Galactic Civilizations II: Dread Lords - Recensione  0

Dai temi per il desktop alle battaglie interstellari. Un ritorno in grande stile per i ragazzi di Stardock.

Master of Civilizations?

Ci troviamo al cospetto di un classico strategico a turni – tanti i punti di contatto con la famosa saga di Sid Meier, a partire dal nome! – in cui il giocatore, una volta scelta una tra le dieci razze disponibili (è possibile crearne ad hoc) ha il modesto scopo di conquistare l’universo.
È possibile raggiungere tale obbiettivo seguendo percorsi diversi, dettati per lo più dalle caratteristiche della specie vivente scelta. I temibili Drengin, ad esempio, possono contare su di un apparato bellico di prim’ordine, mentre per i Torian non ci saranno problemi finanziari, date le loro abilità commerciali.
Sin qui dunque nulla di particolarmente diverso rispetto a quanto ci ha abituati il mitico Civilization; una volta avviata la partita, poi, si continuano ad intravedere abbondanti similitudini con la saga Firaxis. Inizialmente infatti si dispone di un solo pianeta dove costruire edifici (che possono aumentare la crescita demografica piuttosto che quella economica o tecnologica) e astronavi. Nei primi turni è possibile fabbricare unità base (colonizzazione, costruzione ed esplorazione), ma nuovi ritrovati si rendono fruibili man mano che si susseguono le innovazioni scientifiche.

Pimp my ship

Merita senz’altro un approfondimento l’aspetto appena introdotto.
Di default sono presenti alcuni mezzi preconfezionati e discretamente bilanciati, la cui varietà è stata volutamente limitata. Questo perché i programmatori hanno deciso di rendere disponibile un editor interno che permette di costruire da sé le astronavi, partendo da uno scheletro e aggiungendo appendici aerodinamiche (del tutto inutili dal punto di vista tattico, ma di sicuro impatto scenografico), motori, scudi, armi e mille altri componenti dagli utilizzi più disparati: in questo modo sarà possibile, ad esempio, dotare anche la minuscola e velocissima navicella scout del micro modulo di costruzione spaziale appena inventato così da poter raggiungere prima degli altri quel meteorite ricco di risorse dall’altra parte della galassia.
Inutile dire che questa fortunatissima scelta innalza notevolmente il grado di coinvolgimento del giocatore, che in tal modo può creare flotte personalizzate e confacenti alle proprie propensioni tattiche. [C]

Galactic Civilizations II: Dread Lords - Recensione
Nemmeno i ragazzi della West Coast Custom saprebbero fare di meglio!

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Mi è costata un capitale, ma che figurone con le pollastrelle galattiche!

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Baobab tecnologico

Altra cosa che rimbalza subito all’occhio è l’esagerata vastità dell’albero tecnologico di Galactic Civilizations 2: se si pensa che le sole armi laser hanno 25 aggiornamenti, ciascuno dei quali può impiegare diverse settimane (turni) prima di essere ultimato, si realizza con facilità l’importanza delle relazioni diplomatiche con gli altri partecipanti per non far perdere il treno dell’innovazione alla propria civiltà. Si potranno infatti barattare alleanze militari od economiche con gli agognati update, che come sempre sono fondamentali per non soccombere innanzi ai minacciosi rivali.

Ministri stellari

L’aspetto bellico continua a ricoprire un ruolo importante, ma non più fondamentale. Basti pensare che nelle battaglie dove il divario d’arsenale è troppo grande si vedranno semplicemente scomparire le unità più deboli; nelle altre circostanze si attiva una schermata in 3D dov’è possibile osservare in terza persona l’andamento dei duelli, proprio come se si fosse seduti allo stadio. Le navi potranno essere aggiornate nel corso della partita, e dovranno essere tenute d’occhio con grande riguardo dal momento in cui aumentano d’esperienza con le vittorie.
La guerra però non è tutto nello strategico di Stardock: ci sono, come detto pocanzi, diversi altri modi per raggiungere il controllo dell’universo. Ciò che sorprende è la sopraffina IA di cui sono stati dotati gli avversari: in pratica sembrano adattarsi con dinamismo alle scelte del giocatore. Chi preferisce tentare di raggiungere il predominio culturale vedrà le civiltà comportarsi esattamente come sarebbe lecito attendersi da un essere umano: quelle che si riconoscono per politica e ideali – durante la partita si dovrà scegliere allineamento e governo da dare all’impero – non opporranno resistenza nel cedere i propri pianeti ai sovrani più potenti, mentre le fazioni di opposto schieramento cercheranno in tutti i modi asilo svendendosi al miglior offerente pur di non venire sopraffatte. La cosa interessante è che, con un abile intreccio diplomatico, sarà addirittura possibile vincere la partita senza nemmeno costruire una nave da combattimento!

Il motore del 3000

Dal punto di vista tecnico Dread Lords si presenta con una veste grafica pulita che non disdegna qualche effetto speciale, anche se – oggettivamente – abbiamo visto giochi affrontare lo spazio con un vascello visivo di tutt’altro impatto. Avrebbero inoltre potuto essere un po’ più curate le schermate di gestione (troppo scarsa l’area riservata all’immenso iter tecnologico, ad esempio), ma ci si abitua abbastanza velocemente. Complessivamente l’engine si rende funzionale alla struttura di gioco senza pesare eccessivamente sulle risorse di sistema: anche schede video con qualche mese di troppo potranno gestire con disinvoltura le galassie di Stardock, mentre non è da sottovalutare il ruolo ricoperto dal processore, che diviene fondamentale nelle mappe con numerosi partecipanti.
Il sottosistema audio invece ci ha lasciati delusi, per via soprattutto di una colonna sonora poco ispirata e troppo ripetitiva, tanto che alcuni giocatori vorranno disattivarla dopo qualche minuto per favorire la concentrazione. Anche gli effetti sonori non sono molto piacevoli, mentre non sono presenti commenti vocali se non quello dello strambo tutorial a filmati.

Concludendo...

Ottima la longevità del titolo, che offre sfide sempre diverse tra loro, garantendo un elevato grado di rigiocabilità. È presente una campagna preconfezionata e un editor di scenari casuali, creati indicando particolari condizioni di vittoria, razze presenti inizialmente, dimensioni dell’universo... L’assenza di qualsivoglia modalità online è un neo che, data la natura del titolo, non vogliamo giudicare in maniera troppo severa.
Tirando le somme, Galactic Civilizations II: Dread Lords ci ha impressionato favorevolmente, per merito soprattutto delle svariate situazioni offerte al giocatore, spesso messo in difficoltà da nemici molto arguti. L'evoluta intelligenza artificiale, le diverse modalità di condurre i giochi, la notevole personalizzazione della propria razza, rendono il gioco di Stardock estremamente godibile e assuefante: siamo certi che molti risponderanno di no alla domanda del gioco al momento di premere quit: “Sei sicuro di voler uscire? Un altro turno non ha mai fatto male a nessuno…” [C]

Galactic Civilizations II: Dread Lords - Recensione
Conquistiamo pianeti nemici grazie con un'invasione di soldati d'elite

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Lamberto Sposini veste la collezione estate 2943

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Problemi in Italia

C'è un piccolo incoveniente che affligge le copie di Dread Lords giunte in Italia: infatti il codice seriale incluso nelle confezioni è composto da soli 25 caratteri alfanumerici contro i 28 necessari per l'attivazione online. Seguendo questo link è possibile aggirare lo scoglio sia online che via e-mail.

Commento finale

Galactic Civilizations 2: Dread Lords è un ottimo gioco che non fa fatica a farsi riconoscere in un panorama non particolarmente affollato - quello degli strategici a turni. Il confronto con la pietra miliare Civilization IV vede il titolo di Sid Meier vincere con un certo vantaggio, pur essendo inferiore in certi aspetti che qui sono stati curati con molta dedizione (soprattutto l'intelligenza artificiale). La grafica pulita e piacevole, l'elevata longevità e i numerosi tocchi di classe coi quali i programmatori hanno impreziosito la loro seconda opera, rendono Dread Lords un acquisto obbligato per tutti gli amanti del genere, una scelta da non sottovalutare per chi intendesse avvicinarsi per la prima volta. Per costoro però la mancata localizzazione in italiano potrebbe rappresentare un ostacolo non indifferente, viste le numerose schermate di dialogo presenti.

Pro

  • Diverse tattiche per affrontare il gioco
  • IA realistica e impegnativa
  • Ottima rigiocabilità
Contro
  • Disponibile solo in inglese
  • Sonoro ripetitivo
  • Interfaccia migliorabile

Il nome Stardock Corporation risulta certamente familiare agli utenti PC: si tratta della software house che ha realizzato il celebre WindowsBlinds, uno dei più noti theme manager per Windows XP. Recentemente la società ha allargato il suo business divenendo distributore di applicativi e videogame, tutti acquistabili online; tra questi anche Galactic Civilizations, la prima opera ludica realizzata da Stardock nel marzo del 2003.
Galactic Civilizations II: Dread Lords è naturalmente il seguito di quel titolo, che tanto consenso aveva riscosso presso la stampa specializzata. Ne sono in commercio due versioni: a quella standard si affianca la Collector’s Edition oggetto della nostra prova, che si distingue per una maggior quantità di moduli con cui personalizzare la propria flotta (aspetto che approfondiremo più estesamente nel prosieguo della recensione).