struttura di gioco capace in un colpo solo di fare felici i fan della saga a fumetti e gli appassionati di avventure. Da non sottovalutare la presenza di due modalità ben realizzate, di una longevità sopra la media e di un prezzo estremamente competitivo.

Pro

  • Ottima longevità
  • Doppiaggio di qualità eccellente
  • Grafica funzionale al fumetto
  • Prezzo molto interessante
Contro
  • Alcune situazioni un po' frustranti
  • Non è possibile saltare i filmati
  • Qualche imperfezione nei testi

Diabolik: The Original Sin è disponibile per PC.

Doppia avventura, doppio divertimento

La modalità avventura come già anticipato, propone uno schema classico per questo genere, con scenari da esaminare e con cui interagire con il tasto sinistro del mouse, spesso utilizzando gli oggetti presenti nell'inventario (accessibile con il pulsante centrale o con il tasto "Spazio"). Questi comprendono diversi "attrezzi del mestiere", come punte di diamante da utilizzare sui vetri, maschere, gas soporiferi e così via. Va detto che nelle fasi iniziali alcune situazioni possono mettere in difficoltà il giocatore a causa della necessità da parte del protagonista di lasciarsi una strada sicura alle spalle. Una volta compreso però questo aspetto, sarà più facile proseguire nella storia. Scegliendo di giocare Diabolik in modalità azione, verranno introdotti tutta una serie di situazioni e di mini-giochi il cui insuccesso porterà all'inevitabile game over. Il consiglio in questi casi è di salvare spesso, per non ritrovarsi a ricominciare daccapo un capitolo, visto che tra l'altro, non sarà possibile saltare i numerosi filmati. Questi per quanto non siano tecnicamente evoluti, si sposano molto bene con quello che è il tratto e l'atmosfera che permea la serie di Diabolik. La presenza infatti di colori pieni e contorni netti, restituiscono quello che a tutti gli effetti appare come uno dei migliori connubi tra videogame e fumetto. Stessa cosa si può dire riguardo le sezioni ingame, con sfondi e personaggi fedeli alla serie. Qualcuno potrebbe anche dire (giustamente peraltro) come la grafica non sia eccezionale, ma è anche vero che i fumetti di Diabolik sono sempre stati realizzati con un tratto per certi versi essenziale se confrontato con le produzioni americane o giapponesi. Non ci sentiamo dunque di dover contestare questo aspetto, ritenendolo marginale.