Flight Simulator X - Recensione  1

Quando si parla di simulazione virtuale è solo uno il titolo che viene subito in mente: Flight Simulator. Vediamo cosa ha da offrirci la sua decima incarnazione.

settando il livello massimo di realismo, ci si trova a combattere con tutti i problemi ipotizzabili in una sessione di volo reale

Perché finisco sempre piantato su quell’albero?

così, se siete alle prime armi e volete provare ad entrare in questo mondo fatto di carrelli che si alzano e rotte da seguire, non dovrete scervellarvi subito con le centinaia di fattori che vanno considerati per affrontare ogni volo: basterà settare un livello di realismo basso per poter volare nei cieli e farsi un giretto disimpegnato senza avere troppi crucci per la testa. Certo, così facendo si perde il 99% della bellezza del gioco e, quello che possiamo consigliarvi, è di sfruttare il realismo basso il meno possibile (magari solo all'inizio) altrimenti il tutto diventerà noioso nel giro di poche ore… giusto il tempo di aver assorbito l’effetto meraviglia dovuto alla grafica (di questo parleremo tra un po’). In fondo il bello di un simulatore realistico come questo è proprio la simulazione in sè…

Perché finisco sempre piantato su quell’albero?

Stupisce un po’, francamente, la mancanza di un manuale cartaceo degno di questo nome. È vero che Microsoft ha inserito una vera e propria enciclopedia interattiva all’interno del gioco, ed è vero anche che ci sono moltissime missioni tutorial che insegnano veramente tutto. Però, visto il prezzo (60€ per la versione base e 80€ per la versione Deluxe), qualcosa in più dei foglietti acclusi poteva essere inserita… soprattutto in virtù del fatto che non è bello dover abbandonare un volo per rinfrescare alcuni aspetti che non sono chiari. Insomma, se anche i Flight Simulator iniziano a glissare sui manuali, non si capisce quale sia il vantaggio di acquistare un gioco in negozio piuttosto che in Digital Delivery.

Misteri di una fede

Con il passare degli anni, il definirsi dei generi e il dividersi del mercato in tanti sottosettori, una delle realtà che è riuscita a mantenere una sua identità precisa, creandosi una grossa nicchia di appassionati (si parla di più di un milione di giocatori sparsi in tutto il mondo) è proprio Flight Simulator, serie che dal 1980 (il primo capitolo uscì su Apple II) miete successi e rappresenta il top per quanto riguarda la simulazione di volo civile. Arrivati al decimo capitolo, sono in molti a chiedersi: ma cosa ci trovano gli appassionati in questo gioco? In effetti, per chi guarda il tutto dall’esterno, è inconcepibile divertirsi con le meccaniche apparentemente anti-ludiche di FS: deciso un aeroporto di partenza, bisogna volare verso un secondo aeroporto più o meno lontano passando per una rotta precisa.

per chi guarda il tutto dall’esterno è inconcepibile divertirsi con le meccaniche apparentemente anti-ludiche di FS

Misteri di una fede

Oltre a questo risulta difficile anche capire come molti appassionati cambino PC solo in corrispondenza di una nuova release del gioco, dotandosi di joystick d’avanguardia e altre strane periferiche e, spessissimo, limitandosi a giocare al solo Flight Simulator di turno, fino alla release successiva.
Insomma, sembra chiaro che, per quanto si provi a considerarlo come “normale”, il simulatore per eccellenza abbia creato intorno a sè un mondo a parte che andrebbe esaminato in quanto tale, abbandonando gli schemi tradizionali che si applicano ai giochi di largo consumo. Basta recarsi su uno dei numerosi siti ad esso dedicati, dove si raggruppano le comunità di appassionati, per capire che anche a livello aggregativo ci sono delle differenze rispetto alla massa di giochi e comunità che ormai annacquano il mercato di massa.

Standard o Deluxe?

Come tradizione vuole, anche questo decimo capitolo arriva in due versioni: la standard e la deluxe. La versione standard è invero piuttosto deludente. Rispetto alla versione 2004 ci sono solo alcuni aeroporti in più (parliamo ovviamente di quelli dettagliati… di quelli standard ce ne sono comunque migliaia) e, ovviamente, la grafica migliorata. Si tratta di poco anche in virtù del fatto che chi sta pensando di passare dalla vecchia alla nuova versione probabilmente fa parte della schiera di quelli che passano ore ad attraversare gli oceani e, magari, si sono anche installati qualche aeroporto e aereo extra sfruttando le espansioni amatoriali gratuite o acquistando quelle commerciali (ce ne sono veramente centinaia... parlarne meriterebbe un articolo a parte). Insomma, la versione standard, che comunque economica non è (stiamo parlando sempre di una decina di euro in più sopra la media dei titoli full price), è consigliata solo a chi voglia tentare un primo, semplice approccio con il gioco.

Standard o Deluxe?

Con la versione deluxe le cose migliorano: rispetto all’altra ci sono dieci città, sei aerei e cinque aeroporti dettagliati in più. Anche le missioni preimpostate passano da 30 a 50 e, inoltre, vengono aggiunti un cockpit speciale e la torre di controllo. Le aggiunte non sono poche e danno l’idea di quanto possa apparire castrata nei contenuti la versione standard rispetto alla deluxe.

Che bello, uno slideshow prima di giocare… ah no, è il gioco.

Ma veniamo al vero lato dolente di FSX: la pesantezza del motore grafico. Impostati tutti i dettagli al massimo, con un P4 a 3,4 GHz, 2 GB di ram e una GeForce 7800 GT, non abbiamo ottenuto che una manciata di fps, contabili sulle dita di una mano. Ovviamente non eravamo in grado di giocare visti gli scatti continui, soprattutto quando ci siamo trovati negli scenari più dettagliati (ad esempio quando abbiamo sorvolato New York). Settato il tutto a dettaglio medio, la situazione è migliorata… ma non abbiamo certo ottenuto il salto prestazionale che ci aspettavamo (diciamo che siamo arrivati sui 20 fps di media, tanto per gradire). Ovviamente al livello più basso dei dettagli, le prestazioni sono diventate ottime… peccato però che in questo modo sembra di trovarsi di fronte ad un gioco di tre anni fa. Leggendo in giro per la rete, appare chiaro che il problema è generale: Flight Simulator X richiede un computer pompatissimo per poter girare decentemente con tutti i dettagli al massimo.

la versione standard, che comunque economica non è (stiamo parlando sempre di una decina di euro in più sopra la media dei titoli full price), è consigliata solo a chi voglia tentare un primo, semplice approccio con il gioco

Che bello, uno slideshow prima di giocare… ah no, è il gioco.

Non si tratta di un problema secondario, soprattutto perché buona parte del fascino della serie è dovuto proprio alla rappresentazione ultra dettagliata del pianeta Terra che consente, veramente di rendere unico ogni viaggio da un posto all’altro. Non sono pochi quelli che si fermano ad ammirare questo o quel paesaggio durante i loro viaggi virtuali e, francamente, doverlo fare impoverendo troppo i dettagli rende il tutto meno piacevole, soprattutto se ci si rende conto che a dettaglio basso le differenze rispetto alla versione 2004 quasi non sussistono… e soprattutto che il motore grafico è comunque molto più pesante. Pensando a questo, fanno sorridere i requisiti minimi consigliati (1 GHz di processore, 512 MB di ram ed una scheda con 32 MB di ram) con cui, probabilmente, si riuscirà appena a caricare la schermata dei titoli.

Le missioni e il cockpit tridimensionale

Un capitolo a parte meritano le missioni, aggiunta che va a colmare la mancanza di un lato strettamente “ludico” in quasi tutti i recenti FS (diciamo dal 1998 in poi… che è un po’ la data di svolta della serie). Insomma, Microsoft, probabilmente alla ricerca di nuova utenza (ma la novità potrà far piacere anche ai professionisti della serie), ha deciso di inserire delle vere e proprie missioni strutturate in modo narrativo, in cui si dovranno perseguire degli obiettivi precisi e compiere delle scelte per arrivare ad ottenere dei premi. Niente che possa rivoluzionare la serie, che comunque mantiene tutte le sue altre caratteristiche, ma sicuramente un qualcosa in più che permetterà anche agli scettici di trovare cose da fare in un prodotto che, altrimenti, per loro non avrebbe senso (non è semplice entrare nell’ottica del piacere del volo fine a se stesso).
Altra aggiunta di rilievo, anch’essa comunque deselezionabile cambiando semplicemente visuale, è il cockpit 3D interattivo che piacerà soprattutto a chi dispone di un casco virtuale (periferica che lega i movimenti della testa al cockpit, creando un realismo avvolgente piuttosto inedito), visto che usarlo con il mouse e la tastiera, o anche con un joystick, non gli rende giustizia.

Conclusioni

Flight Simulator X è un passo avanti nella serie ma niente che possa far urlare alla rivoluzione, come vorrebbe mamma Microsoft. Qualche aggiunta c’è ed è pure piacevole (soprattutto le missioni), permettendo di esplorare nuove possibilità più strettamente ludiche. Però ci sono anche dei grossi difetti, che un po’ vanno ad influire sul voto finale: la mancanza di un manuale e, soprattutto, la fluidità generale che è piuttosto scarsa. Aggiungiamoci anche i lunghi tempi di caricamento per avere un quadro tecnico non proprio esaltante (magari si doveva spendere qualche mese in più sull’ottimizzazione). Per il resto siamo di fronte al solito “miglior simulatore di volo civile” sul mercato. Non troverete di meglio in nessun altro titolo. Questo dovrebbe bastare, no?

Pro

  • È il miglior simulatore di volo civile sul mercato… serve altro?
  • Le missioni sono una buona aggiunta
  • Decisamente bello il nuovo motore grafico…
Contro
  • …peccato che sia pesante come Giuliano Ferrara in braccio a Platinette
  • Manca un manuale cartaceo degno di questo nome
  • La versione standard è troppo più povera di quella deluxe

Perché finisco sempre piantato su quell’albero?

Descrivere tutti gli elementi che compongono Flight Simulator X richiederebbe la stesura di un’enciclopedia dedicata all’aerodinamica e ai diversi modelli di aeroplani che sono stati acclusi nel gioco. Senza dilungarci troppo su questi aspetti che ormai, diciamo dalla versione del 1998 in poi, rappresentano l’eccellenza e che non possono essere migliorati più di tanto, possiamo affermare che non esiste niente di più accurato a livello di simulazione. Settando il livello massimo di realismo, ci si trova a combattere con tutti i problemi ipotizzabili in una sessione di volo reale. Condizioni atmosferiche, difficoltà specifiche dei diversi modelli di aereo, vuoti d’aria e chi più ne ha più ne metta. A questo livello diventa un’impresa anche sollevarsi in volo, almeno per il neofita. Ma non fatevi spaventare: FSX consente d’impostare il livello di realismo in modo da adattarsi al livello di abilità e di conoscenza del singolo giocatore;