Formula One 2002  0

Dopo il discreto Formula One 2001, Studio Liverpool (conosciuta dai più come la celeberrima Psygnosis) confeziona un sequel che dovrebbe rappresentare la summa del gioco di guida di Formula 1, rinnovando e migliorando l'accettabile prequel.

Argomento scottante

Sebbene un anno dopo l’introduzione di Playstation in Europa, Psygnosis (o meglio, Bizzarre Creations per conto degli sviluppatori di Wipeout e Destruction Derby) abbia introdotto quel best seller chiamato Formula 1, destinato a generare un sequel all’anno (a mò di un qualsiasi franchise etichettato EA Sports) per via dell’ ottimo riscontro registrato presso il pubblico e (leggermente meno) dalla stampa del settore, un prodotto che sia convincente dal punto di vista prettamente tecnico, nonché vincente dal punto di vista della giocabilità, non è ancora fra noi poveri videoplayers.
Lo deve aver pensato anche Studio Liverpool (guarda caso, ex Psygnosis), software house responsabile di Formula one, il brand videoludico a 4 ruote di sony (il cui capostipite, l’edizione 2001, è attualmente acquistabile a prezzo budget), che si presenta con questo secondo installment, che, sulla carta, dovrebbe rappresentare un passo in avanti del genere.
Dovrebbe...

L’offerta

Un full motion video di discreta qualità (che sarà apprezzatissimo dai fanatici del Widescreen, vedere per credere), c’introduce in questo Formula One 2002, traboccante di opzioni e di modalità di gioco.
Rispetto al predecessore, sembra che Studio Liverpool abbia presentato la sua offerta videoludica pensando soprattutto ai fan dei giochi arcade piuttosto che ai maniaci della simulazione esasperata, come si evince dalla schermata principale, di default settata sulla modalità Arcade (suddivisa in 3 sottocategorie: gara libera, testa a testa e, la più importante del lotto, campionato). Lo sforzo profuso per consegnare all’utente finale un gioco quanto più possibile vicino alle differenze d’abilità tra veterani e novellini, è evidenziato dalla possibilità di scegliere il livello di difficoltà (3 ivi implementati) e abilitare (o meno) tutta una serie di aiuti (assenza di danni, nessun usura per freni e gomme, freno assistito, fra gli altri) e di regole (nessuna bandiera svolazzante, nada infrazioni, nisba limitazioni varie).
Per chi però non accetta di scegliere solo la monoposto e gareggiare sulla pista, senza giri di prova e qualificazione, è presente una modalità, dall’esplicativo nome “simulazione”, pensata per chi non vive senza modificare il proprio mezzo, che non accetta di partire primo senza aver fatto bruciare la polvere agli avversari nei giri qualificazione.
Di sicuro, Studio Liverpool ha creato un prodotto che s’addice sia ai fan dei videogiochi arcade (o comunque, senza troppe pretese), sia a chi cerca qualcosa di più elaborato di una semplice routine “scegli l’auto, gareggia sul circuito x, poi su quello y, sino a vincerli tutti”.

L’offerta

Purtroppo la giocabilità, di per sé più che discreta (una volta imparata la conformazione di ogni tracciato, il tutto diventa abbastanza divertente), viene minata da un comportamento dei piloti avversari, che si potrebbe definire a metà tra il “destructionderbyano” e l’aspirante suicida, vista la tendenza a buttarsi addosso alla vostra povera monoposto che, sebbene in modalità “arcade” ne esca fuori con una piccola perdita di velocità ed un mezzo testacoda, nella modalità simulativa può costarvi molto caro, anche l’eliminazione a pochi secondi dall’inizio gara, parecchio frustrante se invece simil sorte capita dopo una serie di giri (decisi dall’utente nelle opzioni) ben effettuati.
Una maggiore limatura alle intelligenze artificiali che sfrecciano veloci nel pacchetto videoludico allestito dall’ex Psygnosis avrebbe giovato notevolmente al (seppur) discreto gameplay.

Cosmesi ed audio

L’anno di tempo che intercorre fra questo Formula One 2002 ed il prequel, ha di sicuro giovato a Studio Liverpool, fermo restando come quel capolavoro nomato Gran Turismo sia sempre il pinnacolo più alto, sotto al quale ogni racing game (qualsiasi console esso rappresenti) deve prostrarsi dopo obbligatorio (a quanto sembra) pellegrinaggio; l’inclusione del selettore 50/60 hz è la prima nota positiva registrata durante il test, i sessanta fotogrammi al secondo (o 50, per chi non ha un televisore compatibile con la modalità a sessanta hz) gestiti dall’engine grafico, uniti ad una velocità adeguata dello scrolling, compiacciono lo spettatore, finchè occasionali rallentamenti (soprattutto se in curva, con la visuale esterna e alcune macchine ravvicinate) spuntano magicamente all’orizzonte; le monoposto sono ottimamente realizzate, sebbene il bump mapping che le adorna non sia in tempo reale (Environmental, per i puristi), come (guarda caso) il capolavoro di Poliphony Digital. I fondali sono caratterizzati da una piccola dose di flickering e draw in e (in taluni casi) dalla povertà degli stessi, senza contare il flagello Aliasing (oramai assorto al ruolo di difetto storico di Playstation 2).

Cosmesi ed audio

Selezionando la modalità denominata “spettatore”, però, escono a galla falle dell’engine grafico, ravvisabili, durante il gioco vero e proprio, solo da un occhio critico: se è vero che i meccanici godono di una buona realizzazione, fatta di un adeguato numero di poligoni, è anche vero che le mani somigliano paurosamente alle zampette dei pinguini (vedere per credere) mentre le braccia, quando protese verso il basso, ricordano i rami di alberi secolari; ancora, la definizione delle texture dei palazzi, alberi e striscioni è tra le più basse mai viste nell’ancor breve vita del 128 bit targato Sony mentre il frame rate, da sessanta fps con momenti in cui si assesta intorno alla metà, ribalta la situazione, presentando una fluidità aggiornata ogni trentesimo di secondo, con (rari) picchi degli agognati 60 frame. Le visuali utilizzabili sono 3: in prima persona con ben visibili il muso del proprio bolide e le mani (discretamente realizzate, comunque molto meglio di Gp4, imho), in prima persona, ma ancora più ravvicinata (visibili il davanti della monoposto e gli utilissimi specchietti retrovisori), nonché la classica visuale esterna, sebbene sarebbe stato d’uopo inserirne una seconda esterna con punto di vista più lontano dal bordo dello schermo (Virtua Racing docet).

Cosmesi ed audio

Una cosmesi, in soldoni, contrastante: tra sbuffi di motore, auto che si rompono, alcuni riflessi ben implementati ed una sensazione di velocità decisamente marcata (senza scordare il selettore 50/60 hz, sempre più implementato, finalmente), dispiace non poco vedere una patina d’Aliasing ammantare le piste, la complessità poligonale delle auto che cambia con inusitata celerità e rallentamenti che non si riscontrano quando, ad esempio, con la visuale puntata alle nostre spalle, una buona dozzina di avversari insegue il nostro alter ego fatto di textures e poligoni (tralasciando, ovviamente, la già citata modalità per i novelli spettatori che degrada di molto la valutazione visiva di Formula One 2002).
La realizzazione del versante sonoro di Formula One, edizione 2002, sembra essere stata interessata da un maggiore impegno, iniziando dalla pertinente cronaca delle nostre gesta, ad opera del mitico Andrea De Adamich, nonché di Claudia Peroni, continuando con gli ottimi e realistici effetti sonori (il pubblico scalmanato, le auto che fanno broom broom, le comunicazioni dei meccanici dal box, ansiosi di smontare il vostro mezzo), scemando però sul versante musicale, dove musiche techno di fattura più che discreta mal si adattano con una gara di Formula 1.

Commento

Formula One 2002 non è il capolavoro del genere che si attendeva con trepidazione per colmare un vuoto che da troppi anni si è venuto a creare. Graficamente convincente ma con alcune pecche di troppo facilmente evitabili con qualche mese extra di programmazione, sicuramente, con una sezione audio ben implementata (musiche poco in tema a parte) ed un occhio di riguardo per il videogiocatore che vuole un racing game di Formula 1 non troppo difficile e più vicino ai buoni vecchi arcade, Formula One 2002 è un acquisto da tenere in considerazione solo se volete assolutamente emulare le (fantastiche) gesta di Schummy e Barrichello.
Rimane pur sempre il miglior esponente del genere per Playstation 2, sebbene di qualità soltanto discreta.

    Pro:
  • Pensato per chi ama gli arcade e per chi vuole una simulazione
  • Realizzazione grafico-sonora per certi versi molto buona……
    Contro:
  • ….ma per altri non esente da critiche, alcune facilmente evitabili
  • Giocabilità discreta

Ricordiamo, in chiusura di recensione, che nella confezione è presente anche quest’anno un secondo dvd, con interviste e filmati esclusivi, riferiti alla stagione passata, mentre nel dvd ospitante il gioco ci sono alcuni extra da sbloccare proseguendo nel gioco.

Argomento scottante

Ci sono tipologie videoludiche stracolme di capolavori, altre con pochi esponenti di spicco, ma ben poche sono quelle dove la quasi totalità della produzione videoludica vaga nella mediocrità generale; a voler dare un senso a questa intro, si potrebbe (con malcelata facilità) aprire una disquisizione, affermando che i fanatici di picchiaduro possono sollazzarsi con capolavori come Tekken 4, Capcom Vs Snk 2 e Virtua Fighter 4, gli amanti dei giochi di ruolo (con combattimenti a turno o in tempo reale) si emozionano con le celeberrime saghe di Final Fantasy e Zelda mentre i patiti del volante perdono la testa con i vari Gran Turismo (e relativa “espansione” Concept), Burnout, Colin Mc Rae Rally e compagnia bella.
I fans di Schumacher, Fisichella, Barrichello e di tutto il circus della F1, però, sono all’asciutto da una vera e propria killer application nel (sotto) settore dei racing game “formulaunistici” da anni ed anni.