Ecco the Dolphin - Recensione  0

Indimenticata esperienza dell'era a sedici bit, Ecco the Dolphin è un gioco al di fuori di ogni convenzionale genere videoludico da riscoprire su Wii.

Cos'era ieri

Fuori dagli schemi sin dall’inizio, quando la scelta tra una nuova partita e l’immissione di una password avviene senza alcuna indicazione testuale, e soltanto nuotando in due direzioni diverse, Ecco annuncia la voglia di fare a meno dell’interfaccia. Anche se il gioco è dotato di barre per l’energia, queste appaiono solo in condizioni di danno subito, e lasciano sin dall’inizio il giocatore in un ambiente di gioco in cui nessuna indicazione si frappone tra lui e il delfino, rompendo l’incanto dell’immedesimazione. Ecco potrebbe essere definito come un action-adventure originale e inusuale, in cui l’elemento esplorativo e quello di azione si mescolano in una serie di semplici enigmi, di incontri pericolosi e di sezioni che richiedono destrezza: tuttavia, l’esperienza che è determinata dall’immersività dell’interfaccia e dal tipo di interazione con l’ambiente marino e i suoi abitanti non è classificabile in alcun “genere” videoludico. Ecco è un titolo il cui piacere ludico si incarna anche nel solo controllo del delfino nelle acque, nei guizzi improvvisi che è possibile effettuare fuori dall’acqua, negli scatti per cibarsi dei pesci e rimpolpare l’energia, negli affondi e nelle risalite per superare gli ostacoli sommersi, nel sonar che ritorna indietro portandoci l’immagine altrimenti invisibile delle caratteristiche dell’ampio ambiente circostante. Al centro di una storyline tra la favola ambientalista e il mito primordiale, Ecco, con il marchio di stelle sulla fronte, cattura il giocatore in un mondo acquatico videoludico che ha quasi lo stesso fascino di quello reale.

Cos'è oggi

Il delfino Ecco, alla ricerca del Vortex che lo ha privato della sua intera popolazione,che viaggia nel tempo attraverso connessioni sottomarine e esplora l’ambiente con il sonar, ha preceduto la scimmia di una decina di anni: ben prima di Peter Jackson’s King Kong e della sua interfaccia “assente”, Ecco costruiva una sensazione di un rapporto tra gioco e controller trasparente. Questa sensazione, oggi, quasi fa rimpiangere la mancanza di un adattamento al WiiMote per godere dei guizzi e dei balzi del delfino in motion wireless. Ma anche con un controller normalissimo Ecco ha sostenuto la prova del tempo senza colpo ferire. Strati in parallasse di semplici fondali bitmap, l’adattamento midi delle melodie di Spencer Nilsen, una fluidità di altissimo livello, dettagli secondari e fauna ittica che non vengono risparmiati creano una sospensione del realismo che stupisce se si considerano i mezzi tecnici della console a disposizione del team di Ed Annunziata e Novotrade. Non c’è sempre bisogno di fotorealismo o di poligoni e texture sofisticate, come prova il deludente episodio per Dreamcast, per costruire un gioco affascinante e immersivo, ed Ecco è una prova di quanto un design ispirato e un’attitudine anti-convenzionale alla scrittura videoludica possano offrire giochi che non devono neanche provare a resistere agli anni che trascorrono e all’obsolescenza tecnica, perché si affermano come esperienze alla pari di un dipinto o di un brano musicale. Fortemente consigliato a chi cerca un'avventura videoludica inusuale e fuori dagli schemi.

Ecco the Dolphin, pubblicato nel 1992, è un esperimento videoludico affascinante, ipnotico, che ben testimonia a quale livello di sperimentazione approdassero la produzione non forzata e l’approccio innovativo di Sega a cavallo delle ultime due decadi del secolo scorso. Il titolo di Novotrade è una vertigine acquatica dal concept assolutamente inedito e, anche se il suo seguito affina molte delle numerose soluzioni inedite dell’originale, Ecco resta uno dei migliori titoli pubblicati per la console di Sega e disponibili sul catalogo di Wii (al costo di 800 Wii Points).