Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 2  3

L'attesissimo sequel di DBZ Budokai Tenkaichi è arrivato.

Evoluzione Z

DBZ Budokai Tenkaichi, che fondamentalmente è legato al precedente Budokai solo per il nome e per buona parte dei modelli poligonali, propone un tipo di azione diversa da quella dei normali picchiaduro, dicevamo. E lo fa attraverso un sistema di controllo particolare, relativo allo schermo, che permette ai personaggi di muoversi liberamente in un’area piuttosto vasta e di entrare in modalità “corpo a corpo” solo quando si avvicinano al proprio avversario. In quel momento le regole classiche dei beat’em-up tornano in vigore, sottoforma di combo e prese. Ma le mosse speciali? Quelle è possibile eseguirle indipendentemente dalla distanza che ci separa dal nemico, con una probabilità di successo inferiore nel momento in cui il colpo diventa facilmente evitabile. In Budokai Tenkaichi 2 questa caratteristica è rimasta invariata, ma gli sviluppatori hanno cercato in vari modi di renderla più “naturale” per i giocatori e di migliorare, in generale, un gameplay purtroppo legnoso e ben poco immediato. Senza lesinare, oltretutto, perché i numeri di questo nuovo tie-in parlano chiaro: più di cento personaggi, sedici location, tantissime mosse speciali, ben quattro modalità di gioco distinte e una serie sorprendente di extra che faranno la gioia di tutti gli appassionati di Dragon Ball.

Modalità di gioco

Il classico “story mode” di questo tipo di prodotti in DBZ Budokai Tenkaichi 2 si chiama “Avventura del Drago” e vede la comparsa di una nuova “saga” man mano che si procede nel gioco. L’innovazione sta nella cura maniacale con cui tutto è stato allestito: gli sviluppatori hanno deciso di mostrare praticamente ogni scontro visto non solo nelle serie animate di Dragon Ball Z e GT, ma anche in tutti i lungometraggi, posizionati oltretutto in modo cronologico. Ciò significa che vedremo lo scontro tra Piccolo e Son Gohan in versione scimmia gigante, così come la disperata battaglia del padre di Goku, Bardack, contro il malvagio Freezer, o ancora la nascita e l’evoluzione dei Super Saiyan fino alla loro ultima incarnazione. Insomma, da questo punto di vista ci troviamo di fronte a uno degli story mode più completi e ricchi di sfaccettature che si siano mai visti in un gioco del genere, sicuramente il migliore in tanti anni di tie-in dedicati al capolavoro di Akira Toriyama. La seconda modalità a cui è possibile accedere è la “Battaglia Z Suprema”, ovvero una progressione di combattimenti di livello sempre più alto, che in effetti già comincia in salita e si propone di catalizzare l’attenzione dei giocatori più smaliziati. Il “Torneo del Drago”, invece, non è altro che il classico torneo di combattimento, che in questo caso non si limita al mitico Torneo Tenkaichi ma va oltre a seconda della percentuale di segreti sbloccati. E non poteva mancare il “Duello”, ovvero un versus mode in questo caso potenziato, che ci permette di disputare anche incontri con più personaggi contemporaneamente, fino a cinque contro cinque.
Fanno da corollario tutte le altre opzioni, ovvero l’Allenamento Supremo (per familiarizzare con il sistema di controllo – decisamente consigliato all’inizio), l’Evoluzione Z (la personalizzazione dei lottatori attraverso l’attribuzione di vari potenziamenti), il Negozio Oggetti (per acquistare i potenziamenti e gli oggetti con il denaro guadagnato nei combattimenti), la Centrale Dati (per gestire i personaggi salvati, anche quelli del primo Budokai Tenkaichi) e infine la Biblioteca Drago, deposito di tutti gli extra sbloccati e punto di riferimento per chi ama Dragon Ball.

Realizzazione tecnica

Se Dragon Ball Z Budokai 3 era riuscito nell’intento di rappresentare personaggi dettagliati e convincenti, location ricche di elementi e una implementazione ultra-spettacolare delle mosse speciali, il primo Budokai Tenkaichi non riusciva a competere in alcun comparto. Questo sequel, invece, riguadagna la vetta grazie a un mix di talento artistico, “regia” e capacità tecnica. I personaggi di Budokai Tenkaichi 2 forse non sono dettagliati come quelli di Budokai 3, ma vantano un sistema di “danneggiamento” progressivo che va di pari passo con il livello di energia a disposizione e che mostra in modo efficace le conseguenze di ogni scontro. La trasformazione, grande assente ingiustificata nel primo capitolo della serie, è ora tornata in modo prepotente, dunque saremo in grado di cambiare l’aspetto e le caratteristiche di alcuni personaggi tramite combinazioni di tasti, quando possibile. E le location? Vaste ma non quanto ci si aspetterebbe da un gioco che fa leva sulle manovre evasive come elemento tattico nei combattimenti, contrappongono alla generale carenza di elementi un livello di dettaglio a tratti sorprendente, con texture davvero nitide e convincenti (soprattutto quelle relative alla vegetazione) e con un altissimo grado di interagibilità: i vostri colpi avranno conseguenze devastanti su montagne, edifici e via dicendo. Il vero capolavoro, però, è rappresentato dalla spettacolarità di alcune mosse speciali: l’assalto disperato di Bardack, con tanto di effetto “blur” per conferire un senso di velocità durante il primo piano iniziale, trasmette rabbia e dinamismo con un impatto visivo che poche mosse speciali hanno mai potuto vantare: eccezionale. In tutto questo, il comparto sonoro cerca, come al solito, di fare la propria parte nel modo migliore: settare le voci in Giapponese anziché in Inglese è una scelta obbligata, gli effetti sono buoni e le musiche abbondanti, pur senza mai lasciare il segno.

Commento

Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 2 non risolve i problemi storici della serie: il nuovo modello è ancora troppo macchinoso e finisce per condizionare pesantemente le strategie di attacco, tanto che in alcuni casi si rimane fermi a bersagliare l’avversario di mosse speciali a distanza, sperando non si avvicini troppo perché è davvero difficile uscire da una combo, in particolar modo quando eseguita da un nemico gigantesco. Tutto migliora sensibilmente con la pratica, ma in generale la curva di apprendimento è alta in relazione al genere e limita in modo deciso la diffusione del gioco presso i non appassionati. Di contro, è stato fatto un lavoro coi fiocchi sulla sostanza e sulla tecnica, che mettono Budokai Tenkaichi 2 in una posizione privilegiata rispetto a qualsiasi altro tie-in: ci troviamo di fronte a un sequel più bello, più “grosso” e più cattivo. Se amate Dragon Ball e non trovate l’approccio di Budokai Tenkaichi completamente incompatibile con il vostro modo di giocare, allora dovete assolutamente acquistare questo titolo.

    Pro:
  • Alcune fasi assolutamente spettacolari
  • Estremamente “sostanzioso”
  • Realizzazione tecnica di buon livello
    Contro:
  • Movimento del personaggio macchinoso…
  • …e, di conseguenza, limitante
  • Principalmente per appassionati

Dopo aver realizzato tre episodi della serie Dragon Ball Z Budokai, Bandai ha deciso di percorrere altre vie per rinverdire una licenza che da anni garantisce successo commerciale, ma che da troppo tempo era ancorata agli schemi dei picchiaduro a incontri. E così è nato Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi, che basa la propria struttura sì sui combattimenti, ma in un modo completamente differente rispetto alle nostre abitudini. L’idea di partenza era quella di riprodurre sullo schermo le azioni spettacolari che rendevano appassionante l’anime di Dragon Ball Z, dunque le “cariche” dei personaggi, i movimenti ad alta velocità, i colpi d’energia a lunga distanza e la capacità di fare letteralmente a pezzi i teatri delle battaglie.