FIFA Street 2  0

Attenti al campetto sotto casa, potrebbero esserci Del Piero e Beckham a giocare e voi neanche lo sapete!

La Palla è Rotonda…

Dovendo dare risposte secche diremmo sì ma neanche tanto alla prima domanda e un deciso no alla seconda, ma questa è una recensione e quindi le cose devono essere giusto un tantino più approfondite… FS2 per quanto concerne le modalità di gioco segue senza colpi di testa il più classico dei canovacci Made in USA: c’è la possibilità di prendere il comando di un team nazionale composto dai più grandi campioni di un determinato Paese (ovviamente con tutti i nomi giusti al posto giusto, potendo usufruire della licenza ufficiale), scegliere il proprio avversario, il luogo dove giocare, tutte le varie regole, livello di difficoltà e impegnarsi in una partita secca. O, alternativamente, è possibile crearsi da zero un proprio avatar, inserirlo in una squadra e portare il tutto dai campetti di periferia ai più enormi, spettacolari, importanti… campetti della scena mondiale. Le opzioni di personalizzazione sono in numero soddisfacente, considerando che stiamo parlando di un gioco DS, e soprattutto vanno dall’aspetto fisico vero e proprio all’abbigliamento fino alla gadgettistica; lo svolgimento della carriera non è dissimile da quanto visto in mille altri titoli del genere: partite dallo zero assoluto e avete accesso al solo campetto di Marsiglia, dove potrete cimentarvi all’inizio solo in incontri amichevoli utili per raccattare denaro, o Cash Point.

lo svolgimento della carriera non è dissimile da quanto visto in mille altri titoli del genere

La Palla è Rotonda…

Con questi potrete migliorare le caratteristiche del vostro alter ego, affrontare incontri speciali nei quali in palio c’è l’entrata nella vostra squadra di un nuovo giocatore più talentuoso dei brocchi con cui partite, ed infine iscrivervi al torneo ad eliminazione diretta, vinto il quale guadagnate finalmente l’accesso all’ambientazione successiva. Queste sono numerose e sparse in tutti i continenti del globo, andando di ogni città a riprodurre uno dei luoghi più caratteristici: a Roma, per esempio, giocherete sotto le imponenti rovine del Colosseo.
Parallelamente alle vostre vittorie cresceranno sia la caratura dei vostri avversari che la vostra reputazione, via via fino ad affrontare i più grandi campioni del mondo; infine, sbloccherete andando avanti abbigliamento e gadgettistica sempre più trendy e fashion. Chiude la scena la classicissima modalità multiplayer wireless, purtroppo per soli due giocatori ognuno provvisto della sua brava scheda di gioco.

…e Rigore è quando Arbitro Fischia

Scesi in campo salta subito fuori l’anima profondamente arcade di questo gioco, che inizialmente ci riporta non senza qualche nostalgia alle atmosfere delle partitone sotto casa che tutti noi abbiamo vissuto da ragazzini, quando ognuno si sentiva un piccolo Oliver Hutton (io però tifavo per Mark): le ambientazioni sono infatti rigorosamente stradali, e riproducono come abbiamo già rimarcato l’atmosfera tipica di un determinato Paese. Ogni squadra ha a disposizione solo quattro giocatori e qualsiasi divisione tra i ruoli, portiere a parte, che pure teoricamente esiste è cancellata dalle ridotte dimensioni di squadra e campo, proprio come si faceva quando bastavano due giubbotti a delimitare una porta… Lo schema di controllo base è ridotto all’osso, consistendo in passaggio rasoterra, passaggio alto, tiro da indirizzare tramite croce direzionale e comodo radar posto nella parte inferiore dello schermo superiore, dov’è visualizzata l’azione di gioco, e tasto della corsa, la quale peraltro non incide sulla stanchezza del giocatore semplicemente perché quest’attributo non esiste. In difesa, contrasto morbido e scivolata cattiva, mai sanzionata.

Cuore dell’azione di gioco sono però i “trick” disponibili per ogni giocatore

Cuore dell’azione di gioco sono però i “trick” disponibili per ogni giocatore, detti anche finte, dribbling, gabole, trucchi o, definizione partenopea particolarmente azzeccata e che da ora in poi adotteremo ufficialmente, “malattie”. Il repertorio di malattie, sebbene numericamente non vastissimo, è tuttavia spettacolare e va dai più classici dribbling privi di qualsivoglia malizia, a veri e propri capolavori di sadismo calcistico coi quali turlupinare l’intelligenza artificiale o umana avversaria e lasciarla con un palmo di naso proseguendo inarrestabili l’avanzata verso la porta. Le malattie sono assolutamente vitali in una partita: assicurano denaro sonante con la loro esecuzione, magari in una combo che alimenti ancor di più le casse del team, sono nove volte su dieci l’unico modo per superare un avversario e volendo anche l’estremo difensore, alimentano la barra del Gamebreaker (ci torniamo tra pochissimo), sono spettacolari e, teoricamente, molto divertenti. Perché teoricamente? Semplicemente perché mentre su console l’esecuzione dei trick è affidata allo stick analogico destro, in combinazione magari coi dorsali, su DS dovrete ricorrere al touch screen. E se vi siete sempre chiesti perché mai Nintendo abbia dotato il suo portatile del cosiddetto thumb strap da apporre sul pollicione, con FS2, che una volta su tre non interpreta correttamente il movimento impresso dal dito nudo (perché sennò come fate a premere i pulsanti?) avrete finalmente una risposta chiara e decisa.

Ma se l’Arbitro non c’è?

E’ un problema che può essere anche molto frustrante, ma non è l’unico del gioco e neanche il più grave, visto che ci si può anche fare il callo, scusate il gioco di parole, piuttosto presto; in generale è tutta l’azione di gioco che mostra il fianco ad una serie di critiche. Sebbene mantenga intatte tutte le sue caratteristiche di velocità e spettacolarità, presenta difetti intrinseci relativi alla sua fondamentale ripetitività: scordatevi di imbastire un’azione di gioco come Dio comanda, qui è tutto un palla avanti e pedalare anche oltre quanto il genere raccomanderebbe, e le partite si riducono ad una continua esecuzione dei più svariati trick in modo da superare gli avversari, aumentare i punti ed arrivare al Gamebreaker. Il che in sé non è un difetto, c’è chi vuole Winning Eleven e chi invece è interessato a FIFA Street, ma viene vanificato, oltre che dalle suddette difficoltà nel controllo, dalla scarsa efficacia spettacolare del Gamebreaker (azione presente in tutti i titoli EA Big e che qui si riduce ad un semplice tiro che andrà nel 99% dei casi a segno) e soprattutto da un’intelligenza artificiale semplicemente ridicola. Non si contano gli errori clamorosi degli avversari che segnano autogol a ripetizione, passano dietro ai compagni marcati quando magari loro sono liberi davanti alla porta e che semplicemente si disinteressano dell’incontro quando sono in grande svantaggio, richiamando in ciò uno storico bug di FIFA ’98 per Nintendo 64.

di fronte ad un quadro del genere a poco valgono una grafica spettacolare [...] ed un sonoro esemplare

Ma se l’Arbitro non c’è?

E non mancano neanche i bug veri e propri, come il portiere che prima di effettuare un rinvio corre all’indietro per recuperare la posizione giusta, salvo sbattere clamorosamente contro i bordi del campo per poi continuare imperterrito a cercare una posizione che in realtà aveva trovato dieci metri prima finché il tempo non scade. Aumentando la difficoltà inoltre la situazione, se possibile, peggiora, perché i bug ovviamente non se ne vanno, e tutto quello che il programma si limita a fare è costringere i poveri avversari ad effettuare malattie a ripetizione, senza però mai muoversi dalla propria posizione, e rendere i portieri delle vere e proprie saracinesche superabili, e neanche sempre, solo con un Gamebreaker, il che rende il tutto parecchio frustrante. Con la modalità multiplayer si risolvono gran parte dei problemi legati all’AI male implementata, ma bug e portieri restano quelli, e inoltre il gioco in doppio in sé risulta scarsamente approfondito.
Ed allora di fronte ad un quadro del genere a poco valgono una grafica spettacolare il cui unico difetto è da trovare in una relativa sporcizia dell’immagine e che presenta giocatori dettagliati, belli grossi e soprattutto animati con una naturalità, una fluidità ed una spettacolarità che su portatile diventano una vera e propria gioia per gli occhi, ed un sonoro esemplare che riproduce dai piccoli altoparlanti del DS otto brani su licenza rigorosamente completi e cantati, e per giunta anche piuttosto belli, in maniera pulita. Se i videogiochi fossero solo una dimostrazione di perizia tecnica, si chiamerebbero cinema d’animazione…

Commento

E’ un vero peccato che le cose siano andate così, a maggior ragione perché chi oggi si imbatte nel FIFA DS “regolare” troverà un calcio sorprendentemente godibile e di spessore. Invece la sua versione da strada soffre sia di limiti intrinseci della struttura di gioco, che il titolo si porta appresso dalle versioni console, sia di una non perfetta implementazione delle caratteristiche del DS, sia soprattutto di un’intelligenza artificiale orribile e piena di bachi. Ciò che rimane è una realizzazione tecnica esemplare e foriera di tante soddisfazioni e alcuni momenti di gioco obiettivamente divertenti, insieme ad un multiplayer che come sempre migliora leggermente la situazione generale. Ma resta poco per giustificare l’acquisto.

Pro

  • Grafica e sonoro spettacolari su portatile
  • Inizialmente può esaltare…
Contro
  • …ma presto saltano fuori i limiti…
  • ..e un’AI da bocciare su tutta la linea!

Da diversi anni a questa parte è invalso l’uso presso le più rinomate software house americane di affiancare all’obbligatoria (almeno finché EA Sports non finirà di cancellare la concorrenza a suon di milioni di copie vendute) serie sportiva regolare dalle velleità più o meno simulative, un’altra serie, più alternativa e in qualche caso addirittura fantasy, con regole e situazioni proprie tese molto più a enfatizzare lo spettacolo e la giocabilità furiosa tipica dell’arcade che non la riproduzione fedele dell’evento sportivo. Se ben ricordiamo, EA non fu la prima, la palma dovrebbe andare a Midway e al suo NFL Blitz, ma il colosso americano comunque non tardò a cogliere la palla al balzo (letteralmente!) con NBA Street, primo titolo della serie Big. Da allora diverse discipline sono state oggetto di una stravagante rilettura, e poteva forse mancare il calcio, che con FIFA International Soccer da ormai più di un decennio garantisce ad EA introiti e riconoscimenti d’immagine mostruosi? Ovviamente non poteva: ma FIFA Street era obiettivamente un brutto gioco, il publisher ne ha preso atto e si è messo al lavoro per migliorare tutto quello che c’era da migliorare, pur lasciando la filosofia di gioco sostanzialmente inalterata; e già che c’era, ne ha fatto pure due edizioni portatili. Le domande da rispondere recensendo la versione DS di FIFA Street 2 sono sostanzialmente due: il gioco è migliorato rispetto al primo capitolo? Ed EA, dopo l’ottimo exploit del FIFA regolare, sarà riuscita di nuovo a creare un calcio portatile finalmente degno di questo nome?