EuroCops - Recensione  0

Incredibile ma vero: sparare ai terroristi non è mai stato così poco divertente...

Attacco al potere

A sentire quanto si sono dati da fare i creatori di EuroCops durante i due anni di sviluppo del gioco, era possibile galoppare con la fantasia ed aspettarsi qualcosa di veramente curato nei minimi dettagli. I venti ragazzi olandesi, infatti, non solo si sono avvalsi della consulenza di veri agenti delle forze speciali, ma si sono addirittura immersi in svariate sessioni di soft-air con alcuni professionisti della disciplina, per un totale di ottantaquattro ore di battaglie simulate (per chi non lo sapesse, nel soft-air ci si divide in squadre e ci si dà battaglia a colpi di armi ad aria compressa, spesso utilizzando vere strategie di guerra). “Utilizzare armi originali per riprenderne i rumori o gli effetti sulle sagome oppure avvalersi di consulenti militari per lo sviluppo è una cosa” – ha dichiarato il responsabile del progetto EuroCops Erik Pieters – “ma entrare in azione direttamente al fianco di una serie di professionisti simulando un'azione di guerriglia è assai diverso! Per esempio abbiamo capito proprio grazie al soft air l'importanza del fuoco di copertura e della strategia da adottare all’atto di un ingaggio. Tutte situazioni che abbiamo tradotto all’interno del gioco grazie ad un’esperienza diretta davvero coinvolgente”. Purtroppo c’è da dire che, a giudicare dai risultati finali, i Crazy Foot non sono propriamente riusciti a trasportare il loro coinvolgimento reale nel mondo virtuale: è più coinvolgente andare allo zoo e lanciare le noccioline alle scimmie che giocare a EuroCops. Andiamo a scoprire perché…

I venti ragazzi olandesi si sono addirittura immersi in svariate sessioni di soft-air con alcuni professionisti della disciplina

Dagli al terrorista

Volendo riassumere, il titolo vede il giocatore al comando di una squadra d’elite antiterrorismo, della quale può controllare qualsiasi elemento desideri. Come suggerisce il titolo stesso, le missioni si svolgeranno in Europa, più precisamente negli scenari di Russia, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania e Italia. Quando si parla di sparatutto, che siano in prima o terza persona, fra le altre cose si pone l’accento sul grado di immedesimazione che il titolo sa dare, sulla qualità dell’intelligenza artificiale e, negli ultimi tempi, anche sulla fisica. Togliamoci subito il pensiero: in EuroCops non c’è assolutamente nulla di tutto ciò. In particolare meritano una menzione la non-intelligenza artificiale e la quasi assoluta mancanza di script che possano dare una minima parvenza di realismo al comportamento dei terroristi. Visto che un esempio vale più di mille parole, posso dire che a difficoltà “normal” ci si può mettere tranquillamente davanti ad un nemico, a poca distanza e senza muoversi, e vedere che questo sbaglierà circa otto colpi su dieci, non andando mai a segno. Avvicinandosi ancora, fino ad arrivare corpo a corpo, la musica non cambia: la maggior parte dei colpi di mitra sparati dal terrorista vanno magicamente persi nel nulla, e nel frattempo si può abbatterlo col calcio del fucile (roba che nemmeno Chuck Norris ai tempi d’oro…). Come se non bastasse, anche altre cose fanno crollare verticalmente la sensazione di realismo, come ad esempio il numero di colpi necessari per uccidere un nemico e, soprattutto, il numero di quelli necessari per venire uccisi, che è smodatamente esagerato: sparando appositamente ad un compagno di squadra, ci possono volere più di cento (100) colpi di mitra per ucciderlo. In più, non c’è traccia di un sistema sensibile alle parti del corpo colpite, per cui sparare in testa o sull’unghia di un piede scaturisce i medesimi risultati. A causa di quanto detto, e anche di molto altro che è ormai superfluo citare, l’interesse per Eurocops comincia a sfumare fin dai primi attimi di gioco, e ben presto si esaurisce completamente.

Grafica e sonoro

Già dal primo livello si può appurare la pochezza grafica del gioco targato Crazy Foot Games: texture di qualità infima, complessità poligonale degna di un gioco di tre o quattro anni fa, animazioni spesso innaturali; ed il tutto è condito da un’inspiegabile sovraesposizione (presente in alcuni livelli) che fa seriamente considerare l’ipotesi di utilizzare un paio di occhiali da sole per giocare. Come se non bastasse, il motore grafico è, se rapportato alla qualità offerta, assolutamente troppo pesante: tanto per fare un esempio pratico, il gioco ha una resa su schermo vicina a Counter-Strike (liscio, non Source) e, a parità di impostazioni, requisiti simili a quelli di Quake 4 (in ogni caso i requisiti minimi dichiarati sono P3 1 GHz con 128 MB di RAM e una scheda video Dx9). Dal punto di vista sonoro le cose migliorano leggermente, non tanto grazie agli effetti, che sono cupi e poco convincenti, ma alle musiche, che seppur ripetitive già sul medio termine, sono forse l’unico aspetto del gioco ad avvicinarsi alla sufficienza.

il motore grafico è, se rapportato alla qualità offerta, assolutamente troppo pesante

Commento finale

Dispiace per il giovane team di programmatori e per l’altrettanto giovane publisher del titolo, l’italianissima Rainbow Games, ma Eurocops dovrebbe essere eletto ad emblema di videogioco per il quale non spendere i propri quattrini. Mediocre dal punto di vista tecnico e pessimo dal punto di vista prettamente ludico, in Eurocops non si riesce a trovare davvero nulla da salvare nemmeno mettendosi lì d’impegno. Il mio consiglio è quindi di lasciarlo lì dove sta: sugli scaffali.

Pro

  • Ehm...
Contro
  • Pessima realizzazione tecnica
  • Intelligenza artificiale inesistente
  • Giocabilità largamente sotto la media

“Non ci sono compromessi possibili con il terrorismo, nessun punto di incontro, nessun punto di dialogo. Solo una scelta: sconfiggili o sarai sconfitto”. Potrebbe sembrare l’ennesima dichiarazione alla stampa di un George Bush dopo un’overdose di testosterone, invece no: si tratta di quanto scritto dal team di programmatori olandesi Crazy Foot Games sul retro di copertina della loro ultima fatica, “Eurocops”.
Trascinati da un irresistibile raptus di originalità, i giovani Crazy Foot hanno deciso di sviluppare uno sparatutto nel quale si deve combattere il terrorismo. Roba mai vista prima, non c’è che dire…