Front Mission 4Front Mission 4 

Squaresoft torna sul campo di battaglia dei wanzer per la quarta volta. Sarà di nuovo vittoria?

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Così lontani, così vicini

Come da tradizione, la storia che fa da sfondo alle vicende di Front Mission 4 si svolge in un futuro non troppo lontano, all’interno di uno scenario internazionale fantapolitico ben congeniato. Il plot si dipana attraverso la narrazione delle avventure parallele dei due protagonisti principali, Elsa e Darril, impegnati inizialmente sul fronte europeo e sudamericano, ma destinati a condividere una missione comune. La trama è decisamente complessa e densa di personaggi (al punto che ci riserviamo di trattarne in questa sede) e svolge più che egregiamente il proprio lavoro di “collante” tra uno scenario di gioco e l’altro. Da notare come la storia riesca a rendersi assolutamente coinvolgente nonostante venga illustrata quasi esclusivamente tramite schermate fisse e box di testo, metodo poco spettacolare ma comunque tipico dell’opera made in Squaresoft. Piatto forte di Front Mission 4, inutile dirlo, è però costituito principalmente da due fattori, ovvero dal setup di wanzer e piloti e dallo scenario di battaglia vero e proprio. Il primo di questi due elementi, in particolare, sembra essere stato il maggiore beneficiario di novità per quanto riguarda questo quarto episodio della saga. Anzitutto, è stata ampliata l’importanza dei piloti nell’economia di gioco: l’esperienza accumulata da questi ultimi durante gli scontri può essere infatti spesa per acquisire skill e abilità varie utili per effettuare inedite azioni sul campo di battaglia o per incrementare le proprie capacità, come il range di movimento o l’affinità con un determinato tipo di arma. La grande quantità di scelte disponibili in questo senso lascia all’utente la piacevole libertà di poter plasmare il proprio party creando piloti con caratteristiche congeniali al proprio stile di gioco o alle proprie necessità. Ancora più vaste sono poi le possibilità di customizzazione dei wanzer: al di là di aspetti accessori quali nome e colorazione, i mech di Front Mission 4 vanno modificati dal giocatore soprattutto in relazione alle parti meccaniche che li compongono e alle armi da utilizzare poi sul campo di battaglia. Questi vari elementi, acquistabili negli appositi negozi, modificano sensibilmente le performance dei wanzer e richiedono un’attenta giustapposizione da parte dell’utente: le componenti fisiche dei mech (braccia, torso e gambe), le diverse tipologie di armi disponibili (mitragliatrici, fucili, lanciamissili, fucili di precisione, bazooka, lanciagranate e corpo-a-corpo) più le parti extra (zaini di diverso tipo e scudi) offrono diverse caratteristiche che vanno attentamente ponderate, il tutto con un occhio di riguardo al peso totale del wanzer, che non può superare la potenza che questo stesso è in grado di erogare. Insomma, preparare al meglio la propria truppa alla battaglia richiede tempo e cura, cosa che gli appassionati di strategia non mancheranno sicuramente di apprezzare.

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Only people that have been on the battlefield know what I mean

Terminata l’opera di setup, è tempo di scendere effettivamente sullo scenario di gioco vero e proprio e dare inizio agli scontri. Front Mission 4 non presenta sconvolgimenti sul piano della struttura ludica di base, di cui peraltro non sentirebbe nemmeno il bisogno data la sua granitica solidità. Lo schema è dunque quello classico dei titolo strategici: ogni unità sotto il controllo del giocatore possiede un determinato numero di AP (Action Points) che vanno spesi per effettuare le azioni di movimento, di attacco o di sfruttamento di abilità speciali. Ci sono invece diverse novità relativa alla fase di scontro tra due unità: oltre alla presenza di nuove tipologie di armi (ognuna delle quali è caratterizzata da diversi valori di potenza, precisione e raggio d’azione) e zaini speciali, Front Mission 4 è arricchito dal cosiddetto Link System che consente di determinare dei collegamenti tra due o più piloti nella fase di setup, che si materializzano poi sul campo di battaglia sotto le vesti di aiuti reciproci tra queste stesse unità nel corso di un’azione di attacco o di difesa. Ad esempio, se un proprio wanzer si accinge a colpire un avversario, la presenza nelle vicinanze dello scontro di una o più unità a questo collegate consente l’esecuzione di un attacco collettivo decisamente più dannoso per il nemico. Elemento questo che aggiunge profondità a un titolo già di per sé complesso, avvicinandolo ai gusti dei tattici dai palati più fini ma allo stesso tempo allontanandolo dall’utenza più comune. Le varie missioni che compongono Front Mission 4 si dimostrano tutte assai coinvolgenti, anche se soffrono di alcuni difetti che ne minano, seppur non di molto, il giudizio globale. In particolare, la AI degli avversari non sempre si rivela all’altezza, rendendo le azioni nemiche prevedibili e spesso poco intelligenti e facilitando enormemente il progresso nel corso del gioco per gli utenti più smaliziati. Sono poi individuabili alcune ingenuità, più che e vere proprie lacune, come ad esempio la scarsa utilità di certe armi e zaini speciali e il meccanismo di scelta di uno fra i tre diversi tipi di armatura dei propri wanzer, selezionabile esclusivamente prima della battaglia quando si è totalmente all’oscuro delle caratteristiche offensive degli avversari. In linea di massima, comunque, Front Mission 4 è in grado di divertire ed appassionare chiunque si trovi attratto dalle sue meccanica di gioco, mentre difficilmente potrebbe riuscire a catturare l’attenzione dei neofiti, sia a causa della sua complessità di fondo sia soprattutto perché manca di una realizzazione grafica particolarmente appariscente. Assolutamente degno di nota invece l’accompagnamento musicale, caratterizzato da motivi orchestrali accattivanti e perfettamente in linea con l’atmosfera delle battaglie del gioco.

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Commento

Pur non presentando grosse innovazioni dal punto di vista del gameplay né potendosi fregiare di una cosmesi propriamente esaltante, Front Mission 4 non fa fatica ad imporsi come un ottimo tactic-rpg, riproponendo in maniera fedele e precisa le ottime meccaniche di gioco che hanno da sempre caratterizzato la serie. Penalizzato esclusivamente da una AI non brillantissima e da alcune ingenuità concettuali, il titolo Squaresoft scorre via in maniera fluida, diviso tra intense fasi di setup dei wanzer e appassionanti battaglie, il tutto sorretto da una colonna sonora ispirata ed evocativa. Insomma, non sarà il massimo della freschezza, ma Front Mission 4 rimane comunque un acquisto caldamente consigliato agli appassionati del genere.

Pro: Fase strategica molto curata Storyline appassionante Colonna sonora ottima Contro: AI non entusiasmante Qualche difetto qua e là Grafica solo sufficiente

Per quanto abbia visto la luce su SNES diversi anni or sono, l’originale Front Mission può essere considerato tuttora come uno dei più grossi atti di meschinità di una software house nipponica nei confronti dell’utenza occidentale. Titolo di eccezionale caratura qualitativa e per certi versi precursore dei tempi, il tactic-rpg di Squaresoft non varcò mai i confini giapponesi, evidentemente considerato come poco appetibile al pubblico statunitense ed europeo. E la cosa andò avanti fino al terzo episodio, quando magicamente la serie di Front Mission sbarcò sul suolo americano. E’ facile pensare che una simile decisione sia stata dettata da un interesse economico di Squaresoft (vertente sull’enorme base installata di PlayStation) piuttosto che da un tardivo “mea culpa” rivolto ai giocatori yankee, ciò nonostante l’importante è stato poter godere dell’ottimo Front Mission 3 in un idioma comprensibile. E la storia, fortunatamente, si è ripetuta anche per il qui presente Front Mission 4.

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