Field CommanderField Commander 

Advance Wars è esclusiva Nintendo? Nessun problema, c'è Field Commander... o no?

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Generale blu!

Field Commander si basa su una struttura di gioco molto vicina a quella di Advance Wars; anche in questo caso infatti il giocatore viene messo nei panni del comandante di un gruppo di unità, da gestire all’interno di una mappa strategica per cercare di avere la meglio sulle truppe dello sfidante. Tutto si svolge a turni, e il terreno è diviso in una griglia di quadrati che permette di gestire gli spostamenti; il territorio stesso può inoltre essere usato in maniera attiva, dal momento che influisce non solo sulla mobilità dei propri uomini ma anche sul fattore difensivo aumentandone il coefficiente in caso di attacco. Nascondersi per esempio in mezzo agli alberi o all’interno di una città permette di limitare i danni del fuoco nemico in maniera sensibile rispetto alla stessa situazione in campo aperto. Ovviamente le truppe sono divise in diversi tipi, dalla fanteria ai carroarmati ad altri mezzo quattroruote ai velivoli fino ai sottomarini e alle barche, ognuna con caratteristiche, attacchi, punti di forza e debolezza differenti. La presenza di fabbriche permette di costruire ogni tipo di unità, al costo però di una certa somma di denaro da guadagnare sulla base del numero di città (rappresentate da palazzi sparsi sulla mappa) in proprio controllo. Tutti fattori che contribuiscono ad aumentare il fattore strategico per una meccanica che a grandi linee può essere ricondotta a quella degli scacchi, tanto per capirci. Peccato che alla fine delle missioni non ci sia nessun tipo di valutazione, che avrebbe permesso di dare uno stimolo alla rigiocabilità. I vari comandanti dispongono poi di poteri speciali, da sbloccare tramite una barra che si carica col passare del tempo, e che permettono di godere di effetti come potenziamenti delle proprie unità o penalizzazioni delle avversarie. Se tutto ciò vi sembra familiare, è perchè si tratta di una copia quasi perfetta del citato Advance Wars; le differenze sostanziali sono infatti da cercare negli elementi di contorno, come per esempio quelli estetici. Cominciando dallo stile adottato, che si allontana profondamente da quello fumettoso della fatica Intelligent Systems preferendone invece uno realistico. Aspetto questo non criticabile a priori, ma che nel caso specifico appare estremamente blando e poco ispirato, incapace di differenziarsi dalla massa e donare quindi una propria personalità al gioco. I personaggi sono stereotipati e poco intriganti, senza particolari elementi distintivi; allo stesso modo le truppe all’interno del gioco non riescono a fare breccia, a causa anche di una non sufficiente differenziazione tra di loro che porta in qualche occasione a confonderle con altre della stessa “classe”, e la storia ricca di clichè non risolleva la situazione. Il motore grafico è inoltre tridimensionale, e non 2d come invece nel caso degli ispiratori su GBA e DS. Il risultato è apprezzabile soprattutto durante le prime sessioni di gioco, ma ben presto ci si accorge di difetti come per esempio la scelta di una palette cromatica un po’ limitata, che spesso impasta elementi del fondale e truppe. Per quanto riguarda i combattimenti, questi non si svolgono in una schermata diversa; in tali occasioni infatti la camera si sposta dalla visuale a volo d’uccello ad una laterale zoomata, senza soluzione di continuità. Una scelta piacevole, ma che si scontra con i grossi cali di frame rate specialmente in occasione delle esplosioni.

Meglio accompagnati che soli

Dove Field Commander mostra le sue maggiori qualità è senza dubbio nella componente multigiocatore, che rappresenta davvero un punto di riferimento per i prossimi titoli del genere in uscita sul mercato. In modalità locale, la funzione hot-swap permette infatti di scambiare una sola console con il proprio sfidante ad ogni turno, senza dover necessariamente avere due PSP. Esiste però anche una corposa modalità online, che si divide a sua volta in Live Play e Transmission Mode (o Play by E-mail). Il primo è semplicemente una partita come tutte le altre, mentre il secondo permette di giocare “in differita”, inviando le proprie mosse allo sfidante che avrà poi tutto il tempo, con calma, di esaurire il turno e spedirne i risultati. Sempre per tornare alle partite a scacchi, ricordate le sfide via posta? Ecco, il concetto è lo stesso. Non manca anche un editor di missioni, perfetto per chiunque abbia voglia di cimentarsi nella creazione di mappe personalizzate. Concludiamo quindi con una parola sul sonoro, piuttosto blando con musiche ed effetti nulla più che sufficienti.

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Commento

Field Commander rappresenta uno dei più fulgidi esempi di quanto sia importante lo stile all’interno di un videogioco. Accettare la clonazione delle meccaniche di Advance Wars sarebbe infatti un esercizio assai semplice da portare a termine per qualsiasi utente, vista la bontà delle stesse che hanno reso la serie una delle migliori esperienze su console portatile in assoluto. Purtroppo però la totale anonimia della direzione artistica di Field Commander, sia per quanto riguarda i personaggi che le ambientazioni, abbassa notevolmente lo stimolo ad affrontare le varie missioni presenti, che già non possono contare su un metodo di valutazione che apra le porte ad una eventuale rigiocabilità. La grafica 3d non riesce inoltre a dimostrarsi nè più piacevole nè più efficace del 2d di Advance Wars; l’unico aspetto dove la produzione Sony si dimostra superiore sta nell’ottima modalità multiplayer. In sintesi, Field Commander è un buon titolo strategico, competente e apprezzabile, ma a cui manca davvero troppa personalità per poter aspirare a più di una promozione discreta.

Pro Meccanica di gioco collaudata Buona longevità Ottimo multiplayer Contro Personalità, dove sei? Grafica 3d poco convincente Fin troppo simile ad Advance Wars

Malgrado il grande successo che ha raccolto la serie Advance Wars, prima su Game Boy Advance e poi su Nintendo DS, in realtà il titolo di Intelligent Systems non ha generato quella corposa serie di cloni più o meno fedeli che al contrario sarebbe stato lecito aspettarsi. All’interno di questo semi desertico filone va però a collocarsi proprio questo Field Commander per PSP, titolo realizzato in esclusiva per il portatile Sony e che con in capolavoro strategico di cui sopra condivide davvero parecchi aspetti. Ma andiamo con ordine...

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