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Fallout : Brotherhood of Steel

Dopo un glorioso passato su Personal Computer, Fallout arriva su console. Lo fa cambiando completamente genere ed impostazione di gioco, ma mantenendo la stessa angosciante atmosfera.

RECENSIONE di Andrea Moi   —   15/01/2004
Fallout : Brotherhood of Steel

L’ambientazione di questo nuovo capitolo è rimasta quella collaudata tipica dei prequel, in Brotherhood of Steel ci troveremo quindi in uno scenario post atomico, un mondo devastato da olocausti nucleari, in cui la razza umana è sopravvissuta solo in piccola parte. In pratica il setting ricorda molto quello del celebre Ken il guerriero, gli uomini sono tornati in uno stadio di pre civiltà e, pur mantenendo una parte del proprio sviluppo tecnologico, sono costretti a ricominciare tutto da zero, a convivere/combattere contro creature mutanti e a fare i conti con la legge del più forte. Prima di iniziare la nostra avventura potremo scegliere uno o due, se si gioca in cooperativa, personaggi fra i tre disponibili: i due umani Nadia e Cyrus, oppure il mutante Cain, ognuno, ovviamente con le proprie caratteristiche e i rispettivi pregi o difetti. L’impatto con il gioco non è dei più chiari, visto che ci si trova un po’ spaesati in mezzo alla città di partenza, ma grazie agli indizi, dopo qualche minuto di perlustrazione e un po’ di perseveranza, si riesce a trovare la prima quest da portare a termine. Da questo momento si procederà in maniera piuttosto guidata, senza troppa libertà di decisione, attraverso le diverse strade da intraprendere per portare a conclusione le missioni.
La visuale utilizzata è in terza persona, con un’inquadratura dall’alto, praticamente fissa, un po’ meno inclinata di quella presente in Dark Alliance. Purtroppo, però, è possibile muovere il punto di vista solo a destra o sinistra, mentre non c’è modo di avvicinare o allontanare la telecamera, possibilità che in determinate situazioni sarebbe stata sicuramente di aiuto per valutare meglio la propria posizione nello schermo. Uno dei lati negativi del gioco è la poca profondità che si avverte progredendo tra le missioni, dato che la componente Rpg diventa sempre minore e che l’azione si riduce ad una pressione continua del tasto di attacco per uccidere più in fretta i nemici.
A questo problema è collegato un cattivo bilanciamento dell’arsenale in dotazione, le armi da fuoco non sono cosi utili (tranne in modalità cooperativa con una buona coordinazione tra i due personaggi) e pratiche, quanto un sano combattimento in mischia, con oggetti contundenti o armi bianche.
In Fallout sono presenti oltre 30 tipi differenti di armi, che spaziano dalla pistola artigianale fino al lanciarazzi, passando per vari tipi di granate, oltre ovviamente a tutti gli oggetti di tipo difensivo. Un punto a favore del metodo di controllo risiede nella possibilità di agganciare un nemico particolare e concentrare gli attacchi su quel bersaglio, rendendo in parte l’azione meno caotica.

Fallout : Brotherhood of Steel
Fallout : Brotherhood of Steel

Una delle parti più apprezzabili in Fallout è senza dubbio lo sviluppo delle caratteristiche del personaggio, feature ben strutturata nei singoli aspetti e che porta a sensibili differenze durante l’alterazione delle varie skill, alcune di esse derivanti dai vecchi capitoli di Fallout. Brotherhood of Steel, per quanto possa essere lineare nel suo sviluppo, non è certo corto da portare a termine e ci vorranno circa una ventina di ore, escludendo il livello di difficoltà più avanzato, per giungerne fino alla fine.
Per quello che riguarda le modalità di gioco, purtroppo, non è stato implementato il supporto Xbox Live, che assieme alla modalità cooperativa, avrebbe aggiunto molto spessore al titolo Interplay. La versione italiana di Fallout è completamente localizzata, sia nel testo che nel parlato, il risultato è senza dubbio apprezzato per la sua utilità nel gioco. Sono comunque presenti alcuni testi o domande che sembrano fuori luogo, rispetto ad altre, ma, probabilmente, è un fattore dovuto all’utilizzo di particolari giochi di parole o di uno slang tipicamente americano nella versione originale del titolo.
L’interfaccia di gioco si riassume in due componenti principali, una mappa che mostra la nostra posizione sullo schermo ed evidenzia i punti di salvataggio o, comunque, tutti quelli utili al giocatore, ed un’altra parte che consiste in una doppia barra salute/esperienza che ci dà le indicazioni essenziali durante gli scontri.

Fallout : Brotherhood of Steel
Fallout : Brotherhood of Steel

Tecnicamente Parlando
L’engine grafico, come già accennato in precedenza, è lo stesso utilizzato in Baldur’s Gate: Dark Alliance, ma, purtroppo, non sono state effettuate migliorie sensibili, con l’aggravante data da un design non certo all’altezza del più famoso titolo Interplay, che penalizza in maniera sensibile il comparto tecnico. Questo non è certo dei migliori nel genere, risultando, a tratti, persino deludente. In alcune situazioni si possono riscontrare alcuni cali nel frame rate, nonostante il dettaglio poligonale o la qualità delle texture non sia certo da ricordare, ma bisogna far notare che la pulizia di immagine è sempre ottima, evitando problemi di aliasing o flickering.
La parte dedicata all’audio resta senza infamia e senza lode. Buone e diversificate tra loro le varie voci usate per la localizzazione italiana, discreti gli effetti sonori. Molto ispirata la colonna sonora scelta, con tracce adatte al setting di Fallout.

Fallout : Brotherhood of Steel
Fallout : Brotherhood of Steel

Commento
Questo Fallout è consigliato agli amanti dei titoli alla Diablo o appunto a chi ha apprezzato particolarmente Baldur’s Gate: Dark Alliance. La tipologia di questi eredi di Gauntlet è ben definita, si sintetizza in un gioco che ha poca libertà d’azione e una dose significativa di combattimenti ripetitivi, ma che, se giocati in multiplayer, acquistano un certo appeal. Purtroppo, l’atmosfera ed il design in Fallout: Brotherhood of Steel non sono all’altezza dei titoli precedentemente citati, ed il gioco non diventa coinvolgente nel suo svilupparsi. La parte tecnica non è certo all’altezza di un titolo Xbox di questa generazione ed il design generale potrebbe essere decisamente più curato. In definitiva un titolo senza grandi pretese che acquista maggiore valore se giocato in cooperativa .

    Pro:
  • Gestione Skill
  • Azione a go go in multiplayer
    Contro:
  • Ripetitivo
  • Tecnicamente povero

Il momento è arrivato, ed Interplay porta nel mondo console anche la saga di Fallout, una delle serie più conosciute nel mondo dei giochi di ruolo su pc. Il passaggio tra piattaforme non è stato certo indolore, gli sviluppatori hanno deciso di apportare alcuni cambiamenti al gioco per renderlo più vicino ai gusti dei “nuovi utenti”. Interplay ha, infatti, scelto di riutilizzare il concept, oltre allo stesso motore grafico, visto in Baldur’s Gate: Dark Alliance. Fallout: Brotherhood of Steel è diventato un action rpg a tutti gli effetti, guadagnando in immediatezza, ma perdendo qualcosa nella profondità di gioco.