Eternal SonataEternal Sonata - Recensione 

Dopo aver deliziato i possessori di Xbox 360, l'RPG con protagonista Chopin sbarca su PlayStation 3, ricco di extra.

Eternal Sonata è stato uno dei primi Japanese Role Playing Game disponibili su Xbox 360: originariamente intitolato Trusty Bell in Giappone, il gioco sviluppato da Tri-Crescendo per conto di Namco Bandai si è ritagliato una piccola nicchia di ammiratori, proponendo un concept tutto sommato molto classico (che strizza l'occhio alla serie Tales, sempre di Namco Bandai) ma una trama e una serie di idee, ludiche e narrative, estremamente originali.
A un paio d'anni di distanza, Eternal Sonata sbarca anche su PlayStation 3: questa versione gode di svariate aggiunte, come zone esclusive da esplorare e due personaggi extra (Crescendo e Serenade) da utilizzare in combattimento. E il titolo mantiene ancora il suo splendido carisma.

Tratto da una storia vera...?

L'idea alla base della trama di Eternal Sonata è probabilmente una delle più originali mai sfruttate in ambito videoludico. Tutto il gioco ruota attorno agli ultimi sogni di Frédéric Chopin, celebre compositore polacco e tra i più grandi pianisti di tutti i tempi: sul letto di morte, Chopin sogna di un mondo fantastico e fiabesco dove si ritrova coinvolto suo malgrado in una battaglia contro le forze del male personificate nella figura del dittatore Waltz, affiancato nel suo viaggio per salvare il mondo da bizzarri alleati, tra i quali la dolcissima Polka. Tra un capitolo e l'altro della storia, il giocatore viene messo a conoscenza di alcuni dei momenti più significativi nella vita reale di Chopin, che si collegano più o meno velatamente agli eventi e ai personaggi del mondo onirico.
La storia di Eternal Sonata è piuttosto lineare ma non disdegna numerosi colpi di scena, l'idea è genuinamente originale e gli eventi reali sono manipolati e traslati nel mondo fantasy in modo ingegnoso e sensibile. Contemporaneamente, il giocatore è praticamente portato a conoscere la vita e le opere di questo straordinario artista, in un bizzarro connubio tra videogioco e cultura.

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Non solo musica

Nonostante i due annetti di età, Eternal Sonata è ancora oggi una delle produzioni graficamente più elaborate per il mercato delle nuove console. Gli elogi si concentrano perlopiù sull'attenzione rivolta dagli artisti Tri-Crescendo ai dettagli: gli indumenti, per esempio, oltre ad essere originali e di rara eleganza, sono arricchiti da fronzoli e fregi, così come le ambientazioni sono estremamente ricche di particolari, in special modo gli interni, pur mantenendosi discretamente tradizionali nell'ambito delle avventure fantasy. Lo stile in cel-shading e la delicata colorazione pastello fanno di ogni videata di Eternal Sonata quasi un dipinto, rendendo l'esperienza decisamente fiabesca. E' un peccato quindi che il motore grafico non permetta la rotazione libera della telecamera per ammirare le varie location.
Ad arricchire il comparto tecnico ci pensano non solo gli eccelsi brani di Chopin, ma anche l'ottima colonna sonora composta da Motoi Sakuraba; va' detto che le tracce dell'artista giapponese sono molto più frequenti durante l'avventura, ma la composizione rispetta lo stile dello storico compositore polacco, mantenendo quindi una coerenza musicale notevole.

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Tales of Chopin

Come da tradizione, una cospicua parte dell'avventura consiste nel combattimento contro creature di ogni genere, visibili durante l'esplorazione: un contatto tra Chopin e la creatura innescherà il consueto caricamento e il cambio di videata, trasportandoci direttamente sul campo di battaglia.
Il battle-system di Eternal Sonata è ispirato a quello della serie Tales, sempre di Namco Bandai, con alcune variazioni che ne sottolineano una certa personalità. In Eternal Sonata il giocatore assume il controllo di un membro del party per volta, il quale avrà a disposizione una certa quantità di energia per potersi muovere, usare degli oggetti, attaccare o lanciare magie. Man mano che si aumenta di livello e si procede nell'avventura, l'energia disponibile tende a diminuire rendendo in effetti sempre più complesse e tattiche le scelte del giocatore, aumentando di fatto la difficoltà degli scontri. Un altro elemento cruciale durante le battaglie consiste inoltre nelle zone d'ombra: la posizione di un personaggio, infatti, decreta le abilità che potrà usare, che cambiano appunto se ci si trova alla luce o all'ombra. Lo stesso vale per i nemici: diventa quindi sempre più strategico perfino muoversi sul campo di battaglia, approfittando delle ombre proiettate dall'ambiente e dai nemici stessi, al fine di utilizzare le abilità giuste al momento giusto.
Il sistema di combattimento è estremamente semplice da padroneggiare, in linea con la facilità generale dell'avventura: gli scontri più o meno ardui sono infatti la vera e propria sfida del gioco, che non propone enigmi o puzzle di sorta, o fasi di esplorazioni fini a se stesse. Eternal Sonata è un JRPG decisamente lineare per tutta la sua durata, una caratteristica che potrebbe far storcere il naso agli amanti delle avventure a più ampio respiro, ma che nulla toglie all'epica delicatezza dell'avventura di Chopin.

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Commento

Con due personaggi giocabili, nuove sequenze narrative e alcune location inedite da esplorare, la conversione di Eternal Sonata per PlayStation 3 colma parzialmente la lacuna dei JRPG nella ludoteca della console Sony. Il gioco di Namco Bandai è uno dei prodotti più curati e gradevoli sul mercato, caratterizzato da scelte narrative davvero coraggiose ed encomiabili e da una realizzazione tecnica di tutto rispetto. Non è particolarmente difficile, è estremamente lineare e i contenuti extra sono ben pochi, ma è un'avventura davvero diversa dal solito, imperdibile per gli appassionati del genere.
Pro Storia originalissima e delicata Tecnicamente splendido Sistema di combattimento ingegnoso Contro Estremamente lineare Piuttosto semplice Pochi contenuti extra

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