Final Fantasy Christal Chronicles  2

Final Fantasy, un gioco, una leggenda. Una serie che da sola può decretare il successo di una macchina, una serie che manca da una generazione alle home console Nintendo. Finalmente questa storica saga è tornata a casa... molto cambiata rispetto a quando era partita. Sarà ugualmente un successo?

Christal Chronicles

Final Fantasy Christal Chronicles narra le vicende di un mondo fantastico sommerso da una nube tossica, chiamata miasma, che impedisce alla popolazione di viaggiare liberamente. Stando a contatto col miasma per qualche secondo, infatti, le persone muoiono. I vari villaggi si mantengono in vita grazie al potere di alcuni magici cristalli, che impediscono al miasma di infettare zone ristrette di terreno. Questi cristalli, però, funzionano solamente tramite una sostanza chiamata Mirra, che, come si può immaginare, è molto rara e difficile da recuperare. Il cristallo per non cedere all’avanzata del miasma deve essere ricaricato con la mirra ogni anno, ed è per questo che, ogni dodici mesi, i villaggi mandano in giro per il mondo alla ricerca di questa preziosissima sostanza i giovani più promettenti e gli avventurieri veterani. Queste persone, che hanno la responsabilità di mantenere in vita l’intera comunità, mentre esplorano il mondo riescono a non farsi infettare dal miasma grazie ad una versione in miniatura del cristallo della loro città natale. Ovviamente la zona purificata dal piccolo cristallo è piuttosto limitata, e voi dovrete muovervi solo all’interno di essa. Come avrete immaginato starà a voi impersonare uno degli avventurieri alla ricerca della mirra. Potete creare il vostro personaggio scegliendolo tra quattro razze diverse, ognuna con delle caratteristiche diverse dall’altra. Per ogni razza ci sono otto personaggi, quattro maschi e quattro femmine. Le statistiche dei personaggi rispetto ad altri giochi di questo tipo sono poche, solamente quattro più il dato “memorie”, che indica da quanto tempo un determinato avventuriero vaga alla ricerca della mirra. Più andrete avanti nel gioco, più il vostro alter-ego virtuale diventerà potente. Le vostre caratteristiche non aumenteranno però uccidendo direttamente i nemici, perché non esistono punti esperienza; esplorando gli stage troverete degli oggetti chiamati manufatti, e, una volta ucciso il boss che presiede il livello, potrete sceglierne uno da conservare. Ce ne sono molti, alcuni aumentano l’attacco, altri il potere magico, starà a voi decidere quali tenere in base a come vorrete orientare il vostro personaggio. Quest’evoluzione abbastanza lenta del combattente permetterà di inserire facilmente dei nuovi avventurieri nel vostro gruppo (si, c’è una modalità multiplayer).

Il Gameplay

Creato il personaggio, dato il nome alla vostra città e scelto il mestiere dei vostri genitori (scelta che determinerà il tipo di oggetti che riceverete alla fine dell’anno) sarà ora di partire all’avventura. Il mondo di FFCC è diviso in cinque continenti, per un totale di circa quindici livelli. Ogni stage presenta una buona varietà di nemici, solo alcuni di essi sono comuni a più ambientazioni. Alla fine di ogni livello dovrete scontrarvi con un boss che, nella maggior parte dei casi, sarà abbastanza facile da battere. All’interno degli stage dovrete, come in ogni hack’n’slash che si rispetti, picchiare, picchiare e ancora picchiare. Gli enigmi sono pochi e abbastanza semplici, pur non cadendo quasi mai nella banalità. Com’è logico che sia, il sistema di combattimento assume un’importanza fondamentale, e quello di Final Fantasy si comporta egregiamente. Prima di analizzarlo in dettaglio, però, è necessario specificare alcune importanti cose riguardanti il gameplay: il gioco in single player va giocato con un controller classico del GameCube, con la possibilità di controllare le proprie statistiche e la mappa del livello dallo schermo del GBA (da collegare alla seconda porta pad del GC). In multiplayer tutti – tutti – i giocatori devono giocare con un GBA. Per questo motivo il sistema di controllo è stato semplificato al massimo: con lo stick analogico o la croce digitale si muove il personaggio, con L e R si fanno scorrere la varie abilità (attacco, difesa, oggetti, magie), con A si eseguono e con Start si mette pausa. In modalità Single Player inoltre con X si accede al menù, dal quale si possono utilizzare gli oggetti, equipaggiare le armi del personaggio, osservare le sue statistiche e controllare altri dettagli ancora. Potrete eseguire queste azioni in tutta tranquillità, in quanto il gioco si metterà in pausa dandovi il tempo di operare in santa pace. In multiplayer il discorso è molto diverso: per accedere al menù dovrete premere il tasto Select del vostro GBA, e controllarlo successivamente dallo schermino del vostro portatile. Il funzionamento del menù è identico a quello della modalità single player, però c’è una sostanziale differenza: in multiplayer il gioco non si arresterà, sarete perciò costretti a fare le vostre scelte nel minor tempo possibile, in quanto sarete un facile bersaglio per i nemici mentre operate sul vostro schermino. Prima abbiamo detto che l’azione si svolge all’interno di una zona, o per meglio dire un cerchio, dentro al quale il miasma non ha effetto. In singolo il cristallo che genera questa protezione verrà portato da un adorabile moguri, animaletto tipico della serie, quindi potrete muovervi per il mondo a piacimento. In multiplayer il moguri non ci sarà, e uno dei giocatori dovrà trasportare il cristallo. Oltre ad essere molto più lento del peloso volatile, lo sfortunato personaggio mentre avrà in mano il cristallo non potrà compiere alcuna azione. A questo punto nasce un problema: visto che mentre un giocatore utilizza il proprio menù dal gba il gioco non si ferma, come fa a mantenere il proprio personaggio dentro al cerchio? Semplice, l’avventuriero verrà trasportato automaticamente dal bordo della zona protetta.
Il vantaggio derivato dall’utilizzo del GBA, quindi, è quello di non dover interrompere l’azione ogni qualvolta si voglia consultare il proprio menù. Sicuramente questo fatto non giustifica l’acquisto di quattro portatili per poter giocare in multiplayer, ma se li avete a disposizione vi renderete conto, soprattutto se avete giocato ad altri titoli di questo tipo, che giocare senza interrompere l’azione ogni dieci secondi è molto più comodo. Un altro aspetto non detto precedentemente è che, ovviamente, dovendo stare i personaggi tutti dentro alla ristretta zona protetta, lo schermo in multiplayer non è diviso in piccole parti come lo era, ad esempio, in Phantasy Star Online. Ogni giocatore, inoltre, avrà una missione segreta che gli verrà comunicata dal gba. Più giocherà in conformità a questa missione (ad esempio, non usare super attacchi, raccogli soldi, ecc..) più punti otterrà alla fine. Il giocatore che una volta concluso lo stage avrà più punti potrà scegliere per primo il manufatto. Ovviamente queste missioni puntano ad aumentare la sfida: se da un lato guadagnerete più punti restando fedeli al vostro obiettivo segreto (gli altri non potranno vederlo visto che lo avrete sul vostro schermino personale), dall’altro danneggerete la collaborazione con gli altri avventurieri.
Ritorniamo al sistema di combattimento: l’attacco è simile a quello già visto in Phantasy Star Online. Oltre a sferrare un colpo singolo premendo una volta A, potrete eseguire una combo di tre attacchi consecutivi pigiandolo più volte al momento giusto. Tenendo premuto A, invece, potrete effettuare un attacco speciale. All’interno dei livelli raccoglierete anche delle sfere che vi permetteranno di effettuare delle magie, che a dir la verità non sono poi molte. Si dividono in curative e offensive, come al solito. Stranamente gli incantesimi non saranno propri del personaggio, ma dovrete raccogliere le sfere che li contengono ogni volta che ricomincerete un nuovo livello. Ancora più stranamente una volta trovate potranno essere usate all’infinito, poiché non esistono limiti al potere magico in FFCC.
Le sfere, così come gli oggetti, possono essere trovate all’interno di bauli oppure lasciate da nemici sconfitti. Gli oggetti sono di diversi tipi. Ci sono quelli per curarsi, che aumenteranno temporaneamente anche le vostre caratteristiche. Ogni personaggio ha i suoi cibi preferiti: più il vostro “oggetto” piacerà al personaggio più cuori (che indicano la vostra energia) ricaricherà. Ci sono gli oggetti da inviare alla famiglia tramite la mogu-posta, in modo da ricevere più doni quando tornerete alla vostra città natale alla fine dell’anno. Ci sono, infine, i pezzi di materiali (ferro, lega, mithril e molti altri) e i progetti di armature o armi. Quando vi addentrerete nelle città, che sono poche, una per continente, potrete portare il vostro progetto e i materiali per realizzarlo al fabbro che, richiedendo qualche moneta d’oro, ve lo realizzerà. Gli oggetti e le armi sono presenti in discreta quantità, nonostante la varietà proposta ad esempio da Phantasy Star Online sia molto lontana. Le città in FFCC non sono altro che delle zone in cui vendere/comprare oggetti, non potrete entrare in nessuna casa. C’è solo una sub quest nel gioco, abbastanza carina, ma soltanto una.
La profondità del gameplay subisce un’impennata giocando in multiplayer, visto che si potranno effettuare attacchi e magie combinate. Potrebbe sembrare una cosa da niente, ma vi assicuriamo che è una feature molto interessante e ben realizzata.
Un gran pregio del gioco è quello di offrire dei livelli molto diversi tra loro, con molti nemici e ambientazione varie. Ci sono sia stage all’aperto che al chiuso, più o meno complicati. Un’altra nota positiva è che più il vostro personaggio diventerà forte più i nemici di tutti i livelli saranno potenti, quindi niente massacri quando verrà l’ora del backtracking.
Il gioco in sostanza offre una lunga esperienza ed un’alta rigiocabilità, risultando valido sia in singolo che in multigiocatore, pur dando il meglio di se in quest’ultima modalità. Badate, non stiamo parlando del divertimento generato dal giocare in compagnia, ma di un oggettivo aumento della qualità del gameplay.

Il contorno

Partiamo dalla storia, che svolge un ruolo marginale. Oltre alla vaga trama principale relativa al miasma, durante l’avventura vi imbatterete in altri avventurieri che vivacizzeranno il vostro viaggio coi loro racconti. Niente di importante, comunque apprezzabili queste scene che smorzano lo spirito bellicoso del gioco. Ogni evento di questo tipo verrà annotato dal personaggio in un diario, insieme agli appunti sugli stage esplorati.
La grafica, come consuetudine per Square, è meravigliosa. Niente di sconvolgente, ma lo stile è adorabile e i tocchi di classe sono moltissimi. Niente esagerazioni nell’uso dei poligoni, solo una sapiente modellazione e un ottimo utilizzo dello texture. Quattro dettagli che fanno capire quanto Square tenga a rendere perfetta la parte visiva della propria opera: l’acqua, che riflette ogni cosa (pur non essendo fisicamente credibile), il cerchio che delimita la zona protetta dentro la quale si muovono i giocatori, che si adatta perfettamente alle superfici poligonali dei livelli, il pelo del moguri, fur-shading stile Rare, gli effetti luce delle zone chiamate “flussi di miasma”. Assenti i soliti filmati in FMV, sostituiti per l’occasione da scenette in real time. In conclusione, un gioiello.
Il sonoro riesce nel difficile compito di essere all’altezza della grafica. Delle bellissime musiche accompagneranno la vostra avventura, memorabile quella in stile celtico dell’introduzione. Ottimi gli effetti sonori, curati nei minimi dettagli (come il rumore delle ruote della carovana). Peccato che non si possa usufruire del Dolby Pro Logic II.
Per concludere, un elogio alla traduzione in italiano che, pur risultando abbastanza ridicola in alcuni casi (la carota stellata diverrà leggenda), nel complesso è sicuramente godibile e anche lontana dagli orrori visti in passato.

Commento

Final Fantasy Christal Chronicle è un buon hack’n’slash, che assicura un’ottima longevità e un grande divertimento, grazie anche alla modalità multiplayer che arricchisce un gameplay già ben strutturato. I difetti che gli si possono attribuire sono una scarsa profondità, in quanto è più semplicistico di altri giochi di questo tipo, e una non eccessiva varietà di armi e oggetti. E’ chiaro che non può piacere a tutti, gli hack’n’slash sono giochi particolari che a molti potrebbero sembrare ripetitivi, e non sarà certo FFCC a farvi cambiare opinione su questo punto.
Lo consigliamo a tutti gli amanti del genere e a coloro che vogliono un buon gioco in cooperativa da affrontare con gli amici, a patto che possiedano un numero adeguato di GBA, e di rispettivi cavetti di collegamento, per giocare.

    Pro:
  • Struttura di gioco semplice ma efficace
  • Buona modalità multigiocatore
  • Grafica e sonoro maestosi
    Contro:
  • Scarsa profondità
  • I GBA, fondamentali in multi, potevano essere meglio sfruttati. L'ingente spesa non è giustificata.

Final Fantasy Christal Chronicles è stato uno dei giochi più attesi per GameCube fin dal momento in cui venne annunciato. Tutto questo hype da una parte ha generato ottime vendite, che sicuramente non sarebbero state così voluminose se il gioco non si fosse chiamato Final Fantasy, dall’altra ha alimentato false speranze nei cuori dei giocatori; è vero che il titolo in questione porta il nome di questa celebre saga, ma ha ben poco da spartire con gli altri capitoli della serie. Perciò, vi avvisiamo fin da ora, se siete intenzionati ad acquistare suddetto gioco con la convinzione di comprare un classico Final Fantasy, quindi un j-rpg, statene alla larga, poiché Christal Chronicle è totalmente diverso. Il miglior modo per godersi questo nuovo e primo gioco dei Game Designers Studio è quello di iniziarlo senza alcun tipo di pregiudizio, senza la pretesa di trovarsi di fronte a un capolavoro o ad un qualsiasi Final Fantasy… in questo modo, statene certi, non ne rimarrete delusi.