FlatOut: Head OnFlatOut: Head On - Recensione 

FlatOut arriva finalmente su PSP, dopo la versione potenziata vista su Xbox 360. Stesse modalità, stesso gameplay. Stesso divertimento?

Viulenza!

Sono diverse le modalità di gioco a cui potremo accedere dalla schermata di avvio. Per primo c'è il Carnage Mode, ovvero trentasei prove d'abilità che si sbloccano gradualmente e che ci vedono impegnati in attività davvero eccentriche, che spesso prevedono la morte violenta del pilota della nostra auto: sparato fuori dal parabrezza per raggiungere determinate altezze o per abbattere dei birilli, come se fosse una palla da bowling. Non mancano i deathmatch derby, ovvero le gare in cui ci si scontra con altre vetture finché non sono tutte distrutte e ne rimane una sola capace di muoversi. L'obiettivo del Carnage Mode è semplicemente quello di totalizzare più punti possibile, nell'ottica di un impegno breve e spensierato. Di natura completamente diversa è il FlatOut Mode, una vera e propria modalità carriera in cui ci si muove fra tre (quattro, in realtà) categorie, ognuna costituita da un totale di quasi venti gare diverse, che si sbloccano man mano e si dividono fra corse normali (in cui bisogna tagliare il traguardo per primi) e prove di varia natura. Per accedere a ogni categoria bisogna possedere una vettura adeguata, ma è chiaro che le finanze limitate ci permetteranno, all'inizio, di cimentarci solo con la categoria "derby", dominata da auto sfasciate ed economiche. Vincere una corsa significa guadagnare denaro, che è poi possibile spendere per potenziare la vettura (con tutta la trafila del caso: motore, scarico, cambio, gomme, sospensioni, freni e carrozzeria) o per acquistarne una migliore. La difficoltà cresce di evento in evento, quindi spesso sarà d'obbligo potenziare il veicolo per non essere surclassati dagli avversari. È interessante notare che ogni gara è divisa in diverse corse singole (quindi si tratta a tutti gli effetti di piccoli tornei a punteggio) ma che si può accedere al negozio dei potenziamenti o al concessionario anche fra una sessione e l'altra, se necessario. Una volta racimolato un bel gruzzolo, avremo la possibilità di acquistare una vettura di categoria differente e cimentarci con altre gare, scalando le classifiche e dimostrando a tutti gli avversari le nostre capacità. Il quadro delle modalità viene completato dalla presenza dei singoli eventi (si può scegliere la singola gara, la singola acrobazia, il singolo derby da affrontare) e da un multiplayer wireless sia in locale che online.

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Taglia le curve!

Nonostante la forte connotazione arcade, FlatOut: Head On vanta una rappresentazione abbastanza accurata del comportamento delle auto a trazione anteriore, posteriore o integrale. Ogni vettura viene descritta attraverso parametri differenti di velocità, accelerazione, controllo e resistenza, parametri che possono essere modificati tramite il potenziamento. In tal senso c'è una sorta di "limite di sicurezza", nel senso che difficilmente troverete l'auto economica che, opportunamente modificata, si trasforma in un razzo e brucia veicoli molto più costosi. Ad ogni modo, come accennato in precedenza, l'upgrade è una pratica necessaria se si vuole vincere, in particolare se ci si trova spesso nella posizione di dover recuperare terreno perduto a causa di incidenti. Le collisioni sono all'ordine del giorno in FlatOut, questo è certo, e distruggere il paesaggio in più modi porta a una crescita della barra della nitro. Schiantarsi contro un ostacolo inamovibile, però, è tutt'altro che desiderabile: il pilota viene sparato dal parabrezza e si spalma contro il muro di turno, mentre bisogna premere il pulsante Triangolo per tornare in pista. L'impressione generale è che si ricorre troppo spesso al riposizionamento, perché la rilevazione delle collisioni non è precisa come nella versione del gioco per Xbox 360 e perché il controllo della vettura non sembra sia stato ottimizzato per lo stick analogico della PSP: la risposta alle sollecitazioni non è immediata, dunque per affrontare le curve spesso bisogna operare rapide "botte" di sterzo. In quest'ottica, la nitro ha una funzione importantissima: non solo ci permette di ottenere un'accelerazione istantanea (utile soprattutto quando si rientra da un incidente), ma rappresenta anche un "aggancio" che tira in avanti l'auto quando finiamo lunghi in una curva. Stick a parte, il sistema di controllo si comporta molto bene, utilizzando una configurazione classica: pulsante X per accelerare, Quadrato per frenare, Cerchio per azionare il freno a mano. La nitro si attiva con il tasto dorsale R, mentre il dorsale L ci mostra cosa accade dietro la nostra vettura laddove il pulsante Select ci permette di cambiare la visuale fra le quattro disponibili.

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Realizzazione tecnica

Dovendo tradurre sullo schermo di PSP la grafica vista su Xbox 360, gli sviluppatori hanno dovuto per forza di cose operare dei tagli. I veicoli non sono stati toccati, visto che ancora possiedono dei modelli poligonali piuttosto complessi, dotati di parti esterne che si "smontano" a ogni impatto, mostrando una graduale degenerazione della carrozzeria. La fisica degli oggetti sembra essere rimasta anch'essa perlopiù immutata, cosa che sicuramente richiede un grande impiego di risorse: bisogna tener presente che nel gioco ci si scontra con altre vetture e/o con elementi del paesaggio in continuazione, e che gli oggetti interagibili sono tantissimi. I tagli sono stati effettuati sui tracciati, che mostrano delle strutture poligonali più semplici e, soprattutto, delle texture di bassa qualità. In alcuni casi, ad esempio quando si corre all'interno di una foresta, l'effetto "blur" sul paesaggio ne migliora la percezione, rendendolo quasi fotorealistico. Gli scenari urbani sono decisamente meno riusciti, purtroppo, e il frame rate è tutt'altro che solido: generalmente la grafica scorre in modo abbastanza fluido, ma i cali sono molto frequenti. L'azione viene accompagnata da una colonna sonora firmata, composta da brani rock non molto numerosi, tendenzialmente ripetitiva, e da effetti di buona fattura, discretamente realistici.

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Commento

Si sentiva la necessità di un gioco come FlatOut: Head On su PSP. Un prodotto contraddistinto da un'ottima realizzazione tecnica, che riesce a fare i conti con la versione Xbox 360 senza rinunciare a troppe cose e che, soprattutto, ci offre una scelta di tutto rispetto per quanto concerne le modalità disponibili. Al di là del Carnage Mode e delle sue prove d'abilità, che rappresentano un intrattenimento privo di particolare spessore, il FlatOut Mode è davvero ricco di sostanza fra categorie, gare, potenziamenti e vetture da acquistare. Se a questo aggiungiamo un multiplayer non imprescindibile ma molto interessante, è chiaro che a questa (ennesima?) nuova versione di FlatOut 2 non manca nulla. Peccato solo per il controllo analogico che pare non sia stato ottimizzato per l'uso con la console portatile Sony e dunque richiede un po' di pratica.

Pro Due grandi modalità, un sacco di gare Divertente e coinvolgente Tecnicamente ottimo... Contro ...peccato per i cali nel frame rate Controllo analogico poco ottimizzato Colonna sonora ripetitiva

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