Enchanted Arms - Recensione  0

Da From Software e Ubisoft arriva il primo jrpg in alta definizione, ovviamente su Xbox 360.

Golem mania

In Enchanted Arms giocheremo nei panni di Atsuma, un’apprendista incantatore che si trova coinvolto insieme ai suoi amici in un’avventura decisamente più grande di lui. Una trama che si articola in una quarantina d’ore di gioco, passando attraverso vari colpi di scena, e che in generale non sconvolge i tipici canoni jrpg, fondandosi su alcuni valori “universali” come l’amicizia, il sacrificio e l’amore. Del resto salvare il mondo dalle macchine impazzite non sarà facile, meno male che ci sono gli amici. Comanderemo un party formato da elementi dotati di caratteristiche peculiari, una menzione di merito, se non altro per l’originalità e l’ampiezza di vedute, va fatta agli sviluppatori che hanno inserito un personaggio omosessuale come Makoto, peraltro decisamente stereotipato in ogni suo aspetto, e che ricopre un ruolo di rilievo nel corso di tutta l’avventura, regalando inoltre diversi momenti di pura ilarità. La storia in sé come detto non è particolarmente innovativa, certo non è malvagia, portandoci ad esplorare le varie zone del pianeta, incontrando posti e villaggi che per i membri del nostro gruppo significheranno sempre qualcosa, portandoli a rivelarci qualcosa del loro passato e ovviamente facendo procedere la trama in quella direzione.

L'intero gioco gira intorno ai golem, servi artificiali la cui origine si perde nelle epoche passate

Golem mania

Nel mondo di Enchanted Arms entreremo in contatto con i golem, una sorta di servi umanoidi artificiali creati durante la guerra che infuriò sul pianeta mille anni prima. Li potremo sfruttare in combattimento e spesso nuove creature saranno il premio per aver superato i dungeon incontrati sul nostro percorso. Raccogliere il maggior numero di golem è sicuramente uno degli obiettivi principali di tutto il gioco, la loro caratterizzazione è decisamente buona, si passa da un look semi-cartoonoso per alcuni di loro ad un look prettamente dark e molto tenebroso per altri. Ognuna di queste creature incantate ha un set unico di abilità, per questo motivo sarà fondamentale la scelta prima di ogni battaglia. Incontrare e sconfiggere le creature è sicuramente appagante, diciamo che il vero e unico difetto è che i golem non si sviluppano insieme al progredire del personaggio, e quindi è ovvio che quelli che incontreremo verso la fine del gioco saranno decisamente più forti di quelli utilizzati nelle prime ore del nostro cammino.

Nella tradizione

Chiunque abbia provato un gioco di ruolo di matrice giapponese sa cosa aspettarsi. Esplorazione, peraltro limitata nel caso di Enchanted Arms ai soli luoghi ai quali abbiamo già guadagnato l’accesso attraverso gli eventi della storyline, combattimenti a turni, sviluppo dei personaggi e ovviamente una solida trama. Di questa abbiamo già detto e di più è meglio non rivelare, per quanto riguarda invece i combattimenti non ci si discosta molto dalla tradizione. Gli incontri con gli avversarsi avvengono casualmente, non è possibile evitarli, e purtroppo la loro frequenza è un po’ troppo elevata. Ogni scontro ci immergerà in una sorta di arena, caratterizzata da una griglia sulla quale, come una specie di partita a scacchi, muoveremo i nostri personaggi. Ogni nostro guerriero ha i propri “attributi” che fanno riferimento alle forze elementali, terra, vento, acqua, fuoco, luce e tenebre. Negli scontri utilizzare i personaggi con elementi opposti come acqua contro fuoco sarà fondamentale per infliggere più danni possibili agli avversari. Tutte le statistiche sui componenti del nostro party sono quelle classiche degli rpg, i punti vitalità VP, i punti ferita HP, i punti etere EP e poi gli indicatori che ci aiutano a capire quando è possibile utilizzare attacchi particolarmente efficaci, effettuati in combinazione o tramite abilità extra. Sulla griglia potremo spostare a turno tutti i membri e scegliere se farli combattere corpo a corpo o a distanza, a seconda delle loro rispettive capacità. Per contrastare la fin troppo numerosa mole di incontri casuali con i nemici, gli sviluppatori hanno inserito due comandi utilissimi e cioè l’auto battle, grazie al quale vedremo i nostri personaggi combattere da soli senza il nostro intervento, e il fast forward che ci permette di far avanzare più velocemente il tempo tra un’azione e l’altra dello scontro. La difficoltà degli scontri ci è sembrata abbastanza equilibrata; all’inizio i combattimenti sono quasi impossibili da perdere, mano a mano che l’avventura prende il via invece aumenterà anche la difficoltà anche se, lasciatecelo dire, senza mai raggiungere livelli troppo elevati di sfida. Quest'ultima non diventa mai altissima anche perché alla fine di ogni battaglia i punti HP e EP si ricaricheranno automaticamente ed inoltre, possibilità non da poco, è consentito salvare in ogni momento del gioco, senza raggiungere per forza zone prestabilite.

Alta definizione

Enchanted Arms essendo il primo jrpg a giungere su Xbox 360 è anche il primo che sfrutta l’alta definizione. Tecnicamente il prodotto di From Software risulta decisamente interessante, specialmente i modelli poligonali dei personaggi, golem compresi, risultano ottimamente curati in ogni fase di gioco. Molto cinematografiche le scene che si svolgono durante i dialoghi, durante i quali i due personaggi che affrontano la discussione si presentano in primo piano, mettendo in evidenza la grande qualità dei dettagli, lasciando come sfondo la zona in cui si svolge l’incontro. Durante i combattimenti risaltano moltissimo le animazioni degli attacchi, eccellenti sono anche gli effetti particellari durante queste scene e in particolare durante gli attacchi EX, la variante prevista in Enchanted Arms dei comuni “summon”. Gli ambienti sono anch’essi molto curati, soprattutto all’inizio del gioco, perdendo un po’ di dettaglio con il passare delle ambientazioni. Balza però all’occhio la differenza di cura che c’è tra gli oggetti e gli edifici presenti nelle zone raggiungibili e quelli più in lontananza. Inspiegabilmente si possono poi trovare strane texture in bassa risoluzione, che proprio sugli schermi hd risaltano molto, e qualche incertezza per lo più nelle animazioni di Atsuma. Nel complesso quindi un prodotto piuttosto interessante anche se siamo ben lontani dalle vere capacità della console Microsoft. Il valore aggiunto alle circa quaranta ore necessarie per completare il gioco, oltre alle varie sotto quest, alla presenza di un casinò virtuale, e alla possibilità di perdersi nel mondo di Enchnted Arms per cercare tutti i golem, è dato dai combattimenti online. E’ infatti possibile caricare il proprio team e combattere tramite Xbox Live contro il resto del mondo. Di certo è una direzione che i futuri Rpg dovranno seguire, dando un imput decisivo alla longevità di questi titoli. La vera mancanza di Enchanted è quella di non essere dotato di una traduzione italiana, neanche per quanto riguarda i sottotitoli, limitandone quindi la fruibilità solo a chi conosce un minimo di inglese. I dialoghi sono infatti completamente nella lingua di Oscar Wilde mentre è possibile sentire anche l’audio originale giapponese, decisamente migliore rispetto all’adattamento occidentale.

Obiettivi

Enchanted Arms permette di racimolare fino a 1000 punti, in media gli obiettivi sono sui 25 punti con ricompense più importanti nel caso di scontri particolarmente difficili che danno modo di ottenere 75 punti, fino ad arrivare al gran finale che consentirà di ottenere 150 punti tutti in un volta. Gli obiettivi seguono sempre uno scontro importante anche a livello narrativo, i golem impazziti non saranno mai facili da sconfiggere.

Commento

Enchanted Arms va preso per quello che è, un buon prodotto che va a colmare una lacuna presente da troppo tempo nella line up di Xbox 360. Oblivion infatti, pur essendo un capolavoro, è un altro modo di intendere i giochi di ruolo e gli amanti dei jrpg non avevano a cosa dedicarsi. Il gioco di From Software non sconvolge il genere, anzi rimane nei canoni della tradizione, presentando una storia interessante e un buon sistema di combattimento. Non è certo esente da difetti, vista la difficoltà equilibrata solo in parte, l’eccessiva frequenza degli incontri casuali e la mancanza di un adattamento italiano. Nel complesso, però, dobbiamo Enchanted Arms è quello che ci voleva e siamo in presenza di un gioco che farà sicuramente felici i suoi acquirenti. Fan dei giochi di ruolo con gli occhi a mandorla non fatevi scappare il primo rpg in alta definizione.

    Pro
  • Storia interessante
  • Buon sistema di combattimento
  • Curato nei dettagli
    Contro
  • Mancata traduzione in italiano
  • Scontri casuali troppo frequenti
  • Qualche sbavatura tecnica

Non nascondiamoci dietro ad un dito, ci sono alcune cose che solo alcuni di noi sanno creare, o meglio ci sono alcune opere che assumono altre caratteristiche se sono prodotte da chi le realizza da sempre, pochi esempi saranno sufficienti a spiegare il concetto. La pizza gustata a Napoli, c’è poco da dire ma ha proprio un gusto speciale, il sushi provato a Tokyo ha ben poco da spartire con quello assaggiato in un fast food italiano, la Nutella è la Nutella e rimane inarrivabile per qualsiasi altra copia, e così è lo stesso per i giochi di ruolo giapponesi, se non sono creati da team con gli occhi a mandorla non riescono ad esprimere tutto il loro valore. Per questo motivo Microsoft per il primo jrpg a debuttare sulla sua console next generation non poteva che affidarsi ad un team nipponico per la sua creazione, From Software è infatti l’artefice e il creatore di questo esordio dei giochi di ruolo a turni su Xbox 360.