Enter the MatrixEnter the Matrix 

Questo gioco non è reale. Questa recensione non è mai stata scritta. Non esiste alcun gioco basato sulla serie di Matrix, e ora è meglio chiudere la comunicazione: questo non è un canale protetto.

Enter the Matrix Enter the Matrix

Piccoli Hacker crescono

Enter the Matrix (in pieno stile console) è ricchissimo di contenuti speciali da sbloccare.
La cosa originale è il mezzo che rende questo possibile, ovvero la modalità Hacking.
Si tratta sostanzialmente di un mini-gioco testuale in cui ci si trova davanti a un tipico Prompt di DOS (con comandi pressochè identici all'originale Microsoft) attraverso il quale dobbiamo esplorare un sistema informatico, ricco di directory nascoste o protette, hard drive riservati e così via, in cui si annidano foto, suoni e filmati inerenti alla saga.
Decisamente appagante e divertente, ed è sufficiente un minimo di pazienza per essere ricompensati con delle chicche davvero imperdibili per ogni fan.

Enter the Matrix

Il cammino dell'Eletto

Il gameplay di EtM è una riuscita miscela di scontri a fuoco e combattimenti corpo a corpo che va ben oltre l'azione proposta dal solito Max Payne (ancora una volta inevitabile termine di paragone).
Le armi introdotte non sono le più originali viste in circolazione, ma sono fedeli alle controparti cinematografiche e al contempo ben differenziate fra loro, tanto che difficilmente se ne individua una migliore di tutte le altre, ma le cambierete spesso a seconda delle situazioni.
Da notare che le munizioni trasportabili sono estremamente scarse e dopo un minuto di sparatorie vi troverete ad aver bruciato la maggior parte del vostro arsenale, ma è in queste situazioni che entra in scena il talento per le arti marziali dei protagonisti, perfettamente in grado di tenere testa a una mezza dozzina di Swat agguerriti, volteggiando come turbini umani in una letale (e affasciante) danza di morte.
Sia che si decida di puntare maggiormente sulle armi da fuoco piuttosto che sui pugni, il Bullet Time avrà naturalmente un'importanza determinante, perchè attivarlo non solo ci permette di vedere i proiettili e quindi di schivarli, ma consente di compiere tutta quella serie di acrobazie da cinema di Hong Kong che hanno reso reso celebre la saga di Matrix al cinema e di cui abbiamo parlato abbondantemente nell'anteprima di qualche tempo fa.
Dopo aver testato il gioco approfonditamente non possiamo che confermare le impressioni iniziali: sebbene non illimitate, le diverse combinazioni possibili di attacchi a mani nude, acrobazie e armi da fuoco sono in numero ben sufficiente a garantire una certa varietà nell'azione e quel che più conta, fanno sì che non ci sia mai un solo modo di superare una particolare locazione.
Non solo abbiamo l'imbarazzo della scelta sul metodo da usare per abbattere i nemici, è anche possibile eludere la maggior parte degli scontri con un sapiente uso delle nostre capacità aeree, e sfruttando la conformazione dell'ambiente circostante, possiamo dar vita ad appassionanti fughe contro ogni legge fisica, saltando intere rampe di scale o proiettandoci attraverso porte e finestre (i piacevoli deja-vu si sprecano).
Va ammesso che l'intelligenza artificiale dei nemici non è molto brillante e quale che sia il livello di difficoltà, sembra cambiare solo la loro resistenza alle pallottole, ma non è raro vederli impegnati in reazioni interessanti, come ripararsi dietro alle colonne per evitare i nostri colpi o tuffarsi da dietro gli angoli per coglierci di sorpresa.
E a proposito dei nemici, letteralmente epici sono gli scontri con i boss di fine livello, sebbene soffrano di una certa ripetitivita dovuta alle decine e decine di colpi da mandare a segno per abbatterli.
Ma dopo tutto anche nei due film questo tipo di confronti si protraggono per interi minuti.
Lodevole la presenza di due personaggi selezionabili, che presentano differenze non trascurabili in termini di gameply: Niobe vanta combo più lunghe e capacità acrobatiche superiori, mentre Ghost è un vero e proprio cecchino che non sbaglia un colpo e sembra anche sparare più velocemente.
Inoltre i due affrontano l'avventura da punti di vista differenti e sebbene la trama sia in fin dei conti la medesima e i livelli siano gli stessi per entrambi, essi vengono superati tramite percorsi differenti, quindi vale decisamente la pena rigiocare l'avventura.

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Joypad Vs. Keyboard: L'eterna lotta

In fase di porting PC, il sistema di controllo di Enter the Matrix è stato rivoluzionato per adattarsi all'uso di mouse e tastiera, che restano i dispositivi di controllo di gran lunga poù diffusi sulla nostra amata piattaforma Windows.
Se di primo acchito l'impressione è quella di un sistema di controllo analogo a quello del vecchio Max Payne, le ramificazioni del gameplay di EdM tendono ben presto a manifestare una certa insofferenza delle limitazioni che l'uso della tastiera ci impone in questo caso.
Nulla che un gamer provetto non possa risolvere con un po' del sano allenamento cui anni di action 3D ci hanno abituato, ma alcune delle più funamboliche acrobazie richiedono l'altrettanto funambolica pressione di 3-4 tasti con una sola mano, mentre quella adibita al controllo del mouse resta gran parte del tempo inutilizzata, dato il massiccio intervento della mira automatica.
L'opinione del sottoscritto è che il gioco perda in questo modo gran parte dell'immediatezza che è uno dei punti di forza della corrispondente versione console.
Inoltre un fatto sconcertante: preso in mano un joypad, è sufficiente spingere lo stick analogico a metà potenza per far "camminare" i personaggi, ma su PC, dove la pressione del tasto "avanti" corrisponde automaticamente alla corsa, pare sia stato tralasciato di introdurre un pulsante per il blocco della velocità di movimento, come era avvenuto - ad esempio - nel porting di Splinter Cell.
Il fatto in sè non costituirebbe un problema, non fosse per l'aumentata difficoltà nel cogliere alle spalle i nemici con le apposite prese a sorpresa (non particolarmente utili in verità) che per loro stessa natura funzionano solo appropinquandosi silenziosamente al poveretto di turno.

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Engine, engine delle mie brame...

L'aspetto meno entusiasmante di EtM è indubbiamente la grafica, o meglio il motore che la muove, decisamente non al passo coi tempi, specie in questo clima "post E3", in occasione del quale di meraviglie tecniche ne abbiamo viste a sazietà.
Progettato per adattarsi all'hardware della Ps2, l'engine di Enter the Matrix paga in termini di spettacolarità i limiti dell'ormai non più smagliante piattaforma Sony (che pure ci ha fatto vedere ben di meglio negli ultimi anni!).
Di fatto il gioco ha un appeal decisamente migliore sulle console di ultima generazione, con un generale aumento di definizione e la scomparsa delle scan lines.
Su PC la grafica migliora ulteriormente grazie alle ragguardevoli risoluzioni supportate e all'uso del filtro anisotropico per delle texture di ottima fattura (almeno quelle dei personaggi, mentre gli ambienti restano decisamente spogli).
Resta il fatto che l'engine si mostra un po' "deboluccio" in merito al numero di poligoni che è in grado di visualizzare e alla gestione delle ombre dinamiche (a volte incoerenti) e delle animazioni, decisamente sovradimensionate in termini di qualità rispetto alla capacità del motore di integrarle fra loro e impedire fastidiosi "smembramenti" dei modelli 3D.
A proposito, ricordatevi di installare la patch che trovate in Area Files, le diverse schede grafiche tendono a reagire in modi diversi e nondimeno fantasiosi agli effetti speciali del gioco, e un fastidioso bug legato al sonoro causa un drastico calo di framerate anche sui computer-ninja più agguerriti.
Fortunatamente la patch funziona egregiamente, e sebbene l'engine non sia esattamente un peso piuma, è sufficientemente scalabile da garantire il divertimento anche sulle macchine meno performanti.
In ogni caso è palese che alla Shiny non hanno perso il sonno per realizzare un porting ben ottimizzato.

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Esprimere un giudizio definitivo su Enter the Matrix non è cosa facile, raramente capitano giochi vittime di così nette contraddizioni.
Nello specifico abbiamo un gameplay assolutamente indovinato e divertente, laddove la maggior parte dei titoli di questo genere peccano invece di monotonìa, ma abbiamo anche una realizzazione tecnica ben poco attrante anche per chi si sa accontentare.
Quindi, se possedete una qualsiasi console, per una volta lasciate spento il PC e compratelo per quella, vi ci divertirete a sufficienza.
Altrimenti è il caso di porsi qualche interrogativo in più. Se siete dei fan di Matrix potreste anche sorvolare sulle magagne tecniche e sul sistema di controllo non proprio al top dell'ergonomia, specie se siete attratti dalla trama, che è effettivamente il naturale complemento a quella del film, e copre molti dei punti meno chiari o poco approfonditi dell'intreccio della pellicola.
Se invece non avete un motivo particolare per preferire Enter the Matrix a un qualunque altro esponente della medesima categoria (GTA Vice City tanto per fare un esempio), assicuratevi di provarlo prima di procedere all'acquisto.

Pro: Gameplay robusto e originale Trama e personaggi di raro spessore Divertente! Contro: Grafica deludente Alla lunga ripetitivo Package da dimenticare

A volte ritornano...

Il primo seguito di Matrix è uscito, e anche il videogioco ha fatto ormai la sua comparsa sugli scaffali.
Eppure non è ancora finita, chi dice che il 2003 è l'anno di Matrix ha evidentemente ragione, con un'altra pellicola in arrivo a novembre e un promettente MMORPG (targato Ubisoft questa volta) che continuerà la trama dopo il termine della trilogia cinematografica.
Ma chi sono i protagonisti di questo Enter the Matrix, gioco che fa un po' da preludio, per poi intrecciarsi con la complessa trama della seconda puntata cinematografica della saga dei fratelli Wachowsky?
Niobe, Ghost e il loro operatore Sparks sono l'esiguo ma agguerrito equipaggio della Logos, una delle navi della flotta di Zion, cui appartiene anche la Nabucodonosor di Morpheus e Neo.
A dimostrazione del fatto che l'esito delle grandi imprese non dipende solo dalle azioni degli eroi più celebrati, ma anche dall'operosa collaborazione di comprimari silenziosi, in Enter the Matrix viene data voce a personaggi che, poco più che comparse in Matrix Reloaded, meritano senza dubbio di vivere un'avventura tutta per loro.

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