Freedom: First ResistanceFreedom: First Resistance 

La recensione di Freedom: First Resistance, avventura in prima persona della Red Storm Entertainment.

Freedom: First Resistance Freedom: First Resistance

Cattivi? No... Cattivissimi!

A questo punto vorrei fare una piccola considerazione che riguarda un po’ tutto il modo di fare intrattenimento della cultura Stelle e Strisce ed in generale di quella Anglosassone.
Nei film, nei libri ed ovviamente anche nei giochi si assiste ad una netta e marcata distinzione tra il bene e male, quasi non si voglia confondere lo spettatore/giocatore, ed anzi queste differenze sono marcate fino all’inverosimile.
Il cattivo non solo è cattivissimo ma è di solito anche brutto, non ha nessun alto positivo, insomma il peggio del peggio (o come direbbero a Napoli, 'Na schifezza).
Come tutti sappiamo la vita reale ci offre ben altro (magari fosse così facile!), non esiste solo il bianco o il nero, ma soprattutto tante sfumature di grigio.
A mio avviso questo modo di fare le sceneggiature, soprattutto per la nostra cultura, rende l’esperienza simulativa poco reale, insomma non ci si immedesima molto nel personaggio e nella storia.
Vorrei portare un esempio lampante di come i giochi cambiano quando le cose vengono affrontate in maniera diversa, facendogli assumere uno spessore totalmente diverso: Final Fantasy VII.
Chi ha giocato all’immenso capolavoro della SquareSoft, sa benissimo a cosa mi riferisco.
La trama è “adulta” ed incredibilmente articolata, ma soprattutto il bene e il male si mischiano in maniera estremamente complessa ed affascinante.
Non solo c’è la morte di Aeris per mano di Sephiroth (già solo questo episodio ha dell’incredibile nello scontato mondo dei videogames, insomma e come far morire la Principessa di Mario Bros a metà gioco), ma tutto il resto, dal pianeta morente alle intricate vicende dei personaggi è assolutamente affascinante. Lo stesso Sephiroth non è solo carnefice, ma è anche vittima e viene rappresentato di una bellezza unica ed inquietante.
Scusate questa dissertazione, ma è evidente che non ci si po’ più accontentare della solita minestra fatta di Alieni cattivi o di libertà da raggiungere, anche se questa è realizzata da una scrittrice di successo.
O no? In fondo stiamo parlando “solo” di videogames?
Torniamo a Freedom che è meglio...

Freedom: First Resistance Freedom: First Resistance

Ma la trama allora com’è? E il resto?

Non vorrei essere frainteso per quello che ho appena detto, d’altronde la trama di Freedom è molto interessante e rappresenta uno degli aspetti più belli del gioco, solo che si articola su un Background che sa di Dejà-Vù. Io credo che i videogiocatori si meritino qualcosa di veramente originale e che i videogiochi di qualità non sono solo quelli dove ci sono gli effetti 3D dell’ultimora, ma soprattutto quelli che hanno una trama dallo spessore notevole.
Non vi ho ancora detto che tipo di gioco è Freedom. Se proprio lo dobbiamo collocare in un genere direi che è un Avventura/Arcade in 3D. Comandiamo il nostro personaggio grazie al Mouse ed alla tastiera e lo vediamo da una visuale in terza persona che oggi va tanto di moda (Severance, Rune, Heavy Metal FAKK2, Oni e chi più ne ha ne metta).
Il metodo di controllo necessita di un certo periodo di adattamento soprattutto per ciò che riguarda l’uso del mouse. Esiste, come era più che lecito aspettarsi, un inventario e una mappa che ci illustra, oltre alla locazioni, anche le informazioni sulle missioni che dobbiamo portare a termine.
Con il proseguire del gioco ci sarà la possibilità di comandare anche altri personaggi, e di riunirli in un team, anche l’IA si comporta in maniera dignitosa assolvendo in pieno allo scopo.
Come ogni buon avventura c’è la possibilità di scegliere le risposte nei dialoghi e da queste dipenderà tutto lo svolgimento del gioco. Le sezioni di combattimento sono interessanti, ma la maggior parte delle volte è consigliabile non ingaggiare lotta e passare inosservati come gatti neri nella notte.
Da un punto di vista grafico ci sono alcune considerazioni da fare. Salta subito all’occhio che il motore grafico è quello di Rainbow Six, adattato all’occasione. Il risultato? Beh il gioco ha una grafica buona per un prodotto di 2 anni fa, di certo non raggiunge gli standard attuali. Non mi sono piaciute troppo nemmeno le locazioni, ma soprattutto le texture avrebbero avuto bisogno di una maggiore cura.

Freedom: First Resistance Freedom: First Resistance

Conclusioni

Purtroppo il gioco è tutto in inglese e questo insieme ad una certa difficoltà globale potrà tenere lontano alcuni acquirenti, ma per il resto non mancherà di interessare tutta la numerosa schiera di appassionati dei giochi di questo tipo, anche se in commercio ci sono titoli ben più divertenti.
Comunque sbrigatevi prima che i Catteni l’abbiano vinta definitivamente!

Una bella mattina...

Accade un evento straordinario, almeno per il mondo dei videogames: la terra è invasa dagli Alieni!
Certo che questo è uno degli eventi più ricorrenti in assoluto, anche se ci verrebbe da chiedersi come mai l’universo è pullulato da civiltà il cui unico scopo è quello di schiavizzarci.
Ad ogni modo l’impresa riesce questa volta ai Catteni, che sono i cattivoni di turno e che in men non si dica ci riducono in schiavitù, grazie ad un attacco veloce ma letale a cui non riusciamo a porre un’opportuna resistenza.
Noi impersoniamo Angel, una dei sopravvissuti, che ora vive in una città in rovina insieme ad altri umani, ma che vede in un movimento di resistenza l’unica via di uscita per lei e per la sua gente.
Queste ed altre sono le gesta narrate in una trilogia di una nota scrittrice di fantascienza che si chiama Anne McCaffrey’s e da cui prende spunto questo nuovo gioco dei Red Storm.

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