Fable: The Lost ChaptersFable: The Lost Chapters - Recensione 

Molyneux prova a spolverare di novità il suo action RPG, meritevole di aver portato qualche innovazione nel genere ma colpevole di essere finito seppellito dalle sue stesse promesse. Basterà qualche capitolo perduto ad offrire una nuova esperienza?

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Evocazione

Quando Fable uscì un anno fa per Xbox la delusione fu grande. Stando alle molte preview e alle parole di Molyneux e soci doveva essere una specie di simulatore di vita intrecciato con un gioco di ruolo; prendere un personaggio dall’infanzia e portarlo all’età adulta facendogli vivere avventure infinite in un mondo smisurato e pieno di altri personaggi con cui interagire. Sappiamo tutti com’è andata. Il mondo di gioco di Fable era piccolo e la gestione della “vita” del nostro eroe era limitata ad alcune azioni del tutto trascurabili (come prendere moglie o mostrare i trofei in giro per le minuscole città). Quella che doveva essere una quercia si è rivelato un bonsai. Oscurato dal suo mito Fable non riuscì a mostrarsi per le sue qualità. In fondo stiamo parlando di un ottimo action con alcuni elementi GDR e con alcuni extra molto sfiziosi che non si trovano altrove (come l’aumentare dell’età del personaggio o il sistema di scommesse). Forse, se si leggesse Fable per quello che in realtà è e non per quello che doveva essere, si potrebbe essere un pochino meno critici nei suoi confronti.

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Le pagine strappate

Lionhead tenta la via del PC (comunque, di Fable: The Lost Chapters, uscirà anche una versione Xbox) e tenta di allungare il brodo aggiungendo pagine strappate al suo libro di favole, considerato da molti troppo breve ai tempi della prima uscita. Non vi fate impressionare dal titolo altisonante (The Lost Chapters), dalla versione Xbox poco è cambiato: un nuovo personaggio apparirà in una delle prime sequenze di gioco per riapparire subito dopo la fine dell’avventura principale (rivelandosi uno dei protagonisti). È proprio dopo il primo scontro finale che si potrà accedere ai nuovi capitoli composti da una manciata di mappe ambientate in una nuova regione. Una discreta aggiunta che ci porterà a visitare una terra avvolta dal gelo piena di nuovi nemici (come i troll di ghiaccio) e di vecchie conoscenze. In tutto saranno circa quattro ore di gioco extra (che non fanno mai male ma che non sono moltissime) che, aggiunte alla durata dell’avventura principale (circa 12 ore impegnandosi ad esplorare a fondo le mappe) fanno una buona quantità di tempo. Le nuove locazioni sono discretamente concepite e le motivazioni che ci porteranno in questi minacciosi territori partono direttamente dalla fine della storia principale. Troveremo anche qualche nuova arma leggendaria (in Fable ci sono più armi leggendarie che armi normali… ovvero, trovata la prima arma leggendaria non ha più senso utilizzare armi normali), un paio di corazze extra, qualche nuova quest e potremo incontrare di nuovo qualche vecchia conoscenza (venendo a sapere che fine hanno fatto alcuni personaggi chiave di cui avevamo perso le tracce).
Anche all’avventura principale sono state apportate delle aggiunte. Poca roba in verità: una manciata di quest, una locazione un po’ particolare (non ve la svelo perché è molto divertente da esplorare e contiene una porta del demonio… veramente pretenziosa) e… tutto qui. Per il resto tutto è rimasto identico tranne per qualche aggiustamento nel gameplay. In effetti viene da chiedersi se l’acquisto di questa “edizione speciale” di Fable sia necessario per chi ha già finito la versione Xbox (decidete in base a quanto vi è piaciuto e a quanto credete essere indispensabile provare le novità presenti).

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Goodies

Ma torniamo a parlare del gioco vero e proprio e riprendiamo il nostro personaggio all’uscita dalla Gilda degli Eroi. Una volta iniziata l’avventura principale scoprirete che le diverse locazioni sono molto limitate nelle dimensioni e visitabili completamente in pochi minuti. Ciò non toglie che ci siano abbastanza oggetti nascosti da trovare (anche se potevano essere di più). L’elemento adventure più interessante è sicuramente rappresentato dalle Porte del Demonio che sottoporranno il giocatore a prove differenti di varia difficoltà (ad esempio portare un determinato oggetto o uccidere alcuni nemici). Dietro di esse ci sono oggetti sempre molto interessanti e potenti.
Altro elemento interessante, che poteva comunque essere gestito meglio, è la possibilità di scommettere sulle proprie missioni. Per farlo basta selezionare l’apposita opzione al momento di prendere una quest e, quando ci si trova sul podio, selezionare ciò su cui si vuole scommettere (ad esempio finire la quest senza subire danni o senza utilizzare armi). Le scommesse sono un’extra discreto ma piuttosto inutile (servono per accumulare fama e qualche soldo in più) che, ben presto, dimenticherete una volta scoperti modi più veloci e sicuri (oltre che più divertenti) per accumulare fama e soldi.
Parlando di fama va citato l’altro modo “extra” con cui accumularla, cioè mostrando i trofei raccolti nel gioco. Il sistema è molto semplice; quando otterrete un trofeo recatevi in un villaggio, tiratelo fuori e mostratelo a più persone possibili prima che finisca il timer. Ovviamente più persone vedono il trofeo, più la vostra fama verrà incrementata. All’inizio, aumentare fama in questo modo potrà sembrare interessante, ma andando avanti nel gioco diverrà palese l’inutilità della cosa visto che si potrà incrementarla semplicemente svolgendo quest e uccidendo nemici.
Probabilmente queste feature (e altre come ad esempio la possibilità di sposarsi o quella di acquistare titoli) furono pensate diversamente in fase di concepimento di Fable, per poi essere “ridotte” quando ne è stata scelta l’impostazione finale. Così come sono rappresentano degli extra piacevoli e nulla più (fattostà che le si può completamente ignorare).

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Sistema di combattimento

Ma veniamo alla parte migliore di Fable, il sistema di combattimento. Molto semplice in verità: si può scegliere di specializzarsi nella magia, nel combattimento corpo a corpo o nel combattimento a distanza, assegnando punti esperienza a diverse caratteristiche. Sin dai primi scontri è evidente come i combattimenti cambino a seconda delle scelte effettuate in fase di miglioramento del personaggio (che avviene sempre e solo nella Gilda degli Eroi) e di come sia molto divertente utilizzare le diverse possibilità offerte. Con l’avanzare del gioco i nemici (discretamente vari e tutti ben disegnati) diventano sempre più sfiziosi da affrontare e alcuni scontri avanzati sono veramente molto belli e divertenti. Certo, esistono alcune caratteristiche e magie che squilibrano un po’ troppo la situazione (ad esempio la magia Rallentare il Tempo) quando vengono potenziate troppo, ma si tratta di piccolezze per un sistema di combattimento che, tutto sommato, è più che buono e molto semplice da padroneggiare.

Bene o male

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Sistema di combattimento

Non ci resta che parlare del sistema di determinazione dell’allineamento del personaggio che, in realtà, è molto semplice: compiendo azioni cattive (come rompere barili, uccidendo innocenti o compiendo quest in modo malvagio) il nostro personaggio tenderà verso il male (assumendo un aspetto demoniaco) mentre rimanendo sulla retta via il suo aspetto tenderà verso l’angelico (con tanto di aureola). L’allineamento si rifletterà sulle reazioni che i personaggi non giocanti avranno nei nostri confronti… in verità, visti i limiti del sistema di interazione sociale, questi “effetti” saranno in maggior parte cosmetici e lo svolgersi degli eventi non cambierà quasi per niente, tranne che per il finale del gioco e per qualche dettaglio.

Fable: The Lost Chapter è un buon action con elementi GDR. Ben ottimizzato per girare su PC, tecnicamente molto valido (con una grafica colorata, molto ispirata e piena di effetti speciali piacevoli) e globalmente consigliato a tutti quelli in cerca di un gioco piacevole e non troppo impegnativo, pur presentando elementi che lo rendono più profondo rispetto alla media. Chi è in cerca di un gioco di ruolo puro può, invece, girare al largo.

Pro: Molto buono tecnicamente Ottimo sistema di combattimento I capitoli extra non sono molto lunghi ma sono ben fatti Contro: Qualche cosa da fare in più non avrebbe guastato Alcuni aspetti sembrano più dei goodies che delle feature vere e proprie Chi lo ha già provato su Xbox non va incontro a grandi novità

L’inizio

Quando si entra nel mondo di Fable si è costretti a convenire sul fatto che, sin da subito, è chiaro come sia stata eseguita una compressione generale di tutti gli elementi. I primi minuti di gioco, quelli in cui si sceglie in linea di massima il proprio orientamento, ci fanno prendere parte ad una manciata di semplici quest risolvibili tutte in due modi (seguendo il bene o il male). Il villaggio in cui ci troviamo, quello natale del personaggio (che non avrà un nome per tutto il gioco), è piccolo ma ben popolato. Peccato che le interazioni possibili con i suoi abitanti siano decisamente limitate. Non sembra nemmeno di trovarsi di fronte a un gioco di ruolo e appare invece evidente come a predominare sia l’azione pura. Le impressioni iniziali vengono confermate dal tutorial e dall’ingresso nell’avventura vera e propria, e a queste se ne aggiungono altre che diventano pian piano delle certezze.

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