Dots & BoxesDots & Boxes 

LemonQuest dispone di un catalogo di videogame composto da titoli di qualità (come non citare l'avventura, in stile Flashback, Cyberpunk: The Arasaka's Plot?), di cui larga parte è rappresentata da puzzle game e brain trainer. Ed è proprio a questa categoria di prodotti che appartiene il nuovo Dots & Boxes, un gioco in cui si affronta un avversario ogni volta diverso a colpi di caselle colorate...

Se n'è già parlato, eppure il tema torna prepotentemente alla ribalta ogni volta che esce un nuovo titolo appartenente al genere dei puzzle game: meglio affidarsi a meccaniche classiche, magari clonando strutture già collaudatissime, oppure pensare a qualcosa di nuovo? Optare per l'una o l'altra strada, è chiaro, può produrre risultati diametralmente opposti. Recentemente abbiamo visto che sia possibile clonare un classico come Puzzle Bubble, aggiungendo addirittura spessore all'originale attraverso una struttura che varia di livello in livello. I tentativi di imitazione di prodotti come Tetris, poi, si sprecano, insieme a una serie di versioni alternative ma "ufficiali" del medesimo gioco. Insomma, nel campo dei puzzle game rimane davvero difficile inventare qualcosa di nuovo che possa rivaleggiare con quello che c'è già, reiterato negli anni. Eppure c'è chi ci prova, in questo caso LemonQuest con il suo Dots & Boxes...

Dalla schermata di avvio possiamo scegliere se disputare una partita veloce oppure cimentarci con il torneo. Nel primo caso avremo modo di scegliere uno dei sei personaggi disponibili (all'inizio ce ne sono solo due, gli altri vanno sbloccati man mano) e partire subito con una partita; nel secondo caso, dopo aver scelto il nostro alter ego affronteremo una sequenza di avversari via via più scaltri, in grado di farci mangiare la polvere dopo poche mosse. Ma come funziona il tutto? A turno, dovremo selezionare uno dei puntini presenti sul tabellone (che varia nella forma a ogni partita) e accendere una linea che ne raggiunge un altro. Lo scopo è completare un quadrato, nella fattispecie andando a disegnare il quarto lato anche se tutti gli altri sono stati tracciati dal nostro avversario: così facendo, la tabella si chiude con all'interno un punto del nostro colore, e l'avversario subisce danni a seconda del numero di tabelle che si chiudono conseguentemente (tutte quelle adiacenti, nella fattispecie). Sia noi che il nemico di turno avremo un indicatore dell'energia, che si svuota un po' a ogni attacco subito e che decreta il game over una volta vuoto. Le combo più significative vengono rappresentate graficamente da una serie di flussi d'energia che attraversano il tabellone per poi proiettarsi sulla barra dell'energia della vittima, e la cosa viene talvolta accompagnata da una breve animazione che traduce in termini fisici (un pugno, un calcio) l'azione. Il sistema di controllo è semplicissimo e immediato, con il joystick che ci permette di spostare il cursore e il tasto 5 per selezionare il puntino desiderato. Non si può dire che il gioco in sé sia altrettanto semplice: benché le regole della partita siano chiare e si contino sulle dita di una mano, riuscire a sconfiggere l'avversario non sarà mai un'impresa facile. Anzi, molto spesso le partite si traducono in un infinito scambio di "mezze mosse" nell'attesa che il nemico faccia un passo falso, cosicché lo si possa colpire varie volte in sequenza. La meccanica di Dots & Boxes, infatti, appare fin da subito molto limitata, e spesso chi mette a segno il primo colpo è probabile che alla fine vinca la contesa.

A parte elementi classici come il tabellone e i punti colorati, la grafica del gioco fa leva su un character design ispirato ai manga per quanto riguarda i personaggi, che si rivelano nella loro interezza durante le brevi animazioni che seguono le combo più potenti. Purtroppo lo stile di disegno è tutto fuorché brillante, e conferisce al prodotto un'aria un po' approssimativa, quasi amatoriale. Il comparto sonoro non migliora la situazione, visto che conta su una musica MIDI di modesta qualità, ampiamente disattivabile.

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S.V.

Redazione

S.V.

Lettori

A quanto pare, dovendo cimentarsi con un puzzle game è meglio clonare un classico e aggiungere qualche elemento innovativo anziché buttarsi su una meccanica originale che non sia testata a fondo. Dots & Boxes è un esempio lampante di tale considerazione: si tratta di un prodotto fondamentalmente originale, che però si basa su regole e concetti davvero limitati, a volte di una pochezza sconcertante. Le partite sono un continuo susseguirsi di "trappole" in attesa che l'avversario faccia un errore, dopodiché va tutto in discesa fino alla vittoria. La calibrazione della difficoltà, infine, non aiuta assolutamente: già i primi personaggi non ci concedono nulla, figuriamoci quelli che si sbloccano per ultimi. Insomma, un tentativo coraggioso che non è andato a buon fine...

Tommaso Pugliese

Pro

Contro

Pro

  • Meccanica di gioco originale
  • Personaggi disegnati in stile manga
  • Sistema di controllo semplice e intuitivo

Contro

  • Semplicemente non è divertente
  • Meccanica molto limitata
  • Ben poco longevo

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