Full Spectrum WarriorFull Spectrum Warrior 

In medio oriente, due squadre di militari americani hanno bisogno di un comandante e quel comandante sei tu! Full Spectrum Warrior, la recensione.

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La vita dei soldati è sempre difficile…

L’interfaccia ed il metodo di controllo sono ben realizzati, prendere coscienza delle varie possibilità, che il gioco offre, poteva essere un ostacolo non da poco, ma i Pandemic Studios sono riusciti a trovare soluzioni efficaci ed intuitive. Ad esempio, muovendo lo stick destro compare un indicatore con dei cerchi gialli, che simboleggiano le posizioni che prenderanno i componenti della nostra squadra una volta assegnato il comando di posizionamento ed, ovviamente, in base alle caratteristiche dell’ambiente le posizioni cambieranno. Il team leader sarà sempre in testa al gruppo e tutti i componenti si disporranno nel modo migliore a seconda di dove si indicherà. Posizionando il cursore nella prossimità di un angolo, i nostri uomini si disporranno in fila indiana, ed inizialmente saranno appiattiti contro il muro, indirizzandoli dietro ad un veicolo, o verso un qualsiasi altro oggetto che può funzionare da protezione, vedremo i nostri uomini muoversi e sistemarsi già inginocchiati per esporsi il meno possibile al fuoco nemico. Altro esempio del sistema ad icone è la rappresentazione tramite uno scudo sulla testa dei nostri uomini, o su quella dei nemici, che compare quando questo è in un’area coperta o sicura. La modalità di campagna principale dura tra le 10 e le 15 ore a seconda del livello di difficoltà scelto, a questo proposito bisogna dire che facile e difficile non sono calibrati nel migliore dei modi, presentando soluzioni troppo semplici oppure passaggi parecchio impegnativi. Il sistema di salvataggio propone dei save point automatici, la cui frequenza dipende dal base al livello di difficoltà. Lo sviluppo dei livelli è lineare, in alcuni, inoltre, sono presenti zone della città perfettamente visibili, ma inaccessibili dai nostri soldati, probabilmente per limitare il campo di gioco e per focalizzare l'attenzione del giocatore sui percorsi da compiere, ma con una perdita sotto il profilo della credibilità dell’ambientazione. Come detto in precedenza, non sarà possibile mirare e sparare direttamente, ma i nostri uomini da questo punto di vista saranno totalmente autonomi. Durante le missioni, però, sarà possibile scegliere ed utilizzare le granate, oggettini che saranno fondamentali per superare alcuni passaggi. Se durante i livelli si troveranno rifornimenti di munizioni, non si troveranno nuove granate, nè quelle a gas, utilissime per impedire la visuale ai nemici, ed effettuare delle sortite, nè quelle a frammentazione dalle funzioni più distruttive. Riguardo al fattore di danneggiamento, una delle feature più apprezzabili durante il gioco è proprio la possibilità di danneggiare parecchie strutture: vedere le auto che cadono pezzo per pezzo sotto i colpi del mitragliatore, offrendo sempre meno copertura alla nostra squadra o ai nemici, oppure distruggerle totalmente con un colpo di lancia razzi, aumenta ulteriormente il realismo del gioco e la sua spettacolarità.

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Nessuno è perfetto

Il titolo THQ, per quanto si dimostri divertente, non è perfetto e presenta alcune mancanze e piccoli difetti. Riguardo a questi ultimi, durante lo svilupparsi delle missioni, e soprattutto mentre le si ripete, ci si accorge della quantità di script utilizzati per la gestione dei nemici. Purtroppo, i cattivi di turno si trovano sempre nelle stesse posizioni ed agiscono sempre nello stesso modo, nel ripetere una missione più che aspettarci delle sorprese, ci si concentra sull’ottimizzare la tattica da utilizzare per completare il tragitto nel migliore modo possibile. Anche l’Intelligenza Artificiale dei nemici non rappresenta lo stato dell'arte, in determinati frangenti le loro reazioni non sono particolarmente intelligenti, come ad esempio in presenza di granate sul suolo, oppure quando il loro nascondiglio viene distrutto. A questo proposito bisogna sottolineare che queste considerazioni non valgono per i nostri soldati, le loro reazioni ed il loro comportamento sul campo di battaglia sono decisamente migliori e più efficienti. Parlavamo di mancanze, queste si notano non tanto per colpa dei programmatori, ma al contrario proprio grazie al loro lavoro. Full Spectrum Warrior si dimostra decisamente appagante e quando ci si trova davanti ad un gioco che diverte e soddisfa come il titolo dei Pandemic Studios, ogni utente chiede qualcosa in più. Ad esempio ci si domanda perché non è possibile entrare anche negli edifici, magari in quelli dove si trovavano i nemici, per bonificare del tutto l’area, o magari per utilizzare le strutture per ottenere vantaggi strategici. Oppure ci si chiede perché l’azione si svolga tutta a terra, quando una squadra potrebbe salire su un tetto per controllare meglio un’area, o magari perché i nostri militari non possono utilizzare alcuni dei veicoli presenti nei livelli. Durante le missioni in FSW si potrebbe infatti dimenticare che la meccanica di gioco è nata esclusivamente come simulatore di tattiche in territorio ostile per due squadre di militari di soldati e, quindi, l’inserimento di tutti gli altri fattori, elencati precedentemente, avrebbe potuto sviare dall’obiettivo principale.

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Tecnicamente parlando

Dal punto di vista tecnico, i Pandemic Studios hanno fatto un ottimo lavoro. Graficamente FSW è un gioco di notevole impatto, uno dei suoi punti di forza è senza dubbio il sistema di illuminazione unito al design dei livelli. L’atmosfera che viene proposta nel gioco è tra le più evocative nel genere, il level design è riuscitissimo, ricco di piccoli particolari che incrementano il realismo delle aree. Sicuramente validi sono anche il sistema di gestione delle particelle, che diventa fondamentale in una delle missioni nel gioco ambientata durante una tempesta di sabbia, cosi come le texture ad alta risoluzione che ricoprono i vari ambienti e modelli. Full Spectrum Warrior utilizza l’Havok Engine nella gestione della fisica in game e ne sfrutta le caratteristiche in particolare per quello che riguarda il danneggiamento dell’area di gioco. Molti oggetti sulla scena possono essere distrutti, come casse o veicoli, altri possono essere solo danneggiati ed eventualmente perdere in parte o del tutto la loro funzione di protezione dei personaggi come ad esempio alcuni muri. Nota di merito, infine, per le animazioni delle nostre squadre, che ricalcano benissimo i movimenti e l’andatura dei soldati reali nelle diverse situazioni di combattimento. Anche il settore audio non è trascurato, le musiche sono molto simili a quelle sentite in certi film hollywoodiani, ad esempio Black Hawk Down, e cambiano l’intensità o ritmo in base all’andamento della missione. La parte più curata invece è senza dubbio quella degli effetti sonori, che, grazie al pieno supporto Dolby Digital, ci trasporta direttamente in mezzo al campo di battaglia. Lo stesso dicasi per tutto il lavoro di doppiaggio nelle voci dei nostri soldati, non solo qualitativamente eccellenti, ma anche numerose e diverse tra loro . La versione italiana presenta sottotitoli, ma per fortuna lascia inalterate le voci in inglese dei soldati, che rendono sicuramente meglio l’atmosfera di guerriglia che ci attende in Full Spectrum Warrior.

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Multiplayer, replay e Bonus

La modalità multiplayer in Full Spectrum Warrior è divisa in due parti: una consente lo scambio dei nostri migliori replay, l’altra è quella di gioco vero e proprio, che offre, tramite Xbox Live, la possibilità di giocare in cooperative, con un nostro amico, tutti i livelli della modalità singolo giocatore. I giocatori supportati sono due ed intuitivamente ad ognuno va il controllo di una squadra. Purtroppo non sono state offerte modalità differenti. Purtroppo, perché la gestione del cooperative si dimostra particolarmente indovinata, combinando il lavoro di squadra di due "comandanti virtuali" con tattiche e strategie differenti. Come accennato prima, abbiamo la possibilità di salvare Replay, che nel più classico dei modi possibili, ripropone le nostre missioni dall’inizio alla fine. Altra Feature interessante è la modalità “Army Version“ sbloccabile tramite un codice particolare, che permette di avanzare nelle missioni con un set di regole ed un livello di difficoltà diverso da quelli selezionabili nel gioco normale.

Commento

Full Spectrum Warrior è un titolo che attualmente non ha alcun concorrente diretto, il cui difetto principale è che la campagna in singolo è un po’ troppo corta, soprattutto se messa in relazione con tutte le altre qualità espresse dal gioco. Il gioco dei Pandemic Studios, probabilmente, è solo il primo capitolo di una nuova serie, che non solo pone delle ottime basi per il futuro, ma allo stesso tempo risulta uno dei prodotti più divertenti ed appaganti degli ultimi mesi. Pro: Grafica eccellente Meccanica di gioco appagante Senza paragoni nel genere Contro: Comportamento nemici scriptato IA nemica non perfetta. Un pò troppo breve

Il progetto Full Spectrum Warrior è nato come una simulazione di allenamento commissionata dalle forze militari americane, con lo scopo di poter insegnare le strategie di base al loro corpo di fanteria leggera. Con il tempo Pandemic Studios e THQ hanno deciso di riproporlo sottoforma di videogioco. Una delle cose più difficili in sede di recensione è cercare di descrivere correttamente il genere, a cui appartiene il gioco in questione. L’ultima creazione Pandemic non ha un’identità ben definita, prende alcune parti dagli action game in terza persona, altre da titoli di strategia, altri da simulazioni militari, fondendo il tutto in un gioco dall’impostazione, al momento, unica. Prima cosa da chiarire, chi si aspetta uno shooter in terza persona non rimarrà soddisfatto da FSW, infatti, lancio di granate a parte, non è possibile prendere il controllo di uno tra i personaggi e sparare o mirare autonomamente. Il compito del giocatore in FSW è quello di comandare e guidare sul campo di battaglia due squadre di soldati, composte ognuna da quattro elementi, ma senza il controllo diretto degli stessi. Il gioco inizia con una missione di training, questo particolare livello si deve affrontare obbligatoriamente, ed è probabilmente un bene per tutti i giocatori. Il training si dimostra veramente di ottima fattura, dura circa un’ora, e state sicuri che una volta terminata questa formalità si conosceranno tutte le tecniche e tutte le strategie da adottare durante il gioco. Successivamente tramite dei filmati di intermezzo e presentazione, tutti sempre molto curati, verremo a conoscenza dell’identità dei componenti delle varie squadre, infatti in FSW nulla è lasciato al caso, e non dovremo comandare semplicemente il soldato A o B, ma ogni membro dei nostri team, possiede un background, una propria storia che permetterà di immedesimarci maggiormente con i nostri uomini.

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