Europa Universalis: RomeEuropa Universalis: Rome - Recensione 

Paradox ci porta alle origini di quello che sarebbe diventato l'immortale Impero Romano. Saprà essere all'altezza dei grandi condottieri di Roma?

Riassunto delle puntate precedenti (ovvero i primi rudimenti sulla serie Europa Universalis)

Costruito sulle basi di Europa Universalis III, Europa Universalis: Rome - a differenza delle ultime due espansioni finora uscite - è un vero e proprio nuovo capitolo a parte della serie Europa Universalis che vuole aggiungere un ulteriore tassello all’ormai imponente mosaico storico-ludico composto dagli altri titoli Paradox come Crusader Kings, Victoria o Hearts of Iron.

ogni azione, anche quella apparentemente più innocua, porta a una reazione

Riassunto delle puntate precedenti (ovvero i primi rudimenti sulla serie Europa Universalis)

A differenza della grande maggioranza degli altri strategici ad ampio respiro, i titoli della serie Europa Universalis si svolgono in tempo reale e non a turni – anche se con la possibilità di mettere in pausa, al giocatore è comunque dato modo di pianificare al meglio le proprie scelte. L’utilizzo del tempo reale come modalità di approccio predefinita non deve però trarre in inganno: le variabili e le caratteristiche degli elementi in gioco sono tali e tante che ogni azione, anche quella apparentemente più innocua, porta ad una reazione e – soprattutto – non esiste un modo unico di fare le cose. Ad esempio, in Rome il tempo di arruolamento di una coorte non è fisso, ma dipende dalla provincia e dalle risorse a disposizione, tanto quelle native quanto quelle acquisite tramite il commercio.

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Alea iacta est (appassionati, cominciate almeno a leggere da qui)

Rome offre la possibilità di iniziare il gioco tra il 278 e il 25 a.C. - ossia tra il 474 e il 727 A.V.C. secondo l'uso romano. I più attenti avranno subito notato che il periodo storico interessato è quello della Roma Repubblicana e di quel lasso di tempo intercorso tra le Guerre Puniche e la nascita vera e propria dell’Impero. Questa particolare scelta degli sviluppatori vuol fin da subito evidenziare la volontà di incentrare le attenzioni del giocatore verso le problematiche relative l’ascesa del potere militare di Roma e non tanto verso la gestione e il mantenimento dell’Impero Romano - aspetto che presumibilmente sarà trattato in un’espansione a parte. Quest’intento evidenzia quello che rappresenta il peccato originale di questo titolo e che, al di là dei suoi innegabili pregi, ne limita fortemente le potenzialità fino a far risaltare l’inadeguatezza della struttura di gioco a fronte del concept proposto.
Lungo quest’arco temporale, al giocatore è data libera scelta sul quando partire e con quale popolo affrontarlo. Come da tradizione, a seconda del sotto periodo storico prescelto il gioco offrirà all’utente una rosa di nazioni candidate per massimizzare l’esperienza di gioco e, per ognuna di esse, verrà anche mostrato il grado di difficoltà associato. Paradossalmente, ma neppure troppo, selezionando Roma le cose, per quanto complesse, si riveleranno spesso piuttosto semplici o – quantomeno – porteranno a tattiche di gioco obbligate. Del resto, tranne sparute eccezioni (Cartagine, piuttosto che le province sotto il controllo dei ribelli romani) utilizzare altre popolazioni, nella maggior parte dei casi, risulta seppure divertente, piuttosto riduttivo e – soprattutto – limitante.
Per sfruttare al meglio il setting dell’antica Roma, i programmatori hanno dato particolare enfasi alle dinamiche intercorse tra le varie famiglie romane oltre che alla possibilità di instaurare amicizie e alleanze tra i personaggi più eminenti delle diverse casate. Ogni singolo personaggio presente nel gioco è caratterizzato da un ampio spettro di caratteristiche e di tratti distintivi che aiutano non poco a calarsi ancora di più nel periodo storico e donano un tocco non indifferente di personalità al gioco. Ad esempio, nella selezione dei governatori per le vostre province vi potreste ritrovare a dover scegliere tra un candidato poco leale e propenso alla corruzione ma anche in grado di ricavare più tasse e profitti, piuttosto che un vecchio e fedele generale che ha perso l’uso di un braccio durante una battaglia che ha portato onore e gloria a Roma. Allo stesso modo, il gioco è costellato da eventi più o meno casuali che, oltre a darci un'idea di quelli che erano gli usi e costumi dell'epoca, ci metteranno davanti a un ampio ventaglio di scelte ognuna con differenti effetti.
Come da tradizione della serie, i combattimenti sono risolti senza prevedere l’intervento diretto da parte del giocatore ma si basano su fattori dipendenti dalla composizione delle truppe, dalle caratteristiche del campo di battaglia e dei generali coinvolti… oltre che una minima variabile aleatoria, ovviamente. Una battaglia ha termine quando tutti i soldati di uno dei due eserciti muoiono o il morale scende a tal punto da provocare una ritirata. Al solito, nonostante le dimensioni (degli eserciti) contino, spesso bisognerà tenere sotto controllo il logorio di guerra o la stanchezza delle proprie legioni, obbligando il giocatore a un’attenta fase di pianificazione e analisi, resa più difficile dalla natura in tempo reale dei movimenti e degli scontri. In Rome, questa componente è ancora più ingombrante e assume ancora più importanza rispetto agli altri titoli della serie Europa Universalis. Nonostante la strada della diplomazia non sia preclusa, quest’ultima non è un’alternativa quanto un semplice coadiuvante all’uso della forza. Soprattutto giocando in determinati momenti storici, basteranno poche ore di gioco per farvi sembrare la terminologia RTS quanto mai appropriata.
Dopo l’aspetto bellico, il commercio - e lo scambio di risorse e materie prime - contende alla diplomazia il ruolo di secondo elemento più importante del gioco. Oltre a rimpinguare le sempre troppo vuote casse statali tramite l’instaurazione di rotte commerciali, permetterà di sfruttare al meglio le proprie provincie e di sbloccare nuove possibilità. Allo stesso modo, un’attenta analisi dell’economia del Mediterraneo potrebbe portarvi, per esempio, a bloccare tutte le rotte commerciali verso un paese per tagliare le forniture di legname e quindi rendergli impossibile la costruzione di nuove imbarcazioni. Un approccio di quest’ultimo tipo, unito al blocco navale dei maggiori porti della stessa nazione, porterebbe inevitabilmente a una schiacciante supremazia navale nel tratto di mare interessato.

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De Technicorum

Anche per tutti quelli che non hanno perdonato Paradox a seguito dell’introduzione del motore grafico tridimensionale, Rome è il primo titolo a sfruttare (e tentare di giustificare) tale innovazione offrendo la possibilità di ruotare liberamente la telecamera e muoversi così per lo scenario. Anche dopo molto ore di gioco, l’utilità della feature rimane piuttosto marginale e la maggior parte del tempo ci si ritroverà comunque ad utilizzare la visuale di default cambiando semplicemente il livello di zoom.
Più in generale, graficamente Rome appare più curato e gradevole di Europa Universalis III. Sul versante sonoro, a parte qualche sparuto e sporadico effetto in concomitanza delle battaglie o poco altro, la colonna sonora si evidenzia per il fatto che presto preferirete utilizzare in background il vostro lettore multimediale preferito: non tanto per la scarsa qualità della colonna sonora, quanto per l’esiguo numero delle tracce a disposizione. Fortunatamente, il gioco è così parco di richieste hardware che non sarete obbligati a utilizzare player minimali per non incidere sulle perfomance.

graficamente Rome appare più curato e gradevole di Europa Universalis III

De Technicorum

Il multiplayer prevede fino a un massimo di 32 partecipanti, tanto in modalità cooperativa che competitiva, con l’indiscutibile vantaggio di poter interrompere le sessioni di gioco per poi riprenderle in un secondo momento. Oltre al fatto di poter sostituire eventuali giocatori non più disponibili.
L’interfaccia di gioco seppure parzialmente rivista, presumibilmente principalmente a favore dei nuovi arrivati, da una parte riesce a spiazzare tutti i fedeli della saga - obbligandoli a rivedere i propri automatismi mentali - e dall’altra non sembra riuscire nei propri obiettivi di semplificazione e miglioramento dell’accessibilità. Oltre a una serie di problematiche intrinseche la tipologia di gioco e alla mole di dati da leggere e talvolta gestire, gli sviluppatori della Paradox sembrano essere ancora ignari dell’utilità del tasto destro del mouse (saranno mica fan sfegati di Steve Jobs?) e quindi hanno ovviato alla totale mancanza dei classici menù contestuali con una serie di icone e voci di menu fisse a bordo schermo che diventano utilizzabili a seconda dell’oggetto selezionato: provincia, piuttosto che esercito o flotta. Per concludere il quadro non proprio roseo, almeno sotto questo aspetto, utilizzando alte risoluzioni di gioco alcuni elementi dell’interfaccia risultano poi difficilmente individuabili e quindi selezionabili.
Oltre a un package davvero ben fatto (con tanto di mappa in formato gigante), segnaliamo la traduzione completa in italiano (non esente da qualche difetto) e un manuale di gioco davvero completo e ben scritto in grado di introdurre al mondo di gioco in maniera diretta e immediata oltre che ad approfondire esaustivamente una serie di caratteristiche necessarie per godere al meglio del gioco. Vorremmo che questo fosse lo standard, e non certo l'eccezione.

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Commento

Ci dispiace scriverlo ma è inutile girarci troppo attorno, Europa Universalis: Rome lascia l’amaro in bocca. Non tanto perché non risulti curato o profondo come da tradizione della serie, ma semplicemente perché l’impostazione data al titolo sembra andare nella direzione opposta a quella espressa dalle singole componenti di gioco. Giocando a Europa Universalis: Rome, non può non venire in mente Rome: Total War e fatti i debiti raffronti, si ha più volte la tentazione di uscire dal gioco e reinstallare il capolavoro di Creative Assembly.
In definitiva, un titolo che mantiene alta la qualità della serie e si fa apprezzare per la grande cura nella riproduzione del periodo storico ma che paradossalmente non riesce a offrire un gameplay vario e avvincente al pari dei propri predecessori. Nonostante questo, gli appassionati dei "what-if" storici e gli amanti della storia in generale troveranno pane per i propri denti e potranno chiudere un occhio sugli aspetti prettamente ludici.

Pro Periodo storico ricostruito accuratamente Multiplayer ben fatto Introduce elementi inediti alla serie… Contro …ma non li sfrutta nel migliore dei modi Interfaccia utente migliorabile

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Consigliati Processore: Pentium 1.9 GHz o Athlon equivalente RAM: 512 MB Scheda Video: 3D 128 MB compatibile DirectX 9.0c Lettore: CD-ROM Interfaccia di rete (per partite via LAN o Internet) Scheda audio compatibile DirectX 9.0c Configurazione di Prova Processore: AMD Athlon64 X2 4200+ RAM: 2 GB Scheda Video: Geforce 8600 GTS 512MB

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