Fire Emblem: Shadow Dragon - Recensione  19

Dopo averci deliziato su Wii, la serie di RPG strategici Nintendo sbarca su DS con il remake del primo, indimenticabile episodio.

In Occidente Marth, protagonista di Shadow Dragon, è conosciuto più come uno dei combattenti disponibili in Super Smash Bros. Melee (Game Cube) che come l'eroico principe coinvolto nelle vicende del primissimo Fire Emblem, strategico di Nintendo e Intelligent System prodotto per NES (anzi, Famicom) la bellezza di diciotto anni fa. La serie, infatti, è sempre stata piuttosto di nicchia sia prima che dopo il suo debutto fuori dal Giappone, avvenuto anni fa con il secondo episodio prodotto per Game Boy Advance (il primo fu infatti bellamente saltato, per via dei collegamenti narrativi alle vicende dei prequel su NES). Da allora comunque anche chi non comprende il giapponese ha avuto la possibilità di godere appieno dell'eccezionale qualità di questi RPG strategici, confermata nel corso degli ultimi anni dalle versioni prodotte anche per Game Cube e Wii.

Un'evoluzione o una presa di posizione?

Dal primo episodio che ha ispirato questo remake di acqua sotto i ponti ne è passata, e la serie ha subito piccole ma sostanziali modifiche, nel corso di un ventennio, che l'ha portata ai livelli di eccellenza per i quali è ormai famosa, confermati in questa versione per Nintendo DS. Il plot è rimasto lo stesso: il protagonista si cala nei panni di Marth, principe in fuga intenzionato a vincere la guerra per riconquistare il suo regno, che dovrà confrontarsi con minacce sovrannaturali e potenti armate facendo affidamento sul suo piccolo esercito, assemblato quasi per caso durante le sue peregrinazioni. La storia si sviluppa attraverso dialoghi testuali tra gli artwork dei vari personaggi, e mantiene un buon ritmo che spinge il giocatore a progredire in una campagna che propone personaggi piuttosto interessanti e colpi di scena imprevedibili. Se la narrazione è rimasta la stessa, sebbene aggiornata agli standard odierni sia come testi che ritmo, il gioco invece ha subito alcuni cambiamenti sia rispetto all'originale sia rispetto alla formula collaudata e piuttosto statica delle ultime edizioni. Torna l'ottimo sistema di "morra cinese" che mette in relazione le unità e le loro armi, stabilendo la direzione generale degli scontri: le spade hanno vantaggio sulle asce, le asce spezzano le lance, le lance invece sono più potenti delle spade; in questa trinità si installano le variabili degli incantesimi lanciati dai maghi, degli arceri o delle unità volanti come i cavalieri dei Pegaso o dei draghi. Il giocatore, insomma, deve mettere in campo le unità più adatte all'occasione valutandone attentamente gli spostamenti sulla mappa durante il proprio turno, al fine di prevenire e contrastare il turno del nemico. Il meccanismo è incredibilmente elementare eppure, dopo tutti questi anni, continua a funzionare ottimamente e nonostante la sua semplicità permette l'esecuzione di molteplici tattiche: e dal punto di vista strategico Fire Emblem è ancora la serie che non perdona gli errori, che possono costare la vita delle nostre unità le quali, una volta decedute, resteranno soltanto un ricordo per il resto del gioco, a meno che non si voglia ricaricare la partita. Questa caratteristica tipica della serie è sempre stata lodata per la sfida intrinseca nel mantenere vivi tutti i personaggi fino alla fine, ma anche pesantemente criticata per la frustrazione di dover ricominciare da capo lunghe missioni solo per non ripetere proprio quello stupido errore di posizionamento compiuto al boss di turno. Ebbene, Shadow Dragon allevia questo problema proponendo, per la prima volta, dei save-point sparsi nelle mappe delle missioni. D'altro canto, però, non di rado capiterà di dover sacrificare un membro dell'esercito al fine, per esempio, di poter fuggire dalle truppe nemiche: quel personaggio inevitabilmente morirà. Per bilanciare questa discutibile scelta, Shadow Dragon permette di cambiare addirittura le classi delle varie unità tramite un semplice menù tra una missione e l'altra: sovrabbondanza di cavalieri nel vostro esercito? Vi servono più maghi per la prossima missione? Nessun problema: scegliete uno dei vostri cavalieri e trasformatelo in mago, mantenendo lo stesso livello e le stesse statistiche. Il cambiamento può avvenire in qualsiasi momento senza limiti di sorta, e se a questo aggiungiamo anche la possibilità di evolvere le classi di alcuni personaggi, si intuisce bene quanto sia stato perfezionato e rinfrescato un meccanismo già ottimo e collaudato.

Fire Emblem e il Nintendo DS

Il passaggio di hardware ha comportato da parte di Intelligent System un lavoro certosino per aggiornare l'ormai vetusta cosmesi della serie portatile, il cui punto di forza erano principalmente le splendide animazioni degli sprite durante gli scontri: queste hanno mantenuto la stessa altissima qualità e l'eccellente fluidità, mentre gli sprite hanno subito una leggera trasformazione, essendo ora renderizzati e, perciò, leggermente più realistici. Abituati allo stile cartoonesco della serie, questa scelta inizialmente lascia un po' interdetti ma bastano pochi minuti per abituarsi e apprezzarne l'apparente tridimensionalità. Curatissimi sono anche gli sfondi dei vari combattimenti, e anche le ampie mappe, molto più dettagliate e varie che in passato. Il doppio schermo del Nintendo DS inoltre ha permesso di posizionare il campo d'azione sulla parte inferiore, dove è possibile controllare le truppe e navigare nei menù sia con il touch-screen che con il D-Pad, mentre lo schermo superiore mostra la cartina geografica della zona in cui è ambientata la missione oppure le pagine con le statistiche relative all'unità selezionata. In realtà, l'utilizzo della feature principale del Nintendo DS è limitato a questi semplice - e quasi scontati - particolari; discorso a parte invece per l'online-gaming, per esempio, che in Fire Emblem è abbastanza curato e permette di scontrarsi online con le squadre personalizzate di altri giocatori: una modalità molto semplice e basilare ma indubbiamente gradita. Il pacchetto non poteva non includere la canonica, ottima colonna sonora: dal motivetto iniziale classico della serie, introdotto da una lunga fanfara che da sola emoziona già il giocatore appassionato della serie, alle musiche che fanno da sfondo agli scontri o alle sequenze narrative più drammatiche, tutto il repertorio musicale di Fire Emblem: Shadow Dragon è molto curato, anche se non certo indimenticabile.

Commento

Shadow Dragon non aggiunge nulla di nuovo alla saga, ma mantiene la canonica, solidissima giocabilità che l'ha contraddistinta per più di un decennio. Le semplici feature del touch-screen e del doppio schermo sono perfettamente integrate in una meccanica classica che non sente il peso degli anni, e che saprà ammaliare, complice anche un'avventura fantasy senza enormi pretese e un ottimo comparto tecnico, tutti gli amanti del genere. I fan della serie lo troveranno imprescindibile, tutti quelli che non apprezzano gli strategici a turni non cambieranno idea.

    Pro
  • Un gameplay che non sente mai il peso degli anni
  • Ottimo tecnicamente
  • Supporto discreto per le features del Nintendo DS
    Contro
  • A tratti estremamente difficile
  • Non propone nessuna vera novità per la serie